Commenti disabilitati su Trib. di Sassari, allontanamento in atto di una 15enne. AGGIORNAMENTO delle 22:30
28Set
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AGGIORNAMENTO DELLE H. 22:30 – L’assistente sociale non è più tornata, ma in compenso ha portato via gli effetti personali della ragazza. Li ha presi dall’ingresso dell’abitazione e li ha messi in macchina, confidando sulla buona riuscita dei suo uffici. Il papà, allora, l’ha raggiunta telefonicamente per reclamare il maltolto, ma la risposta è stata “a che le servono i vestiti, tanto domani torno…“.
Il genitore ha insistito, minacciando di chiamare la polizia, e ha raggiunto l’accordo di andare personalmente a riprendere il bagaglio. Non senza paura che qualcuno, in sua assenza, se ne approfittasse. La nuova zingara, appena raggiunta dal padre, ha profferito un sinistro avvertimento: “veda, caro signore, lei non mi deve costringere a fare cose che non voglio fare. Vent’anni fa, per evitare che la gente portasse via i bambini nei boschi prima del nostro arrivo, io mandavo qualcuno in borghese, alle quattro del mattino, così non mi facevo fregare…“.
Non c’è che dire, nel suo campo è un’esperta: non buying pills online concede tregua neanche di notte.
AGGIORNAMENTO DELLE H. 16:30 – La ragazza ha continuato a resistere alle pressioni dell’assistente sociale, la quale tuonava “qui non comandi tu, nemmeno tuo padre e i tuoi nonni, ma solo il giudice !“. Abbiamo preso informazione sulla solerte rappresentante dei “nuovi zingari”: è una donna non sposata, che fa questo di mestiere.
Chiara è andata a riposare. Ha dormito un paio d’ore, vinta dalla stanchezza. E’ letteralmente crollata. al risveglio, il ritorno alla realtà. L’assistente sociale era ancora lì, che parlava nervosamente al telefono. Improvvisamente, verso le 16:30, è andata “a prendere un documento in ufficio”, e non ha ancora fatto ritorno.
Si prosegue, con la giovane Chiara chiusa a testa alta dentro casa, pronta a combattere ancora.
AGGIORNAMENTO DELLE H. 12:00 – Di fronte la determinazione della ragazza, i carabinieri si sono rifiutati di intervenire con la forza, lasciando di fatto l’assistente sociale ad eseguire, da sola, il provvedimento. La zelante operatrice dei servizi ha affermato “da qui non me ne vado senza la ragazza“. Chiara (è un nome di fantasia) è molto scossa, ed è stato chiamato il medico di famiglia per certificare lo stato d’ansia e lo stress che sta subendo in questo momento.
Sassari. La vicenda che vi raccontiamo, evitando (per il momento) i dettagli personali, è in pieno svolgimento. Stamane un paio di assistenti sociali si recheranno presso l’abitazione di un papà e di una ragazza di 15 anni, per i quali il tribunale minorile sardo ha previsto una gustosa sottrazione.
In sintesi, la mamma è stata allontanata, tempo addietro, per presunti maltrattamenti verso la figlia, la quale era stata temporaneamente affidata alla nonna paterna, in attesa del ritorno del padre dall’estero dove da anni lavora e mantiene la figlia dopo la separazione. Il rapporto tra il padre e la ragazza, nonostante la lontananza, è sempre stato saldo e affettuoso, e i nonni hanno fatto il resto, come è sempre accaduto nella storia della rete familiare italiana.
A fine Luglio il tribunale emette un provvedimento di allontanamento, con “ricovero” in una fruttuosa comunità per minori, ma il ritorno definitivo del padre crea scompiglio nei piani dei servizi sociali, che erano stati incaricati di eseguire. Peraltro, la ragazza non vuole proprio saperne di uscire dal suo nucleo familiare, e ha già annunciato battaglia.
Da notare che l’assistente sociale che ha preannunciato il suo arrivo per stamattina, ha chiesto “di scendere giù di sotto, perchè lei non può salire, se non con la pubblica autorità“. Difficilmente verrà accontentata…
Soltanto le ferie degli assistenti sociali hanno permesso il rinvio dell’esecuzione, ma oggi, come ci riferisce il padre che ci ha raggiunti telefonicamente, neanche la forza pubblica potrà vincere la resistenza di una ragazza che, forte dei suoi 15 anni, si opporrà con tutta sè stessa.
E a pensarci bene la cosa non è di poco conto. Di fronte alla determinazione di una 15enne nel non voler seguire assistenti sociali e forza pubblica, l’eventuale uso della forza diventa automaticamente reato di maltrattamenti e violenza privata, da poter denunciare in procura.
