Violenza di genere in Italia: la parola a magistrati, avvocati, psicologi legali

“Solo in due casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri. Il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione. Molte volte siamo noi stessi a chiedere l’archiviazione. In altri casi, invece, si arriva a un processo dove la presunta vittima ridimensiona il proprio racconto. È successo anche che qualche ex moglie sia finita indagata per calunnia” (PM Carmen Pugliese, dichiarazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2009, Eco di Bergamo).

“È un fenomeno emergenziale.  La Procura di Roma ha sancito che 75% dei casi le denunce penali nei confronti del coniuge sono vere e proprie calunnie, confezionate ad arte per ottenere immediati risultati processuali” (G.E. Gassani, Presidente Nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, ASCA, youtube)

“Sempre più spesso si ricorre alla querela del coniuge o del convivente per risolvere a proprio favore i contenziosi civili per l’affidamento dei figli o per l’assegno di mantenimento.” (PM Barbara Bresci, il secolo XIX, 25/11/2009).

“La tecnica è quasi sempre uguale. Denunciare prima della separazione il marito per percosse e minacce, anche se non sono vere. Scrivere qualche SMS alle amichette con finte richieste di aiuto. Mettersi d’accordo con loro per le testimonianze in tribunale. Addirittura quelle più determinate arrivano ai casi di autolesionismo per provare le violenze subite in casa. Poi basta un avvocato senza tanti scrupoli e desideroso di riempirsi il portafoglio e il gioco è fatto”. (F. Graffione, giornalista, il Giornale)

“Ad adottare questi sotterfugi sono tutte donne: se la separazione è in corso, non ci sono strumenti prima dell’udienza per allontanare uno dei due genitori da casa. L’ordine di allontanamento giunge solo in caso di violenza fisica, ed ecco perché arrivano le denunce verso i mariti, per la maggior parte dei casi inventate”. (Avv. Clara Cirillo, presidente dell’Associazione Giuristi Italiani, il secolo XIX, 25/11/2009).

“Se ci sono i minori in ballo, si mettono in atto dinamiche crudeli: le donne avanzano false denunce di maltrattamenti o molestie sui figli a scapito del coniuge, per togliere a quest’ultimo la patria potestà” (Avv. Cristina Nicolini, AGI, personaedanno)

“Potrebbe sembrare incredibile che si possa accusare qualcuno che si sa innocente di un delitto turpe quale quello di violenza sessuale, in particolare quando è perpetrata su un bambino, eppure succede e neanche troppo raramente […] per l’esperienza fatta le false denunce provengono quasi nella totalità da donne, spesso madri che in tal modo tentano di allontanare gli ex mariti dai figli o peggio credono di vendicarsi di non si sa quali torti subiti durante il matrimonio”. (PM Jacqueline Monica Magi, su criminologia.it del 29/1/2009, fonte).

“L’accusa di violenza sessuale è il modo più facile per estromettere il padre dalla vita dei figli. La donna non solo si libera del partner come coniuge ma anche come padre, facendolo uscire definitivamente dalla sua vita”. (Maria Carolina Palma, CTU c/o Trib. di Palermo, L’Avvenire, 13/4/2009)

 

“le false accuse di maltrattamenti, percosse, abusi sessuali e violenze di vario genere – le querele costruite al solo scopo di eliminare l’ex marito dalla vita dei figli – oscillano nelle procure italiane da un minimo del 70 ad un massimo del 95%” (Sara Pezzuolo, Psicologa – Ass. Naz. Familiaristi Italiani, Firenze, 29 aprile 2010)

“… è necessario sollecitare un controllo sui centri antiviolenza …sollecitare un intervento qualificato che miri al controllo sulle gestioni di questi centri antiviolenza, sulle competenze e professionalità coinvolte e, soprattutto, che sfoci in una più attenta normativa sui limiti dei loro poteri di azione”. (Daniela Piccione – Avvocato, Delegato Regionale Sicilia Familiaristi Italiani, 31/10/2009, fonte)

“Secondo la ex moglie il padre è sempre e comunque un pedofilo. Accuse troppo spesso false per ottenere l’ affidamento dei figli contesi” (Tina Lagosteni Bassi, fonte).


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13 risposte a Violenza di genere in Italia: la parola a magistrati, avvocati, psicologi legali

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  5. Giuseppe scrive:

    Ecco i risultati dell’aver prima ricoperto le donne di diritti assolutamente sproporzionati e poi di aver instillato nelle loro menti un odio feroce nei confronti degli uomini. Divide et Impera, la famiglia era l’ultimo baluardo di difesa contro l’oppressione ed è stata abilmente indebolita e neutralizzata. Adesso siamo veramente soli, uomini e donne, senza il conforto di poterci fidare di qualcuno che ci ama davvero. Che nostalgia di un passato nel quale la famiglia era un punto di riferimento, un porto sicuro, forse non per tutti ma per tanti sì. Ricordo il tripudio da parte femminile per “l’emancipazione”, che ad uno occhio sensibile ormai si mostrava come un subdolo strumento per isolare le persone e rendere il vivere comune sempre più precario. Giusto il rispetto e la parittà di diritti, ma questo femminismo estremo e sbilanciato sta danneggiando sopratutto le donne, anche se molte non se ne accorgono ancora. Ma quando ciò avverrà, sarà già ormai irreparabile il danno per tutti, uomini e donne.

  6. Bonxa scrive:

    I padri separati hanno ragione. Devono prendersi i figli e restare in casa loro. Devono prendersene cura in casa e mandare la moglie a vivere in altro luogo. Permettere alla moglie di vedere i figli solo ogni 15 giorni.

  7. Paola scrive:

    i bambini hanno bisogno di venire accuditi da entrambi i genitori e di rimanere al di fuori dei loro conflitti

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