Il primo sito web in Italia sul femminismo e le sue degenerazioni

Calunnia di genere

Femminismo e terzomondismo: politica del PD chiede soldi per leggi anti-uomo

Il PD ha tradito i lavoratori dandosi al femminismo ed al terzomondismo.   Ultimo esempio è il testo firmato da Serafini Anna Maria (politica PD, ex PCI, moglie di Fassino), eletta grazie alle scelte del partito PD.

La politica PD parte con la cosiddetta “calunnia di genere”, una BALLA COLOSSALE contro i maschi:

la violenza maschile sulle donne è la prima causa di morte per le donne in tutta Europa e nel mondo”.

Un partito serio caccerebbe immediatamente chi diffonde odio di genere mediante indecenti false statistiche, così gonfiate (addirittura del 100000%) che una persona normale ne capisce subito la totale irrealtà.  Spazzatura di livello così basso quanto l’inventarsi statistiche secondo cui gli ex-comunisti e le loro femministe ancora oggi mangiano i bambini.

Sulla base di queste false premesse, la politica PD vorrebbe le seguenti leggi femministe:

Art.1 Pretende di imporre ai media di sensibilizzare sulla “violenza di genere”: odioso vocabolo inventato da femministe per odiare il genere maschile, quando invece bisogna sensibilizzare contro la violenza in genere.

Art. 4. Pretende statistiche sulla violenza, ma solo quella sulle donne, quando la realtà è che la violenza non ha sesso.

Art. 6. Pretende l’assunzione nelle questure di “personale di sesso femminile” (ma le femministe non fingevano di combattere le discriminazioni di genere??) formate secondo l’ideologia femminista (a credere forse che il maschio è la prima causa di morte?).

Art. 7. Qualcosa di simile nelle ASL.

Art. 8. Le donne che denunciano “violenza di genere” vengono nominate “vittime” (già ora l’80% delle accuse sono false) e premiate con vantaggi lavorativi (quali riduzione dell’orario di lavoro) rispetto agli uomini ed alle donne che non sono vittime e/o non inventano false accuse — legge già imposta da femministe in Spagna dove ha portato ad una spaventosa epidemia di calunnie femministe contro uomini innocenti.

Art. 9. La donna extra-comunitaria che denuncia un uomo riceverà il permesso di soggiorno — legge femminista già in vigore negli USA che ha portato ad una epidemia di calunnie contro uomini innocenti.

Art. 11. I centri anti-violenza, spesso caduti nel femminismo più radicale, possono costituirsi in giudizio contro gli uomini accusati, spesso falsamente.   Non si capisce se questo ambisce a dirottare risarcimenti dalle donne ai centri che le assistono.

Art. 13. Fondi pubblici per i “centri delle donne”  – strutture spesso fondate da comuniste femministe.

Art. 20. Pretende 85 MILIONI DI EURO per il 2013!!!

L’ideologia Marxista, che con il comunismo ha fatto 100 milioni di morti (5 volte più del nazismo), ha tentato di riciclarsi in terzo-mondismo e femminismo ripetendo il gioco di proclamare alcune categorie come vittime di altre in maniera da assumere potere e danaro in loro nome, istituire discriminazioni per legge fingendo di combattere le discriminazioni.

E così ormai i partiti nati dal PCI si sono trasformati nei peggiori nemici dei normali lavoratori.

Se sei italiano, uomo, tranquillo papà di famiglia, magari addirittura cattolico, allora sei dipinto come nemico oppressore.

Se sei donna, lesbica, nera allora appartieni a tre categorie dipinte come vittima e potrai ambire al parassitismo.

Mentre politici PD (votato al 66% da donne) tentano di affossare l’affido condiviso, IDV addirittura tenta di negare che alienare un bambino è abuso sull’infanzia.

Perché un uomo dovrebbe votare per partiti che lo calunniano in quanto maschio, che con la separazione vogliono levargli i figli, levargli la casa, levargli lo stipendio, quando anche le donne dignitose rifiutano di vivere come parassite e combattono per i bambini contro questo sistema?

 

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Lo stupro è un problema maschile

Brian Banks era una stella del football americano.  Ma la sua carriera finì prima di incominciare il giorno che una ragazza lo accusò di stupro.  Entrambi avevano 16 anni.

Al processo la ragazza si contraddisse e non portò alcuna prova oggettiva.

Lui rifiutò di dichiararsi colpevole e accettare 18 mesi perché era innocente.

Ma il processo era basato sul femminismo: la ragazza venne giudicata “credibile” e lui venne condannato a cinque anni e mezzo di prigione.

Alla ragazza vanno 1,5 milioni di dollari di risarcimento, pagati dalla scuola che li ospitava.

Passano gli anni.

Il giorno che esce di prigione viene contattato dalla ragazza, che gli offre l’amicizia su Facebook.  Lui avverte un investigatore che di nascosto filma l’incontro con la ragazza.

Che non è una femminista, e ammette di aver mentito, si sente in colpa e vorrebbe ritrattare tutto, ma “allo stesso tempo non voglio dover dare indietro tutti quei soldi”.

Il giorno che Brian è stato riconosciuto innocente, ancora indossava il braccialetto elettronico che devono portare i condannati per stupro.

Chissà quanti di loro sono innocenti vittime del nazi-femminismo.

Non è chiaro se la ragazza dovrà dare indietro il milione e mezzo di dollari e se verrà perseguita per calunnia. Le nazi-femministe sostengono che vederla condannata sarebbe un messaggio sbagliato per le donne, che a loro dire sarebbero vittime di violenza maschile che non trovano il coraggio di denunciare.

