Donna muore dissanguata azzannata da un maiale


La donna, Palmira Lobina, 76 anni era riversa a terra completamente dissanguata. La morte sarebbe stata causata dall’attacco di un maiale.

Per spostare il maiale da un recinto a un altro del tancato di ‘Sa Perda de S’urpi’, nelle campagne di Sadali, Palmira Lobina utilizzava sempre lo stesso metodo. Un secchio di mangime fatto sventolare davanti al naso dell’animale per invogliarlo a seguirla.

L’ATTACCO Martedì mattina, attorno alle 10, qualcosa è andato storto. Forse un attimo di disattenzione, oppure un eccesso di fiducia della donna di 76 anni: il maiale, probabilmente mentre cercava di mettere il muso dentro il secchio pieno di granturco, ha azzannato la donna al braccio sinistro, quasi sotto l’ascella. Poi ha attaccato di nuovo l’allevatrice alle spalle. Due ferite profonde. Palmira Lobina ha tentato di raggiungere la sua vettura parcheggiata nella stradina di campagna che conduce al suo podere, ma non ce l’ha fatta. È morta dissanguata mentre il maiale finiva di mangiare il granturco caduto per terra per poi proseguire verso il pascolo allo stato brado.

L’ALLARME Ad accorgersi di quanto era accaduto sono stati Cesare Carcangiu e la moglie Delia Pisu: nel primo pomeriggio, attorno alle 14, stavano andando a lavorare nella loro piccola azienda agricola quando hanno visto nel recinto vicino l’amica Palmira Lobina riversa a terra, in una pozza di sangue.

Immediatamente è stato lanciato l’allarme al pronto intervento dei carabinieri e al 118. I militari e i volontari hanno potuto soltanto constatare la morte della donna e recuperare il maiale al pascolo. La tenuta di Palmira Lobina è stata messa sotto sequestro giudiziario, i tre maiali ricoverati nel tancato, compreso il verro che ha azzannato la donna, sono stati affidati in custodia a Cesare Carcangiu, su disposizione del pubblico ministero del Tribunale di Lanusei, Daniele Rosa.

L’INCHIESTA Ieri l’autopsia del medico legale Roberto Marcialis ha confermato il rapporto dei medici condotti di Sadali e Seulo, Luigi Lobina e Alfonso Lai: a causare la morte per emorragia della pensionata sono state le zanne del suino, capaci di recidere aorta, vena e nervo del braccio sinistro. Inchiesta chiusa. Oggi alle 16,30 nella chiesa di San Valentino a Sadali sono previsti i funerali.

LA FAMIGLIA Il fatto ha lasciato attonito l’intero paese di Sadali, dove tutti conoscevano Palmira Lobina e la sua famiglia. Sposata con Cirillo Porceddu, scultore molto conosciuto in tutta la Barbagia di Seulo e anche a Cagliari per i suoi lavori con lo scalpellino, scomparso dieci anni fa. Madre di cinque figli (Pierpaolo è consigliere comunale nella maggioranza guidata dal sindaco Romina Mura), la donna era conosciuta soprattutto per le sue doti di grande lavoratrice.

IL RICORDO «Non mancava un giorno dalla sua campagna – ricordano il figlio Ugo e il genero Claudio Ambu, visibilmente commossi – curava la vigna, il piccolo oliveto, l’orto e soprattutto quei tre maiali. Ma in passato aveva lavorato come taglialegna per la Forestale, come capocantiere squadre di operai comunali, è stata l’ultima contadina capace di coltivare il lino nelle campagne di Sadali».

L’ALLEVATRICE Guai a considerarla una sprovveduta al cospetto dei maiali. «La sua prima attività negli anni Settanta – spiegano ancora i familiari – è stata proprio quella di allevatrice. Era lei che accudiva le bestie, tenute allo stato brado in montagna, era lei che macellava e vendeva la carne alle famiglie di Sadali. Nel 1974 era arrivata ad avere oltre 200 maiali. Poi nel 1979 subì un furto: le vennero portati via 179 suini. Gliene restarono una quarantina, ma fu così amareggiata da quel gesto che in una sola giornata macellò da sola tutti gli animali superstiti. Anche Fiorixeddu , il più grosso, quello che pesava oltre cinque quintali». Soltanto qualche anno fa aveva ripreso gli animali. Come passatempo.

L’ULTIMO GIORNO Una donna buona, Palmira Lobina, che ogni giorno saliva sulla sua vettura per andare nella piccola tenuta a due chilometri dal centro abitato. «Sabato aveva raccolto le patate dell’orto per regalarle ai figli», proseguono ancora nel racconto Ugo Porceddu e Claudio Ambu, «restava a casa soltanto quando era impossibile lavorare in campagna a causa della pioggia o della neve. La sera andava a letto presto, senza neppure accendere la televisione: «Danno soltanto notizie cattive, preferisco dormire», era solita dire.

Martedì mattina aveva parlato con uno dei suoi figli spiegando il programma della giornata. «Sto andando in montagna, devo spostare il verro in un altro recinto». Nel pomeriggio la notizia che nessuno si aspettava. Tzia Palmira ferita a morte dalle zanne del maiale.

PAOLO CARTA

Fonte: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/200285

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