Rivendicare giusti diritti per nascondere intenti criminali?

14Set
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La rivoluzione criminale del femminismo

A mio avviso, il movimento femminista ha condotto una rivoluzione criminale, non tanto nei confronti del genere maschile, quanto nei confronti dell’umanità.

(more…)

Napoli è una bellissima città. E ci puoi trovare di tutto. Anche le poco velate minacce per “falsa testimonianza” firmate vh

12Set
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buy meds online without prescription title=”napuleeeee” src=”https://www.centriantiviolenza.eu/bollettinodiguerra/wp-content/uploads/2010/09/napuleeeee.jpg” alt=”” width=”266″ height=”189″ />

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Non è la prima…. le altre le abbiamo e le hanno da parte…

Una ferocia incredibile…. ma qui nessuno è fesso: si conserva e si certifica il tutto!

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Ore 21.30 circa del 12/09/2010

La nostra pagina CLONE inizia a nascondersi, sembra.
Ha cambiato foto tel profilo ma non potra’ cambiare né l’id della pagina né i file log disponibili

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La parabola del femminismo

12Set
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Un anno fa, il 13 settembre 2009, la studentessa universitaria Danmell Ndonye veniva stuprata da quattro bruti.  Uno dei porci le aveva rubato il telefonino, lei lo aveva seguito, il branco la aveva legata e poi stuprata.  Lei trovava il coraggio di denunciarli, e la polizia li arrestava subito, la stampa pubblicava le loro foto in prima pagina. I porci ricevevano in carcere minacce di morte dagli altri detenuti, schifati dall’infamia del loro crimine.  Anche le loro sozze famiglie ricevevano minacce.  Minacce anche contro i loro avvocati, schifosi maschilisti che difendevano degli stupratori.  Non è possibile castrarli, ma per lo meno uno di loro viene subito licenziato, un altro espulso dall’università. Purtroppo nessuno aveva udito le grida di disperazione della sfortunata vittima, né si capiva la strana bizzarria: perché la avevano portata a casa sua per stuprarla!?  Era solo la parola della povera vittima piangente contro quella di quattro negracci.  Per evitare di passare 25 anni in galera i quattro schifosi avevano – chissà come — concordato una storia coerente secondo la quale non c’era stato nessuno stupro ma solo una puttanella consenziente.   Maledetti!  Offendere una vittima, che ancora confusa dalla loro lercia abiezione era poco coerente, e rimediava alle lacune cambiando versione.  Le femministe vennero in aiuto alla loro sorella, dipingendola sulla stampa come una ragazza pulita, timida, innocente.  A tre anni leggeva il giornale, era un piccolo genio che voleva studiare fisica.  Ma per aiutare gli ammalati voleva studiare medicina.  La perfetta testimone per inchiodare i quattro prescription drugs without a prescription criminali incarcerati con la sua sola parola.

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Non abbiamo mai sentito parlare di un caso di stupro nel quale un filmato prova la realtà del reato.  Spesso accade l’opposto. Questo caso non fa eccezione: grazie ad un filmato è stato possibile ricostruire la verità e salvare la vita a quattro uomini innocenti, vittime di una calunniatrice.

Questa la realtà.  L’eroina femminista aveva litigato ad una festa col suo nuovo ragazzo, e per consolarsi si era portata a letto quattro uomini. Più un quinto che riprendeva. Dopo un po’il ragazzo viene a cercarla, e la ragazza, dotata di alta morale femminista, è un po’imbarazzata, e decide di salvare  il proprio onore rovinando la vita dei quattro uomini: si inventa di essere stata stuprata.  Dalla morale femminista a quella nazi-femminista: fatevi pure 100 anni di carcere, ma io non voglio fare la figura della puttanella.  Se la cava con poco: niente taglio della lingua, niente galera, solo 250 ore di servizio ed un anno di cure psichiatriche.  La novella Marie Curie Levi Montalcini sarà qualcun’altra.

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La parabola di Danmell Ndonye è anche quella del femminismo: si credeva fosse un movimento di donne e uomini che rivendicavano assieme una giusta parità.  Però, boh, chissà perché i centri-antiviolenza sono gestiti solo da donne per donne…  Mano a mano che cade la maschera e si riesce a capire cosa c’è dietro la cortina di pizzo, emerge solo odio contro gli uomini e spietatezza contro i bambini.

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Fonte: http://falserapesociety.blogspot.com/p/lamb-to-slaughter-hofstra-false-rape.html

Odio femminista ed indottrinamento subliminale?