Il persistere nel femminismo giudiziario poterà inevitabilmente la gente a farsi giustizia da sola, appendendo le femministe colpevoli di aver trasformato il sistema legale in uno strumento anti-uomo in mano alle calunniatrici.

Il filmato con la confessione della ragazza:

La notizia arriva da

http://espn.go.com/los-angeles/ncf/story/_/id/7967794/ex-usc-trojans-recruit-exonerated-rape-conviction

 

 

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Homer Simpson vittima di calunnia femminista

Homer e Marge lasciano i figli con una baby-sitter femminista che prima esibisce la sua misandria mandando Bart a sbattere contro un muro e poi accusa falsamente Homer di molestie sessuali.

Brutte femministe rabbiose stazionano davanti a casa Simpson urlandogli contro e picchiandolo con violenza.

Homer prova a discolparsi presso una TV femminista, ma l’intervista viene manipolata per farlo sembrare un pervertito, anche con un falso filmato dove prova ad ammazzare un gatto. Viene chiesto che sondaggi telefonici che lo danno per colpevole abbiano valore legale.

Parte il circo dei media che stazionano 24/24 davanti a casa dei Simpson.

Quando anche i familiari iniziano a perdere la fiducia in lui, Homer si salva solo perché spunta fuori un video della molestia sessuale che lo scagiona completamente.

Situazione che descrive l’abominio giuridico realmente costruito dalle nazi-femministe americane: l’inversione dell’onere della prova.

Fonti:

  • 9o episodio della 6a serie dei Simpson dal titolo originale “Homer Bad Man”
  • Filmato in inglese: http://www.wtso.net/movie/405-609_Homer_Bad_Man.html
  • http://en.wikipedia.org/wiki/Homer_Badman
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Sorelle, fatela finita

L’ultima delle bassezze del femminismo: usare una ragazza uccisa per montare patetiche ed assurde polemiche.

Vogliono impedire che chi non condivide il femminismo — e cioè il 99.6% delle persone — possa esprimere il proprio cordoglio.

Le parole sincere delle persone di buon cuore, o forse semplicemente normali, sono incomprensibili per chi passa la vita a odiare gli uomini ed a vedere il male ovunque.

Ma non hanno trovato nulla, assolutamente nulla, a cui attaccarsi.

E allora hanno montato una triste polemica, senza rispettare il dolore di chi conosceva questa ragazza e le voleva bene.

Manipolazioni che hanno attizzato i loro amici violenti che minacciano sprangate.

Ma anche suscitato lo sdegno di un ragazzo che aveva scritto una sincera lettera volendo solo ricordare degnamente l’amica uccisa:

lo sciacallaggio gratuito nei confronti di una tragedia, usato per continuare il vostro intento, è qualcosa che supera la stupidità umana, travalica i limiti dell’intelletto, non è ammissibile per assurdo, non rientra nelle dignità di un uomo dotato di intelletto e cuore. Io ho capito benissimo sia l’ambiente che circola sia lo spessore morale di chi amministra questa pagina. E vi dico che non ho saliva che vi meriti di profumarvi.

Vergognatevi. Voi e i vostri leccapiedi

Potremmo esibire screenshot, ma noi non siamo femministe.  Noi rispettiamo la verità ed il dolore vero:  qui non faremo nessun nome e nessuna polemica.    Solo considerazioni generali che possano aiutare i vivi.

Le femministe accecate dall’odio contro gli uomini devono essere tenute lontane dai bambini.   I loro centri che vedono ovunque inesistente violenza maschile per spietatamente allontanare i bambini dai loro papà e arricchirsi con separazioni conflittuali devono essere chiusi.  

Perché gli adulti sanno riconoscere le manipolazioni di chi odia i papà e vuole distruggere le famiglie.

Ma i bambini sono fragili ed innocenti.

Non a caso le bassezze del femminismo arrivano a cercare di negare che alienare un bambino è un abuso sull’infanzia ed a diffamare il defunto professor Gardner, che si impegnò a proteggere i bambini vittime di questi plagi.

Sorelle, lasciate in pace i morti.

Sorelle, lasciate in pace i bambini.

Sorelle, lasciate in pace le donne.

Smettetela di esibire organi genitali e flaccidi deretani su FaceBook dove la pornografia non è ammessa per farvi censurare e denunciare inesistenti complotti demo-fallo-maschilisti ai vostri danni.

 

Smettetela di dare del “maschilista fascista pedofilo fake” a chiunque vi dica che siete disturbate e affrontate la realtà: ormai è la maggioranza delle persone normali a schifarvi e disprezzarvi.

C’est fini.

 

 

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Quale spot è davvero offensivo?

Il primo pubblicizza assorbenti ma è stato ritirato perché le organizzazioni di transessuali femministe lo hanno attaccato come “transfobico”, che non si sa cosa voglia dire ma suona male.

Il secondo è uno degli spot femministi in cui ogni uomo (prima il papà e poi il marito) è dipinto come violento, stupratore, pedofilo, ubriaco, sudicio e la donna come vittima al fine di stimolare l’odio contro il “maschio” ed alla violenza femminista.

Per causa di queste schifezze femministe, tanti bambini perdono la loro famiglia e vengono alienati.  Tanti papà vengono falsamente accusati.  Una donna è stata condannata a 8 anni per calunnia di genere, ma non appena ha assaggiato il carcere che voleva far fare al suo ex marito, è morta.

