Da IDV una proposta per proteggere i bambini dai centri anti-violenza caduti nel femminismo

I centri anti-violenza caduti nel femminismo radicale aiutano donne a costuire false accuse finalizzate a sottrarre bambini ai loro papà e ad alienarli: un crimine denunciato anche dalla fondatrice di questi centri, Erin Pizzey.

L’esigenza di fare qualcosa per proteggere i bambini è sentita anche dentro IDV, dove la dott. Valentino Peloso Morana, responsabile regionale infanzia e famiglia per IDV, propone una riforma:

«Ci sono centri antiviolenza seri che lavorano bene. E ci sono quelli del sistema.

Quelli del sistema si basano su ideologia e pseudoscienza e visto che trattano pure i bambini allora esprimo il mio pensiero al riguardo. Se avete occasione di leggere i loro manuali pseudoscientifici vedrete che manca totalmente la prassi di intervento in caso di ipotesi di abuso sessuale o pedofilia. Non c’è la diagnosi differenziale che è quella operazione che ti permette di discriminare un’ipotesi di abuso sessuale da una falsa accusa. Quando loro e i loro pseudoperiti dicono “non è possibile arrivare a certezza” è perché loro non lo sanno fare.

Ovviamente in questi centri non è ammessa l’esistenza della falsa accusa, che invece esiste e in misura piuttosto importante oggi nel nostro Paese. La falsa accusa è un’altra forma di violenza che colpisce in faccia come un pugno il malcapitato o la malcapitata e spesso a tradimento. Queste azioni recano danni in chi le subisce, e parliamo di bambini e di adulti. Non c’è equilibrio in questi tipi di centri e soprattutto è assente totalmente la scienza. Ma allora che ce ne facciamo?

Se ad esempio una femmina denuncia l’ex marito di essere violento e non è vero, e può succedere dal momento che l’universo maschile è fatto anche di uomini e non solo di maschi, il sistema centro non verifica le prove, perché non sa neanche di cosa sto parlando, ma procede come fosse vero. E magari quell’uomo è uomo per bene che non può vedere i suoi figli mentre il suo cuore viene maciullato ogni giorno. Piacerebbe? E anche: chi si occupa della violenza che ha subito l’uomo innocente? E chi dei figli, costretti a vivere nel conflitto e a negare il padre, con danni importanti per la crescita? Piacerebbe?

Per non parlare del modo in cui poi si occupano dei malcapitati bambini e ragazzi. Che magari finiscono in qualche casa famiglia e via dicendo.

Pare assente l’interesse scientifico. Tutte le femmine che denunciano gli ex di abuso sessuale sui figli, dicono la verità in questi centri. In un paese in cui domina la bugia. Ancora per poco.

I diretti interessati, cioè chi ci lavora e dunque osserva e verifica, dicono che oltre il 90% delle accuse di abuso sessuale su bambini e ragazzi, sono false. Ci sono gli atti a dimostrarlo. Queste che dati contrappongono? Quelli raccolti da loro? Senza un protocollo, senza la prassi scientifica, e senza seguire le linee guida della Carta di Noto che indica la prassi?

Per mettere a posto le cose e cominciare a vivere nella chiarezza e soprattutto, almeno un po’ meglio il prima possibile, dobbiamo fortemente interrogarci sull’utilità sociale di certi tipi di centri antiviolenza del sistema.

Trovo molto più utile, cominciare a progettare dei centri che siano contro la violenza e basta. Per tutti i tipi di persone e sesso. Un progetto che contrasti la violenza che fa il maschio alla femmina in tutte le sue forme, omicidio compreso, e la violenza che la femmina fa al maschio che è anche, come la sorella, in netta ascesa e molto più invisibile. I danni possono arrivare a enorme portata anche qui, perché c’è chi muore per una falsa accusa. Tutto il progetto su base scientifica, deve riguardare anche la prevenzione e l’informazione. La violenza va chiarita in tutte le sue forme per essere abbattuta.

