Il Governo ci chiede quali sprechi tagliare: i fondi ai centri anti-violenza caduti nel femminismo

Il Governo ha attivato una pagina web con cui ciascun cittadino può proporre sprechi da tagliare per il bene comune: basta cliccare su

http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm

Un lettore ci segnala di aver suggerito al Governo:

Risparmiare 100 milioni di € per il bene dei bambini

Suggerisco di valutare con serietà la proposta di tagliare i fondi ai centri detti “anti-violenza” ma ormai caduti nel femminismo estremo e diventati “strutture per portare avanti la guerra di genere contro gli uomini” (così li definisce oggi la fondatrice) e “supermarket di divorzi e false accuse”.

La documentazione in merito è qui
http://www.centriantiviolenza.eu/centriantiviolenza/info
e la stessa proposta di chiudere tutti questi centri viene avanzata in molti paesi, in particolare dal sociologo tedesco prof. Amendt.

Lo Stato può risparmiare circa 100milioni di € direttamente, ed indirettamente i soldi buttati in incarichi ai Servizi Sociali di gestire conflittualità che serve solo ad arricchire avvocate femministe e devastare bambini.

Infatti, oggi lo Stato finanzia, anche in deroga ai limiti di reddito, avvocati per donne che portano avanti accuse spessissimo strumentali. Occorre che tali finanziamenti vengano ritirati qualora queste accuse si rivelino false, cosa che oggi accade nell’80-92% dei casi.

Infine, è facile anticipare che l’epidemia di calunnie usate per boicottare la legge sull’affido condiviso del 2006 (e malamente contrastate da una giustizia lenta) porterà la Corte Europea per i Diritti Umani ad emettere ulteriori condanne per violazioni dell’art. 8.

Mentre i politici vicini al femminismo si oppongono ai tagli, mentre le femministe gridano al “femminicidio” e chiedono più soldi pubblici per i propri centri, mentre le tasse portano a suicidi ed esplosioni di violenza, chiunque può contribuire a questa proposta pacifica e costruttiva rafforzando la segnalazione con il proprio contributo: da un lato si risparmiano soldi riducendo le tasse, dall’altro si può evitare che bambini vengano privati dei loro papà sulla base di false accuse di violenza.

In uno stato di diritto deve essere la polizia a difendere tutti noi: è ora di rimediare al gravissimo errore di aver permesso ad avvocate femministe di entrare in un importante settore della giustizia portandovi la loro ideologia malata che dipinge i padri come violenti ed abusanti, che si oppone all’affido condiviso, che addirittura arriva a cercare di negare che l’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia.

 

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