Centro anti-violenza tenta di alienare un bambino dal suo papà

In una città del nord-Italia una madre autrice di accusa di stalking contro il papà di loro figlio (falsa denuncia archiviata con non luogo a procedere) si è rivolta ad un centro anti-violenza.

La donna ha descritto al perito nominato dal Tribunale l’ambiente “femminista” in cui la figura del papà viene svaluatata ed in cui privare un bambino del suo papà non è considerato un abuso sull’infanzia.   Il perito ha così relazionato:

«… al centro anti-violenza le abbiano fatto capire che per il figlio la sua realtà e la sua famiglia sono la madre, i fratelli e i nonni, e anche che quando una cosa non è buona si può fare senza, se da quella persona si ricevono frustazioni. La dottoressa che la seguiva le ha detto che per il figlio non è un dramma l’assenza del padre, perchè ha la madre i fratelli i nonni. Se un bambino non ha il padre, non è finita, non è un dramma, possono esserci altre risorse che danno sostegno.»

Per motivi di privacy nomi, cognomi e luoghi non sono resi pubblici, ma ovviamente restiamo a disposizione qualora l’autorità giudiziaria decidesse procedere per abuso sull’infanzia. Certo è che la politica dovrebbe immediatamente levare ogni finanziamento a questo tipo di centri, che arrivano a cercare di negare pubblicamente che l’alienazione genitoriale o PAS è abuso sull’infanzia.

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