Gli avvocati matrimonialisti: io la penso così!

Risposta all’ARTICOLO dell’Avv. Gian Ettore GASSANI

di Ettore Panella

Premesso che personalmente ritengo il sistema non sia riformabile e credo vada radicalmente cambiato, ritengo che non sia quella dell’avvocato la professionalità più adatta a gestire questo tipo di problematiche (a meno che col nome avvocato matrimonialista non si voglia indicare una professione nuova, o un insieme di professionalità, che abbia caratteristiche più simili ad altre categorie professionali).

La Sua analisi ha dei punti condivisibili ma c’è qualcosa che non torna.

Mi fermo ovviamente alla categoria avvocati visto il luogo del nostro dibattito ma è un male tipicamente italiano.

Apprezzai un Suo intervento televisivo in cui definì banditi gli avvocati che usano le false accuse (certo, Lei non fu gentile verso i banditi paragonandoli a certa gente!!!).

Tuttavia in passato i banditi avevano la loro bella foto appesa su tutti gli angoli della città con tanto di invito a catturarli e consegnarli.

Vedo prese di distanza generiche, ma nessun nome e nessuna denuncia.

Eppure i primi danneggiati siete Voi (non conosco gli altri avvocati dell’Ami, ma dal poco che ho potuto vedere Lei mi sembra persona seria).

Perchè chi vuole la guerra dovrebbe scegliere Voi e non un avvocato capace di fare la guerra nel modo più letale?

E’ un po’ come chi copia all’esame: se non lo denunci lui usarà il titolo per superarti.
In altri paesi chi copia non ha scampo, gli altri lo denunciano subito.
In Italia questo non avviene.

Il suo richiamo al 70% delle consensuali non è significativo.

Le leggi non servono alle persone intelligenti perchè quelle la strada la trovano da sole. Le leggi (e gli avvocati) servono alle persone che hanno perso la via della ragione.

Per questo che le leggi devono essere il più giuste e chiare possibile.Io non sono un padre separato, in realtà neppure sono separato e la mia professione non ha nulla a vedere con le separazioni.

Questo mi permette di avere il privilegio di vedere dall’esterno tutto ciò che avviene e io vedo i disastri creati.

Tutti sono parte di un ingranaggio quindi è inutile dire che è colpa solo dei giudici, solo degli avvocati, del complotto nazifemminista o del materialismo, della fine di Dio o di altro.

Le scoperte scientifiche ci hanno permesso di rimettere in discussione i ruoli del passato e come in passato i contadini hanno potuto smettere di lavorare la terra (perchè le innovazioni agricole hanno permesso la loro riconversione), così l’annullata mortalità infantile (in una puntata di Quark fecero vedere che su 14 figli del re di francia solo 2 arrivarono all’età della riproduzione) e la sostituzione della mano d’opera con le macchine ha permesso di spostare le donne dalla produzione massiva di figli al mondo del lavoro.

Tutti parlano della crisi dell’uomo, ma io vedo molto più in crisi la donna perchè è su di loro che pesa maggiormente il conflitto “biologia-nuovo ruolo”.
Ed è un conflitto che fa ricchi gli psicologi.

Noi sappiamo che a partire dal 6 mese di gravidanza il cervello delle donne si riduce e tra i neuropsichiatri circola la battura ” il corpo ingrassa e il cervello dimagrisce”.
Dopo sei mesi dal parto la dimensione del cervello femminile ritorna ai livelli pre-gravidanza.
Poichè lo spazio nella scatola cranica è limitato vengono smantellati dei circuiti neurali per crearne dei nuovi legati all’accudimento.
La natura (o Dio per i credenti) non gioca a dadi.

Da sempre è stato così, la madre è il grande utero accogliente e il padre è la spinta all’esterno. Le due figure sono essenziali ed era proprio la presenza di ruoli chiari a impedire che uno invadesse quello dell’altro.

Oggi è successo questo.

Le madri oggi chiedono che i padri cambino i pannolini ma che non si intromettano nella gestione dei figli. Ma questo è impossibile! O escludi o includi non si può includere dove fa comodo.
A parole parlano di inclusione ma sono i fatti a parlare.
Le madri non vogliono che i padri spingano nel mondo esterno con tutti i suoi pericoli i figli… ma poi si trovano obbligate a fare i surrogati del padre.

Noi, avvocato Gassani, veniamo dalla stessa città.
La mamma è sempre la mamma , la nostra società fu un matriarcato di fatto dove però i padri han fatto da contraltare al mammismo.
Oggi tutto questo non c’è più e siamo nella piena fase bamboccionismo.

Anche i padri disorientati hanno abdicato al loro ruolo , perchè fare la parte del cattivo se poi devi contendere l’affetto del figlio alla madre e soprattutto come fai ad essere rigido se la madre può contrastare apertamente ogni tua iniziativa?

In passato lo faceva di nascosto secondo il classico schema del poliziotto buono e di quello cattivo.

Lei vede il conflitto che si sta scatenando e si meraviglia?

Lo sanno tutti che prima o poi le situazioni esplodono e che siamo all’inizio di una fase estremamente dirompente ma io mi preoccuperei del fatto che non si vedono i problemi futuri.

E’ stato sottovalutato il caso Ronaldo (mi pare così si chiamasse il giocatore) la ragazza incinta cede il figlio alla famiglia di lui, tutti contenti.

Lei ha venduto ad un ottimo prezzo, lui potrà affezionarsi senza diventare ricattabile e la madre e la sorella di lui cresceranno il nipote senza vederselo togliere.

Certo parliamo di gente molto ricca che può quindi determinare il suo destino (certo un bambino rinuncia alla madre ma ogni sistema ha le sue vittime).

Ora qual’è il nostro livello tecnico?

Dal midollo spinale è stato dimostrato si possono prendere staminali da trasformare in ovulo o sperma.
I tempi massimi di permanenza dell’embrione nella provetta e i tempi minimi per entrare in incubatrice si avvicinano sempre più, quando coincideranno l’utero artificiale sarà pronto.
L’autofecondazione è vicina.

L’effetto Ronaldo è a un passo.

Il progresso tecnico senza la crescita dei valori umani è una macchina impazzita e c’è poco tempo per apportare i giusti correttivi.

A scanso di equivoci, non sono le leggi a porre dei rimedi, ma sono i valori a cui ognuno si ispira.

E mettere in crisi quei valori ha un prezzo.

Fonte http://www.facebook.com/groups/donnecontro/?view=permalink&id=266915296672759

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Una risposta a Gli avvocati matrimonialisti: io la penso così!

  1. a scrive:

    Personalmente apprezzo quello che l’AMI sta facendo, ma non è facile spiegare il tatto e l’equilibrismo a chi è giustamente arrabbiato, e vorrebbe che invece di scrivere genericamente di “colleghi mascalzoni” l’AMI facesse nomi e cognomi.

    Qualunque cosa abbiano scritto sui siti facebook dell’AMI, credo che il punto principale sia che quando un sistema rovina l’infanzia a tanti bambini, provoca 100 suicidi e omicidi all’anno, non è il caso di prendersela per qualche commento spiacevole: bisogna invece prendere atto che una protesta spontanea e non controllabile sta crescendo.

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