Una domanda ai negazionisti della Alienazione Genitoriale

Galileo dovette abiurare la scoperta che la terra gira attorno al sole; la teoria dell’evoluzione di Darwin è ancora oggi negata da gruppi di ultra-religiosi; i nazisti bruciarono la teoria della relatività dell’ebreo Einstein…

Venendo ai giorni d’oggi, nel 1983 il prof. Montagnier identificò la Sindrome da Immuno-Deficienza Acquisita (AIDS).  Un gruppo di negazionisti si scatenò in una vergognosa campagna di diffamazione contro Montagnier.   Un gruppo di negazionisti, guidati da Eleni Papadopulos, riuscirono a convincere il governo del Sud Africa che l’AIDS non esiste: questa follia ha portato alla morte per AIDS di 330,000 sud-africani, fra cui molti bambini.  

Nel 1985 il prof. Gardner descrisse la Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS).  Il punto di vista prevalente nella comunità scientifica, in vista di un riconoscimento “ufficiale” nel DSM5,  è che il fenomeno vada classificato come un disordine piuttosto che come sindrome.  Un gruppo di negazionisti è scatenato in una vergognosa campagna di diffamazione contro Montagnier.   Ma esistono negazionisti che, sulla pelle dei bambini, vogliono negarne l’esistenza, arrivando a diffamare le associazioni che tutelano i bambini.

L’Alienazione Genitoriale è il fenomeno per cui un bambino, coinvolto in una separazione conflittuale e che vive con uno solo dei due genitori che odia e denigra l’altro, finisce con il rifiutare il genitore assente, detto alienato.  Questa forma di avvelenamento psicologico fa leva sull’istinto di sopravvivenza del bambino, che percepisce di non poter esprimere l’affetto per il genitore assente, arrivando a vivere l’odio del genitore alienante ed a credere alle sue denigrazioni.  Ovviamente, si parla di PAS solo se il rifiuto non è giustificabile da reali mancanze, trascuratezze o addirittura violenze del genitore alienato.

Nei casi gravi, l’unica salvezza per il bambino è venire protetto dal genitore alienante ed affidato al genitore alienato, previo un periodo in un luogo neutro (possibilmente parenti) in cui possa ricevere il sostegno psicologico necessario a tornare alla realtà. Oltre al senso di realtà alterato, il bambino alienato e costretto ad odiare uno dei suoi amati genitori rischia anche la perdita della capacità di provare empatia, narcisismo, mancanza di rispetto per le norme sociali, paranoia.

Il Brasile ha recentemente approvato una legge moderata volta a proteggere i bambini brasiliani dall’Alienazione Genitoriale, ed anche per i bambini italiani il nostro Parlamento sta discutendo provvedimenti in materia.

La legge è ferocemente contrastata da alcune lobby (genitori alienanti, i loro avvocati, femministe, abusologi…) ed a questi negazionisti della PAS diciamo: lasciate perdere i toni da crociata e gli attacchi contro la persona del prof. Gardner.   Proviamo a discutere pacatamente i soli punti importanti, sulla base di argomentazioni logiche ed evidenze empiriche:  accettate le due frasi sopra in grassetto?

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13 risposte a Una domanda ai negazionisti della Alienazione Genitoriale