Commenti disabilitati su I recenti fatti di “nera familiare” riportano la memoria a “Blowing in the wind” con quelle sue terribili domande alle quali mai fu data una risposta chiara. E adesso? Adesso QUANDO?
25Set
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Non rimane che domandarci: “quando….?” – di P. Lo Gatto
Ancora un omicidio-suicidio. L’ennesimo. Di certo non l’ultimo. Ancora la disperazione e l’impotenza sono sfociate in un dramma con incolpevoli vittime. Più di mille morti in 10 anni, come dicono le statistiche. La criminalità organizzata ne ha uccisi di meno.
Giorni intensi di dibattiti,considerazioni, indignazioni, e poi?
Lentamente l’attenzione diminuisce, e migliaia di padri rimangono soli a combattere contro i mulini a vento della giustizia civile. Migliaia di figli sono privati del loro diritto ad amare ed essere amati.
E ogni volta ci domandiamo: “quando….?”.
Quando i nostri giudici, o, meglio, i giudici dei nostri figli, si decideranno a sfogliare un qualsiasi testo di psicologia per comprendere l’importanza del padre fin dalla nascita di una nuova vita ?
Quando smetteranno di dire che ”conta la qualità, non la quantità”, come se si dessero a un assetato che vaga nel deserto poche gocce d’acqua, ma rigorosamente minerale e a basso contenuto di sodio?
Quando si decideranno ad applicare veramente la legge sull’affido condiviso, trasformata da principio di civiltà da anni sancito in altri Paesi in camuffato affido esclusivo che genera ricatti e vergognosi dispetti?
Quando le ordinanze cesseranno di schioccare come frusta punitiva su genitori che vogliono soltanto svolgere il proprio ruolo, favorendo invece quei padri che fuggono dalle loro responsabilità?
Quandoprescription pills online piccole mani finiranno di aspettare per lunghi anni gli esiti di CTU, CTP, relazioni degli assistenti sociali, ecc., per poter stringere solo qualche ora in più quelle del loro papà?
Quando gli aerei non trasporteranno più, a centinaia di chilometri, gli affetti rubati senza che deliri di potere vengano prontamente recisi?
Quando mense e dormitori si svuoteranno di uomini privati persino della dignità per assurdi balzelli, negando loro il diritto ad abbracci fra decorose pareti?
Quando condivise rassegnazioni cederanno il passo a concrete speranze , e i nostri politici, fra litigi e proclami, si accorgeranno della ingombrante presenza di generazioni di orfani di padri vivi, ad alto rischio di devianza?
Quando le donne e madri perbene (la maggior parte) isoleranno e disprezzeranno apertamente quelle che, privando i figli di una naturale metà, tolgono a loro stesse la conquistata dignità?
Mentre anche a Delfi l’oracolo tace perché non ha risposte, le austere toghe, i doppiopetto che appaiono in televisione e gli abiti di tutti noi rimarranno impregnati dell’odore acre di sangue innocente.
Pierluigi Lo Gatto
Presidente Associazione papà e mamme separate Vibo Valentia
Commenti disabilitati su Ma se un padre si rende disponibile ad avere con se´ i figli almeno al 50% del tempo, perchè viene regolarmente costretto ancora a vederli secondo tempi inferiori e a compensare il mancato rispetto della legge da parte dei giudici italiani con una perequazione monetaria?
23Set
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La “questione” del mantenimento. E´ ora di pretendere la documentazione delle spese
Di Max Bonaventura
Avete mai provato a chiedere, al vostro avvocato, se avete diritto a ricevere la documentazione delle spese che la destinataria degli assegni dovrebbe sostenere per i vostri figli ? Se non lo avete ancora fatto, non fatelo, tanto la risposta ha due sole varianti: “io al suo posto non lo farei, il giudice si potrebbe incazzare…”, oppure: “non c’è giurisprudenza e/o dottrina che lo preveda…”.
Sarà, ma a me la cosa da fastidio. Perdiana….se ‘sti soldi sono per i bambini, avrò o no diritto a sapere come vengono spesi ?! Potrò o no sapere se “la destinataria” ci fà una simpatica crestina, creandosi un bel mantenimento occulto per sè stessa ? E’ mio diritto sapere se è proprio questa posizione di rendita che le impedisce, a lei che due lauree e una vita davanti, di andarsi a cercare un onesto lavoro ?
Io sono tra i pochi che, non contento delle risposte del mio (ex) avvocato, ci ha provato. E sto ancora aspettando che il supremo si pronunci, magari rigettando l’istanza, ma che mi dica qualcosa. Sono passati già sei mesi, ma io sto qua.
