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	<title>Diritto e Minori &#187; SilvioA</title>
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	<description>Per il diritto dei bambini alla bigenitorialità</description>
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		<title>L&#8217;Udienza Presidenziale — di Vittorio Vezzetti</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2012 22:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[“Esistono giorni, nella vita di un uomo, che sono completamente diversi da tutti quelli che li hanno preceduti; e che sono capaci di dare, a quelli che seguiranno, una prospettiva completamente differente. Carlo si ricorderà per sempre quel giorno anomalo: &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/udienza-presidenziale-di-vittorio-vezzetti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/09/303915_2296439063490_1624527052_2203926_2034134661_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1202" title="303915_2296439063490_1624527052_2203926_2034134661_n" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/09/303915_2296439063490_1624527052_2203926_2034134661_n.jpg" alt="" width="356" height="504" /></a>“Esistono giorni, nella vita di un uomo, che sono completamente diversi da tutti quelli che li hanno preceduti; e che sono capaci di dare, a quelli che seguiranno, una prospettiva completamente differente.</p>
<p>Carlo si ricorderà per sempre quel giorno anomalo: l&#8217;acqua cadeva a catinelle, quasi tropicale. Un diluvio veramente insolito per la fine di novembre.</p>
<p>Parcheggiò la macchina ben lontano dal Tribunale, vicino al fiume tumultuoso, per non dover pagar la sosta; e poi, ombrello spiegato, si incamminò tra una goccia e l&#8217;altra verso il centro città.</p>
<p>“Speriamo che non tracimi”, pensò, percorrendo il ponte sulle acque plumbee, “se no, perdo anche la macchina”.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio.gif"><br />
</a>Di solito la separazione rappresenta la fine, dolorosa, di un qualcosa. Di un pezzo di vita; e così anche Carlo stava vivendo quel giorno. Senza neanche dei patemi eccessivi. Non sapeva e non poteva immaginare che, invece, quello sarebbe stato l&#8217;inizio di una vicenda di durata e intensità maggiori del vincolo che si andava a risolvere&#8230;  una vicenda che avrebbe segnato il futuro suo e quello di tante altre persone; che sarebbe corsa parallela alla sua vita. Come succede quando si è seduti in un treno e si corre fianco a fianco a un altro treno; che va nella tua stessa direzione; alla medesima velocità.</p>
<p>Era in anticipo clamoroso, come sempre, quindi si fermò sotto i portici di Corso Garibaldi ripetendo la lezione. Dieci minuti. Sì, dieci minuti. Così gli aveva detto Domenico. Aveva dieci minuti per spiegare la sua vita matrimoniale al Presidente del Tribunale. Dieci minuti per raccontare la sua storia.  Dieci minuti e non uno di più per raccontare un pezzo di vita. Allo scoccare del decimo minuto, infatti, il Presidente ti faceva accomodare fuori dall&#8217;ufficio.</p>
<p>Per questa ragione si era trovato per due o tre pomeriggi con Domenico che, ironia della sorte, aveva l&#8217;udienza presidenziale il giorno dopo di lui: si erano cronometrati a vicenda gli interventi in modo da vedere se sforavano i fatidici dieci minuti e se potevano essere più incisivi evitando di tralasciare momenti cruciali del matrimonio e del divorzio emotivo. A cui, come spesso succede, stava seguendo la separazione legale.</p>
<p>Prima di entrare in Tribunale Carlo, assorto nel ripasso, pestò involontariamente un escremento di cane: volle credere che gli avrebbe portato fortuna. Entrato e superato il metal detector, la sua attenzione fu colpita da un signore, piccolo e tozzo, fermo in un angolo. Dritto in piedi, con lo sguardo fisso e vestito in modo singolare (interamente di rosso) lo salutava con la mano.</p>
<p>Carlo non fece in tempo a soffermarvi la sua attenzione che trovò il proprio legale: l&#8217;avvocato Aquilani. Costui era anziano, alto, anzi, altissimo, e segaligno, col naso adunco. Un viso severo. Vestiva in modo impeccabile. Uno dei due o tre migliori matrimonialisti  della città. Una pietra miliare del Foro. Un rodomonte, dicevano.</p>
<p>A consigliarglielo era stato, per il tramite di un&#8217;amica comune, un anziano magistrato in pensione.</p>
<p>“Vedrai che arringhe&#8230;  un avvocato così grintoso non si trova facilmente&#8230;  e poi, che presenza&#8230; ”, le era stato detto; e così Mirella aveva riferito.</p>
<p>Salirono davanti all&#8217;ufficio del Presidente del Tribunale presso il quale erano stati convocati per le ore nove. Esattamente come altre venti coppie in separazione che annaspavano nella minuscola anticamera coi rispettivi legali&#8230;  E l&#8217;ufficio, ovviamente, era vuoto. Dopo mezz&#8217;ora arrivò il Presidente, il dottor  Piccolò, piccolo di nome e di fatto, che si fece facilmente strada fra la ressa di coppie che affollavano il corridoio.</p>
<p>Come il magistrato fu a portata di vista dell&#8217;avvocato Aquilani, questi, il rodomonte, si prostrò ai piedi del magistrato proferendo la frase: “Buongiorno Presidente, era abbastanza dolce il caffè? Sa, la macchinetta ieri era guasta&#8230; ”</p>
