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Eliminare i bambini maschi: nazi-femminismo sul Corriere

26 giugno 2012

Forum femministi discutevano di come “sterminare totalmente i maschi”, anche facendo morire di fame i bambini maschi.   Sul blog femminista “la 27aora” mantenuto dal principale quotidiano italiano: il Corriere della Sera è stato pubblicato il seguente commento nazi-femminista:

Immaginate lo stesso commento diretto contro gli ebrei… “dopo qualche decennio, morti tutti gli ebrei, rimangono solo gli ariani”.

QUESTO È NAZI-FEMMINISMO

In tale blog femminista i commenti dei lettori vengono moderati, e persone che smentiscono le falsità anti-uomo del femminismo lamentano che i loro commenti non vengono pubblicati.

Il tutto in un articolo che voleva essere contro la violenza, ma solo la violenza sulle donne.  Addirittura viene citata una avvocata femminista americana che, venendo pagata dall’ONU, lancia deliranti accuse contro l’Italia:

“Femmicidio e femminicidio sono crimini di Stato tollerati dalle pubbliche istituzioni … miglioramento della condizione di vita delle donne e delle bambine”

Come se uomini e bambini avessero meno diritti umani delle donne e delle bambine.

Come se l’uccisione di una donna (femmicidio) fosse un crimine più grave dell’omicidio.

Come se lo Stato italiano tollerasse l’omicidio.

La realtà è che l’Italia è uno dei paesi al mondo più sicuri per le donne: il tasso di omicidi di donne è di 5 per milione per anno.

Meno che in Svezia, Francia, Germania: eppure la femminista attacca l’Italia.

6 volte meno che negli USA: eppure la femminista americana attacca l’Italia.

Tale attacco viene usato per portare avanti l’agenda femminista: “finanziare centri antiviolenza” e levare i bambini ai papà.  Infatti la frase “ulteriore violenza perpetuata contro le donne è il regime dell’affidamento condiviso in seguito alla dissoluzione del matrimonio” viene attribuita alla femminista dell’ONU.

L’ONU ed il Corriere della Sera hanno un solo modo di tutelare la propria credibilità.

 

Nazi-femminismo nell’ONU: la denuncia da Israele

26 giugno 2012

 

Una organizzazione israeliana per i diritti umani, The Coalition for Children & Family, in un documento dal titolo “Disumanizzare l’uomo è essenziale per la rivoluzione feminazi” ha chiesto l’impeachment e la rimozione di una delegata CEDAW (che “promuove il femminismo radicale, secondo il parere di numerosi stati ed organizzazioni non governative” — citazione da wikipedia).

Nel documento si legge:

«Usa il prestigio della carica ONU per continuare la sua brutale azione contro gli uomini ed i bambini di Israele […]

lavora per ridicolizzare gli uomini, perpetuare stereotipi sessisti, privare i bambini dei loro papà, ridurre i papà a visitatori un’ora a settimana […] è una delle più vocali oppositrici dell’affido condiviso.  Attivamente invita ad  usare i bambini per estorcere denaro dai padri. […] Non ha problemi ad invitare le donne ad impedire i contatti con i papà come ricatto per ottenere più mantenimenti.  Sostiene che il matrimonio è oppressione contro le donne che devono divorziare per “ottenere potere” e godere dei mantenimenti degli ex. […]

Ha passato la linea che demarca l’eliminare le discriminazioni contro le donne e lo scatenare una guerra per eliminare gli uomini. […]  Incoraggia le donne a fare false accuse di violenza domestica.

Il CEDAW deve servire a raggiungere l’eguaglianza, o essere usato come piattaforma per imporre il femminismo radicale? […]

Per il bene di decine di migliaia di bambini privati dei loro papà — che questa femminista conta come “vittorie” — vi chiediamo di porre termine al suo incarico»

 

Fonte: THE BROTHERHOOD.  Israel fights its feminazis.  (Montreal Chapter).

http://horimisrael.wordpress.com/tag/ruth-halperin-kaddari-israels-no-1-sado-feminazi-bitch/

La censura

3 maggio 2012

Il nazi-femminismo cerca disperatamente di impedire di negare ed oscurare la propria esistenza e le proprie nefandezze contro i bambini: l’utilizzo di false accuse di maltrattamenti e/o pedofilia al fine di alienarli e renderli orfani di papà.