L’ho fatto per una questione di principio, ma dalla espressione che ha assunto il volto del mio (nuovo) avvocato, ho compreso che l’impresa è disperata. Lui è giovane, ha una vita davanti, supererà la cosa.
Però mi chiedo: e se lo facessimo tutti ? Immaginate un pò che confusione. Cheap Alli Online Without Prescription Basterebbero 100 istanze per avere buone possibilità di creare un precedente. E se i giudici si incazzeranno….pazienza. Di fronte a quello che ci fanno passare, un pò di lavoro in più se lo meritano. E poi voglio proprio vedere che cosa si inventeranno, per rigettare la richiesta.
Il concetto di base fa pressappoco così: la legge prevede il mantenimento diretto, e siccome io e la mia ex abbiamo redditi simili, l’applicazione della norma sarebbe sacrosanta. “sì, ma la madre ha il domicilio prevalente – direbbe il giudice -, per cui spende più soldi di lei. Dobbiamo compensare, perequare...”. Ma che me ne fotte, scusi, signor magistrato, il domicilio prevalente la legge non lo prevede, se l’è inventato lei e i suoi graziosi colleghi provvisti di toga, per cui è un problema suo e della signora ! Io posso occuparmi dei miei figli anche in maniera esclusiva, se me lo consentite.
E allora – proseguo nel mio meta-ragionamento giudiziario – visto che i soldi che io dò alla mia ex moglie li dovrei spendere io, secondo le necessità e le mie abilità, esercitando così una delle più importanti e concludenti azioni tipiche di un bravo e attento genitore, voglio sapere QUANTO e COME vengono spesi questi denari.
Secondo voi, cosa mi risponderà il supremo ?
Ma mentre mi sollazzo tra aspettativa e riflessione, mi vengono in mente tutte le contraddizioni a cui si assiste, quotidianamente, nei tribunali.
Ad esempio, se l’assegno è previsto solo nei casi in cui il coniuge affidatario abbia una notevole differenza di reddito rispetto all´altro, perchè tale assegno continua a venire erogato?
Ancora più grave la situazione in presenza di figli della stessa madre, ma nati da padri diversi, magari se c´è un padre che eroga il mantenimento e l´altro no. Se la Legge 54/2006 venisse rispettata, si dovrebbe applicare puntualmente il famoso mantenimento diretto, disinnescando così tutti quegli interessi economici e immorali che rendono la separazione un bel business.
Il principio del mantenimento indiretto (con assegno) dovrebbe essere applicato solo in due casi: quando il padre non è interessato alla cura dei figli, e quando il padre è costretto a viaggiare per lavoro e a vivere lontano dai propri figli.
Ma se un padre si rende disponibile ad avere con se´ i figli almeno al 50% del tempo, perchè viene costretto ancora a vederli secondo tempi inferiori e a compensare il mancato rispetto della legge da parte dei giudici italiani con una perequazione monetaria ? In pratica, è come se un carcerato, condannato ingiustamente, fosse costretto anche a pagare l´affitto della cella in cui viene rinchiuso.
Gli alimenti disposti con queste modalità (la maggior parte, in Italia) sono una gabella medioevale da abolire, un vero e proprio incoraggiamento alla fannulloneria, un´istigazione statale alla truffa legalizzata…l´equivalente di quello che sono i falsi invalidi quando percepiscono – pur essendo in buona salute – un vitalizio. E´ qualcosa di incivile, di diseducativo e di immorale.
Dimenticavo: il mantenimento dei figli non è detraibile fiscalmente. Per chi deve rialzarsi dal fossato dei coccodrilli, questa è una crudeltà infinita.
Commenti disabilitati su L´IDV e la campagna di disinformazione sulla L. 54 (affidamento condiviso) e sulla PAS (Alienazione Genitoriale). Ma il partito approva ?
21Set
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Già da qualche tempo, in merito alla legge 54/2006 e alle sue possibili modifiche, è in atto una campagna di disinformazione ad opera di alcune esponenti dell’IDV. Si tratta di una precisa scelta politica, da non scaricare sulla magistratura chiamata ad accertare l’eventuale fondatezza delle accuse.
Non passa giorno, infatti, che i cori delle donne IDV non si scaglino contro la Sindrome di Alienazione Genitoriale, additata di essere lo strumento diabolico dell’uomo cattivo.
Viene naturale chiedersi se l’IDV approvi che al suo interno alcune esponenti abbiano dichiarato guerra all’affido condiviso tout court, definendolo testualmente “una legge che difende pedofili e femminicidi”. Da come ne parlano, sembra che non sia previsto in tutta Italia un solo genitore di sesso maschile che non abbia in programma di abusare dei propri figli e/o uccidere la propria moglie o convivente, in quanto solo a tale scopo sarebbe nata la riforma dell’affido condiviso.