<p>Il Presidente non lo degnò di uno sguardo. Tra ombrelli e impermeabili gocciolanti Carlo, l&#8217;avvocato Aquilani, la moglie di Carlo e il di lei avvocato, la temibile dottoressa Laganà, attesero il turno con grande trepidazione. Carlo, quantunque alla soglia dei quarant&#8217;anni, mai aveva avuto a che fare coi Tribunali.</p>
<p>Cittadino probo, riteneva in ogni caso di non dover avere timore della giustizia italiana. Aveva forse commesso qualche reato?</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/images-4.jpeg"><img class="alignleft  title=" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/images-4.jpeg" alt="" width="259" height="194" /></a>Pensava di avere molte ragioni e riteneva che, col suo discorso logico e perfezionato sin nei minimi particolari, non ci sarebbe stato nessun problema a convincere una persona ragionevole della bontà della sua esposizione e dell&#8217;onestà delle sue richieste. Giunse alfine il suo turno. Qualcuno proferì il suo nome e lui entrò.</p>
<p>Si trovò da solo in un ufficio enorme, un po&#8217; disadorno, e di fronte a lui il giudice Piccolò. Di lato, seduta a una scrivania, la sua segretaria.</p>
<p>Fece appena in tempo a richiamare alla memoria il suo discorso, nove minuti e cinquantotto secondi, che il giudice gli chiese: “Nome?”</p>
<p>“Carlo Carlucci”.</p>
<p>“ Bene”, ribatté il magistrato, gentile ma fermo, “firmi e si accomodi pure fuori”.</p>
<p>“Eh no, signor Presidente”, disse Carlo, ”io son venuto qui per esporre cosa è successo alla mia vita; alla vita di mio figlio, l&#8217;unica ragione di esistere, per me;  mi ha detto l&#8217;avvocato che questo è l&#8217;unico momento della causa in cui posso parlare. Anzi, io ora ho il diritto di parlare. E non le ruberò molto tempo”.</p>
<p>“Ah”, sbottò il magistrato, “lei vuole parlare&#8230;  ha sentito segretaria? Questo vuole parlare. Anzi, ha addirittura il diritto di parlare. Siamo dovuti arrivare alla lettera C per trovare qualcuno che vanta diritti&#8230; Ma Carlucci, ha visto quanta gente c&#8217;è oggi lì fuori? E se tutti volessero parlare? Se lo è domandato che accadrebbe? Tribunale paralizzato. Ma dov&#8217;è il suo senso civico?”</p>
<p>Carlo restò muto e fermo, con gli occhi piantati in quelli del Presidente.</p>
<p>“Vabbé&#8230;  ascolti&#8230;  Carlucci&#8230;  se lei ha il diritto di parlare&#8230;  questo è il tempio del diritto&#8230;  per carità, si sieda e parli! Ma in fretta, senza dilungarsi&#8230;  che io il caffè questa mattina ancora non l&#8217;ho bevuto”.</p>
<p>Carlo iniziò&#8230;  senza prendere fiato snocciolò un racconto che a lui pareva struggente e convincente. A lui. Iniziò come un fiume in piena, perché sapeva che il tempo non sarebbe stato molto.</p>
<p>Iniziò a occhi chiusi, come a cercar la concentrazione assoluta. Dopo un minuto aprì gli occhi e si accorse di parlare a una scrivania vuota e a un muro bianco, dietro.</p>
<p>Il magistrato si era infatti allontanato e, senza prestare ascolto alle sue parole, sicuramente uguali a quelle di migliaia di altri coniugi sciagurati, si era messo a sistemare delle cartellette in un&#8217;ampia scaffalatura dall&#8217;altra parte della stanza. Tant&#8217;è che quando Carlo finì, nulla accadde. Il magistrato continuava imperterrito a posizionare cartellette.</p>
<p>“Ho finito, signor Presidente”, disse Carlo per due volte. La seconda a voce alta.</p>
<p>“Ah,bene, come si chiama?”, ribatté il giudice Piccolò.</p>
<p>“Carlo Carlucci”.</p>
<p>“Ottimo: firmi e si accomodi fuori”, concluse il giudice.</p>
<p>Uscito che fu dalla stanza, l&#8217;avvocato Aquilani gli si fece incontro sorridente: “Complimenti, lei deve essere riuscito a incantare il Presidente. Ho cronometrato.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio.gif"><img class="alignright" title="cop_vezzetti_vittorio" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio-219x300.gif" alt="" width="219" height="300" /></a>L&#8217;ha tenuta dentro quasi quindici minuti. Per la precisione quattordici minuti primi e quarantanove secondi. Risultato veramente straordinario. Non mi ricordo una presidenziale così lunga&#8230;  potrebbe -sottolineo il condizionale- trattarsi di una ordinanza fuori dagli schemi. Sarebbe anche ora! Pensi che in qualche grosso Tribunale metropolitano, rapportando il numero di coppie al tempo dedicato dal giudice nella mattinata, hanno calcolato che in media la presidenziale dura un minuto e ventotto secondi. E lei mi ha fatto addirittura un quattordici e quarantanove&#8230;  e in condizioni climatiche avverse. Se fosse un rodeo avrebbe già vinto”.</p>
<p>“Mi dica: come pensa che andrà, avvocato?”, domandò Carlo, un po&#8217; frastornato, mentre uno dei tanti legali presenti annuiva sorridendogli.</p>
<p>“Mah, la sua battaglia è difficile, inutile negarlo. Numeri alla mano le mamme in Italia hanno potere quasi assoluto sui figli. Però credo che se il buon giorno si vede dal mattino&#8230;  beh&#8230;  siamo partiti bene. Prevedo una bella battaglia; come il mitico scontro scacchistico Spassky-Fischer del 1972 a Reykiavik. Fra sette giorni vedremo cosa avrà deciso il Presidente”.</p>
