Ma se un padre si rende disponibile ad avere con se´ i figli almeno al 50% del tempo, perchè viene regolarmente costretto ancora a vederli secondo tempi inferiori e a compensare il mancato rispetto della legge da parte dei giudici italiani con una perequazione monetaria?

23Set
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La “questione” del mantenimento. E´ ora di pretendere la documentazione delle spese

Di Max Bonaventura

Avete mai provato a chiedere, al vostro avvocato, se avete diritto a ricevere la documentazione delle spese che la destinataria degli assegni dovrebbe sostenere per i vostri figli ? Se non lo avete ancora fatto, non fatelo, tanto la risposta ha due sole varianti: “io al suo posto non lo farei, il giudice si potrebbe incazzare…”, oppure: “non c’è giurisprudenza e/o dottrina che lo preveda…”.

Sarà, ma a me la cosa da fastidio. Perdiana….se ‘sti soldi sono per i bambini, avrò o no diritto a sapere come vengono spesi ?! Potrò o no sapere se “la destinataria” ci fà una simpatica crestina, creandosi un bel mantenimento occulto per sè stessa ? E’ mio diritto sapere se è proprio questa posizione di rendita che le impedisce, a lei che due lauree e una vita davanti, di andarsi a cercare un onesto lavoro ?

Io sono tra i pochi che, non contento delle risposte del mio (ex) avvocato, ci ha provato. E sto ancora aspettando che il supremo si pronunci, magari rigettando l’istanza, ma che mi dica qualcosa. Sono passati già sei mesi, ma io sto qua.

L’ho fatto per una questione di principio, ma dalla espressione che ha assunto il volto del mio (nuovo) avvocato, ho compreso che l’impresa è disperata. Lui è giovane, ha una vita davanti, supererà la cosa.

Però mi chiedo: e se lo facessimo tutti ? Immaginate un pò che confusione. Cheap Alli Online Without Prescription Basterebbero 100 istanze per avere buone possibilità di creare un precedente. E se i giudici si incazzeranno….pazienza. Di fronte a quello che ci fanno passare, un pò di lavoro in più se lo meritano. E poi voglio proprio vedere che cosa si inventeranno, per rigettare la richiesta.

Il concetto di base fa pressappoco così: la legge prevede il mantenimento diretto, e siccome io e la mia ex abbiamo redditi simili, l’applicazione della norma sarebbe sacrosanta. “sì, ma la madre ha il domicilio prevalente – direbbe il giudice -, per cui spende più soldi di lei. Dobbiamo compensare, perequare...”. Ma che me ne fotte, scusi, signor magistrato, il domicilio prevalente la legge non lo prevede, se l’è inventato lei e i suoi graziosi colleghi provvisti di toga, per cui è un problema suo e della signora ! Io posso occuparmi dei miei figli anche in maniera esclusiva, se me lo consentite.

E allora – proseguo nel mio meta-ragionamento giudiziario – visto che i soldi che io dò alla mia ex moglie li dovrei spendere io, secondo le necessità e le mie abilità, esercitando così una delle più importanti e concludenti azioni tipiche di un bravo e attento genitore, voglio sapere QUANTO e COME  vengono spesi questi denari.

Secondo voi, cosa mi risponderà il supremo ?

Ma mentre mi sollazzo tra aspettativa e riflessione, mi vengono in mente tutte le contraddizioni a cui si assiste, quotidianamente, nei tribunali.

Ad esempio, se l’assegno è previsto solo nei casi in cui il coniuge affidatario abbia una notevole differenza di reddito rispetto all´altro, perchè tale assegno continua a venire erogato?

Ancora più grave la situazione in presenza di figli della stessa madre, ma nati da padri diversi, magari se c´è un padre che eroga il mantenimento e l´altro no. Se la Legge 54/2006 venisse rispettata, si dovrebbe applicare puntualmente il famoso mantenimento diretto, disinnescando così tutti quegli interessi economici e immorali che rendono la separazione un bel business.

Il principio del mantenimento indiretto (con assegno) dovrebbe essere applicato solo in due casi: quando il padre non è interessato alla cura dei figli, e quando il padre è costretto a viaggiare per lavoro e a vivere lontano dai propri figli.

Ma se un padre si rende disponibile ad avere con se´ i figli almeno al 50% del tempo, perchè viene costretto ancora a vederli secondo tempi inferiori e a compensare il mancato rispetto della legge da parte dei giudici italiani con una perequazione monetaria ? In pratica, è come se un carcerato, condannato ingiustamente, fosse costretto anche a pagare l´affitto della cella in cui viene rinchiuso.

Gli alimenti disposti con queste modalità (la maggior parte, in Italia) sono una gabella medioevale da abolire, un vero e proprio incoraggiamento alla fannulloneria, un´istigazione statale alla truffa legalizzata…l´equivalente di quello che sono i falsi invalidi quando percepiscono – pur essendo in buona salute – un vitalizio. E´ qualcosa di incivile, di diseducativo e di immorale.

Dimenticavo: il mantenimento dei figli non è detraibile fiscalmente. Per chi deve rialzarsi dal fossato dei coccodrilli, questa è una crudeltà infinita.

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[Fonte adiantum.it]

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