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Una donna denuncia il nazi-femminismo: calunnie femministe e pedofile

Written by CentroStudi on December 17th, 2012

Sono una donna, compagna di un uomo separato … il mio compagno non è un misogino, non crede affatto che le donne siano tutte streghe, ma al contrario ritiene che l’attuale legislazione favorisca spesso conportamenti disonesti da ambo le parti. Lui stesso, prima di conoscermi, ha frequentato donne separate con storie anche dolorose alle spalle che ora si trovano a dover lottare per arrivare a fine mese con mutui da pagare ed ex mariti che non versano un euro perché lavorano in nero e nessun giudice si preoccupa di verificare come facciano a girare su auto costose e permettersi viaggi che le loro ex mai potranno sognarsi.

Lui guadagna più della sua èx, non perché uomo ma perché di mestiere fa il medico, mentre lei è un’impiegata, diplomata, con posto fisso, che guadagna molto più di me, che, pur avendo una laurea, sono precaria.
A chi dice, generalizzando, che le donne (tutte? perché siamo tutte uguali?) non vogliono farsi mantenere, vorrei far sapere che lei ha chiesto il mantenimento non solo per la loro bambina ma anche per se stessa, ma per fortuna le è stato negato. Almeno questo.
Non potendo raccontare tutta la vicenda processuale e privata per ovvi motivi mi limito a soffermarmi su alcune questioni spinosissime di cui spesso si discute qui ed altrove.

Lei si è innamorata di un altro, lo ha tradito e lasciato (avendo prima l’accortezza di ripulire il conto corrente in comune), ma sebbene lo sappiano tutti, amici e parenti (tanto che gli danno del cornuto alle spalle e non solo), non è stato possibile dimostrarlo.
Al contrario, lei, che alla separazione pensava da tempo e si presentata preparatissima, si è procurata testimoni pronti a dichiarare che lui è un violento. Siete liberissimi di non credermi, ma lui non è un violento, la violenza fisica, verbale e psicologica non gli appartiene, e queste accuse sono servite a lei per fargli firmare, ob torto collo, una consensuale totalmente iniqua.
Queste accuse sono false, ma se qualcuno qui si permette di accostare queste due paroline, “false accuse”, rischia il linciaggio.
E vi dico anche altro: tutte le volte che lui si rifiuta di sottostare alle sue richieste economiche (quando lei, ad esempio, cerca di farsi pagare la palestra per sè, caricandone le spese su quella di sua figlia, e non ci riesce perché lui proprio fesso non é), lei si vendica non facendogli vedere la figlia ed è, tempo fa, arrivata a fargli sapere, con un tono che sa di minaccia, che la piccola ha un’irritazione genitale, facendogli intendere che potrebbe arrivare anche ad accuse più pesanti.

Altra questione controversa riguarda la casa coniugale, da lui comprata con i soldi del suo lavoro e con quelli dei suoi genitori, che hanno fatto sacrifici per poi veder tornare a casa loro un figlio al quale era stato tolto tutto, soldi e affetto. Ma il dolore di questa madre sembra non contare nulla.
Il giudice ha stabilito che una bambina di appena 3 anni ha il diritto di continuare a vivere in quella casa per non subire altri traumi dovuti al cambiamento delle proprie abitudini.
Quella casa è stata quindi data alla madre della bambina per il bene esclusivo della bambina, e lei, in quella casa ha fatto entrare tre uomini diversi, senza chiedersi se fosse un bene per la bambina.
Lui ha sopportato questo a lungo, perché non se la sentiva di mandarle i carabinieri a casa, ma quando le ha fatto capire che aveva intenzione di agire per vie legali lei è rimasta incinta del suo attuale convivente, così nessun giudice manderà mai via da quella casa il padre del nascituro, perché è chiaro che ora c’é anche questo bimbo da tutelare.
E, ancora una volta, per il supremo interesse dei bambini, saranno tutelati gli interessi della madre.
L’avvocato del mio compagno gli ha chiaramente detto che l’unica cosa che lui potrebbe ottenere è di poter respingere la sua richiesta di un aumento degli alimenti, che puntualmente è arrivata, tra l’altro anticipata dalla stessa bambina che un giorno ha detto al padre che, poiché è in arrivo il fratellino, la mamma ha bisogno di più soldi.

Per legge, se lui supera il suo stipendio base, sul quale è stato fissato il mantenimento deve corrispondere un terzo di questi guadagni. Lui non vive certo di stenti, ma non ha il tenore di vita di un medico, che invece, sempre per legge, la bambina ed indirettamente la madre, devono mantenere. Tra il mutuo della casa coniugale che ancora paga, l’affitto della casa in cui vive, le spese per la bimba e le spese legali, sono anni che, esclusa la settimana che passa fuori con sua figlia, non si concede una vacanza. A lui piace viaggiare, il suo sogno sin da bambino è visitare il Giappone, ma non è mai riuscito a mettere da parte i soldi necessari per farlo. Potrebbe fare straordinari, aumentando i turni di notte, un bell’impegno visto che già così, per dividersi tra me, la bimba, la madre anziana che ha bisogno di lui, a mala pena gli resta il tempo per dormire, ma (e sono d’accordissimo) non lo fa perché di regalare altri soldi all’ex proprio non gli va.
Sempre la legge stabilisce che un viaggio non è necessario ma è considerato un lusso, i motivi per guadagnare di più senza essere tenuto a dare parte del proprio guadagno all’ex, sono altri, ad esempio se noi decidessimo di avere un figlio, a lui sarebbe consentito fare straordinari perché ci sarebbe un altro bimbo da mentenere e tutelare.
La rabbia ed il rancore non nascono dalla vacanza negata ma dal fatto che a lui non venga riconosciuto appieno il diritto di rifarsi una nuova vita, che debba essere sempre considerato come colui che ha l’obbligo di provvedere al mantenimento di qualcuno, che sia la figlia avuta dal precedente matrimonio o un ipotetico figlio che potrebbe avere con la sua nuova compagna.

Fonte: http://treguadigenere.wordpress.com/2012/05/13/svelare-fraintendimenti-dissolvere-lodio/

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