“Cadute nel facile, tragico inganno che il nuovo modello fosse di per sé la distruzione del vecchio…
Ma al centro di questi ruderi ci sono le donne. Erano loro il mattone che era stato messo dai maschi a fondamento del palazzo. Tolto il mattone il palazzo è crollato. Prive di un …qualsiasi progetto, di una qualsiasi immagine di sé, le donne vivono alla giornata, come se la libertà e il potere consistessero appunto nel non avere né progetti né mete”.

[Dal film Sesso e Potere, 1997]
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Deduco che l’admin di questo blog non sia una donna. Il mattone a “fondamento del palazzo” rimarrebbe comunque sotto e da li non avrebbe possibilità di muoversi. Le donne, mio caro admin, l’immagine di sè la stanno rinnovando e sperimentando. Voi (uomini) invece che fate? Rimanete lì a “fare” i ruderi, incapaci di rinnovarvi e sopratutto, di rimettervi in gioco. L’unica cosa che vi viene da fare è, appunto, dare ancora una volta delle colpe alle donne, ree di aver voluto finalmente essere padrone di loro stesse.
Io sono una donna, ho i miei progetti e le mie mete e non alcun desiderio di fare “il mattone”.
12 luglio 2010 at 22:44
Già il fatto che dal carattere di un semplice post si possa dedurre il genere di chi lo ha scritto depone a favore dell’esistenza di pregiudizi tutti da verificare nella loro sostanza e nella loro bontà.
Non ho idea di cosa sia quello che le donne fanno o hanno fatto in merito a percorsi individuali consapevoli. Fatto è che le donne non le vedo né più libere né più serene (mi consenta di usare il termine serene al posto di quello di felici che troverei più difficile da utilizzare). Ma anche qui tutto sta a decidere cosa si debba intendere per liberta’ e per serenita’.
A mio avviso c’è invece, anche nell’universo femminile, un forte livello di ansia sintomo di disagio e malessere profondi.
E mi viene spontanea la domanda su che cosa faremmo oggi se non esistessero le benzodiazepine capaci di mettere a tacere tutti i campanelli di allarme.
Gli uomini non si muovono. E’ una caratteristica maschile, del resto, quella di rimanere immobili anche quando tutto sembra fuggire via. L’immagine è quella della grande quercia che non si sposta nemmeno quando il vento sembra impazzire.
L’uomo come punto di riferimento. L’uomo consapevole e maturo si intende ovviamente.
Ed è questo uno degli aspetti più interessanti della figura genitoriale maschile che non ha ceduto e non cedera’ di fronte all’incalzare di istanze che vorrebebro un uomo omologato a modelli che si dicono da costruire ma che di fatto stanno già nella mente di qualcuno.
I palazzi son cose belle e capaci di infondere sicurezza. Perché offrono riparo. Ma servono mattoni perché stiano su.
Potremo decidere di essere mattoni a turno oppure di rinunciare ai palazzi.
Rinunciare ai palazzi significherebbe restare però in mare aperto, senza nessuna protezione della quale intimamente sentiamo però bisogno.
Alternarsi nel ruolo di “mattoni” significherebbe invece intraprendere una strada di mediazione.
Mediazione che – e non se ne capiscono i motivi veri – l’universo femminile e’ sempre meno disponibile ad intraprendere.
Tutto questo a favore della crescita di un conflitto che fa solo male. A tutti e indistintamente.
12 luglio 2010 at 22:55