Censurata la pagina wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Feminazi

Come sempre la censura è stupida: la stessa voce rimane eguale in altre 10 lingue fra cui

http://en.wikipedia.org/wiki/Feminazi

esponendo chi è realmente a controllare wikipedia in italiano, chi censura pure documenti in Senato che riportano dichiarazioni di magistrati che denunciano la realtà:

«I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un’arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni…», «…è appurato che le versioni fornite dalle presunte vittime sono gonfiate ad arte. Solo in 2 casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri, il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione…». «una tiratina d’orecchi ai centri antiviolenza, che istigano a denunciare senza fare la dovuta azione di filtro…».  Carmen Pugliese, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Bergamo – inaugurazione anno giudiziario 2009, previa autorizzazione del Proc.Gen Addano Galizi, 29/1/2009

«Sempre più spesso si ricorre alla querela del coniuge o del convivente per risolvere a proprio favore i contenziosi civili per l’affidamento dei figli o per l’assegno di mantenimento…».  Barbara Bresci, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Sanremo – Il Secolo XIX, 25/11/2009

«Onestà intellettuale vuole che (…) si parli anche dei casi di “false” violenze o meglio di “false” denunce di violenza subita…».., «Inutile dire che per l’esperienza fatta le false denunce provengono quasi nella totalità da donne, spesso madri che in tal modo tentano di allontanare gli ex mariti dai figli…».  Jacqueline Monica Magi, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Pistoia – il Sole 24 Ore, 25/10/2009

Assassina premiata: aveva bruciato il marito con il naplam

25 marzo 2012

Miscelando petrolio e soda caustica ha ottenuto un composto chimico simile al napalm.  Ha cosparso il padre dei suoi figli mente dormiva indifeso, e gli ha dato fuoco abbandonandolo in preda alle fiamme.  La vittima, con il 40% del corpo mutilato da ustioni, è morta dopo 10 giorni di atroci sofferenze.

L’assassina ricevette l’ergastolo.

Dachau

Ma 3 anni dopo la Sorellanza Nera chiese ed ottenne un nuovo processo, nel quale l’assassina accusò il marito (morto e quindi impossibilitato a difendersi) di violenze, ottenendo, in base all’ideologia femminista, lo status di “vittima”.

Sebbene non abbia senso parlare di legittima difesa in un efferato omicidio a sangue freddo, nella femminista Inghilterra l’assassina è stata così assolta dall’accusa di omicidio e ringrazia: “grazie alla sorellanza ho ottenuto una bella casa ed i miei figli”.  La stessa giustizia che sistematicamente allontana bambini dai papà vittime di false accuse senza prove (così di fatto incoraggiando le calunnie femministe), ha affidato i figli all’assassina.

Auschwitz

Addirittura le hanno dato una medaglia con queste motivazioni:

“Sono i modelli per le nuove generazioni”

“Ha mostrato alle donne la strada verso l’indipendenza e l’autostima”.

celebrandola come eroina nella lotta contro al ‘patriarcato’ (cioè la famiglia) in un film ed un libro.

Fonti:

  • http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/1651234.stm  “Killer given domestic violence award”
  • https://www.centriantiviolenza.eu/cafm/gender_violence/documentario-la-sindrome-della-donna-maltrattata/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook

Foto da internet

Come riconoscere una nazi-femminista

9 dicembre 2011
  1. 5 punti per usare “maschio” invece di “uomo”
  2. 5 punti per usare “Donna e lesbica” invece di “donna”
  3. 5 punti per usare “sexworker” invece di “prostituta”
  4. 8 punti per usare “maschietto” invece di “maschio”
  5. 10 punti per scrivere l* parol* in manier* transessual* cioè omettendo il genere con un *
  6. 10 punti per s’bagliare l’agrammatica eppretendere il diritto all’auto-determinazione grammaticale
  7. 12 punti per far parte di un circolo contenente la parola “donna”
  8. 14 punti per usare il termine “femminicidio” ignorando la maggior parte degli omicidi
  9. 15 punti per pubblicare foto di donne nude brutte e grasse e attaccare come sessista chi dice che sono brutte e grasse
  10. 15 punti per lamentarsi di pubblicità con belle ragazze straparlando di lesioni all’onore della Donna
  11. 17 punti per raccontare di essere minacciate da un inesistente stalker
  12. 17 punti per frequentare luoghi dai quali sono esclusi gli uomini, fatta eccezione per i gabinetti
  13. 18 punti per dare del cyber-stalker a chi si permette di dissentire
  14. 18 punti per trovare simpatica l’avvocata Vajassa Faldocci
  15. 20 punti per dire di essere “donne per tutte le donne”
  16. 20 punti per far credere che le nostre nonne erano oppresse dai nonni fino a quando sono arrivate le femministe
  17. 20 punti per dare del fascista e minacciare di denunce chi è in disaccordo con le proprie opinioni
  18. 20 punti per aver vandalizzato una Chiesa
  19. 25 punti per dire che l’affido condiviso è uno strumento del patriarcato per controllare la Donna separata
  20. 25 punti per fingersi vittima
  21. 30 punti per usare il termine “violenza di genere” e negare che uomini e donne sono violenti in egual misura
  22. 30 punti per aver scritto alle Pari Opportunità chiedendo leggi “a favore della Donna” e contro il sessismo
  23. 40 punti per riportare solo notizie di donne vittime di uomini tralasciando tutto il resto
  24. 50 punti per aver promosso associazioni di maschi pentiti pur di farsi dare ragione
  25. 60 punti per aver diffamato il defunto psichiatra Richard Gardner
  26. 70 punti per aver finto uno stupro
  27. 100 punti per aver sottratto un figlio accusando falsamente il padre
  28. 200 punti per aver rovinato un bambino coinvolgendolo in una falsa accusa di pedofilia
  29. 500 punti per aver plagiato un bambino, alienandolo con il proprio odio femminista
  30. 1000 punti per aver tentato di negare che la PAS (Alienazione Genitoriale) è un abuso sull’infanzia