Concorderete, spero, che si tratti di una visione delirante, oltre che denigratoria, fuorviante e gravemente offensiva per il Parlamento che ha approvato la legge ed il 99% di cittadini e cittadine, elettrici ed elettori che con abusi sessuali ed uxoricidi non hanno nulla a che fare.
Alcune frange IDV applicano le stesse dinamiche alla stroncatura della (PAS), un disturbo comportamentale riconosciuto negli ambienti accademici internazionali, di prossima pubblicazione sul DSM V. Siccome la PAS si attiva nelle contese dei figli in sede di separazione, ecco che per alcune donne IDV diventa l’invenzione di un pazzo (Richard A. Gardner, Columbia University’s of Physicians and Surgeons, N.Y., colui che per primo la ha classificata nel 1985) ed ancor una volta lo strumento che serve unicamente ai padri pedofili per abusare sessualmente dei propri figli.
Sorprende, inoltre, il curioso accanimento dell’ala femminile IDV nell’usare lo spettro della pedofilia per stroncare, o almeno tentare di farlo, ogni argomento non gradito.
Come mai questa sequela di informazioni distorte, denigratorie, inventate?
Come mai il fantasma della pedofilia viene fatto aleggiare su tutto ciò che ad acune donne IDV non piace, da una legge dello Stato ad una sindrome ampiamente riconosciuta a livello internazionale?
Come mai al varo della riforma (2006) nelle audizioni parlamentari in II Commissione Permanente e nelle dichiarazioni di voto dei rappresentanti di tutto l’arco costituzionale non una sola volta è stata ventilata l’ipotesi del legame tra affido condiviso e devianze sessuali, e tale certezza dilaga solo ora che è divenuta argomento privilegiato IDV?
Come mai una maniacale ricerca del legame con la pedofilia, tirato a forza su argomenti con i quali la pedofilia stessa non ha nulla a che fare?
Quali sono gli interessi nel creare un clima da caccia alle streghe?
Questa sessualizzazione forzata per generare terrore, questa strana fobia per il sesso sembra essere di stampo clericale, poco adatta ad un partito progressista. Sembra di sentire le più reazionarie fra le alte sfere vaticane, non certo il partito guidato da Antonio Di Pietro.
Le domande, in sintesi, sono due:
1) è al corrente il gruppo dirigente dell’IDV delle strategie messe in atto da alcune esponenti dell’ala femminile, in particolare IDV Toscana?
2) è una scelta politica condivisa da tutti all’interno dell’IDV, sia negli argomenti che nelle strategie di esposizione?
È utile saperlo, per avere degli orientamenti concreti in occasione delle prossime tornate elettorali….
Commenti disabilitati su In Svezia LEGGI FEMMINISTE KO! Il Partito Femminista accusa una debacle elettorale, dopo che la TV ha beccato le attiviste che cantavano “fottuti uomini vi faremo a pezzi”
19Set
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Abolire il matrimonio e sostituirlo con contratti poli-amorosi neutri di genere;
Inseminazione per le lesbiche a spese dello stato;
Aumentare le tasse agli uomini e tassare alla nascita i bambini maschi;
Eliminare i nomi sessuati, in modo che i bambini decidano da grandi se si sentono maschi o femmine.
Obbligare uomini e bambini a fare la pipì seduti;
Limitare la presenza degli uomini dei gruppi direttivi al 25 per cento.
*
La buona notizia è che queste leggi non sono passate: buying drugs online without prescriptionil Partito Femminista ha subito una debacle elettorale, dopo che la TV le ha beccate mentre cantavano “fottuti uomini vi faremo a pezzi”.
Inseminazione per le lesbiche a spese dello stato;
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Commenti disabilitati su Il vero dramma di Sereni non è soltanto provocato dall’ostilità della moglie: è la cultura di un’intera società che è contro di lui.
19Set
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Questo non è un Paese per i papà
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La buona prestazione in una partita di calcio diventa l’occasione per inviare un messaggio carico di tristezza e d’accusa. Il portiere della squadra di calcio del Brescia, Matteo Sereni, invece di intrattenersi con le solite frasi fatte insieme all’intervistatore che, davanti alle telecamere, elogiava la sua prestazione, approfitta dell’opportunità di avere davanti a sé la televisione per parlare ai suoi figli. Sereni spera che Simone meds online without prescription e Giorgia abbiano visto la bella partita e apprezzato il loro papà, perché a lui, da tanto tempo, è preclusa la possibilità di incontrare i suoi figli.