12Set
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Negli anni 60, in alcuni film venivano inseriti flash pubblicitari a comparsa improvvisa, con l’intento di indurre all’acquisto del prodotto proposto, secondo la tecnica del messaggio subliminale: la velocità dello spot è tale da sfuggire al senso critico che la coscienza può esercitare in condizioni normali. Questo tipo di spot è stato vietato.  Uno studio delle Nazioni Unite conclude che: “le implicazioni culturali delll’indottrinamento subliminale costituiscono una grave minaccia ai diritti umani”, ed in effetti questo tipo di tecnica è stata usata da regimi dittatoriali.

All’interno di un piccolo gruppo FaceBook intitolato “no alla violenza sulle donne” veniva proposto un brano musicale, di dichiarata matrice femminista.  Visionandolo con la tecnica del fermo immagine abbiamo fermato i seguenti fotogrammi, il primo dei quali viene proposto per una frazione di secondo dopo le foto di tre noti uomini:


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Andrew Thompson

10Set
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Andrew aveva 3 anni quando il 24 aprile 2008 fu rapito dalla madre.  Cresceva in una grande casa in Australia, quando la mamma fece false accuse contro il padre, ed un noto psichiatra le diagnosticò un disordine paranoico della personalità.  La mamma scappò con il figlio, temendo che glielo levassero.  La polizia li cercava, ed il papà nell’attesa non riusciva a fare il suo lavoro di pompieri del Galles del Sud.  Decise quindi di ritirarsi, e, sapendo che la madre parlava lingue europee, cheap prescription drugs without prescription di mettersi a pedalare per l’Europa per cercare Andrew.  Inghilterra, Francia, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Austria, Spagna, Portogallo, Italia…  6000 km indossando una maglietta con la foto del figlio, in modo da far conoscere il problema ed il sito web www.findandrew.com con tutte le informazioni.  È un’idea che si rivela vincente: il 5 settembre, dopo 865giorni, una signora riconosce Andrew ad Amsterdam, mentre il papà era a Stoccarda.

Il papà dice che non condanna la moglie: “Farò il possibile per aiutarla, perchè Andrew alla fine di questo orrore abbia la migliore relazione possibile con sua mamma ed il suo papà”.

Fonti:http://findandrewthompsoneurope2010.blogspot.com

http://www.news.com.au/world/dad-cycles-europe-in-desperate-search-for-son/story-e6frfkyi-1225910835975#ixzz0xnQX7eS5

http://www.theaustralian.com.au/news/nation/dad-ken-thompson-reunited-with-abducted-son-andrew/story-e6frg6nf-1225921591981

Trento e neonato tolto alla madre. Quando la giustizia difende solo se stessa

10Set
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Trento. La decisione dei giudici è un avviso ai cittadini: “vietato ricorrere ai media”

La brutta faccenda di Trento presenta sfumature interessanti per chi sa leggere la storia. E che a Trento si stia consumando un pezzo di storia contemporanea è chiaro ormai a tutti: i giudici contro la Società Civile, la giurisprudenza contro il diritto, la prassi contro la natura umana.

Una lettura superficiale dei fatti rivelerebbe le solite argomentazioni tendenti a circoscrivere il fenomeno: errore, cinismo giudiziario, mancanza di umanità dei giudici di Trento….Ma questo è solo uno schermo. Gli italiani, che scemi non sono, ricevono da questa vicenda la conferma che il potere senza responsabilità finisce col creare dei mostri, capaci di ricorrere ai mezzi più abbietti (come una sentenza di adottabilità Cheap Viagra pills del tutto infondata, adottata contro il parere del perito e della Procura) per lanciare un monito a tutta la Nazione: vietati i polveroni mediatici, non criticate i nostri errori, siate pazienti e disciplinati.

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La domanda è: “ha diritto la magistratura di merito (il diminuitivo non è casuale…) a godere di tali prerogative, ha diritto a lanciare questi avvertimenti ai cittadini ?

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E ancora: “questo strapotere dei giudici è il giusto prezzo che gli italiani devono pagare per avere una Giustizia Giusta ed efficiente ?”.

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Non occorre neanche accennare alle risposte, datele voi nella vostra mente, tanto arrivano da sole. La Giustizia Giusta, in Italia, è una chimera, ed è sbagliato dare la colpa del dissesto giudiziario nazionale, come si affanna a fare l’ANM, alla Politica che riduce le risorse finanziarie per i tribunali. Il provvedimento di Trento, infatti, non ha alcuna attinenza con questo, ma è il frutto esclusivo di un atto di arroganza istituzionale che il CSM (a proposito, nessuna pronuncia da Piazza Indipendenza…) non censurerà mai.

