A Brescia, Frassi non accetta

Il 30 giugno 2011 è stato nuovamente assolto in appello il bidello della scuola materna “Abba” di Brescia. Forse il capitolo finale di una maxi-bufala delle trame della presunta pedofilia organizzata negli asili bresciani. Anche l’ultimo capro espiatorio rimasto sotto la gogna della procura bresciana, dopo un decennio di vessazioni umane e giudiziarie, sembra finalmente salvo dalla grande caccia alle streghe che nella città lombarda venne scatenata da psicologi, criminologi, periti medici e magistrati inadatti a questo tipo di indagini.
Un ennesimo durissimo colpo alla credibilità dell’associazione anti-pedofilia Prometeo onlus, il cui presidente Massimiliano Frassi aveva pettinato per anni le ipotesi accusatorie, cercando di cavalcare l’onda autopromozionale e alimentando forme di dibattito e propaganda indegne per un paese civile. Le sue scuse non giungeranno neanche stavolta, anzi.
Sembra tuttavia in vista un cambiamento di rotta nel modo in cui Frassi adesso racconta il proprio ruolo nella vicenda bresciana.

Solo un mese prima, il 25 maggio 2011 sull’emittente VideoBergamo era andata in onda l’intervista della giornalista Cristina Spinelli a Massimiliano Frassi, per la rubrica “Persone&Personaggi”.
Poche le sorprese dall’intervista, con Frassi che ripete ormai un copione autocelebrativo sempre uguale, di fronte a giornalisti amici che gli pongono solo domande addomesticate.
Abbiamo riascoltato così per l’ennesima volta la sciocchezza per cui:

  • “un dato che è diventato oggi anche un dato nazionale, per cui non solo locale, è che l’età media dei bimbi abusati spazia da 0 a 4 anni. Quindi un’età drammaticamente piccola, all’abusante o al predatore come lo chiamo io, servono oggi bambini sempre più piccoli poiché possono essere meno credibili in un’alula di tribunale”.

Un vero must per ogni intervista rilasciata dal Frassi, sempre uguale da quasi un decennio e sempre presentata come scoperta, nonostante sia insensata in termini statistici, nonché del tutto falsa, in quanto basata ancora sulla credulità di Frassi degli abusi sui piccoli degli asili di Brescia e Bergamo, i falsi casi multipli che capitarono sotto il naso della nascente associazione Prometeo e sui quali egli fondò le sue convinzioni e le pseudo-statistiche spannometriche che ancora ci propina. Così come falsa è la successiva sparata disinformativa:

  • “il mondo scientifico mondiale ritiene invece un bimbo piccolino ancora più credibile”.

Basterebbe questo inizio per capire che tipo di esperto autoproclamato, ideologizzato ed impreparato è il Frassi. Approfittando invece del giornalismo sdraiato della Spinelli, Frassi ha sciorinato ancora una volta dati immaginifici sulle proprie attività:

  • [parlando del coordinamento vittime della pedofilia che Frassi ha organizzato dal 2009] “hanno aderito già più di 1500 casi da tutta Italia, mentre solo sulla bergamasca, solo lo scorso anno al 21 dicembre, eran circa 330-340 i casi seguiti. Sembrano dei numeri elevatissimi (…)”.

Ringraziando per il gancio offerto dalla giornalista contro presunte operazioni di “boicottaggio” ai danni di Prometeo onlus (ma se Spinelli ne aveva sentito parlare, non poteva allora prepararsi una domanda seria in merito?), il Frassi si è concesso anche qualche ingiuria contro chi osa criticarlo direttamente, ad es. i blog come il nostro:

  • “soggetti che nella mia personale scala evolutiva non stanno neanche in zona scimpanzé (…) persone molto disturbate che in internet creano siti contro di noi mettendo le cose più folli”.

