Il primo sito web in Italia sul femminismo e le sue degenerazioni

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Le donne brutte hanno maggior propensione a diventare femministe in carriera

È il risultato di una analisi sociologica pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology: le donne brutte, che non hanno possibilità di attrarre un uomo, tendono a procurarsi un lavoro per poi razionalizzare la loro zitellaggine mediante l’ideologia femminista.

Le ragazze carine privilegiano invece la famiglia alla carriera, e tendono ad avere vite più felici.

Per questo motivo le femministe attaccano le mamme in maniera così sguaiata: le donne brutte sentono, ad un livello viscerale, che la loro bruttezza è la vera ragione per cui non non possono avere la vita felice delle donne di aspetto migliore, e quindi le deridono come vittime di un immaginario “patriarcato” che non capiscono le gioie di una rampante carriera a colpi di quote rosa.

Queste femministe quindi cadono in una campagna di odio anti-maschile in cui mentono anche a loro stesse.

Particolarmente pericolose diventano quelle femministe che, lavorando come avvocate, cercano di distruggere la felicità delle altre donne inducendole a divorziare calunniando l’ex-marito per ottenere il mantenimento dei figli a costo di rovinare loro la vita.

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Feminist empowerment: il Senato boccia emendamento incostituzionale

Di fronte alla bocciatura dell’emendamento di cui era prima firmataria, la politica IDV Giuliana Carlino sul suo blog attacca la maggioranza di “maschilismo becero”.

In realtà l’emendamento tendeva a limitare il diritto dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti imponendo per legge un 50% di quote rosa.  Come già accaduto ad una simile legge femminista annullata dalla Corte Costituzionale (sentenza 1995/422), l’emendamento è stato valutato come contrario alla Costituzione ed in particolare all’articolo 51:

“tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizione di eguaglianza”.

La vera eguaglianza è quella delle opportunità, da 50 anni garantita dalla Costituzione, e non quella degli esiti, pretesa dalle femministe.

Uomini e donne hanno eguale diritto di voto ed eguale diritto di farsi eleggere: se preferiscono eleggere un uomo piuttosto che una donna, o viceversa, è una libera scelta che né femministe né maschilisti devono impedire.

Imporre per legge che i campionati di scacchi debbano essere vinti al 50% da donne è contrario alla meritocrazia e serve solo ad aiutare femministe incapaci a danno anche delle donne capaci.  In Svezia il Partito Femminista ha partecipato alle elezioni, ricevendo solo lo 0.5% dei voti femminili: imporre che una ideologia rifiutata da quasi tutti nel paese diventi magicamente maggioranza in politica sarebbe un colpo di stato.
D’altronde dentro lo stesso partito IDV opera una  sezione IDVdonne che tenta di attuare una politica femminista.  E così IDV è stato accusato di ingerenze contro i papà separati ed i loro bambini, del tentativo di affossare la riforma dell’affido condiviso, del tentativo di garantire l’automatismo falsa accusa = possesso dei figli, e purtroppo addirittura al tentativo di negare che l’alienazione genitoriale (ovvero il plagiare i bambini, spesso mediante calunnie) è un gravissimo abuso sull’infanzia.

Al momento il loro unico effetto è di far perdere decine di migliaia di voti ad IDV, ma cosa accadrebbe se usando quote rosa questa componente potesse imporre alla maggioranza del partito ed al paese intero politiche femministe, di impedire che i bambini vittime di alienazione genitoriale vengano protetti da questo abuso?

La Carlino è autrice di una interrogazione parlamentare in cui attacca operatori socio-sanitari e chiede ispezioni contro il Tribunale dei Minorenni di Firenze accusati di voler proteggere una bambina da questo abuso che le femministe vogliono negare: dalla sua stessa interrogazione è palese che una bambina deve essere protetta da una madre autrice di gravi false accuse.

Un appello alla ragione arriva dalla dott. Yasmin Abo Loha, che dal 1990 è impegnata sin dal 1990 a difendere i bambini  dallo sfruttamento sessuale:

Sorelle, una riflessione: forse nello stroncare a prescindere si cade nell’errore.

La PAS purtroppo esiste, non è l’invenzione di un povero pazzo come voi vorreste insinuare.  In tutto il mondo gli studi di Gardner hanno trovato riscontro a livello universitario, in Italia sono stati approfonditi da una moltitudine di accademici ambosessi, da Guglielmo Gullotta (TO) ad Isabella Buzzi (MI), da Vittorio Vezzetti (VA) a Loretta Ubaldi (RM)….

Indurre all’odio verso un genitore è un abuso nei confronti dei figli, vogliamo riconoscerlo?

Non voglio pensare che “femminismo”, termine e concetto in cui credo, si riduca a sinonimo di cieco odio antimaschile.

 

 

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Emancipazione femminile

dopo anni di femminismo e battaglie, finalmente le donne italiane si sono liberate

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Bersani: “serve una legge contro la transfobia”

Marrazzo approva.  I bambini “pensate prima all’affido condiviso”.

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Sei stanco di cessi femministi?