Siccome mi occupo di famiglia, parlo di donne e uomini. Nel nostro Paese esiste la violenza sessuale, fisica, psicologica e economica verso le donne. Molte vengono uccise. Tutto questo deve finire e l’ideologia non ci aiuta, è un ostacolo. Ci vogliono le azioni e un pensiero che dia la direzione. Ma di questo se ne parla molto, dunque ne parlo meno io. Della violenza che subiscono gli uomini ad opera di femmine ne parlano in pochi. E siccome ce n’è un gran bisogno, ne parlo anch’io. La violenza delle femmine contro gli uomini e le donne che li sostengono, ha avuto una crescita enorme negli ultimi tre anni. E’ violenza omertosa, giocata nell’ombra e in rete. Sto osservando insieme a colleghi psicologi giuridici e filosofi questo nuovo fenomeno, di cui molti di noi conoscono le origini. Noi studiamo molti dei fenomeni in rete perché parlano di esseri umani in movimento. A una violenza agita concretamente verso l’ex partner, con figli alienati, corrisponde sempre da parte di queste femmine, un’azione di attacco sulla rete con tentativi a base fortemente manipolatoria di sporcare l’immagine dell’ex e della sua eventuale nuova compagna. Girano in tutte le pagine dedicate, con nomi diversi ma non cercano il dialogo che gli viene offerto. Cercano di imporre il loro pensiero in modo rigido e sono piene di risentimento. Osservare per verificare. Dall’altra parte ex mariti piegati dal mantenimento gestito in modo prepotente e incurante da parte delle istituzioni, vorrei vedere loro al posto dei papà separati, con ostacoli pazzeschi nell’incontrare i figli, quelli che ce la fanno, e perennemente infelici. L’infelicità prima o poi fa arrabbiare, si sa. Gli operai sardi ne sanno qualcosa. Queste femmine attaccano anche le donne che difendono i loro ex e cercano appoggi ovunque sulla rete all’unico scopo di annientare. Chi si occupa di questa violenza? I centri antiviolenza del sistema, negando le false accuse e tutto ciò che ruota intorno, non fanno gli interessi delle donne che sono veramente violentate, maltrattate, picchiate o uccise. Perché questa realtà viene continuamente attaccata da femmine che invece queste cose orrende se le inventano, rendendo meno forte la lotta al fenomeno. Ecco perché tra le varie cose, penso siano inutili certi centri. Ci vuole un atto di coraggio anche in questo settore. Ci vogliono dei centri che si occupino di tutti i tipi di violenza in modo equilibrato e scientifico, per migliorare il nostro Paese.

E bisogna ripensare completamente l’approccio ai bambini in tutte le situazioni descritte.

Intendo come responsabile del Dipartomento Infanzia e Famiglia chiedere questo ai vertici nazionali.»

[Fonte e testo completo http://alicenelpaesedelgenoma.org/2012/09/09/cenerentola-e-le-sorelle-ignoranti]

Noi riteniamo che occorra

  • la chiusura di quei centri che hanno dichiarato di essere contro l’affido condiviso e contro la protezione dei bambini dall’abuso dell’alienazione genitoriale o PAS (cioè plagiare un bambino fino a fargli odiare un genitore), secondo quanto riportato su siti femministi quali: femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/07/09/d-i-re-centri-antiviolenza-italiani-contro-i-ddl-su-affido-condiviso-e-pas
  • che i fondi vengano tolti e donati per la cura dei bambini vittime di alienazione genitoriale in seguito a false accuse sostenute da avvocate di questi centri;
  • che il Presidente della Repubblica adotti misure di grazia a favore dei papà disperati che avessero agito per salvare i propri bambini e/o per punire chi ha collaborato ad abusarli, alienarli e/o a coinvolgerli in false accuse.
Letto :1990
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2 risposte a Da IDV una proposta per proteggere i bambini dai centri anti-violenza caduti nel femminismo

  1. spartacus scrive:

    Grandioso sensazionale, protegge i bambini da pazze scatenate che rovinano la mente ai figli. Finalmente un approccio scientifico. Brava la dottoressa Morana. FINALMENTE PERSONE COMPETENTI AL POSTO GIUSTO CHE USANO METOLOGIA SCIENTIFICA INVECE DI IDEOLOGISMI.

  2. spartacus scrive:

    Morana sei troppo in gamba!!

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