 

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Da questa intervista deja-vu, salviamo però a futura memoria il parere di Frassi sui casi di presunta pedofilia che sarebbero avvenuti nelle scuole materne. Stimolato da una domanda sul caso di Rignano Flaminio, il presidente di Prometeo si sposta infatti molto velocemente a discutere delle vicende degli asili di Brescia, in cui Prometeo onlus si ritagliò un ruolo e buona parte della propria cattiva fama, ad es. il caso Sorelli, tutti assolti, maxi-risarcimenti agli innocenti accusati e sentenze che dimostrano l’assenza di abusi sessuali e invece l’azione suggestiva e dannosa di troppe persone sui bimbi e sulle loro dichiarazioni. Sentiamo Frassi:

  • “bimbi molto piccoli e bimbi sottoposti a dei riti allucinanti. Casi come Brescia dove sono stati tutti assolti in un filone, in un altro il percorso è ancora aperto e quindi, come dire, accettiamo questo fatto, ma non accettiamo… io non lo accetterò mai che si dica che quei bambini non hanno subito abusi. Ma non perché voglio che quei bambini abbiano subito abusi, magari così non fosse, ma sono bimbi che anche ad anni di distanza hanno una sintomatologia che li fa stare molto molto male, bimbi che hanno addirittura un blocco dello sviluppo della crescita, bimbi che stanno malissimo e che hanno paure… dove non accetto che mi si dica che dei genitori li hanno contagiati e non accetto che si dica che siamo arrivati noi matti a farci pubblicità, non ho ancora capito sinceramente come, visti i problemi che abbiamo avuto appoggiando e dando voce a quei bambini. Sono due processi a cui noi siamo arrivati dopo rispetto ad altri dove la denuncia parte da noi, noi siamo arrivati a giochi fatti, anche a volte vedendo gli errori fatti in sede processuale, in sede soprattutto scusate pre-processuale di indagine. Ribadisco sull’idea che mi sono fatto e l’idea che mi sono fatto io ma si son fatti tanti, perché la mia idea non vale nulla ma quella di tanti specialisti sì, è che quei bambini siano stati vittime di abusi. Spero che su Rignano, rispetto a quello che è accaduto a Brescia, qualcuno mi dica anche da parte di chi”.

Nessuna sorpresa per chi Frassi già lo conosca, è palese che egli tenga le famiglie false vittime di pedofilia scolastica ancora imprigionate nella sua retorica dell’abuso sessuale, in barba alle sentenze. E gli effetti deleteri si vedono, ha ragione Frassi a dire che un abuso su quei bimbi ci deve essere stato per farli soffrire così, ancora oggi, peccato egli non voglia ammettere che non si trattasse affatto della sessualizzazione pedofila immaginata, bensì dell’altrettanto dannosa vittimizzazione giudiziaria, della quale Frassi e Prometeo onlus non possono certo dirsi estranee.
Eppure, coda-di-paglia adesso sembra volersi smarcare da ogni responsabilità, forse nel timore che prima o poi vi possa essere una indagine seria su come andarono le cose, ed allora Frassi getta fumo raccontando una bugia grossa come una casa, ovvero che “siamo arrivati a giochi fatti”, minimizzando il coinvolgimento della propria associazione e delle psicologhe di fiducia di Prometeo nell’indagine e nel clima bresciano di caccia alle streghe.
In verità, solo posteriormente all’arrivo di Prometeo (e guarda caso, dopo il passaggio italiano del “maestro” Ray Wyre) si è affermata nell’indagine la coloritura “rituale-satanista” nelle accuse iniziali del caso “Sorelli”, nonché si è avuta l’estensione delle accuse e delle incarcerazioni anche ad altri soggetti innocenti. Tra questi ad es. il martirio giudiziario di Don Stefano B., lo stesso prete che, un paio di settimane dopo essere stato assolto per la prima volta, ancora veniva calunniato dal Frassi in sedi importanti, attribuendogli per vere delle porcherie mai commesse, frutto solo delle fantasie che si erano diffuse tra chi interrogava suggestivamente i bambini o pettinava i loro genitori alla ricerca dell’orrore a tutti i costi, da riversare in seguito nel blog e nei libri allarmisti sulla “pedofilia di massa”.

E pensare che invece un tempo Frassi si vantava dell’efficacia della propria azione dietro alle famiglie accusanti e a fianco delle procure:

  • “Prometeo”, che collabora stabilmente con le Procure di Milano, Bergamo e Brescia, si è dotata di un centro d’ascolto che offre consulenza, accompagnamento del minore abusato, preparazione del bambino al colloquio e alle udienze in tribunale”.

Adesso invece Frassi fischiettando tenta di far credere di aver solamente assistito a quelle vicende.
Perché Massimiliano Frassi e Cristina Spinelli non vanno a raccontarglielo in faccia a Don Stefano, che la Prometeo onlus sarebbe arrivata a Brescia solo a giochi fatti?

Fonte http://giustiziaintelligente.blogspot.com/2011/07/brescia-frassi-non-accetta.html

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