 

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Ciudad Juarez: come si muore fra i cartelli della droga e quelli del femminismo

Ciudad Juarez è la città nota nei film western come “El Paso” (confine fra USA e Messico). È diventata la città più violenta del mondo da quando, sgominati i cartelli della droga Colombiani, le rotte del narco-traffico si sono spostate su Ciudad Juarez.

Le guerre fra i cartelli della droga hanno fatto 9000 morti. Ogni anno, una persona su 10,000 viene uccisa.

Poliziotti, giornalisti, narcos: queste le principali vittime degli omicidi a Ciudad Juarez.

La signora Yaretzi racconta:

“noi donne lo facciamo per il denaro. Mi misi ad uccidere diventando sicario a tempo pieno insieme a ragazze così belle e con unghie grandi e affilate come coltelli che ispiravano pensieri inverecondi »

Uccise anche 500 donne (soprattutto prostitute, corrieri della droga, assassine…), usate per un fenomeno schifoso quanto la droga: il femminismo le usa per straparlare di femminicidio, tenta di decuplicare il loro numero.

Le odiatrici di uomini tentano di accendere anche una guerra di genere che rovinerebbe quel poco di coesione sociale rimasto a Ciudad Juarez.

Compassione umana che ha permesso di salvare la vita di Karla Flores, in una storia incredibile e commovente. Il 6 agosto del 2011 Karla venne colpita accidentalmente da un razzo che le ha sfondato la mandibola, le ha strappato metà dentatura ma, invece di uscire ed esplodere uccidendola, si è fermato in bocca. La donna, 32 anni, è caduta a terra, semi incosciente con quell’ogiva che poteva esplodere da un momento all’altro, ma che comunque la stava soffocando.

Mentre le femministe gridavano al maschio violento ed al femminicidio, un automobilista («un angelo» dice oggi Karla) l’ha portata in ospedale. Quando dalle radiografie è stato evidente che quell’oggetto incastrato tra le ossa del suo viso era una bomba ancora in grado di esplodere e uccidere chiunque nel raggio di 10 metri, il dottor Gustavo Meza le è rimasto accanto. Ha preso in mano il telefono, ha chiamato dottori e infermieri. Molti colleghi si sono tirati indietro, fino a che si sono presentati i volontari necessari: due anestesisti, un infermiere specializzato per la sala operatoria e un medico di supporto. L’esercito messicano ha offerto due artificieri per spiegare come trattare l’ordigno. I due militari sono arrivati all’Hospital General di Culiacán con gli scafandri protettivi, ma poi, per solidarietà umana con i medici che non avrebbero comunque potuto operare dietro agli scudi, si sono infilati dei semplici camici verdi. L’intervento chirurgico è riuscito: l’ogiva è stata sfilata dal viso di Karla senza che esplodesse o cadesse.

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Sistema circolatorio violento: ogni anno ne uccide oltre 126 mila.
Ecco come muoiono le donne in Italia.

I dati istat relativi all’anno 2008 mettono in evidenza l’estrema pericolosità del sistema circolatorio che ogni anno condanna inesorabilmente a morte ben 126.936 donne. Immediatamente a seguire, tra i responsabili di questo femminicidio italiano, il cancro con 75.010 donne uccise ogni anno.

Per consultare le tabelle ISTAT cliccare qui

 

Dati Istat relativi anno 2008

Fonte dati istat http://www.istat.it

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Le femministe fanno parlare i morti

Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: in piedi, signori, davanti ad una donna“. [William Shakespeare]

Siamo davvero sicuri che l’autore di questa frase sia William Shakespeare ?
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Su google la frase è citata oltre 1400 volte ed è sempre attribuita al drammaturgo inglese.

Controlla su GOOGLE

Ma in effetti la frase non sembra in alcun modo riconducibile al drammmaturgo e poeta inglese vissuto tra il 1564 e il 1616, ben lontano da celebrazioni del vittimismo femminista che comparira’ 5 secoli piu’ tardi.
La ricerca di fonti letterarie in tal senso, inoltre, non fornisce alcun risultato.
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E allora chi ha scritto queste parole che celebrano una donna vittima di soprusi e violenze millenarie?
Shakespeare è escluso.
La frase citata che gira in rete, falsamente attribuite a Shakespeare, è con tutta probabilità stata messe in giro da qualche femminista della quale, trattandosi di un falso, è tuttavia impossibile conoscere il nome.
Di certo c’è che Shakespeare non ha mai scritto nullla del genere.
Le femministe dunque fanno parlare i morti.
E fanno dire loro quello che vogliono.
L’importante è calunniare gli uomini descrivendoli come oppressori delle donne.
Che cio’ sia vero o meno (e non esistono fonti storiche dell’oppressione della donna nella storia) alle femministe non importa.
Resta di fatto che con questa mistificazione il femminismo ha colpito anche la poesia di Shakespeare.
Riscrivere la storia in termini di oppressione patriarcale è stato ed è uno degli obiettivi di questa ideologia malvagia. Che attraverso la criminalizzazione del genere maschile, ha inteso incutere sensi di colpa negli uomini e sulla base di questi chiedere a tutti gli uomini ingiusti “risarcimenti” in termini di privilegi di genere.
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Il filmato sotto illustra in maniera dettagliata le origini del femminismo.
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La guerra femminista contro gli studenti

Le università americane stanno espellendo studenti maschi falsamente accusati, senza garantire loro nemmeno i normali diritti di difesa.

Studenti hanno subito procedimenti in cui aver espresso opinioni, quali criticare il femminismo o le discriminazioni “positive” come le quote rosa, viene considerato molestia sessuale, in aperta violazione del diritto alla libertà di parola (esempi sono citati in Students for Individual Liberty in Davis v. Monroe County Board of Educationi).

