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Vajassa Faldocci, il vero simbolo del femminismo

Chi è il vero simbolo del femminismo?

Non Rosie la Rivettatrice.   Durante la seconda guerra mondiale venne fotografata mentre lavorava in acciaieria, e dalla foto le femministe trassero a sua insaputa l’icona di “Rosie la rivettatrice”, la donna nerboruta che fa lavori maschili dicendo “We Can Do It!”.   Nella realtà si chiamava Geraldine e dopo due settimane abbandonò l’acciaieria, ritenendola pericolosa per le mani, preferendo fare la commessa in una libreria.   Geraldine conobbe il futuro marito, il dentista Leo Doyle, mentre lavorava come venditrice di gelati. Vissero felici e contenti per 66 anni ed ebbero 6 figli e numerosi nipoti.    È morta il 26/12/2010 e le figlie la ricordano con un viso dolce e senza bicipiti.

Non è Jane Roe, la donna stuprata che ottenne la legalizzazione dell’aborto.  Fino a quando un giorno «durante una Messa caddi in ginocchio e chiesi perdono a Dio per tutto quello che avevo fatto.  Una delle confessioni che devo fare è che nel 1973 ho mentito, dichiarando di essere rimasta incinta dopo essere stata violentata da una banda. L’avvocata ci basò buona parte della mozione, sapendo che gli americani sarebbero certo stati a favore dell´interruzione di gravidanza per una donna stuprata. Ma non era vero. Avevo mentito. La legge che ha ucciso milioni di vite era nata da una bugia».

Non sono nemmeno le 129 donne morte l’8 Marzo 1908 nella filanda tessile Cotton di New York chiuse dal padrone per impedire uno sciopero mentre la filanda prese fuoco.  Si è scoperto che anche quella era tutta una bufala.  Nulla di tutto ciò è mai accaduto.  Nessuna donna è morta l’8 Marzo 1908, né di nessun altro anno.  Tutto falso.

Il vero simbolo del femminismo è Vajassa Faldocci, l’immaginaria avvocata d’assalto specializzata in false accuse di violenza domestica.  Nel 1968 frequentava Scemenze Politiche, e con le Sorelle cercava di far capire alle donne che fin dall’antichità il Patriarcato le opprimeva usurpando i mestieri più affascinanti: trasportatore massi per costruzione piramidi, addetto ai remi in una galera romana, spaccapietre nelle miniere di carbone…    All’improvviso ebbe l’illuminazione che cambiò il corso della Storia del Femminismo: «forse, piuttosto che spaccare pietre, la Donna preferisce divorziare, prendersi la casa coniugale e farsi mantenere».    La genialità di questa intuizione non venne subito compresa, e Vajassa poté sviluppare tranquilla la sua associazione a delinquere, e oggi l’unico femminismo rimasto vivo è quello di Vajassa, diventata ricca con la macchina trita-bambini delle calunnie femministe e del negazionismo della alienazione genitoriale.    Si dice che si sia comprata un SUV con ogni bambino a cui ha levato il papà.

 

 

 

 

 

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