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Violenza femminista: assaltata caserma dei Carabinieri

5/3/2011: un sit-in di attiviste dei centri sociali e collettivi femministi è degenerato in assalto contro la caserma dei Carabinieri di Roma al Quadraro: bombe carta, petardi, uova. Bottiglie incendiarie e tanica di benzina rinvenute nella casa della persona arrestata dall’Arma come responsabile. Hanno urlato slogan non soltanto contro i militari, ma anche contro il sindaco di Roma. (fonti: il Corriere; il Tempo).

Il motivo di tanta violenza? Una donna, arrestata per furto, sostiene di essere stata stuprata nella caserma dai Carabinieri. Sebbene non le siano stati riscontrati segni di violenza, e non abbia detto nulla al Giudice che per primo la ha sentita.

Ciò accade nel giorno in cui i Carabinieri hanno scoperto la verità su di un altro stupro. Una spagnola aveva denunciato piangente: «Mi hanno puntato un coltello alla gola e trascinata dietro una macchina. Mentre uno mi teneva ferma, l’altro abusava di me. Parlavano italiano, di questo sono sicura. Uno dei due mi sembra fosse di colore. Adesso voglio solo lasciare l’Italia, andarmene da qui». Dovrà invece rimanere per essere processata per simulazione di reato. Si è accertato che la studentessa aveva invece deciso di prostituirsi come gioco erotico, ma le si era rotto un preservativo, e quindi per ottenere assistenza medica gratis aveva finto uno stupro. Senza questi sviluppi, in base alla legge femminista dell’inversione dell’onere della prova, due uomini innocenti avrebbero potuto subire una condanna sulla base della sola parola della accusatrice, che così avrebbe risparmiato 10€ di cure mediche a costo della vita di due innocenti.

Ciò accade dopo che, secondo la legge femminista del “denuncia e ti sarà dato”, l’Italia ha concesso il permesso di soggiorno ad una prostituta nigeriana in quanto accusò l’ispettore capo di Polizia Vittorio Addesso di averla violentata. Dopo due anni la sua innocenza è stata riconosciuta con formula piena, ma il suo nome viene ancora vilmente infangato e diffamato su siti femministi “il boia (che tentò di stuprare) è stato assolto”.

 

 

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