All’Università di Columbia, le “lettere d’amore” sono considerate molestie sessuali.

All’Università di Yale “l’innuendo sessuale non verbale, ad esempio l’inflessione della voce” è considerata molestia sessuale.

Le femministe hanno ora ottenuto che per la condanna non sono più necessarie prove “oltre ogni ragionevole dubbio”, ma solo la “preponderanza dell’evidenza”. Se cioè un giudice crede al 50,01% che uno studente accusato possa essere colpevole (ad esempio perché una femminista lo accusa senza prove), deve condannarlo.

Inoltre le scuole subiscono pressioni affinché venga eliminata la possibilità di contro-interrogare l’accusatrice, strumento che permette di scoprire alcune false accuse.

All’Università della California a Davis una femminista è stata arrestata per aver fabbricato 108 false accuse.

Gli studenti iniziano a difendersi: all’Università di Chattanooga uno studente preventivamente allontanato per via di una calunnia femminista chiede 1 milione di dollari di risarcimento per il danno subito.

L’Univeristà di George Washington ha espulso uno studente per via di una calunnia femminista, ignorando 3 testimoni oculari: lo studente ha chiesto 6 milioni di dollari di risarcimento.

Uno studente espulso dall’Università di Brown ancora per via di una calunnia femminista, ha denunciato l’Università, l’accusatrice, e suo padre (accusandolo di aver influenzato con ricche donazioni gli ufficiali del caso).

L’Università del North Dakota ha rifiutato di riammettere uno studente, espulso per una calunnia femminista, anche dopo che la magistratura aveva rinviato a giudizio la sua accusatrice per calunnia.

Il problema riguarda anche i professori: vari europei rinunciano ad insegnare in università americante, per via dell’opprimente clima femminista (non si può parlare liberamente; è imprudente fare esami con studentesse a porte chiuse…). Lubos Motl, professore dimessosi da Harvard per tornare in Europa, scrive: “nello scenario femminista estremo, il MIT sarà composto di due parti distinte, maschile e femminile. La parte maschile assomiglierà al MIT come lo conosciamo oggi; la parte femminile sarà principalmente composta di gente che sa poco di tecnologica e usa il MIT come fonte di soldi senza controlli e carità per assistenza ed asili”.

Il femminismo ha colpito anche al massimo livello: Larry Summers, rettore di Harvard (la più prestigiosa università americana) ha dovuto dimettersi per aver motivato il reclutamento sulla base del merito piuttosto che delle quote rosa, venendo sostituito da femministe che hanno imposto quote rosa.

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Anche il Wall Street Journal del 20/8/2011 denuncia l’attacco contro gli studenti, di fatto sostenendo che le femministe falsificano le statistiche al fine di seminare odio contro gli uomini e imporre la presunzione di colpevolezza in modo che false accuse basate sul nulla possano distruggere la vita di studenti innocenti (il testo originale in inglese segue)

Office for Civil Rights new interpretation of Title IX “strongly discourages” universities from permitting the accused “to question or cross-examine the accuser” during the hearing. In addition, if universities provide an appeals process, it must be available to both parties—which subjects the accused to double jeopardy.

Most egregiously, OCR requires universities to render judgment using “a preponderance of the evidence” standard. This means that in a rape case, a campus disciplinary board of faculty, administrators and perhaps students serves as both judge and jury. Few if any of these judges are likely to have professional competence in fact-gathering, evidence analysis or judicial procedure. Yet to deliver a verdict of guilty, they need only believe that the accused is more likely than not to have committed the crime.

This is the lowest standard. It is much less demanding than “beyond a reasonable doubt,” which is used in the criminal justice system, and the intermediate standard of “clear and convincing proof.” Yale, Stanford and many other universities have rushed to comply with OCR’s directives.

On campus, where casual sex is celebrated and is frequently fueled by alcohol, the ambiguity that often attends sexual encounters is heightened and the risk of error in rape cases is increased. The consequences for a wrongly convicted student are devastating: Not only is he likely to be expelled, but he may well be barred from graduate or professional school and certain government agencies, suffer irreparable damage to his reputation, and still be exposed to criminal prosecution.

OCR directives reducing critical due process protections on campus carry forward the work of extensive university bureaucracies built to ensure compliance with Title IX. These bureaucracies churn out materials on sexual harassment and sexual violence to train students, faculty and administrators to behave and think properly and to prepare those who serve on disciplinary boards. The materials are likely to include dubious statistics about the incidence of sexual assault; vulgar generalizations that men are controlling, angry and deceitful; and assurances that women neither lie nor make errors in alleging that they have been sexually assaulted.

In short, universities are institutionalizing a presumption of guilt in sexual assault cases. This implements the doctrine developed in the 1980s and ’90s by postmodernists, radical feminists and critical legal studies scholars that inspired the ruinous campus speech codes. That doctrine teaches that the American political order is designed to oppress the weak; that racial minorities and women, whether they realize it or not, are victims; and that the truth, except for the first two propositions, is infinitely malleable.

These teachings—and the disdain for the rights of the accused and liberty of thought and discussion that they sustain—are animated by illiberal convictions shared by many faculty and administrators, as well as the Obama administration Department of Education. Notwithstanding their selective appeal to the relativity of truth to neutralize alternative views, they are convinced that in practice all the hard questions about right and wrong have been finally settled and that faculty and administrators are uniquely in possession of the correct answers. Such dogmatism and imperviousness to evidence are hallmarks of the authoritarian mind. […]

Articolo a firma di Peter Berkowitz, senior fellow at Stanford University’s Hoover Institution.

