Casa-famiglia chiusa per maltrattamenti

Adolescenti in difficoltà che vivevano in una struttura priva dei più elementari requisiti igienico-sanitari e che – hanno accertato i Nas dei Carabinieri – non aveva neanche le previste autorizzazioni.

La comunità-alloggio, ubicata a Erchie, a poche centinaia di metri dalla caserma dei Carabinieri, gestita dalla cooperativa sociale «La solidarietà», da ieri mattina è sotto sequestro. Ad apporre i sigilli alla struttura sono stati, a conclusione di un controllo da cui è emerso che il centro era privo dei requisiti igienico-sanitari e non aveva le necessarie autorizzazioni, i militari dell’Arma del Nucleo antisofisticazione di Taranto, che nell’occasione hanno operato in collaborazione con i Carabinieri della stazione di Erchie.

Constatato il degrado della struttura, i militi hanno immediatamente proceduto a porla sotto sequestro. I dieci adolescenti che sino a ieri vivevano all’interno della casa-alloggio, su disposizione del giudici del Tribunale per i minori di Lecce, sono stati affidati ad altre due comunità che operano nel Brindisino. La legale rappresentante della cooperativa che gestisce la comunità-alloggio – E.G., 41 anni, nata in Francia ma da anni residente a Erchie – è stata denunciata alla magistratura per maltrattamenti verso fanciulli (articolo 572 del Codice penale).

La denuncia a carico della presidente della cooperativa sociale che gestisce la comunità-alloggio la dice lunga su quello che i Nas e i Carabinieri di Erchie devono aver trovato all’interno della struttura.

Per arrivare a denunciare il legale rappresentante del centro per un’ipotesi di reato così grave – per questa fattispecie delittuosa il Codice prevede da uno a cinque anni di reclusione – vuole dire che le condizioni in cui i dieci ragazzini ospiti della Casa erano costretti a vivere erano davvero indecenti. Nella relazione stilata a conclusione del sopralluogo gli investigatori sono andati giù duro: «carenza dei requisiti minimi igienico-sanitari», «mancanza della prevista autorizzazione».

Tant’è che, dopo che i militi gli hanno anticipato via telefono il degrado cui si erano trovati di fronte entrando nella comunità-alloggio ubicata a Erchie, il magistrato di turno in Procura, a Brindisi, non ha avuto un attimo di esitazione e ha disposto l’immediato sequestro dell’intero complesso. Quasi contemporaneamente, il Tribunale per i minori di Lecce ha disposto l’affidamento dei dieci ragazzini che vivevano in quella sorta di tugurio ad altre strutture.

Da http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=475507&IDCategoria=1

Grazie agli abusologi 30,000 bambini italiani vivono in case-famiglia — per fortuna migliori di questa.  Un numero spropositato, che non ha eguali in altri paesi civili.

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