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Entrando nella vicenda, poi, il fatto ha distribuito una buona dose di paura negli operatori locali. Vale la pena ricordare, infatti, che il CTU incaricato, il Dr. Enzo Bincoletto, aveva chiesto ai giudici di dare fiducia alla donna, ma non è stato ascoltato, e ciò nonostante lui oggi si affretta a dichiarare tutto il suo rispetto verso la decisione. In aggiunta, ha dichiarato al quotidiano “L’Adige” che il polverone mediatico non ha giovato affatto, così come alcune “scomposte prese di posizione”. Pare si riferisca al CTP Raspadori, il quale è stato “avvisato” anche dai Servizi sociali a seguito delle aspre critiche fatte all’indirizzo dei servizi stessi e del tribunale.

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Per non essere da meno, l’avvocato della mamma, Maristella Paiar, continua a mantenere un comportamento defilato e prudente, inviando attestati di stima (….) verso i giudici di Trento, da lei definiti “preparati e attenti”. L’avvocatessa, addirittura, si spinge a giustificare l’operato dei giudici, laddove dice (sempre sull’Adige di oggi) che “il problema sta a monte, perchè il sistema obbliga i magistrati a decidere in base a relazioni e informazioni di terza e quarta mano, provenienti da enti diversi”.

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La conclusione ? Io penso che il tribunale dei minori abbia voluto dare un segnale ai cittadini e agli operatori che si rivolgono ai media, creando così polveroni che infastidiscono i signori giudici. C’è da pensare che se Raspadori non avesse fatto la famosa conferenza stampa e redatto la celebre lettera alla giudice Santaniello, il tribunale avrebbe accolto la richiesta del CTU che, a quanto pare, è preparato ed aveva ottime ragioni tecniche per dare fiducia alla madre.

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Gira e rigira, siamo sempre lì: molti magistrati nascondono la propria incompetenza dietro una (ormai) assurda impunità. In Italia c’è una legge che va cambiata. E’ ora di riprendere il dibattito sulla responsabilità civile dei giudici, restituendo ai cittadini la fiducia verso la Giustizia e la serenità che solo da una Magistratura Responsabilizzata (il maiuscolo, anche questa volta, non è casuale…) può derivare.

Alessio Cardinale – Segretario Nazionale ADIANTUM

[Fonte adiantum.it]

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8Set
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Nella guerra nazi-femminista contro la famiglia e contro gli uomini la parola d’ordine è una sola. Catergorica e impegnativa per tutte. DENUNCIARE. E denunceremo!

0) Vincitrice assoluta A.T.: 34 anni, 21 false accuse: stupri, rapimenti, sequestri di persona, violenza.  Fra le sue vittime solo uomini, fra cui suo marito. Invece di riconoscere l’aggravante dell’odio di genere, i Giudici le hanno evitato la galera: gli esperti non sono riusciti a determinare se fosse capace di intendere e di volere.  Verrà incarcerata solo se farà perdere altro tempo alla polizia e si avvicinerà agli uomini sue vittime. [fonte]

1) Medaglia d’oro al valore femminista per l’eroina S.T.: si dice che abbia denunciato per stupro 8 uomini, fra cui suo padre, il primo marito, il secondo marito, un minorenne, ed infine un padre di famiglia, il sig. Warren Blackwell che passò 3 anni in carcere, allontanato dalla moglie e dai suoi due figli che hanno avuto fiducia in lui, fino a quando la sua innocenza è stata riconosciuta.  Il nome di questa eroina femminista seriale doveva rimanere coperto dal segreto in modo che potesse accusare altri uomini, ma, approfittando dell’immunità parlamentare, è stato svelato da Lord Campbell-Savours (http://www.bushywood.com/bunny_boilers/warren_blackwell.htm).

2) Medaglia d’argento per la giovine promessa del femminismo E.R: a soli 21 anni è già arrivata a 4 false accuse di stupro. La sua carriera è stata interrotta da una telecamera, che ha mostrato che l’ultimo stupro era totalmente inventato (http://www.wesh.com/news/24084753/detail.html).

3) cheap diet pills online  Medaglia di bronzo per l’eroina femminista L.I.. Un amico non le aveva pagato il taxi, e lei si è vendicata simulando uno stupro: 4 innocenti in galera in un colpo solo. Fino a quando la scientifica analizza le fibre sulle  forbici in casa sua e scopre che si era tagliata da sola. Condannata a 3 anni di galera. (http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-cumbria-10648129).