<p>Dopo dieci giorni, però, nessuna ordinanza era stata depositata&#8230;  e neanche dopo quindici&#8230; e dopo venti…</p>
<p>“Ottimo segno”, commentò l&#8217;avvocato Aquilani. “Lei, caro Carlucci, con la sua dialettica deve essere riuscito a mettere in crisi il Presidente. Quattordici e quarantanove, non dimentichiamocelo. Forse non sa neanche più lui cosa decidere. Forse, beninteso”.</p>
<p>Ormai Natale si stava avvicinando.</p>
<p>Carlo da mesi non riusciva a vedere il bambino per il semplice fatto che, se si avvicinava alla casa, o non vi trovava nessuno o comunque nessuno gli apriva  la porta. A lui pareva incomprensibile ma altri gli avevano detto che il taglio dei contatti con la prole è la prima arma di pressione che adottano parecchi genitori, prevalentemente ma non esclusivamente mamme, all&#8217;inizio della causa.</p>
<p>L&#8217;avvocato Aquilani lo aveva dissuaso dal fare denunce: “Lasci perdere, Carlucci.</p>
<p>Il comportamento di sua moglie, per quanto moralmente discutibile, non ha nessun rilievo penale: è genitrice del bambino e non sta infrangendo nessuna disposizione del magistrato. Finché non arriva l&#8217;ordinanza che stabilisce gli orari di visita non c&#8217;è niente da fare: vige la legge della giungla e chi ha in mano il bambino vince. Si ricordi Carlucci: possesso è potere. Deve solo aspettare l&#8217;emissione dei provvedimenti. Sperando non duri troppo, questa attesa, se no di suo figlio non si ricorderà più nemmeno la faccia”.</p>
<p>Carlo, un po&#8217; inquietato, volle allora interpellare, per il tramite della solita amica Mirella, il vecchio magistrato Perrucci. Ormai in pensione, egli vantava una amplissima esperienza e si limitò a dire a Mirella, incredula: “Dì al tuo amico di rassegnarsi: quando la strada prende questa brutta piega il padre non vede più i figli. Tante volte mi è capitato nella mia professione: anche se c&#8217;è il provvedimento che stabilisce le visite, la mamma ci impiega un attimo a trovare una scusa per non ottemperarvi&#8230;  il mal di pancia, il dente che fa male, la scappata in farmacia o dal pediatra&#8230;  è così&#8230;  non c&#8217;è niente da fare&#8230;  e noi magistrati solitamente preferiamo non intervenire: chi si prende la responsabilità? Riferisci al tuo amico che si rassegni.  Come tanti altri prima di lui. E dopo di lui. Situazione senza speranza”.</p>
<p>Carlo quasi non credeva alle sue orecchie, quando sentì da Mirella il consiglio del giudice. Ma non per questo egli avrebbe cessato di combattere. Anzi, per lui la battaglia era solo all&#8217;inizio. E poi&#8230;  che ne poteva sapere, in fondo, un vecchio magistrato in pensione, ormai fuori dai giochi? Niente, per cui fece un esposto al Tribunale dei minori e spedì una lettera al Presidente del Tribunale per sollecitare l&#8217;emissione dei provvedimenti; all&#8217;insaputa del suo avvocato Aquilani.</p>
<p>Non gli era infatti mai capitato di trovarsi in una situazione del genere. Tutte le volte, poche per fortuna, che si era trovato nel bel mezzo di un disservizio o di una disfunzione di un ufficio pubblico, Carlo aveva sempre saputo cosa fare: aveva scritto diligentemente una raccomandata con ricevuta di ritorno al Responsabile del Servizio. Questi aveva trenta giorni di tempo, a termini di legge, per rispondere. Una volta gli rispose, telefonicamente, addirittura il Direttore Generale dell&#8217;ASL. Qui, però, la situazione gli sembrava differente. Nessuno era tenuto a rispondere. Il magistrato può, in totale autonomia e indipendenza, secondo la sua sensibilità, imprevedibile, decidere se rispondere o non rispondere. E quasi sempre non risponde. Si era trovato, Carlo, per la prima volta nella sua vita, di fronte a una imperscrutabilità assoluta del sistema. Una sorta di Sibilla Cumana. Una parete di vetro oscurato: dalla quale loro potevano vederti mentre tu non sapevi cosa si facesse al di là; anche se sicuramente si poteva ipotizzare che, al di là del vetro, avessero cose più importanti che occuparsi di tuo figlio. E di tanti, troppi figli come il tuo. Ormai Natale incombeva&#8230;  da lì nacque l&#8217;idea, per l&#8217;ancora <a href="http://www.booksprintedizioni.it/public/autori/foto_vittorio_vezzetti.jpg"><img class="alignright" src="http://www.booksprintedizioni.it/public/autori/foto_vittorio_vezzetti.jpg" alt="" width="152" height="188" /></a>ingenuo Carlo, della lettera a Babbo Natale spedita direttamente al Presidente del Tribunale. Avrebbe ottenuto, quest&#8217;arma anticonvenzionale, impropria, frutto della disperazione, qualche risultato?”</p>
<p><em>Capitolo primo del libro-romanzo “<a href="http://www.booksprintedizioni.it/libroDett.asp?id=142">Nel nome dei figli</a></em><em>” di Vittorio Vezzetti; edizioni BookSprint</em></p>
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		<title>Avvocati Matrimonialisti Italiani: proposta riforma codice deontologico</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 11:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[AMI]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[calunnie]]></category>