«Se sei stanco di rincorrere le tipiche donne educate da MTV, super femministe e cessi che vedi ogni giorno, potremmo avere la soluzione che fa per te, se solo hai il coraggio di continuare a leggere…»

Così inizia la pubblicità di un sito di incontri…

 

Fonte: http://www.metromaschile.it/forum/index.php/topic,5629.msg60134/topicseen.html#msg60134

 

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Lo stupro è un problema maschile

Brian Banks era una stella del football americano.  Ma la sua carriera finì prima di incominciare il giorno che una ragazza lo accusò di stupro.  Entrambi avevano 16 anni.

Al processo la ragazza si contraddisse e non portò alcuna prova oggettiva.

Lui rifiutò di dichiararsi colpevole e accettare 18 mesi perché era innocente.

Ma il processo era basato sul femminismo: la ragazza venne giudicata “credibile” e lui venne condannato a cinque anni e mezzo di prigione.

Alla ragazza vanno 1,5 milioni di dollari di risarcimento, pagati dalla scuola che li ospitava.

Passano gli anni.

Il giorno che esce di prigione viene contattato dalla ragazza, che gli offre l’amicizia su Facebook.  Lui avverte un investigatore che di nascosto filma l’incontro con la ragazza.

Che non è una femminista, e ammette di aver mentito, si sente in colpa e vorrebbe ritrattare tutto, ma “allo stesso tempo non voglio dover dare indietro tutti quei soldi”.

Il giorno che Brian è stato riconosciuto innocente, ancora indossava il braccialetto elettronico che devono portare i condannati per stupro.

Chissà quanti di loro sono innocenti vittime del nazi-femminismo.

Non è chiaro se la ragazza dovrà dare indietro il milione e mezzo di dollari e se verrà perseguita per calunnia. Le nazi-femministe sostengono che vederla condannata sarebbe un messaggio sbagliato per le donne, che a loro dire sarebbero vittime di violenza maschile che non trovano il coraggio di denunciare.

Il persistere nel femminismo giudiziario poterà inevitabilmente la gente a farsi giustizia da sola, appendendo le femministe colpevoli di aver trasformato il sistema legale in uno strumento anti-uomo in mano alle calunniatrici.

Il filmato con la confessione della ragazza:

California Innocence Project Director Justin Brooks discusses Brian Banks' case

La notizia arriva da

http://espn.go.com/los-angeles/ncf/story/_/id/7967794/ex-usc-trojans-recruit-exonerated-rape-conviction

 

 

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Pirandello e la “gran maestra di menzogne”

La femminista non possiede nessuna forza creativa , poiché ella è priva di quell’idealismo senza il quale non è possibile uno sviluppo dell’umanità verso l’alto .
La sua intelligenza non sarà mai produttrice , ma agirà sempre distruggendo – o in pochissimi casi stimolando, ma in tal caso sotto l’aspetto di una forza “che vuol sempre il male e produce sempre il bene” -. E’ suo malgrado, infatti, che la marcia dell’umanità va verso l’alto…

Poichè nella femminista la mentalità idealistica manca del tutto ; ella è stata ed è soltanto parassita.
Quel suo dilagare è un tipico fenomeno parassitario;
ella cerca sempre nuove possibilità di nutrimento per il suo movimento .
Ella è e rimane la tipica parassita , una scroccona , che si spande alla maniera dei bacilli dannosi , purché trovi un terreno favorevole.
E anche gli effetti del suo sopraggiungere somigliano a quelli delle scroccone : dove penetra , dopo un tempo più o meno breve , l’uomo si dissangua…

In questo modo la femminista ha vissuto negli Stati e vi formò il suo proprio , mascherato per lungo tempo col nome di “movimento paritario” , fino a quando le circostanze esteriori non gli hanno consigliato di svelare la sua vera natura .

Non appena si è creduta tanto forte da non avere più bisogno di tale velo, ella lo ha lasciato cadere e si è manifestata proprio quello che gli altri non avevano voluto o potuto vedere : la femminista.

Nell’esistenza della femminista. quale parassita del corpo degli uomini, si fonda una caratteristica che indusse Pirandello a pronunciare la frase : la femminista è una gran maestra di menzogne .

E’ il suo genere di esistenza che spinge la femminista alla menzogna ; e proprio a una menzogna eterna, come gli abitanti del nord sono obbligati ad indossare sempre un vesitito pesante .
La sua esistenza in mezzo agli uomini può durare a lungo soltanto se gli riesce di far nascere l’opinione che non si tratti già di un movimento speciale, ma di una collettività di genere.
E questa è la prima grande bugia.

 

http://antifeminist2.altervista.org/la-natura-della-femminista-t1157.html

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La libreria femminista

L’odio di genere è una forma di disturbo mentale che esisteva già prima del femminismo.  Nel 1912 la sig.ra Kaissavow rifiutava di avere libri scritti da uomini.

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Il piccione femminista

Discutere con una femminista che approvava la calunnia è un po’ come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere il più grande giocatore del mondo, ma il piccione continuerà a rovesciare tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e camminerà impettito andando in giro con aria trionfante.

 

La vera natura del piccione è femminista

La vera natura del piccione è femminista

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Andres Breivik fa il saluto nazi-femminista

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