L’articolo si conclude chiedendo se ci saranno professori capaci di deunciare queste leggi illiberali. O se accadrà come in Italia quando il fascismo impose le leggi razziali.

Oggi che le questioni di genere e il pestaggio maschile che dura da due generazioni vengono usate per gli obiettivi più balordi, non è escluso il rischio del ripetersi di episodi criminali ispirati dalle stesse ragioni che mossero la mano omicida di Marc Lepine, lo studente 25enne che nel 1989 compì una strage presso il Politecnico che lo aveva rifiutato e che lasciò – chiarissimo – questo messaggio: “Notate che oggi mi suicidio non per motivi economici ma politici. Perché ho deciso di mandare le femministe, che hanno sempre rovinato la mia vita, al Creatore. Per 7 anni la vita non mi ha portato gioia e, essendo stato totalmente blasé, ho deciso di mettere una fine a quelle virago”.

Fonti:

http://townhall.com/columnists/mikeadams/2011/05/30/crying_rape/page/full/

http://washingtonexaminer.com/blogs/opinion-zone/2011/06/civil-libertarians-criticize-education-department-making-false-accusation

http://www.openmarket.org/2011/06/07/why-cross-examination-rights-matter-in-campus-sexual-harassment-cases-under-title-ix/

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L’empowerment femminista

Una donna è arrivata al vertice del Fondo Monetario Internazionale. Ne saremmo felici se non ci fosse arrivata nel modo più schifoso e femminista possibile: il suo predecessore è stato fatto fuori con una falsa accusa di stupro. Strauss-Kahn, cercava di rendere il FMI indipendente dagli USA, quando una cameriera lo ha accusato falsamente di averla costretta ad un rapporto orale. La cameriera è alta 1.80 e dotata di denti. L’uomo è un signore anziano. Nonostante la palese assurdità, Strauss-Kahn è stato arrestato, esibito in manette davanti ai giornalisti di tutto il mondo, liberato su cauzione da un milione di dollari aveva difficoltà a trovare una casa in affitto e rischiava 70 anni di carcere, mentre femministe urlanti chiedevano la sua castrazione e che per riparazione una donna venisse messa ai vertici del FMI.

Un uomo comune sarebbe stato distrutto. Strauss-Kahn ha potuto assumere investigatori che hanno scoperto le bugie della donna ed i suoi contatti con la malavita, che aveva ottenuto l’ingresso negli USA raccontando falsamente di essere stata stuprata nel suo paese natale. Per sua fortuna l’accusatrice si è fatta intercettare mentre chiedeva ad un delinquente nel giro della droga quanto poteva guadagnare accusando Strauss-Kahn.

Strauss-Kahn è stato liberato due giorni dopo la salita della donna ai vertici del FMI.

La donna, nonostante i commenti misandrici, ovviamente non ha niente a che fare con questa calunnia femminista.

Come si chiama questa donna? Chi se ne frega… quello che interessa alle femministe è che sia una donna. Non che sia una persona competente e per bene.

 

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Odiatrici di uomini rapirono mia figlia con false accuse

La testimonianza di Robert Gartner tratta da PsychologyToday ci fa capire perché occorre debellare il femminismo degenerato in abuso pedo-criminale sull’infanzia.

“Non dimenticherò mai il giorno che la madre (così si definiva) arrivò con una macchina carica di presumibili odiatrici di uomini per portare via mia figlia da me e da casa nostra, usando un decreto giudiziario. Disse “non ha bisogno di nulla da te”, quando le offrii di portare altre cose oltre ad una coperta. Questo cambio di custodia venne ottenuto a alle false accuse di abusi fatte dalla madre, dopo che mi ero preso curo di mia figlia per 5 anni e mezzo.

La madre fece questo con un gruppo di negazioniste dell’alienazione genitoriale. […]

Anni di amore vennero vaporizzati. Nel primo anno riuscii a vederla solo 2 volte. Anche ora che ha 24 anni, non riesce ancora a ritrovare la completa fiducia nel suo papà che la ama profondamente.”

Fonte: http://www.psychologytoday.com/blog/caught-between-parents/201105/oregon-house-passes-bill-outlawing-purposely-false-child-abuse-cl/comments

 

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Intelligence USA smentisce calunnia femminista di massa

Susan Rice, ambasciatrice a favore della guerra in Libia, aveva denunciato, senza fornire alcuna prova, sistematici stupri compiuti da soldati di Gheddafi cui verrebbe fornito viagra.

La notizia è stata prontamente smentita da ufficiali dell’intelligence USA.

Nessun gruppo femminista ha condannato l’uso di false accuse di stupro come arma di guerra. Il loro silenzio suggerisce che potrebbero considerare le false accuse di stupro come arma legittima finalizzata al conseguimento dei propri scopi.

La falsa accusa: http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_30/farkas-viagra-ai-soldati-libici_b7de8b04-72e9-11e0-9ff4-f30aef48f116.shtml

La smentita ufficiale: http://www.msnbc.msn.com/id/42824884/ns/world_news-mideastn_africa/

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Scuola pubblica insegna a scrivere sui muri e la calunnia femminista

Un video messo su youtube e coordinato da una docente di scuola pubblica mostra alunni minorenni che scrivono slogan su di un muro mentre una voce sostiene la colossale falsità, smentita anche da Amnesty International, secondo cui “per le donne dai 16 ai 44 anni in Europa la violenza è la prima causa di morte. Più del cancro. Più degli incidenti stradali”.

