Il primo sito web in Italia sul femminismo e le sue degenerazioni

Il tennis femminista

Nei tornei dello Slam i montepremi sono stati parificati fra uomini e donne, seguendo le rivendicazioni di una ex-tennista nominata addirittura ambasciatrice per le “pari opportunità” dall’UNESCO.

Tuttavia il tennis femminile, a livello puramente sportivo, ha scarso interesse rispetto a quello maschile, da cui viene di fatto sovvenzionato. Come dice Flavia Pennetta: “Con un top-ten non vedo palla, col numero 600-700 perdo, forse me la gioco con un under 18 forte, ma non è detto. Ogni volta che in Spagna gioco contro Nadal è un’esperienza pazzesca, sembra una tempesta contro un ombrello, dopo due scambi sono già appiccicata ai teloni di fondo, la palla rimbalza a due metri di altezza e il peso mi sembra quello di un macigno. No, tra uomo e donna nel nostro sport tra fisico e potenza c’è troppa differenza”.

Se invece della parità femminista (eguali soldi ma tornei separati con regole diverse) venisse applicata la parità vera, probabilmente il tennis femminile non esisterebbe.

In generale, se un muratore porta due mattoni per ogni mattone portato da una muratoressa è giusto che vengano pagati uguale? O è giusto che il muratore venga pagato il doppio? O è meglio abbandonare l’ideologia comunista-femminista dell’eguaglianza forzata e lasciare ognuno libero di cercare di realizzare i propri desideri nel libero mercato secondo le proprie predisposizioni?

[http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=2509]

Number of View :664

Comments are closed.