L’unica cosa necessaria per il trionfo del male è che l’uomo buono non faccia niente

27 novembre 2011

Prima vennero per gli uomini cattivi
e io non dissi nulla
perché ero un uomo buono.

Prima vennero per i papà separati
e io non dissi nulla
perché non ero un papà separato.

Poi vennero a chiedere la separazione
e mi accusarono di violenza, mi levarono la casa, mi incarcerarono,
alienarono i miei bambini e negarono che questo è un abuso.

E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.

Elezioni in Spagna: vota NO al nazi-femminismo

19 novembre 2011

Si moltiplicano gli appelli in rete di cittadini spagnoli perché i partiti politici che hanno appoggiato il nazi-femminismo ricevano la più grande batosta elettorale della loro storia.

Rubalcaba (y su equipo) es corresponsable de las leyes feminazis que padecemos y que es de sentido comun no votarle en las proximas elecciones. [ProJusticia]

No votes (e invita a tus amigos y familiares a lo mismo) a ninguno de los partidos culpables de esta situación… Todos, sin excepción, de los que tienen representación parlamentaria han apoyado la legislación feminazi promovida por el PSOE. – No votes a quienes promueven leyes para que secuestren y maltraten a tus hijos. – No votes a quienes nos ha robado los derechos más básicos: igualdad ante la ley, a la presunción de inocencia, a no ser discriminado por ser hombre… – No votes a los partidos que lleven a feminazis en sus listas [SlideShare]

NO VOTAR A NINGÚN PARTIDOS POLITICOS QUE ARROPEN, MIMEN Y ACOJAN EN SU SENO A LA IDEOLOGIA DE GENERO Y A LAS FEMINAZIS RADICALES DE GENERO, DICHA “IDEOLOGIA” ES FATAL PARA LOS HOMBRES NIÑOS Y SUS DERECHOS. LLEVAR AL PSOE AL TRIBUNAL PENA INTERNACIONAL DE DERECHOS HUMANOS DE ESTRASBURGO, LE ESTÁ PASANDO LO MISMO QUE LE PASÓ CON EL G.A.L., HA ENTRADO EN UNA VORAGINE DE DELITOS DE LESA HUMANIDAD Y CRIMENES DE ESTADO CONTRA LOS HOMBRES QUE NO PARECE TENER LIMITE.  [NoSeSiMeEsplico]

El voto de 4 millones de familias separadas mientras en los lugares donde gobiernan participan en la industria de género que pingües beneficios les reporta y consiguen la simpatía de votantes que bien podríamos llamarlas feminazis.  [ElLibrePensador]

De la dictablanda de Franco a la dictadura feminazi de ZP: Las feministas logran que se suspenda un curso sobre Alienación Parental tras ‘recordar’ a una de las entidades colaboradoras que reciben subvenciones del Estado. [AlertaDigital]

 

Nueva hazaña feminazi contra los derechos de los menores. El pasado 29 de septiembre ha tenido lugar en el Ministerio de igualdad la presentación de un libro que niega la existencia del Síndrome de Alienación Parental. [ElPais]

Zapatero, a self-confessed feminist … The law defines gender violence exclusively as male violence against women. Violence exercised by women against men comes under ordinary criminal law.  Men should be penalized more severely than women for similar acts of domestic violence [M&G news]

 

Se i lavoratori spagnoli voteranno NO alla sinistra che ha approvato le leggi anti-uomo volute dalla nazi-femministe per allontanare i papà dai propri figli e dalle proprie case con la calunnia di genere, anche la sinistra italiana dovrà scegliere: o con le femministe o con i lavoratori.