La realtà italiana (con dati simili in ogni paese europeo) è:

  • Donne uccise dal cancro: 70.000 per anno
  • Donne uccise da incidenti: 11000 per anno
  • Decessi di donne fra i 16 ed i 44 anni: 18.700 per anno
  • Donne fra i 16 ed i 44 anni uccise da uomini: circa 90 per anno

 

I soli disturbi psichici, magari amplificati da tale follia femminista, uccidono 15000 italiane ogni anno.

Il video è stato premiato da una regione rossa, magari dagli stessi che hanno utilizzato tale calunnia di genere nella loro propaganda elettorale, finendo fuori dal Parlamento:

Nelle scuole naziste veniva inculcato agli studenti minorenni l’odio razziale insegnando che i “Protocolli dei Savi di Sion” dimostravano il complotto degli ebrei per impadronirsi del potere. Sebbene fosse già stato dimostrato che tali protocolli erano un falso colossale, così come la calunnia di genere della “prima causa di morte”.

 

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Femministe, ma ci prendete per sceme?

Un sito femminista ha inventato un’altra delle falsità volte a creare allarme sociale contro gli uomini:

in Italia il reato di violazione dei diritti d’autore ha pene più severe che ad esempio lo stupro. Quindi chi scarica un film illegalmente rischia di avere una condanna più severa di chi stupra

(non facciamo il nome di tale sito per evitare di pubblicizzarlo). Come al solito è totalmente falso. Per dimostrare che lo stupro (art. 609bis) è nella realtà punito molto più severamente delle violazioni del diritto d’autore (art. 171), e, già che ci siamo, anche dell’abuso della credulità popolare (art. 661) riportiamo i relativi articoli del codice penale:

Art. 661 Abuso della credulità popolare. Chiunque pubblicamente cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è punito, se dal fatto può derivare un turbamento dell’ordine pubblico, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire due milioni.

Art. 609 bis Violenza sessuale.
Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorita’, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali e’ punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

Art. 171 Salvo quanto disposto dall’art. 171-bis e dall’articolo 171-ter è punito con la multa da euro 51 a euro 2.065 chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma:

a) riproduce, trascrive, recita in pubblico, diffonde, vende o mette in vendita o pone altrimenti in commercio un’opera altrui o ne rivela il contenuto prima che sia reso pubblico, o introduce e mette in circolazione nello Stato esemplari prodotti all’estero contrariamente alla legge italiana;

a-bis) mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta, o parte di essa;

b) rappresenta, esegue o recita in pubblico o diffonde, con o senza variazioni od aggiunte, un’opera altrui adatta a pubblico spettacolo od una composizione musicale. La rappresentazione o esecuzione comprende la proiezione pubblica dell’opera cinematografica, l’esecuzione in pubblico delle composizioni musicali inserite nelle opere cinematografiche e la radiodiffusione mediante altoparlante azionato in pubblico;

c) compie i fatti indicati nelle precedenti lettere mediante una delle forme di elaborazione previste da questa legge;

d) riproduce un numero di esemplari o esegue o rappresenta un numero di esecuzioni o di rappresentazioni maggiore di quello che aveva il diritto rispettivamente di riprodurre o di rappresentare;

e) (soppresso)

f) in violazione dell’art. 79 ritrasmette su filo o per radio o registra in dischi fonografici o altri apparecchi analoghi le trasmissioni o ritrasmissioni radiofoniche o smercia i dischi fonografici o altri apparecchi indebitamente registrati.

 

1-bis. Chiunque commette la violazione di cui al primo comma, lettera a-bis), è ammesso a pagare, prima dell’apertura del dibattimento, ovvero prima dell’emissione del decreto penale di condanna, una somma corrispondente alla metà del massimo della pena stabilita dal primo comma per il reato commesso, oltre le spese del procedimento. Il pagamento estingue il reato.

 

La pena è della reclusione fino ad un anno o della multa non inferiore a euro 516 se i reati di cui sopra sono commessi sopra una opera altrui non destinata alla pubblicità, ovvero con usurpazione della paternità dell’opera, ovvero con deformazione, mutilazione o altra modificazione dell’opera medesima, qualora ne risulti offesa all’onore od alla reputazione dell’autore.

 

La violazione delle disposizioni di cui al terzo ed al quarto comma dell’articolo 68 comporta la sospensione della attività di fotocopia, xerocopia o analogo sistema di riproduzione da sei mesi ad un anno nonché la sanzione amministrativa pecuniaria da da euro 1.032 a euro 5.164.

 

Art. 171-bis

 

1. Chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Società italiana degli autori ed editori (SIAE), è soggetto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da euro 2.582 a euro 15.493. La stessa pena si applica se il fatto concerne qualsiasi mezzo inteso unicamente a consentire o facilitare la rimozione arbitraria o l’elusione funzionale di dispositivi applicati a protezione di un programma per elaboratori. La pena non è inferiore nel minimo a due anni di reclusione e la multa a euro 15.493 se il fatto è di rilevante gravità.

 

2. Chiunque, al fine di trarne profitto, su supporti non contrassegnati SIAE riproduce, trasferisce su altro supporto, distribuisce, comunica, presenta o dimostra in pubblico il contenuto di una banca di dati in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 64-quinquies e 64-sexies, ovvero esegue l’estrazione o il reimpiego della banca di dati in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 102-bis e 102-ter, ovvero distribuisce, vende o concede in locazione una banca di dati, è soggetto alla pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da euro 2.582 a euro 15.493. La pena non è inferiore nel minimo a due anni di reclusione e la multa a euro 15.493 se il fatto è di rilevante gravità.