  1. Giuseppe scrive:

    Perchè parlare solo dei negazionisti della PAS e non parlare della penosa propaganda mascherata da divulgazione scientifica chefanno i sostenitori della PAS? Non c’è imparzialità nè vero dialogo su questo argomento e non c’è nemmeno correttezza nei toni. C’è scontro perchè ci sono interessi in gioco.
    Chiunque sia abituato a pensare e informarsi direttamente può ad esempio consultare i motori di ricerca di alcuni autorevoli siti di professionisti della salute e della salute mentale, alla ricerca di informazioni scientifiche attendibili sulla PAS. Ad esempio propongo il sito che rappresenta gli psicologi americani (http://www.apa.org), quello che rappresenta gli psichiatri americani (http://www.psych.org/), quello del DSM-5 per l’aggiornamento delle malattie mentali diagnosticabili (http://www.dsm5.org), quello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (http://www.who.int). Qui ci si può fermare ma la lista potrebbe essere lunghissima.
    A fronte di una ricerca non filtrata su google che produrrebbe pagine infinite di link, nessuno dei siti sopra citati riporta la PAS come fenomeno allo studio per la sua diffusione o effettivamente come malattia da curare da portare all’attenzione dei governi. Tutto sta nelle teorie di Gardner e del seguito che si ispira a lui, che su internet ha prodotto una letteratura parallela infinita, ma NIENTE di UFFICIALE. Anche il paragone con l’AIDS appartiene a Gardner, ma a distanza di vent’anni questo paragone diventa ridicolo, perchè sulla PAS si è fatto un gran polverone ma passi avanti sui suoi fondamenti scientifici NO. Basta informarsi e non leggere i sermoni dei supporter della PAS, che mi fanno tanto venire in mente Scientology.
    Bene subito dire che WHO e Pshych non riportano una riga in merito alla PAS.
    Andando sul sito dell’APA si trova solo la raccomandazione a operatori di giustizia e forze di Polizia a non trascurare mai testimonianze di abusi riportati da membri di una famiglia e verificare a fondo i fatti (http://www.apa.org/news/press/releases/2008/01/pas-syndrome.aspx). Si tratta di un monito, perchè la PAS funziona bene come strumento usato per screditare testimoni che riportano comportamenti scorretti in famiglia che portano un minore ad allontanarsi da uno dei due genitori. Non si parla solo di abusi sessuali, la sfera dei comportamenti offensive per la sensibilità di una persona è molto molto ampia. Ci possono anche genitori completamente assenti o chenon prestano soccorso al partner in caso di bisogno. Molte cose fanno effetto su un bambino a lungo andare. Quindi meglio guardare dentro alle cose e capire cosa è successo.
    Il DSM-5 cita solo una riga relativa a un Parental Alienation Disorder come Conditions proposed by Outside Resources (http://www.dsm5.org/proposedrevision/Pages/Conditions-Proposed-by-Outside-Sources.aspx). Non la PAS ma un possibile disturbo da considerare per l’eventuale inclusione nel manuale su proposta di fonti non DSM-5 ma esterne. E le pressioni appunto esterne per arrivare a questa presa in considerazione sono state e sono pesantissime. Ci sono siti che fanno campagne di raccolta di firme per fare pressione sul DSM-5 affinchè consideri la PAS. Tuttavia, finora anche questo non è servito. Nel DSM-5 ci deve evidentemente essere gente che ci vuol vedere chiaro!
    Infine, nessuno dei condottieri che combattono per la causa della PAS in Italia sembra avere una carriera da scienziato tale da renderlo credibile o ascoltabile quando cerca di screditare organismi internazionali come quelli sopra elencati, farneticando a proposito di lobby anti-PAS per spiegare la resistenza al riconoscimento di questa presunta malattia. La mia esperienza indiretta mi dice che se ci sono delle lobby, quelle sono pro-PAS, specialisti nel costruire casi prima che ne emergano altri. Di questi abusi il supporter PAS non parla, pur sapendo certamente di cosa si tratta.
    Vero che tra i professionisti pro-PAS ci sono dirigenti di aziende sanitarie, docenti di facoltà di ingegneria, psicologi che tengono corsi sulla materia, avvocati che parlano di esperti di PAS di loro conoscenza. Alcuni sono stati bravi a trovare uno spazio nei media e ad appoggiarsi a dei siti internet ben costruiti per presentare i loro argomenti. La scienza e gli scienziati però procedono e sono ancora organizzati in modo piuttosto autonomo e prima che un costrutto teorico come la PAS sia identificato come una malattia mentale e validato in qualche modo devono essere prodotti molti argomenti e molti dati. Le opinioni, per quanto fortemente sostenute e ben presentate, non bastano sempre a farpassare l’esame.
    In America la PAS è tuttora dibattuta e trattata con prudenza al punto che tutto il lavoro che si poteva fare in tanto tempo per dimostrarne la fondatezza, con ben altri mezzi disposizione e atteggiamento verso la ricerca scientifica, non ha prodotto una riga di citazione ufficiale della PAS come malattia riconosiuta da agenzie mediche ufficiali.
    Gli sforzi dei sostenitori nostrani della PAS che coprono di insulti a volte velati chi sostiene la mancanza di rigore scientifico della teoria di Gardner, sono a loro volta incentrati su propaganda e citazioni di eminenti professionisti che la pensano come loro, non hanno ancora fatto sì che qualcuno degli organismi ufficiali abbia inserito una sola riga a riconoscimento di questa presunta malattia. Allora di cosa parlano, adesso seriamente, questi signori? Quale comunità rappresentano, di fatto?

