Declassamento del debito USA, primo paese femminista del mondo
47000$ di debito a testa, 14 milioni di milioni di dollari di debito, quasi pari al 100% del PIL, quasi come ai tempi della seconda guerra mondiale. Allora furono le spese militari, oggi i due capitoli di spesa più onerosi sono l’assistenza medica e sociale.
Per la prima volta nella storia, il declassamento da parte dell’agenzia di rating S&P.
Una debito difficilmente sostenibile tipico di quei paesi che, come l’Italia, da decenni hanno adottato politiche basate sul Marxismo femminista.
Il noto economista John Lott, intervistato da FrontPage, dice “Quando gli stati danno alle donne il diritto al voto, le spese statali e le tasse passano dall’essere stabili al raddoppiare in dieci anni, al netto dell’inflazione e della crescita della popolazione. … Arrivati agli anni 60, la continua crescita nelle spese statali è guidata dagli alti tassi di divorzio. Il divorzio spinge le donne con bambini verso programmi di assistenzialismo statale”.
Le ricerche che hanno portato a tale conclusione sono state pubblicate sul Journal of Political Economy 107 (1999) 1163:
This paper examines the growth of government during this century as a result of giving women the right to vote. Using cross-sectional time-series data for 1870 to 1940, we examine state government expenditures and revenue as well as voting by U.S. House and Senate state delegations and the passage of a wide range of different state laws. Suffrage coincided with immediate increases in state government expenditures and revenue and more liberal voting patterns for federal representatives, and these effects continued growing over time as more women took advantage of the franchise. Contrary to many recent suggestions, the gender gap is not something that has arisen since the 1970s, and it helps explain why American government started growing when it did.
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