		<category><![CDATA[false accuse]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sistema delle false accuse è ormai la più diffusa forma di pedo-criminalità subita da bambini coinvolti in separazioni.  Il filmato esemplifica di cosa si tratta: Fortunatamente nessun genitore ha ancora protetto i figli abbattendo l&#8217;avvocato che li ha coinvolti &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/ami-proposta-riforma-codice-deontologico/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/il-sistema-delle-false-accuse/">sistema delle false accuse</a> è ormai la più diffusa forma di pedo-criminalità subita da bambini coinvolti in separazioni.  Il filmato esemplifica di cosa si tratta:</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/ami-proposta-riforma-codice-deontologico/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/ulKTRNtOhBI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p>Fortunatamente nessun genitore ha ancora protetto i figli abbattendo l&#8217;avvocato che li ha coinvolti in calunnie, nonostante esistano addirittura abusologi specializzati nel <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/avvocata-pedo-calunnia/">devastare i bambini con false accuse di pedofilia</a>.</p>
<p>L&#8217;Associazione Matrimonialisti Italiani propone nuove norme deontologiche specifiche per l&#8217;avvocato matrimonialista finalizzate a fermare tale sistema ed a tutelare i bambini nell&#8217;unico modo possibile:<strong> la radiazione per quegli avvocati che promuovono false accuse in cui vengono coinvolti bambini.</strong></p>
<p>Purtroppo, tale codice deontologico è ancora solo una buona intenzione.</p>
<p>È così, pochi avvocati possono continuare ad arricchirsi infangando l&#8217;intera categoria, demolendo la credibilità del sistema giudiziario, e soprattutto rovinando i bambini.</p>
<p>Chi sono?  Singoli delinquenti disposti ad arricchirsi sulla pelle dei bambini, avvocate femministe che sfogano il loro odio contro gli uomini allontanandoli dai figli con false accuse, squilibrati di varia natura, etc&#8230;</p>
<p>Cosa è possibile fare per fermarli legalmente? Una querela per concorso in calunnia e/o maltrattamento di minore è difficile, in quanto gli avvocati hanno leggi a loro favorevoli che conoscono bene.  E se è possibile legalmente devastare un bambino, allora la strada maestra diventa la <strong>denuncia pubblica</strong>: o a mezzo internet, o ricorrendo agli organi di informazione.   Facendo attenzione che questi soggetti sono capaci anche di inscenare una denuncia per diffamazione al fine di arricchirsi ancora sulla pelle dei bambini colpendo i loro genitori.</p>
<blockquote><p><em>Art. 1 (rapporti con l’assistito)  Il difensore – prima di accettare il mandato in materia familiare – deve illustrare al proprio assistito la possibilità di ricorrere alla psicoterapia di coppia e alla mediazione familiare. Il difensore deve sensibilizzare il proprio assistito sulle conseguenze della separazione, divorzio o di altre procedure familiari, ed ammonirlo a non porre in essere condotte miranti a creare o ad alimentare il conflitto in danno della controparte.Il difensore ha il dovere di acquisire tutti gli elementi di fatto utili per improntare la migliore difesa in piena e totale autonomia.</em></p>
<p><em>Il difensore, salvo casi di assoluta urgenza e gravità, non deve procedere giudizialmente se non dopo aver preso formali contatti con la controparte e aver tentato una riconciliazione o una mediazione finalizzata alla consensualizzazione della procedura.  Il difensore deve rifiutare incarichi nel caso in cui il cliente sia mosso da evidenti propositi di ritorsione nei confronti della controparte e deve rifiutare di procedere penalmente se non ha previamente acquisito chiari elementi di responsabilità della controparte.</em><br />
<em>Costituisce grave infrazione disciplinare ogni azione giudiziaria suggerita o attuata dal difensore tendente a mettere infondatamente a repentaglio i diritti, l’immagine, la libertà personale della parte avversa al fine di conseguire immediati risultati processuali in sede civile.In particolare il difensore – prima di agire per reati familiari procedibili di ufficio ha l’obbligo di farsi affiancare da un avvocato esperto in materia penale oppure, se esperto in materia penale, procedere alle proprie preventive indagini difensive al fine di verificare la fondatezza delle accuse da portare a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria.</em><br />
<em>Il difensore qualora sia stato l’ispiratore di temerarie iniziative in sede penale o in procedimenti de potestate gravemente infondati, deve essere subire la sanzione disciplinare della <strong>radiazione</strong>;  Il difensore non può svilire il proprio ruolo né accaparrarsi clientela attraverso la richiesta di compensi irrisori e lesivi del decoro della sua funzione e l’importanza delle sue responsabilità processuali e sociali.</em></p>
<p><em>Art. 2) (Obbligo del difensore matrimonialista alla lealtà e probità). Il difensore in materia familiare e minorile deve offrire al giudice ogni elemento utile alla ricerca della verità e della soluzione più adeguata alla tutela dei diritti e degli interessi delle parti e dei figli, siano essi maggiorenni o minorenni;</em><br />