  2. SilvioA scrive:

    Al di là delle polemica pretestuose, la realtà dell’Alienazione Genitoriale è acclarata; la vera questione scientifica in sospeso è se sia una sindrome (PAS), un disturbo (PAD) o cosa altro.
    A fronte di 4 articoli scritti da avvocate o femministe contro la PAS, esiste sulla PAS una letteratura di più di 600 articoli pubblicati su riviste con referee: http://www.alienazione.genitoriale.com/alienazione-genitoriale-inclusione-nei-manuali-diagnostici. Gardner è stato solo il pioniere.

    Esistono anche casi inequivocabili di PAS subita da bambini rapiti da genitori alienanti: al momento del rapimento i piccoli avevano un ottimo rapporto con entrambi i genitori. Dopo uno o due anni erano stati alienati: ovvero odiavano un genitore con il quale non avevano avuto contatti in tutto questo periodo.

    La loro malafede dei negazionisti della PAS che difendono genitori alienanti anche in casi chiari come questi è del tutto evidente.

    Sanno di non poter rispondere alla domanda nel titolo, per cui insistono invece sul non-problema sensazionalistico di distinguere fra PAS e pedofilia (discriminazione che gli psicologi sono in grado di effettuare, come descritto qui: http://www.alienazione.genitoriale.com/come-distinguere-alienazione-genitoriale-da-pedofilia). Si tratta in massima parte di professionisti che difendono pedo-calunniatrici,
    ovvero madri che hanno coinvolto i figli in false accuse di pedofilia e che rischiano (giustamente) che i bambini vengano da loro protetti.

  3. Giuseppe scrive:

    Non è vero, che l’Alienazione Genitoriale è una realtà acclarata e proprio questo è il punto.
    Questa affermazione è una quasi falsità ideologica. Si tratta di ciò che sostiene il partito di quelli che vogliono il riconoscimento della PAS per essere legittimati ad usarla. E i loro argomenti a sostegno restano sempre gli stessi, così come resta il sistema denigratorio messo in atto contro chi si oppone, volendo ancora vederla in un ottica di dialogo.
    Al di là di ideologia e propaganda, l’Alienazione Genitoriale come patologia non è acclarata proprio per niente né in quanto sindrome né in quanto disturbo ed è falso il contrario.
    Curioso e ingenuo anche come si pensi di sostenere la rigorosità della PAS andando a riportare documenti pubblicati su un sito che si chiama “alienazione.genitoriale”. Complimenti per l’intuizione sulla fonte imparziale di informazioni proposta! E ancora si riferisce di oltre 600 articoli che sostengono la PAS. A dire la verità l’impressionante pseudo-letteratura dei fan di Gardner ha prodotto probabilmente molto più di 600 sbrodolate che tutte insieme non fanno una scoperta scientifica.
    La ricerca scientifica richiede che siano soddisfatti determinati requisiti prima di accettare scoperte e validare teorie e ad oggi, checché ne scrivano Vezzetti, Maglietta e gli altri supporter nostrani della PAS, talvolta avvalendosi di grande dispiego di risorse mediatiche che fa pensare, questa cosiddetta sindrome o disturbo non è davvero né citata né oggetto di programmi di qualche tipo da parte di alcuna agenzia medica che si dica tale.
    I supporter nostrani, sono bravi a riportare tutto ciò che sull’argomento arriva da fuori. Ahimè è difficile tuttavia che in un Paese che costringe i ricercatori ad emigrare per sopravvivere, chi fa un altro lavoro sebbene in vista riesca a produrre l’elemento finale a sostegno della PAS, quello che finalmente riempirà le lacune scientifiche di questa pseudo-teoria su cui tanti si sono ricavati una nicchia di guadagno. Invece sono loro per primi a piangere la mancanza di dati statistici, incolpando nel loro piccolo a destra e sinistra assicurazioni, case farmaceutiche, tribunali ecc. Magari dovrebbero fare i nomi di queste aziende e agenzie che si oppongono con tanto vigore alla cosiddetta sindrome ecc..
    C’è appunto da ribadire che solo il DSM-V sotto enormi pressioni ha al vaglio un Parental Alienation Disorder e che in trent’anni non c’è stata la capacità di produrre i riscontri oggettivi necessari.
    Occorre invece ricordare che la PAS può essere usata e viene usata anche come strumento di discredito di testimoni in Tribunale attuato talvolta in modo subdolo e come arma preventiva. Con l’acronimo PAS si tenta di bollare persone e situazioni che andrebbero chiarite a fondo al fine di chiudere dei casi e di proteggere dei clienti dall’apertura di altri casi. Questa è certamente una verità non detta al di là della buona fede delle persone che esprimono opinioni su internet ed è certamente importante da affrontare per i disastri che causa e l’ingiustizia che semina, con tutto quello che questo può significare per le persone che vi si trovano invischiate.
    A proposito di tale uso della PAS ecco di seguito testualmente cosa dice il pronunciamento dell’associazione degli psichiatri americani, che non ha bisogno di commenti in quanto non è un dirigente sanitario locale che esprime la sua opinione su YouTube o in televisione o in un blog a senso unico. (http://www.apa.org/news/press/releases/2008/01/pas-syndrome.aspx):
    Statement on Parental Alienation Syndrome
    The American Psychological Association (APA) believes that all mental health practitioners as well as law enforcement officials and the courts must take any reports of domestic violence in divorce and child custody cases seriously. An APA 1996 Presidential Task Force on Violence and the Family noted the lack of data to support so-called “parental alienation syndrome”, and raised concern about the term’s use. However, we have no official position on the purported syndrome.

