Stalking: la storia di Mario perseguitato dalla sua «fidanzata»


MILANO – Diciassette anni e un amore malato. La vita di Marco (nome di fantasia) finisce qui, e già da qualche anno. Colpa di una relazione ossessiva, un tempo con la fidanzatina dei sogni, oggi terribile persecutrice. Telefonate, sms, pedinamenti, minacce, un assedio quotidiano. Classico copione da stalking, ma con un finale ancora da scrivere. Perché è minorenne, ha una famiglia contro, e di fronte una ragazza-mastino decisa a non mollare la preda.

OGNI GIORNO UN INFERNO – Per Marco, che da poco ha chiesto aiuto, ogni giorno è un inferno. Ecco il suo racconto affidato agli psicologi del centro: «Quando lei mi telefona non mi chiede come stai, ma dove sei, cosa fai. Le sere che non ho voglia di litigare e sono sempre di più mi fa almeno 30 chiamate per sapere se sono a casa. Non sono più padrone della mia vita». Un’esistenza senza sogni né spensieratezza, niente uscite con gli amici, risate davanti alla tv, o serate in discoteca. Roba da adolescenti. Ma non per Marco. «Non posso fare nulla senza di lei, mi dice che sono malato, sporco e che agisco di nascosto. Quando faccio qualcosa che lei non sa, se la lega al dito e me la fa pagare. Mi dice che questi miei comportamenti sono per lei una pugnalata alla schiena».

GELOSIA E VIOLENZE – Possesso, ansia di controllo, situazioni alle quali Marco non riesce a sottrarsi. E a volte arrivano anche i ceffoni, conseguenza di scenate di gelosia. Che lui incassa, ogni volta sperando che non succeda di peggio. Ma Anna (nome di fantasia, è poco più grande di lui) non è stata sempre così, stalker alla luce del sole. «La prima volta che l’ho vista mi infatuai di lei, la tipica leader, per niente bella, anzi. Sono rimasto attratto da come parlava, da tutte le cose che sapeva, dopo ho capito che millantava. Appariva ironica, brillante e passionale. Io tutto il contrario. In più era molto premurosa, si offriva di accompagnarmi ovunque, in maniera apparentemente carina, voleva esserci in tutte le uscite. Era una forma di attenzione di cui avevo bisogno e paura nello stesso tempo. Lei c’era sempre. E io non avevo il coraggio di dirle di no».

CONFLITTO INTERIORE – Ben presto la premura degenera in dominio, fuori ogni misura. E per Marco comincia il tormento, una sorta di conflitto interiore, perché se da un lato sa che la storia è malata, dall’altro non ne può fare più a meno. «L’anno scorso decisi di interrompere, i primi giorni la odiai, poi mi iniziò a mancare. Dopo due o tre mesi, mi contattò una ragazza che non conoscevo, sembrava una conoscenza causale. Io mi sentivo particolarmente solo e feci amicizia con lei. Dopo alcune settimane mi confessò che era amica della mia ragazza e che le aveva parlato di me, che era ancora innamorata di me. Questo fu deleterio. Accantonai i lati negativi e rimasero solo i bei ricordi. Sono tornata con lei perché quando ci rincontrammo mi disse che mi amava e che mai mi avrebbe fatto del male. Era quello che volevo sentire! Inoltre mi scrisse che stava molto male e che stava prendendo dei farmaci».

PERSECUZIONE PSICOLOGICA – Un ritorno di fiamma, del quale non tarda a pentirsi. Perché l’ossessione riprende, più forte che mai: Marco vive da recluso, e se esce, lei è sempre al suo fianco. Isolato, lontano dai divertimenti della sua età, vittima anche di se stesso. Una persecuzione sottile, anche di tipo psicologico, finalizzata a tenerlo legato, incutendogli il terrore di restare da solo: «Ero sul punto di lasciarla, ma come al solito mi disse qualcosa che mi segnò particolarmente, “io mica ti metto le mani addosso!”, “ tu troverei, dopo di me, una che ti picchierà!… Aveva colto ancora nel segno, perché avevo paura di legarmi a persone forti e di non riuscire a staccarmi, ma nello stesso tempo provavo angoscia al pensiero di restare da solo». Eppure il paradosso continua: Anna non si ferma, commette stalking senza essere un ex.

NESSUNA DENUNCIA – Ma per Marco il limite sembra superato. Basta un seminario a scuola per far esplodere il caso. Il ragazzo scoppia in lacrime durante la proiezione di un video-spot su violenza psicologica e stalking organizzata nel suo liceo. È un insegnante ad accompagnarlo da un esperto. Perché Marco non riesce a liberarsi di Anna? Dai colloqui con gli esperti si scopre così che la famiglia non lo supporta: anche se il ragazzo si è confidato, padre e madre sono convinti che stia esagerando, che Anna sia una brava ragazza, e che lui, non sapendo gestire la relazione, provochi le reazioni della fidanzata. Una denuncia per stalking? «Assolutamente no». Secondo i genitori «metterebbe a repentaglio la reputazione della famiglia». Così per Marco la strada è in salita. Potrebbe sporgere querela anche senza il supporto dei genitori, ma da solo non se la sente. Chiuso nel terrore, con il sostegno degli psicologi, ora non gli resta che aspettare. E, a denti stretti, conta i giorni che mancano al suo 18° compleanno, quando, con una piccola valigia, si lascerà tutto alle spalle, i genitori, il paese dove è nato e cresciuto, i pochi ricordi belli.

Per entrare in una comunità protetta e denunciare finalmente la sua aguzzina. Forse allora potrà ricominciare a vivere.

“Mario Mottolo”.

Storia liberamente tratta da http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_20/campagna-antistalking-ons-giovani_f84a057a-13bf-11e1-8f9c-85bd5d41d537.shtml

(I ruoli di uomo e donna sono stati invertiti: vi farebbe più effetto la stessa storia se la vittima fosse una donna?)

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