<em>Il difensore che nei propri scritti difensivi adotti un linguaggio o concetti oltremodo aggressivi e violenti nei confronti della controparte, peraltro non suffragate da elementi oggettivi, ferme le sue responsabilità in altra sede, commette grave illecito deontologico specie se tali espressioni compromettono la possibilità di consensualizzare la procedura o arrecano ingiusti danni all’immagine e alla dignità della parte avversa;</em><br />
<em>Il difensore non può convocare nel proprio studio o altrove i figli minorenni del proprio assistito senza il preventivo consenso della controparte né, anche per interposta persona, può intessere rapporti di qualsivoglia natura con questi ultimi al fine condizionarne la volontà o le dichiarazioni in sede di ascolto del minore;Il difensore non può produrre in giudizio corrispondenza riservata della controparte violandone il contenuto (sia essa postale, telematica o telefonica);</em></p>
<p><em>Art. 3. (Obblighi del difensore nel rapporto con il consulente tecnico di parte).  Il difensore che abbia conferito incarico al proprio consulente di procedere ad esami psicologici o psichiatrici sui figli minori,senza il preventivo consenso della parte avversa, commette grave infrazione disciplinare.Il difensore che abbia dato incarico al proprio consulente di sostenere accuse palesemente infondate e strumentali al fine di incolpare ingiustamente la controparte di fatti illeciti o reati peri sottrarsi alle proprie obbligazioni o per eludere provvedimenti circa l’affidamento dei figli commette infrazione disciplinare gravissima;</em></p>
<p><em>Art. 4. (Il difensore e i rapporti con la stampa).  Il difensore non deve partecipare personalmente a trasmissioni televisive o rilasciare interviste per la carta stampata miranti su un procedimento familiare in cui espleta il proprio mandato difensivo al fine di condizionare l’opinione pubblica o l’Autorità Giudiziaria;Del pari deve essere sanzionato il difensore munito di mandato difensivo, che partecipi a dibattiti televisivi, in pendenza delle indagini preliminari, che mirino ad individuare responsabilità o a sostenere innocenze nei confronti di persone indagate per reati intra familiari.</em></p></blockquote>
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		<title>Svizzera: approvato l&#8217;affido condiviso</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2012 15:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[affido condiviso]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[BERNA, 25/9/2012. Anche in Svizzera come in Italia la sinistra ha tentato di affossare l&#8217;affido condiviso, tradendo i lavoratori in nome del femminismo. Ma il Consiglio Nazionale ha deciso che l&#8217;autorità genitoriale congiunta diventerà la regola in caso di divorzio e &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/svizzera-affido-condiviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/11/images-7.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1329" title="images-7" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/11/images-7.jpeg" alt="" width="263" height="192" /></a></p>
<p>BERNA, 25/9/2012.</p>
<p>Anche in Svizzera come in Italia la sinistra ha tentato di affossare l&#8217;affido condiviso, tradendo i lavoratori in nome del femminismo.</p>
<p>Ma il Consiglio Nazionale ha deciso che l&#8217;autorità genitoriale congiunta diventerà la regola in caso di divorzio e per i bambini nati al di fuori del matrimonio.   I tentativi della sinistra di ridurre la portata del cambiamento sono falliti.</p>
<p>D&#8217;ora in poi, in caso di separazione, la custodia dei figli sarà condivisa.</p>
<p>Simonetta Sommaruga, ministra per la Giustizia, dichiara che il Consiglio ha considerato la decisione come ovvia, in quanto i bambini hanno diritto ad una relazione indipendente sia con il papà che con la mamma.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/11/Unknown.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1330" title="Unknown" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/11/Unknown.jpeg" alt="" width="196" height="144" /></a>Finora l&#8217;affido condiviso era possibile solo in caso di accordo fra entrambi i genitori, e di solito i giudici privilegiavano le madri.  Ricordiamo la triste vicenda delle gemelline Shepp: la madre aveva negato l&#8217;affido condiviso, il padre sparì con le figlie e prima di suicidarsi inviò alla signora buste piene di danaro per farle comunque avere i mantenimenti.  Nessuno sa che fine abbiano fatto le piccole.</p>
<p>L&#8217;affido condiviso potrà essere negato solo in caso di motivi di protezione dei bambini, come malattia, assenza o violenza.</p>
<p>Viene sottolineato il pericolo che le “feminazi” (avvocate femministe d&#8217;assalto spesso legate a centri anti-violenza ed al negazionismo dell&#8217;Alienazione Genitoriale) tentino di opporsi con calunnie — false donne picchiate, o addirittura false accuse di pedofilia — come accaduto in Italia dopo l&#8217;approvazione della legge sull&#8217;affido condiviso nel 2006, e che le tecniche pedo-criminali di queste odiatrici di uomini portino ad un aumento della conflittualità legale sulla pelle dei bambini.</p>