  4. PsicoInfo scrive:

    APA dice solo: “non abbiamo una posizione ufficiale sulla PAS”. Punto.
    Che senso ha svalutare come “sbrodolate” i 600 articoli sulla PAS pubblicati su riviste scientifiche?
    Il sito alienazione.genitoriale cui abbiamo fatto riferimento riporta tali studi in maniera professionale.

    A me pare che chi vuole opporsi al riconoscimento della PAS, non avendo argomenti, cerca solo di sollevare polveroni, riportare apodittiche opinioni denigratorie contro studiosi etc.
    Invece di affrontare la domanda nel titolo, che é l’unico punto di sostanza.

  5. Giuseppe scrive:

    Gentile PsychoInfo,
    APA non dice solo “non abbiamo una posizione ufficiale a sostegno della PAS”.
    Raccomanda anche a operatori della salute mentale e “law enforcement” di essere attenti e di accertare i fatti quando ci sono testimonianze di abusi o vessazioni, non risolvendo il caso bollandolo con un acronimo raccontando che si riscontrano dei sintomi e tentando di screditare a priori dei potenziali testimoni. E ammettiamo pure di essere ancora nella buona fede.
    Si badi bene che con la PAS è di fatto possibile costruire dei casi con finalità preventiva contro testimoni di possibili casi di maltrattamenti, definendoli figli alienati e genitori alienanti e chiamando in causa programmazioni di persone e lavaggi di cervello.
    Da non abusologo (di certo non appartengo alla specie, di cui apprendo qui) ritengo che la verifica dei fatti sia sempre a favore degli innocenti e serva a evidenziare le responsabilità oggettive delle persone. Quindi non partiamo in quarta con la tesi della PAS nelle cause di separazione ad alto contenuto conflittuale dove i figli minori rifiutano un genitore e si sentono al sicuro con l’altro. Se qualcuno crede che questo pericolo non ci sia, si sbaglia!
    Con l’etichetta della PAS si può arrivare a non procedere negli accertamenti e a fare sì un polverone, ma intorno al “genitore alienante”, in modo da chiudere il discorso. Con le giuste risorse economiche e la giusta strategia è un risultato perfettamente raggiungibile.
    Non intendo assolutamente generalizzare ma solo riportare che la situazione che descrivo di un uso pericoloso quando non strumentale di questa cosiddetta PAS esiste, per cui chi ha responsabilità può essere fatto passare per vittima e viceversa. Ed escludo che i soliti espertoni di PAS che vediamo dappertutto dove si tratta l’argomento non siano a conoscenza di questo aspetto. E poi, chi è veramente in grado di controllare?
    APA mette anche in luce un aspetto di “lack of data to support so called “parenta alienation syndrome”” nel 1996. A distanza di 16 anni i sostenitori della PAS, almeno sempre i soliti che in Italia definiscono geniale Gardner, continuano a piangere per la mancanza di quella base di dati che permetterebbero la validazione statistica (e l’accettabilità scientifica) del modello. Ovviamente questi incolpano tribunali e altri di non collaborare a fornire le informazioni per la costruzione dell’elemento decisivo. Che disdetta! Però adesso è di moda e quindi sono in tanti e contano anche su quello.
    Riguardo al polverone e al denigrare i 600 articoli questa è l’occasione per segnalare i toni davvero aggressivi e denigratori, quando non offensivi in maniera più o meno esplicita, da parte dei soliti sostenitori della PAS nei confronti di chi non è d’accordo con la loro tesi. In modo propagandistico sostengono che i pareri contrari siano tutti appartenenti a “femministe farneticanti” o giù di lì.