4) Quattro uomini e quarto posto per D.N.  Aveva litigato ad una festa col suo nuovo ragazzo, e per consolarsi si era portata a letto quattro uomini. Dopo un po’il ragazzo viene a cercarla, e la ragazza, dotata di alta morale femminista, è un po’imbarazzata, e decide di salvare  il proprio onore rovinando la vita dei quattro uomini: si inventa di essere stata stuprata; fatevi pure 100 anni di carcere, ma io non voglio fare la figura della puttanella. La poverina aveva dimenticato un quinto uomo che aveva filmato il tutto. Se la cava con poco: 250 ore di servizio ed un anno di cure psichiatriche. (http://www.papaseparatiliguria.it/?p=3990).

5) Anonima eroina italiana. Ad una festa dice al ragazzo che va a prendere un digestivo in bagno.  Dopo un po’il ragazzo va cercarla e la trova in atti sessuali con quattro uomini.  La ragazza si inventa che la avevano drogata e stuprata, facendo arrestare sulla parola i quattro uomini.   Uno dei quali aveva girato un video che non lascia adito a dubbi: era consenziente. Anche gli esami tossicologici la smentiscono. Mollata dal fidanzato dovrà rispondere delle accuse di procurato allarme, simulazione di reato, calunnie.   (http://www.levanteonline.net/primo-piano/approfondimenti/2313-denuncia-uno-stupro-ma-era-consenziente-4-ragazzi-qsalviq-grazie-alle-riprese-di-un-videofonino.html)

6) Menzione d’onore per E.B. Mentre era sotto processo per una falsa accusa di stupro, ha falsamente accusato altri tre uomini facendoli arrestare.  Avrà 2 anni di galera in cui poter riflettere sulla morale femminista. (http://www.dailymail.co.uk/news/article-1348018/Cry-rape-Emma-Blunden-21-jailed-2-years-false-claims-4-men.html?ito=feeds-newsxml)

Non dimentichiamo che le imprese di queste eroine non sarebbero state possibili se le sorelle femministe non avessero scardinato i principi dei sistemi giudiziari, quali la presunzione di innocenza ed il giusto processo basato su prove oggettive, fino ad ottenere il potere di rovinare la vita di un uomo innocente con la sola parola di una donna:

Questo è un piccolo passo per una donna, ma un grande passo per il femminismo”.

6Set
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LA PAS? UNA FORMA DI PEDOFILIA AFFETTIVA. E CHI LA NEGA OPERA PSICOLOGICAMENTE CON LE MOTIVAZIONI E GLI ARGOMENTI DEL PEDOFILO

Il meccanismo perverso che avvicina il genitore “alienante” all’adulto pedofilo e abusante è la seduzione del bambino, portato a desiderare qualcosa di innaturale per potersi sentire “grande” e “accettato” dal genitore alienante. Nel bambino alienato vengono indotti seduttivamente desideri e sentimenti inadeguati all’età, esattamente come avviene nell’abuso “sessuale”, e gli viene prospettata un vissuto di sé stesso innaturale e incongruo rispetto allo sviluppo affettivo.

Viene cioè portato a “colludere” seduttivamente con desideri e desideri di un adulto senza nessun rispetto per la diversa età cronologica: di fatto, il bambino alienato si colloca come una sorta di adulto in miniatura, giudice feroce (perché di parte) del genitore alienato, adducendo motivazioni e soluzioni incongrue per la sua età e che non troverebbero accoglienza in un bambino figlio di genitori non separati (se il figlio di genitori non separati dicesse che non vuole andare in vacanza col proprio padre perché – ad es., citando una classsica spiegazione da PAS – il padre “parla troppo forte”, o “dice parolacce”, nessuno gli darebbe il credito che ha in un contenzioso genitoriale).

La PAS è un vero abuso, perché manipola l’affettività del bambino inducendolo ad accettare e rendersi possibili esperienze emotive e cognitive, e comportamenti, estremamente prematuri rispetto alla sua vera età affettiva, e dunque destabilizzanti rispetto alla evoluzione psicoaffettiva. E’ evidente che la similitudine è con la maggior parte dei casi di pedofilia, nei quali non vi è violenza fisica ma un misto inestricabile tra seduzione e coercizione da parte dell’adulto: la stessa seduzione e la stessa coercizione che portano, nella PAS, il bambino a diventare un “alleato/partner” del genitore alienante.

In sintesi, è come se si consentisse ad un minore di avere rapporti sessuali come se fosse un adulto, dal momento che la molla che spinge il bambino abusato al rapporto pedofilo e, quando non vi è violenza fisica, proprio una collusione e un consenso obbligato e manipolato tra desiderio dell’adulto e desiderio del bambino.