<p>Fonti</p>
<ul>
<li>http://www.thelocal.ch/national/20111118_1802.html#</li>
<li>http://www.miopapageno.ch/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=3265&amp;Itemid=295</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
Number of View :10593<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/svizzera-affido-condiviso/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia esca dal CEDAW, strumento del femminismo radicale</title>
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		<comments>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cedaw/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2012 13:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alienazione Genitoriale (PAS)]]></category>
		<category><![CDATA[CEDAW]]></category>
		<category><![CDATA[affido condiviso]]></category>
		<category><![CDATA[alienazione genitoriale]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[pas]]></category>
		<category><![CDATA[raccomandazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rashida Manjoo]]></category>

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		<description><![CDATA[CEDAW è un comitato dell&#8217;ONU che di fatto “promuove il femminismo radicale, secondo il parere di numerosi stati ed organizzazioni non governative” [fonte: wikipedia]. Il sessismo femminista è apparente già nella composizione dei delegati CEDAW (23 donne elette a scrutino segreto: &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cedaw/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/CEDAW-300x230.jpg"><br />
</a>CEDAW è un comitato dell&#8217;ONU che di fatto “promuove il femminismo radicale, secondo il parere di numerosi stati ed organizzazioni non governative” [fonte: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Convention_on_the_Elimination_of_All_Forms_of_Discrimination_Against_Women">wikipedia</a>].</p>
<p>Il sessismo femminista è apparente già nella composizione dei delegati CEDAW (23 donne elette a scrutino segreto: sono praticamente esclusi gli uomini) e nel nome discriminatorio, Comitato Eliminazione Discriminazioni Contro le Donne.  Che gli uomini possano invece essere discriminati è scritto nell&#8217;articolo 4 della convenzione CEDAW che recita “<a href="http://www.ipu.org/PDF/publications/cedaw_en.pdf">non sono considerate discriminatorie le azioni affermative</a>”.  ‘Azioni affermative’ è come le femministe chiamano le discriminazioni contro gli uomini.</p>
<p>Nel 2000 le signore del CEDAW hanno attaccato la Bielorussia: “<a href="http://www.un.org/womenwatch/daw/cedaw/reports/a5538.pdf">il CEDAW lamenta il perdurare di stereotipi di genere e la reintroduzione di simboli come la <strong>Festa della Mamma</strong></a>”.  Simili attacchi sono poi toccato all&#8217;Armenia ed al Lussemburgo.   In questa guerra femminista contro la mamma che invece di lavorare si prende cura dei figli, la Slovacchia è stata accusata perché “<a href="http://fota.cdnetworks.net/pdfs/2009-02-b-80-Nations-Pressured-by-CEDAW-Comm-summ.pdf">solo il 30% dei bambini vanno all&#8217;asilo</a>”.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/CEDAW-300x230.jpg"><img class="alignright" title="CEDAW-300x230" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/CEDAW-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Alexandra Cohen, che ha rappresentato il Belgio presso l’ONU, indignata ha denunciato i <a href="http://www.brusselsjournal.com/node/4363">meccanismi con cui le femministe usano l’ONU per imporre la propria ideologia</a>.   La Cohen narra che a queste riunioni in realtà partecipano una “<em>pletora di istituiti per le pari opportunità ed organizzazioni, tutte mantenute e che non rendono conto a nessuno. Nel nome dell’impadronimento del potere della donna erano primariamente preoccupate per la continuazione dell’attenzione e dei fondi per le proprie attività</em>”.  Ad esempio la Cohen denuncia di come un programma per contrastare la mortalità al momento del parto venisse usato per portare avanti  politiche abortiste sotto il nome ONU.</p>
<p><strong>Ma l&#8217;aspetto più grave è la guerra femminista contro i papà ed i bambini.</strong></p>
<p>Due delegate CEDAW vengono etichettate su numerosi siti internet dei loro paesi come &#8220;nazi-femministe&#8221;: la delegata <a href="http://www.google.it/search?client=safari&amp;rls=en&amp;q=Indira+Jaising++feminazi&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8&amp;redir_esc=&amp;ei=CkfvT4XBL4ap4gTO7ZGGDg#hl=it&amp;safe=off&amp;client=safari&amp;rls=en&amp;sclient=psy-ab&amp;q=Indira+Jaising++feminazi&amp;oq=Indira+Jaising++feminazi&amp;gs_l=serp.3...0.0.0.1413766.0.0.0.0.0.0.0.0..0.0...0.0.B9XNbHozTiE&amp;pbx=1&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_qf.,cf.osb&amp;fp=27be5534a8bb34b3&amp;biw=1170&amp;bih=811">indiana</a> e quella <a href="http://www.google.it/search?client=safari&amp;rls=en&amp;q=ruth+halperin+kaddari+feminazi&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8&amp;redir_esc=&amp;ei=dFDvT8vzCbHS4QTxzL3GDQ">isrealiana</a>.  Nel secondo caso <a href="http://www.scribd.com/doc/78207909/CEDAW-Remove-Ruth-Halperin-Kaddari">la Coalizione per i Bambini e le Famglie ha presentato nei suoi confronti questa formale richiesta di impeachment</a>:</p>