    Inoltre sembra che l’esistenza di 600 articoli pro-PAS costituisca una massa critica di fronte alla quale per magia si resta in silenzio e senza argomenti. In realtà in ambito scientifico non funziona così, non si accredita una tesi in base ai chili di carta che girano. L’unico FATTO è che la PAS non è per ora riconosciuta e classificata una scoperta scientifica ma resta un costrutto in cui alcuni credono e altri no, una teoria finora non suffragata dai dati, la cui applicazione può creare danni permanenti.
    Infine pongo di nuovo la questione. Chi dice che il sedicente ”esperto di PAS” che bolla un caso con questo acronimo o altri similari sia credibile, abbia ragione e non occorra invece andare avanti e cercare di capirci qualcosa di più?
    Perché di fatto la diagnosi di PAS pretende in genere di chiudere lì il caso. Qual è perciò il sistema probatorio incontrovertibile che il cosiddetto esperto di PAS è in grado di produrre con la sua scienza per dire che si tratta di Alienazione Genitoriale e che non ci sono altri motivi per cui si rifiuta un genitore e non serve proseguire con l’accertamento? Forse la presunta coincidenza con un sistema di “sintomi” chiude il discorso? Chiunque ami il rigore dei fatti non può fidarsi di una cosa simile.

  6. Johnny Passero scrive:

    Gentile PsicoInfo,
    In effetti mi rendo conto che resta solo passarti due informazioni e:
    1) sul mercato l’offerta di corsi di inglese è ottima e varia. Consiglio di frequentarne uno e rileggere l’articolo APA solo dopo avere conseguito l’attestato.
    2) se ai tempi dell’URSS fossi stato un comunista non mi sarei mai sognato di citare l’agenzia di stampa Pravda in occidente come modello di informazione non schierato pensando di fare nuovi adepti.
    Incredibile come si possano raggiungere certi paradossi quando si vuole a tutti i costi sostenere un’idea.

  7. SilvioA scrive:

    Sull’accertamento dei fatti sono tutti d’accordo, tanto che é già insito nella definizione stessa di PAS:

    Parental alienation is a social dynamic, generally occurring due to divorce or separation, when a child expresses unjustified hatred or unreasonably strong dislike of one parent, making access by the rejected parent difficult or impossible. These feelings may be influenced by negative comments by the other parent and by the characteristics, such as lack of empathy and warmth, of the rejected parent. The term does not apply in cases of actual child abuse, when the child rejects the abusing parent to protect themselves. (http://en.wikipedia.org/wiki/Parental_alienation)

    La tattica del polverone adottata dai detrattori della PAS consiste appunto nel far credere a persone come il nostro commentatore che non sia così, alimentando una polemica su questioni inesistenti.

  8. SilvioA scrive:

    Quanto alla validazione scientifica, in tale campo segue solitamente 3 fasi:
    1) un autore (in questo caso Gardner) compie le prime osservazioni e propone la propria interpretazione;
    2) altri clinici riportano casi riscontrati nella propria esperienza professionale completando e ridefinendo l’iniziale descrizione del fenomeno;
    3) si arriva ad una analisi sistematica standardizzata di un ampio numero di casi.
    Attualmente, superate le fasi 1) e 2), è in corso la fase 3). Una ampia casistica di 100 bambini è stata finora studiata solo dallo stesso Gardner.
    Da un punto di vista scientifico molto lavoro è stato già fatto.
    Da un punto di vista umano, è importante proteggere i bambini oggi vittima di PAS sulla base delle ampie conoscenze già acquisite.

