“Liberarsi dell’ex marito con false accuse”: la denuncia su IlFattoQuotidiano

Ilaria Lonigro scriveva articoli su “pornografia femminista”, “mommy porn”, dava voce ad associazioni contro l’affido condiviso e contro la protezione dei bambini dall’alienazione genitoriale (PAS), che chiedono fondi dicendo di voler proteggere  “bambini testimoni di violenza domestica sulle madri”: perché alle femministe interessa solo proteggere i bambini dai padri, quando le ricerche mostrano che la violenza non ha sesso.

Quasi nessuno commentava i suoi articoli, fino a quando la Lonigro ha attaccato questo sito, venendo sommersa da commenti di lettori indignati.

Per attaccare, la Lonigro ha pubblicato uno screenshot di questo nostro post, ma omettendo le parole successive: “Sono le parole del Ministro della Giustizia…”, così facendo apparire che si tratti di opinioni nostre.

Poi, per attaccare anche il più grande gruppo Facebook “No alla violenza sulle donne”, Ilaria Lonigro scrive di essersi finta donna picchiata con il falso nome di Sonia Capizzi (commettendo il grave errore che esistono persone vere con lo stesso nome).   La falsa donna picchiata ha ricevuto il consiglio di rivolgersi alla Polizia o alla Caritas piuttosto che a centri gestiti da femministe.   Come hanno cercato di spiegarle i commentatori indignati, in effetti è la Polizia che deve fornire aiuto non sessista a tutte le persone vittime di violenza, non le femministe e le loro mangiatoie.

La Ilaria Lonigro ha anche qui omesso la risposta completa e motivata da lei ricevuta:

La Lonigro poi attacca come “clonati” vari siti.

Questo sito si chiama centriantiviolenza perché tratta di centri anti-violenza dichiarando esplicitamente nella testata il messaggio principale:

Sostituire i centri caduti nel femminismo con centri di supporto per famiglie con conflitti violenti

Noi non siamo femministe e diciamo le cose come stanno, senza alcuna manipolazione: come anche dice Erin Pizzey, fondatrice dei centri anti-violenza:

Sotto la copertura dei centri anti-violenza che danno loro fondi e strutture per portare avanti la guerra di genere contro gli uomini, le femministe hanno iniziato a diffondere dati tendenziosi. […]    Vidi le femministe costruire le loro fortezze di odio contro gli uomini, dove insegnavano alle donne che tutti gli uomini erano stupratori e bastardi. Testimoniai il danno fatto ai bambini in tali rifugi. Osservai i “gruppi di consapevolezza” progettati per plagiare le donne e far loro credere che i mariti fossero nemici da sradicare. Vidi che i padri ed i bambini venivano perseguitati negando i loro diritti.

La Ilaria Lonigro, nel tentativo di farci censurare scrive di aver contattato la Polizia Postale, come se fosse un reato permettersi di dissentire dall’ideologia femminista!

Alla Polizia segnaliamo piuttosto la denuncia di una lettrice che firmandosi Laura M. ha lasciato il seguente commento sul post della Lonigro:

“pseudo” professionisti consigliano a tavolino strategie su come “liberarsi dell’ex marito con false accuse” o su come “far sì che la nuova compagna antipatica non frequenti più il figlio/la figlia” (sempre con false accuse).

non ho problemi a dimostrare quel che dico. Ho diversi screenshot contenenti pseudo consigli di pseudo psicologhe di pseudo centri antiviolenza che sarà mia cura far avere presto a chi di dovere.

Le femministe che si credono intoccabili solo perché dicono di combattere la violenza sulle donne e che diffamano chiunque osi criticarle la smettano di nascondersi dietro le donne picchiate.

La realtà è che le avvocate femministe che usano false accuse per sottrarre bambini e spietatamente alienarli danneggiano la causa delle vere donne picchiate ma soprattutto compiono abusi sull’infanzia da pena di morte e vanno fermate ad ogni costo.

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