<blockquote><p>«lavora per ridicolizzare gli uomini, perpetuare stereotipi sessisti, privare i bambini dei loro papà, ridurre i papà a visitatori un&#8217;ora a settimana [&#8230;] è una delle più vocali oppositrici dell&#8217;affido condiviso.  Attivamente invita ad  usare i bambini per estorcere denaro dai padri. [&#8230;] Non ha problemi ad invitare le donne ad impedire i contatti con i papà come ricatto per ottenere più mantenimenti.  Sostiene che il matrimonio è oppressione contro le donne che devono divorziare per “ottenere potere” e godere dei mantenimenti degli ex. [&#8230;]</p>
<p>Ha passato la linea che demarca l&#8217;eliminare le discriminazioni contro le donne e lo scatenare una guerra per eliminare gli uomini. [&#8230;]  Incoraggia le donne a fare false accuse di violenza domestica.</p>
<p>Il CEDAW deve servire a raggiungere l&#8217;eguaglianza, o essere usato come piattaforma per imporre il femminismo radicale? [&#8230;]</p>
<p>Per il bene di decine di migliaia di bambini privati dei loro papà — che questa femminista conta come “vittorie” — vi chiediamo di porre termine al suo incarico.»</p></blockquote>
<p>Tale denuncia è stato inviata a Rashida Manjoo, relatrice CEDAW ed avvocata gradita alle femministe, nota per aver attaccato l&#8217;Italia:</p>
<blockquote><p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/images-1.jpeg"><img class="alignright  wp-image-1992" title="images-1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/images-1.jpeg" alt="" width="132" height="188" /></a>“Femmicidio e femminicidio sono crimini di Stato tollerati dalle pubbliche istituzioni …</p>
<p>miglioramento della condizione di vita delle<strong> donne</strong> e delle<strong> bambine &#8230;</strong></p>
<p><a href="http://mobile.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120626/manip2pg/06/manip2pz/324857/">Ulteriore violenza perpetuata contro le donne è il regime dell’affidamento condiviso</a> in seguito alla dissoluzione del matrimonio”</p></blockquote>
<p>Nella realtà l&#8217;Italia punisce tutti gli omicidi, ed è uno dei paesi più sicuri al mondo, in particolare per le donne.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/dati1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1995" title="dati" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/dati1.jpg" alt="" width="1024" height="245" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo Stato Italiano con pazienza risponde ricordando che non si possono privare i bambini dei papà, anche perché lo vieta la Corte Europea per i Diritti Umani, sulla base dell&#8217;art. 8 di un&#8217;altra Convenzione che garantisce il diritto al rispetto dei legami familiari:</p>
<blockquote><p>“Dovete notare che <a href="http://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/RegularSession/Session20/A-HRC-20-16-Add6_en.pdf">la Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) o plagio dei bambini durante i conflitti di separazione, rappresenta l&#8217;aspetto distruttivo dei legami familiari quando la famiglia si disintegra</a>.  Una possibile soluzione a questo grave problema è l&#8217;uso interdisciplinare di misure legali e psicologiche»</p></blockquote>
<p>In particolare, ad aver attivato il CEDAW contro la riforma dell&#8217;affido condiviso e contro la protezione dei bambini dalla PAS sono femministe italiane.  Infatti, alcune donne (che ringraziamo per il lavoro di intelligence) si sono recate ad un incontro pubblico di femministe negazioniste della PAS tenutosi a Livorno l&#8217;11/11/2011, riportando quanto asserito dalla femminista Enza PANEBIANCO:</p>
<blockquote>
<div id="attachment_2127" style="width: 195px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/Enza-Panebianco-Femminismo-a-Sud.jpg"><img class=" wp-image-2127  " title="Enza-Panebianco-Femminismo-a-Sud" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/Enza-Panebianco-Femminismo-a-Sud.jpg" alt="" width="185" height="156" /></a><p class="wp-caption-text">Panebianco Enza, del collettivo femminista radicale “Femminismo a Sud” contrario alla protezione dei bambini dalla PAS. (Foto da internet)</p></div>
<p>«<strong>noi</strong> abbiamo portato questi argomenti grazie alle persone che si sono occupate di questo in due capitoli del rapporto ombra destinato alla CEDAW all&#8217;ONU».</p></blockquote>
<p>A negare affido condiviso e PAS non è l&#8217;ONU, bensì femministe che se la suonano e se la cantano.</p>
<p>Quando le pretese femministe diventano incompatibili con il rispetto dei diritti umani e la protezione dei bambini dall&#8217;abuso dell&#8217;alienazione genitoriale, è opportuna una soluzione forte.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia dovrebbe annullare la ratifica del CEDAW</strong>, promuovendo una nuova convenzione non femminista che sia davvero contro ogni discriminazione.</p>