  9. PsicoInfo scrive:

    dear Jonny,
    I am author of a book in English, as well as of many articles.

  10. Johnny Passero scrive:

    Dear PsycoInfo,

    This is so impressive!

    Perchè allora non traduci fedelmente in italiano tutto il passaggio dell’APA e provi a sostenere ancora che “dice solo che non abbiamo una posizione sulla PAS.” Punto.” Forse che sono tutti gli altri che leggono e hanno una diversa impressione a non capire l’inglese :).
    http://www.apa.org/news/press/releases/2008/01/pas-syndrome.aspx
    Statement on Parental Alienation Syndrome
    The American Psychological Association (APA) believes that all mental health practitioners as well as law enforcement officials and the courts must take any reports of domestic violence in divorce and child custody cases seriously. An APA 1996 Presidential Task Force on Violence and the Family noted the lack of data to support so-called “parental alienation syndrome”, and raised concern about the term’s use. However, we have no official position on the purported syndrome.
    Se hai studiato così bene anche lo spagnolo, perchè invece di citare casi di PAS a danno di donne in Spagna come fanno alcuni, citazioni che servono giusto a confermare la regola, e sentenze di questo o quell’ente regionale spagnolo, non mi dici cosa scrive il pronunciamento dell’associazione degli psichiatri spagnoli a cui riporto il link qui sotto?

    http://www.aen.es/docs/Pronunciamiento_SAP.pdf

    Magari i neuropsichiatri spagnoli sono meno bravi perchè la crisi finanziaria attanaglia di più quel Paese del nostro? :)
    Non si tratta di questo o quel PhD o dirigente sanitario che fa un’affermazione di fronte a cui dobbiamo inchinarci e tacere per riverenza. Si tratta di una dichiarazione unanime da parte di un ordine di medici.
    Allora meglio non parlare di negazionismo dove dall’altra parte ci sono pure sicuramente posizioni idelogiche, interessi economici, pressioni e azione proipagandistica che risulta in dichiarazioni tutt’altro che moderate e corrette.

    Cordialità.

  11. PsicoInfo scrive:

    Nell’APA è accaduto che un sottogruppo abbia parlato nel lontano 1996 di “mancanza di supporto di dati”, e che l’APA si sia quindi dissociata puntualizzando che non ha una posizione ufficiale. Quanto accaduto in Spagna (paese nel quale le femministe sono al governo) è stato invece denunciato dal Giudice Familiare Francisco Serrano Castro:

    «L’evidenza della PAS, palese a qualunque cittadino comune, non viene riconosciuta dagli esperti nella commissione governativa (presieduta da uno che per 50 volte ha anche negato la crisi economica) scelti in modo esclusivo ed escludente fra chi rappresenta l’ideologia di genere e le associazioni sovvenzionate, che si limitano a dare un placet ad un documento preconcetto. Hanno respinto le offerte di collaborazione con altre associazioni critiche con queste posizioni non scientifiche ma ideologiche. Questi sedicenti esperti sono pochi, ma rumorosi e con potere politico, economico e mediatico. Ignorano o disprezzano il fatto oggettivo che in nessuna paese si pone in dubbio l’esistenza dei sintomi caratteristici della PAS nei bambini che subiscono manipolazioni ed alienazione; è in discussione solo l’inclusione di tale fenomeno nel DSM come sindrome e patologia clinica. L’assurdità di questo approccio porterebbe alla conclusione che non esistono donne maltrattate in quanto l’attuale DSM non include la sindrome della donna maltrattata. […] Il Tribunale Europeo dei Diritti Umani in varie sentenze ha espressamente dichiarato che i Tribunali devono determinare l’esistenza della PAS e delle sue conseguenze sullo sviluppo dei minori. […] Pertanto, nel rispetto della legge, mi dichiaro non sottomesso alle istruzioni ed orientamento del governo su come dovrei giudicare. Mi dichiaro più incline a seguire le indicazioni e le linee guida della Corte Europea per i Diritti Umani»
    Fonte: http://www.alienazione.genitoriale.com/i-giudici-spagnoli-difendono-i-bambini-dalla-pas-e-dallideologia-al-potere/