 

Art. 171-ter

 

1. È punito, se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493 chiunque a fini di lucro:

a) abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento;

b) abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, opere o parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, ovvero multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati;

c) pur non avendo concorso alla duplicazione o riproduzione, introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita o la distribuzione, o distribuisce, pone in commercio, concede in noleggio o comunque cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della televisione con qualsiasi procedimento, trasmette a mezzo della radio, fa ascoltare in pubblico le duplicazioni o riproduzioni abusive di cui alle lettere a) e b);

d) detiene per la vendita o la distribuzione, pone in commercio, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della radio o della televisione con qualsiasi procedimento, videocassette, musicassette, qualsiasi supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, od altro supporto per il quale è prescritta, ai sensi della presente legge, l’apposizione di contrassegno da parte della Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), privi del contrassegno medesimo o dotati di contrassegno contraffatto o alterato;

e) in assenza di accordo con il legittimo distributore, ritrasmette o diffonde con qualsiasi mezzo un servizio criptato ricevuto per mezzo di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni ad accesso condizionato;

f) introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita o la distribuzione, distribuisce, vende, concede in noleggio, cede a qualsiasi titolo, promuove commercialmente, installa dispositivi o elementi di decodificazione speciale che consentono l’accesso ad un servizio criptato senza il pagamento del canone dovuto.

f-bis) fabbrica, importa, distribuisce, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, pubblicizza per la vendita o il noleggio, o detiene per scopi commerciali, attrezzature, prodotti o componenti ovvero presta servizi che abbiano la prevalente finalità o l’uso commerciale di eludere efficaci misure tecnologiche di cui all’art. 102-quater ovvero siano principalmente progettati, prodotti, adattati o realizzati con la finalità di rendere possibile o facilitare l’elusione di predette misure. Fra le misure tecnologiche sono comprese quelle applicate, o che residuano, a seguito della rimozione delle misure medesime conseguentemente a iniziativa volontaria dei titolari dei diritti o ad accordi tra questi ultimi e i beneficiari di eccezioni, ovvero a seguito di esecuzione di provvedimenti dell’autorità amministrativa o giurisdizionale;

h) abusivamente rimuove o altera le informazioni elettroniche di cui all’articolo 102 quinquies, ovvero distribuisce, importa a fini di distribuzione, diffonde per radio o per televisione, comunica o mette a disposizione del pubblico opere o altri materiali protetti dai quali siano state rimosse o alterate le informazioni elettroniche stesse.

 

2. È punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da da euro 2.582 a euro 15.493 chiunque:

a) riproduce, duplica, trasmette o diffonde abusivamente, vende o pone altrimenti in commercio, cede a qualsiasi titolo o importa abusivamente oltre cinquanta copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi;

a-bis) in violazione dell’art. 16, a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa;

b) esercitando in forma imprenditoriale attività di riproduzione, distribuzione, vendita o commercializzazione, importazione di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi, si rende colpevole dei fatti previsti dal comma 1;

c) promuove o organizza le attività illecite di cui al comma 1.

 

3. La pena è diminuita se il fatto è di particolare tenuità.

 

4. La condanna per uno dei reati previsti nel comma 1 comporta:

a) l’applicazione delle pene accessorie di cui agli articoli 30 e 32-bis del codice penale;

b) la pubblicazione della sentenza in uno o più quotidiani, di cui almeno uno a diffusione nazionale, e in uno o più periodici specializzati;

c) la sospensione per un periodo di un anno della concessione o autorizzazione di diffusione radiotelevisiva per l’esercizio dell’attività produttiva o commerciale.

 

5. Gli importi derivanti dall’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dai precedenti commi sono versati all’Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i pittori e scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici.

 

Art. 171-quater

 

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con l’arresto sino ad un anno o con l’ammenda da euro 516 a euro 5.164 chiunque, abusivamente ed a fini di lucro:

a) concede in noleggio o comunque concede in uso a qualunque titolo, originali, copie o supporti lecitamente ottenuti di opere tutelate dal diritto di autore;

b) esegue la fissazione su supporto audio, video o audiovideo delle prestazioni artistiche di cui all’art. 80.

 

Art. 171-quinquies

 

1. Ai fini delle disposizioni di cui alla presente legge è equiparata alla concessione in noleggio la vendita con patto di riscatto ovvero sotto condizione risolutiva quando sia previsto che nel caso di riscatto o di avveramento della condizione il venditore restituisca una somma comunque inferiore a quella pagata oppure quando sia previsto da parte dell’acquirente, al momento della consegna, il pagamento di una somma a titolo di acconto o ad altro titolo comunque inferiore al prezzo di vendita.

 

Art. 171-sexies

 

1. Quando il materiale sequestrato è, per entità, di difficile custodia, l’autorità giudiziaria può ordinarne la distruzione, osservate le disposizioni di cui all’articolo 83 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989 n. 271.

 

2. È sempre ordinata la confisca degli strumenti e dei materiali serviti o destinati a commettere i reati di cui agli articoli 171-bis, 171-ter e 171-quater nonché dello videocassette, degli altri supporti audiovisivi o fonografici o informatici o multimediali abusivamente duplicati, riprodotti, ceduti, commerciati, detenuti o introdotti sul territorio nazionale, ovvero non provvisti di contrassegno SIAE, ove richiesto, o provvisti di contrassegno SIAE contraffatto o alterato, o destinato ad opera diversa. La confisca è ordinata anche nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale.