Nazismo, comunismo, femminismo

24 ottobre 2011

 

 


Cristoforo Colombo diceva: vai a Ovest per arrivare a Est.  L’atlante politico, così come la Terra, non è un piano ma una sfera.

Andando a sinistra, all’estremo si trova Stalin: un criminale.

Andando a destra, all’estremo si trova Hitler: un criminale.

 

I due estremi coincidono: estrema sinistra (odio di classe) ed estrema destra (odio razziale) hanno prodotto lo stesso risultato: dittature totalitarie e genocidio.  È qui, agli antipodi della civiltà, che si colloca il nazi-feminismo (odio di genere).

Calunniare gli uomini non è né di destra, né di sinistra: è criminale.

Negare gli abusi sui bambini non è né di sinistra, né di destra: è pedo-criminale.

Strangola un neonato ed è libera

15 ottobre 2011

Una ragazza canadese di 19 anni ha strangolato con la sua biancheria intima il maschietto che aveva appena partorito nel bagno della casa dei suoi genitori e dopo alcune ore ha scaraventato il corpicino nel giardino di un vicino.

La giudice Joanne Veit ha pronunciato un verdetto che sembra confermare i peggiori timori dei movimenti per la vita, ovvero che la legalizzazione dell’aborto e l’assuefazione alla pratica portino all’accettazione dell’infanticidio. La giudice ha condannato l’infanticida a tre anni con la sospensione della pena (ovvero non andrà in prigione; dovrà solo seguire una consulenza psicologica, scontare 100 ore di lavoro socialmente utili e informare le autorità giudiziarie se rimarrà nuovamente incinta).  È ancora in corso un processo per lo smaltimento illecito di resti umani.

A preoccupare i difensori della vita è l’argomentazione della giudice, la quale ha ritenuto che l’assenza di una legge sull’aborto in Canada indicherebbe che la popolazione “simpatizzasse” con la madre:

”i canadesi sono addolorati per la morte di un neonato, specialmente se avviene per mano della madre del neonato, ma i canadesi piangono anche per la madre […]. Mentre molti canadesi indubbiamente considerano l’aborto come una soluzione certo non ideale al sesso non protetto e alla gravidanza indesiderata, in generale comprendono, accettano e simpatizzano con le gravose fatiche che una gravidanza e un parto esigono dalle madri, soprattutto dalle madri prive di sostegno»

ha scritto la Veit nella sentenza (CBC News, 9 settembre; fonte).  Wesley J. Smith nel suo blog, constata amareggiato: «Così l’aborto genera simpatia per l’infanticidio in Canada. Eppure, se la donna avesse strangolato un cucciolo, sappiamo benissimo che non avrebbe suscitato alcuna simpatia».

Secondo una organizzazione femminista abortista, la sentenza pronunciata dalla giudice Veit è soddisfacente: “ci sono ragioni inoppugnabili per ritenere l’infanticidio un crimine inferiore all’omicidio“.  A segnalare tale commento è l’attivista pro vita Jonathon Van Maren sul sito del Canadian Centre for Bio-Ethical Reform, UnmaskingChoice.ca (12 settembre). Per Van Maren, il caso dimostra che per alcuni l’infanticidio non è altro che “un aborto molto, molto tardivo. “La depressione post-partum (…) serve come scusa per strangolare il neonato. Se riesci a dimostrare che eri depressa, uccidere tuo figlio è qualcosa di comprensibile e se ascolti questa giudice, accettabile“.

Secondo un sondaggio del 2009, realizzato dalla società demoscopica Angus Reid Strategies, meno della metà della popolazione canadese – il 46% – ritiene che l’aborto dovrebbe essere autorizzato in tutte le situazioni o casi. Inoltre, ben il 92% dei canadesi non sa che nel suo Paese l’aborto è permesso per tutta la durata della gravidanza.

Già nel passato in Canada si erano già verificati gravi fatti legati al femminismo:

 

 

 

Lettera di un padre per la figlia

9 ottobre 2011

“Le priorità che ha in questo momento tua madre sono tutte tese a buttarmi fuori di casa, ad allontanarmi dal nucleo familiare e il più presto possibile, senza senso né ragioni poiché la causa de suo malumore sono io”