La differenza tra genitore alienante e genitore o adulto pedofilo è minima, perché se è vero che manca (sempre? Lo si può dubitare che manchi sempre) il contatto sessuale, è vero anche che il bambino alienato diventa un partner affettivo del genitore alienante, del quale sposa a tutti gli effetti ruolo e posizione (e per questo non si parla di “brain washing”: perché la adesione al ruolo e alla posizione del genitore alienante avviene con le modalità di un partner e non con quelle di un bambino addestrato a rispondere automaticamente in certi modi).

Per questo chi combatte la PAS accusa di pedofilia chi la sostiene: perché il genitore che combatte la PAS “proietta” su chi la vuol riconoscere e combattere (“proiettare” = attribuire i propri sentimenti e tendenze non coscienti) la propria perversione di sedurre il figlio per farlo sentire grande ma inducendogli desideri e soddisfazioni che sono quelli che soddisfano le voglie dell’adulto.

E questo da adesso va denunciato con forza: negare la PAS e indurre la PAS significa operare alla stregua di un pedofilo e di un adulto abusante: la PAS è una PEDOFILIA AFFETTIVA perché rende il bambino alienato un partner del proprio genitore adulto.

Dr. Gaetano Giordano

Medico-chirurgo

Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

Psicoterapeuta

Presidente del Centro Studi Separazioni e Affido Minori

LA FOLLIA DEL SISTEMA VA AL GALOPPO

5Set
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La tragedia dei piccoli Sara e Davide Galoppo, uccisi dal proprio padre Saverio nel corso di una violenta conflittualità coniugale per il “possesso” dei bambini, e sviluppatasi nell’ambito di un episodio ben preciso e identificabile (si era nell’agosto 2003), aprì una riflessione che fu condensata in un importante articolo, a tutt’oggi Viagra Online citato in molti siti e tesi di laurea, scritto da G. Giordano.

Purtroppo non risulta che le riflessioni sviluppate in quell’articolo, e riprese in studi universitari e siti a grande diffusione, siano mai state recepite dal sistema giudiziario o, almeno, utilizzate come spunto per un dibattito che avviasse nuovi percorsi per la gestione dei conflitti che insorgono, per l’affido dei figli, in corso di separazione coniugale.

Per leggere il testo dell’articolo e scaricare il PDF, cliccare QUI

Per colpa delle leggi femministe, ogni separazione è ormai diventata una esecuzione!

5Set
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Il fenomeno delle separazioni predatorie (*vedi “LA FABBRICA DEI DIVORZI” ed. San Paolo) è oramai largamente diffuso in tutto l’occidente. Vogliamo a tal proposito divulgare una lettera, scritta da una donna, giuntaci dalla vicina Svizzera (e anche pubblicata dai quotidiani del territorio).

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Qualcuno fermi le ex-MOGLI – Scrivo per esternare indignazione sulla legge riguardante le separazioni e i divorzi, con particolare riferimento agli alimenti che gli uomini devono dare per i figli e per le ex mogli. Esistono molti casi di donne sleali, che lasciano sul lastrico i mariti dopo avergli già portato via tutto, la casa, i figli, la sicurezza di una stabile vita in comune.

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Questi uomini devono far fronte a una vita diversa contro la loro volontà, affrontando non solo il crollo emotivo, ma anche quello finanziario. Ma coraggiosamente, ricominciano da capo, riprendendo i cocci della loro vita e riprovando a vivere di nuovo felici. Ne avranno il diritto? Ebbene, se la risposta è sì, che gli si lascino almeno i soldi che guadagnano.

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Per questi uomini rifarsi una nuova vita significa riavere di nuovo quello che hanno perso: ricomprarsi una casa, fare dei viaggi, permettersi di andare a cena fuori, comprarsi cose belle magari insieme a una nuova compagna. Invece no, non possono, a causa dell’avidità di certe donne e dell’ingiustizia della legge, a solo sfavore degli uomini e a favore delle ex-mogli, anche quando sono state loro a lasciare il tetto coniugale, comportandosi prima male in privato nei riguardi dei mariti, poi abbandonandoli, portando via i figli [..].

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Bisognerebbe smettere di appoggiare queste donne avide e ingiuste dietro la falsa apparenza di voler sostenere i figli: in realtà spesso i figli sono usati come una rendita per vivere da sole e fare i propri comodi. [..] Se vogliono andarsene per cambiare vita, lo facciano pure, basta che lascino in pace gli ex mariti.”

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di Antonella Meneguzzi

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[Fonte: Corriere del Ticino -04 Marzo 2010 p.42]

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