 

3. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano anche se i beni appartengono ad un soggetto giuridico diverso, nel cui interesse abbia agito uno dei partecipanti al reato.

 

Art. 171-septies

 

1. La pena di cui all’articolo 171-ter, comma 1, si applica anche:

 

a) ai produttori o importatori dei supporti non soggetti al contrassegno di cui all’articolo 181-bis, i quali non comunicano alla SIAE entro trenta giorni dalla data di immissione in commercio sul territorio nazionale o di importazione i dati necessari alla univoca identificazione dei supporti medesimi;

 

b) salvo che il fatto non costituisca più grave reato, a chiunque dichiari falsamente l’avvenuto assolvimento degli obblighi di cui all’articolo 181-bis, comma 2, della presente legge.

 

Art. 171-octies

 

1. Qualora il fatto non costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 25.822 chiunque a fini fraudolenti produce, pone in vendita, importa, promuove, installa, modifica, utilizza per uso pubblico e privato apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale. Si intendono ad accesso condizionato tutti i segnali audiovisivi trasmessi da emittenti italiane o estere in forma tale da rendere gli stessi . visibili esclusivamente a gruppi chiusi di utenti selezionati dal soggetto che effettua l’emissione del segnale, indipendentemente dalla imposizione di un canone per la fruizione di tale servizio.

 

2. La pena non è inferiore a due anni di reclusione e la multa a euro 15.493 se il fatto è di rilevante gravità.

 

Art. 171-octies-1

 

1. Chiunque si rifiuti senza giustificato motivo di rispondere alle domande del giudice ai sensi dell’articolo 156-ter ovvero fornisce allo stesso false informazioni è punito con le pene previste dall’articolo 372 del codice penale, ridotte della metà.

 

Art. 171-nonies

 

1. La pena principale per i reati di cui agli articoli 171-bis, 171-ter e 171-quater è diminuita da un terzo alla metà e non si applicano le pene accessorie a colui che, prima che la violazione gli sia stata specificatamente contestata in un atto dell’autorità giudiziaria, la denuncia spontaneamente o, fornendo tutte le informazioni in suo possesso, consente l’individuazione del promotore o organizzatore dell’attività illecita di cui agli articoli 171-ter e 171-quater, di altro duplicatore o di altro distributore, ovvero il sequestro di notevoli quantità di supporti audiovisivi e fonografici o di strumenti o materiali serviti o destinati alla commissione dei reati.

 

2. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al promotore o organizzatore delle attività illecite previste dall’articolo 171-bis, comma 1, e dall’articolo 171-ter, comma 1.

 

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Le femministe hanno gonfiato anche gli stupri

Le femministe sostengono che una studentessa americana ogni 4 viene stuprata. Ogni persona mentalmente sana capisce che è una patacca colossale. Uno studioso ha oggi fornito i numeri veri: una ogni 1877 (fonte).

Il problema è che più denunce ci sono e più soldi pubblici arrivano nelle mangiatoie del femminismo. Per cui si diffondono statistiche false e si inventano stupri falsi.

La “protettrice delle studentesse” all’Università della California a Davis è stata arrestata, accusata di aver gonfiato in modo massivo le denunce, inventandosi solo negli ultimi anni 108 false denunce di offese sessuali. Su un totale di 3,168,923 dollari ricevuti dal governo federale, le accuse riguardano 540,336$ dollari dati alla società “FEMINIST MEDIA” (fonte).

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Nuovo record mondiale della calunnia femminista

A 34 anni è arrivata a 21 false accuse: stupri, rapimenti, sequestri di persona, violenza. Contro suo marito ed altri uomini. L’eroina dell’odio di genere femminista evita la galera in quanto gli psichiatri non sono riusciti a determinare se era capace di intendere e di volere. Verrà incarcerata solo se farà perdere altro tempo alla polizia e si avvicinerà agli uomini sue vittime.

A parti invertite, un criminale seriale lasciato libero di reiterare il reato, avrebbe scatenato l’indignazione femminista.

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Condannata a 7 anni e 3 mesi di galera per calunnie femministe

La signora C.S. è stata condannata per aver tentato di estorcere denaro ad un uomo minacciandolo di denunciarlo falsamente di stupro. Il PM la accusava anche di aver rivolto una falsa accusa di pedofilia come ritorsione contro un testimone, il suo ex marito. Rischiava 26 anni di galera, ne ha ricevuti 7.

Fonti:

http://www.usatoday.com/sports/college/mensbasketball/bigeast/2011-02-18-karen-sypher-sentencing_N.htm

http://www.courier-journal.com/article/20110218/NEWS01/302180066/Karen-Sypher-s-sheer-greed-earns-her-87-months-prison-Rick-Pitino-extortion

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Il test del DNA è anti-femminista: parola di femminista

Mentre in America il Innocence Project cerca fondi per permettere a uomini incarcerati da anni per false accuse di stupro ed altro di dimostrare la propria innocenza con il test del DNA, una femminista scrive su The Spectator:

“il test del DNA è una applicazione anti-femminista della scienza […] L’incertezza permette alle madri di scegliere il padre per i propri figli […] Molti uomini sono finiti a crescere figli non loro, ma chi se ne frega… il test del DNA sostituendosi alla parola della madre ha levato alla donna un potente strumento”.

Nel video americano di dubbio gusto un tale esempio di “femminismo amorale” viene smascherato in diretta dal test del DNA

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