  12. Johnny Passero scrive:

    PsicoInfo,
    Perché fingi di non vedere cosa scrive l’APA? È lì nero su bianco, cosa c’è che non va?
    Nel lontano 1996 una commissione presidenziale negli USA faceva notare che la PAS di Gardner presenta una mancanza di dati a supporto (mancanza in neretto) e ha sollevato una preoccupazione rispetto all’uso di questo termine.
    Nel meno lontano 2008 l’APA riportava quella nota della commissione presidenziale. Quindi in 13 anni non si era aggiunto alcun altro utile elemento di validazione scientific della PAS di Gardner.
    Nel 2011, oggi, lo statement sulla PAS di Gardner pubblicato nel 2008 non è stato ritirato o rivisto.
    Questo statement sottolinea l’obbligo per chi svolge indagini, chi svolge perizie e chi giudica a prendere seriamente ogni testimonianza (denuncia) di maltrattamenti in famiglia. E quindi riporta la nota del 1996. C’è scritto lì, per caso lo stai negando? Sei negazionista anche tu? :)
    Poi citi la dichiarazione di un giudice in contrasto con una presa di posizione del suo stato che dice di non essere d’accordo e si dichiara più incline a ecc… E allora? Questo secondo te è un argomento che aggiunge alla scientificità della PAS di Gardner? Il giudice è libero di pensare e dire e fare quello che crede. La dichiarazione dell’ANE è sempre lì e non è una commissione governativa ma un’agenzia che rappresenta gli specialisti in neuropsichiatria di un Paese.
    La maggioranza delle persone, gente comune, studiosi, sono d’accordo sulla attendibilità della PAS di Gardner ma questa non è accolta nei manuali di riferimento. Siccome questo non è logico, sei anche tu convinto come il giudice spagnolo che vi sia un potere più o meno occulto che si è costituito contro la PAS di Gardner  Saresti d’accordo con il PAS fan pensiero più recente.
    Il giudice spagnolo dissidente è perfettamente in linea con questo pensiero e cerca un potere più forte in un tribunale sovrannazionale.
    Complimenti ancora per l’aggiunta di elementi scientifici a supporto della PAS di Gardner.
    Così come ci sono i negazionisti della PAS di Gardner (un termine scelto per generare la giusta confusione) ci sono anche i sostenitori a ogni costo della PAS di Gardner (quella che a loro serve e che vogliono).
    Questi procedono a colpi di citazioni bibliografiche, paradossi, paragoni con cui sminuiscono scoperte scientifiche del passato per far sembrare Gardner meno mediocre (lo definiscono genial) e la PAS più credibile, affermazioni, pareri, tutto pubblicato in siti per lo più realizzati dalla stessa mano. Ma guarda che non funziona così.
    Perché non parli delle infami “terapie di deprogrammazione” suggerite per curare la PAS. Qualcuno in un “articolo” pubblicato questo sito nomina Alexander Fleming lo scienziato in un paragone assurdo per esaltare la figura del Medical Doctor Gardner. A me viene piuttosto in mente lo Ian Fleming di James Bond e i lavaggi del cervello che si vedono nei film di 007.

  13. PsicoInfo scrive:

    Negli USA la situazione è radicalmente cambiata rendendo obsoleto lo statement di quella commissione nel 1996: le corti hanno stabilito che la PAS soddisfa i criteri di scientificità legale codificati dagli standard Frye (13a Corte della Florida, sentenza del 13/11/2000) e Daubert (Corte del Massachusetts, sentenza del luglio 2011), che sono quelli standard adottati negli USA.

    La Spagna è semplicemente uno dei rari paesi con femministe al governo, come denunciato da Giudici ed avvocati che tu chiami “dissidenti”:
    http://www.comunicazionedigenere.net/2010/09/02/la-guantanamo-femminista
    Scommettiamo che alle elezioni fra 2 settimane la maggioranza degli spagnoli sarà “dissidente”, che il prossimo premier sarà Mariano Rajoy, e che in qualche anno riuscirà a normalizzare la situazione?

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