Bimba di pochi mesi massacrata di botte dalla madre, lesioni gravissime

Linea dura della Cassazione che ha detto ‘no’ all’affidamento in prova e sí alla permanenza in carcere – nei confronti di una giovane madre milanese che dopo la maternità vissuta come completamento della sua personale scala di successi (matrimonio, lavoro, prima casa), aveva volto in rabbia e aggressività la frustrazione patita alle prime difficoltà nella cura della sua neonata”. La madre “egocentrica”, con la complicità del marito, aveva maltrattato e riempito di botte la piccola di pochi mesi, tanto da “procurarle lesioni gravissime” e “danni permanenti”.

La donna era stata condannata a sei anni di reclusione, tre dei quali coperti dall’indulto, e aveva chiesto di essere affidata ai servizi sociali. Ma il Tribunale di Sorveglianza di Milano, lo scorso novembre, non aveva accolto la sua richiesta rilevando che un simile comportamento non era addebitabile ad “eventuali situazioni di emarginazione sociale o di disoccupazione” e che, dal processo, era risultato che quella violenza era scatenata dall’egocentrismo della donna. M.S., avevano scritto i giudici di merito aveva un “atteggiamento sconcertante” mirato a “mimetizzare le proprie responsabilità, con una considerazione distaccata dei fatti, quasi che interessassero altra persona”.

Per questa ragione era stata esclusa una valutazione favorevole al suo inserimento in un percorso di “rieducazione” in quanto “la misura alternativa poteva essere vissuta ancora una volta in chiave di deresponsabilizzazione”. La Suprema Corte ha ritenuto “congruamente” motivato il ‘no’ all’affidamento in prova. M.S., tra l’altro, “nonostante lo stato di possidenza e il benessere economico” non aveva versato nemmeno un centesimo della provvisionale di centomila euro cui era stata condannata. Invece, accogliendo, il parere della Procura della Cassazione, i supremi giudici hanno suggerito alla magistratura di sorveglianza di valutare la concessione della semilibertà che consentirebbe alla donna di andare a lavorare rientrando la sera in cella.

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1 comment

  1. sono pochi gli anni,le darei 30 anni di lavori forzati.la bimba riporta gravi lesioni che dureranno tutta la vita,la madre dopo i 3 anni è fuori e magari fa un altro figlio.io?!sterilizerei sia la madre che il marito.in galera ai lavori forzati anche lui.e ogni giorno,martellate sulle falangi sia dei piedi che delle mani.e strappo delle unghie tutte.e questo trattamento lo fare a tutti quelli che abusano di bambini e che li uccidono maltrattandoli.se ci fossero piu pene severissime,altro che indulto,molti ci penserebbero bene prima di fare queste infamanti cose su un bambino piccolo…chissa come urlava dal dolore e come era spaventata,povera piccola…se fosse x me…immediatamente mi verebbe da elimarli lei e lui.

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