<p><strong>Non ratificare il CEDAW è la scelta degli USA</strong>, grazie anche alle donne che già nel 2000 avevano avvertito del pericolo che CEDAW diventasse strumento del femminismo radicale.  Questo il documento delle “Concerned Women for America”:</p>
<blockquote><p>Per venire ratificato un trattato deve rispettare la Costituzione.  Invece CEDAW permette all&#8217;ONU di invadere le relazioni fra gli uomini e le donne.</p>
<p>CEDAW mette il benessere delle donne e delle famiglie americane nelle mani di 23 individui.  CEDAW vincola legalmente ogni nazione che aderisce a implementare le proprie disposizioni.  [&#8230;]</p>
<p>La definizione di CEDAW di “discriminazione” comprende tutto ed è pericolosa.  Va oltre lo stabilire l&#8217;eguaglianza, che gli USA hanno già garantito alle donne.</p>
<p><strong>CEDAW è in realtà uno strumento del femminismo radicale</strong>. [&#8230;]</p>
<p>CEDAW minaccia la struttura della famiglia tradizionale [&#8230;]  Riguardo al benessere dei bambini, CEDAW dice che lo decidono meglio non i genitori ma il governo.</p>
<p>CEDAW imprigionerebbe i nostri bambini in un&#8217;agenda di sinistra attraverso un mandato ONU.  Ha chiamato l&#8217;Austria ad includere “la <a href="http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/Dopo-marx-venne-il-gender.aspx">teoria del genere</a> e la ricerca femminista nelle università”. [&#8230;]</p>
<p>Secondo l&#8217;ideologia femminista, la gravidanza danneggia le donne riducendo la loro abilità di competere con gli uomini, e quindi l&#8217;aborto deve essere disponibile a tutte come misura di eguaglianza. [&#8230;]</p>
<p>CEDAW ha richiamato la Cina a “depenalizzare la prostituzione”. [&#8230;]</p>
<p>CEDAW non deve essere ratificata dal Senato.  Al meglio, è inutile.  Al peggio, CEDAW smantella la famiglia e obbliga le donne a modellarsi all&#8217;ideale del femminismo globale.</p>
<p>[Fonte: <strong><a href="http://www.dadi.org/cedaw.htm">Exposing CEDAW — Concerned Women for America</a>]</strong></p></blockquote>
<p>Come contro-prova, questo documento sul sito web delle più potente organizzazione femminista USA dal titolo “<a href="http://www.now.org/nnt/winter-2000/cedaw.html">Femministe prendiamoci il CEDAW nelle nostre mani</a>”.</p>
<p>Gli USA non ci sono cascati e non hanno ratificato il CEDAW.</p>
<p>L&#8217;Italia purtroppo sì.</p>
<p>Chi sono le delegate italiane CEDAW?</p>
<p>Leggiamo:</p>
<blockquote><p>«<a href="http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=9907">Bianca Maria Pomeranzi &#8230;  esponente del movimento <strong>femminista</strong>, è stata eletta  nel CEDAW. Sono arrivati congratulazioni ed auguri dalle compagne del percorso <strong>femminista</strong>, di esponenti della sinistra</a>».</p></blockquote>
<p>Succede a Tiziana Maiolo, ex giornalista <a href="http://italia.panorama.it/Piu-facile-educare-il-mio-cagnolino-dei-rom"><strong>femminista</strong></a> de Il Manifesto, che sollevò polemiche per questa frase, compatibile con la poltrona CEDAW in quanto nessuna donna viene discriminata:</p>
<blockquote><p>«È più facile educare il mio cagnolino dei rom. Quelli fanno la pipì sui muri: il mio cagnolino non fa la pipì sui muri»</p></blockquote>
<p>Ed infine collabora con CEDAW una tale avvocata <a href="http://web.mclink.it/MK4720/editoria/femminismi/030209.htm">attivista<strong> femminista</strong></a> Barbara Spinelli che scrive <a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120626/manip2pg/06/manip2pz/324856/">sul Manifesto</a>:</p>
<blockquote><p>“La violenza degli uomini è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni”</p></blockquote>
<p>Si tratta ovviamente di una <a href="http://www.iusfamiliae.org/ius_archive/violenza-maschile-prima-causa-mort/">falsità totale</a> (cifre gonfiate del 100000%) che risponde all&#8217;agenda <strong>femminista.</strong>  Spargere odio contro gli uomini accusandoli di violenze inesistenti.</p>
<p>IN CONCLUSIONE</p>
<p><strong>L&#8217;ONU non ha MAI raccomandato di allontanare i bambini dai papà, di negare loro l&#8217;affidamento condiviso, di non proteggere i bambini dall&#8217;abuso dell&#8217;alienazione genitoriale.  Questa richiesta proviene solo dal femminismo radicale, ideologia rifiutata dal 99% delle donne.</strong></p>
<p>Gli USA — paese dove la legge viene applicata alla lettera e quindi attentamente ponderata —  non hanno ratificato la convenzione CEDAW.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/images.jpg"><img class="alignright  wp-image-1996" title="images" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/images.jpg" alt="" width="164" height="197" /></a>Una possibile soluzione all&#8217;Italiana — paese dove si approvano leggi demenziali poi temperandole con il buon senso — è che il Governo prenda le raccomandazioni femministe CEDAW contrarie ai diritti dei bambini e le usi per pulircisi il&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
Number of View :14853<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cedaw/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La litigiosità legale è indotta dagli avvocati: l&#8217;evidenza statistica</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 15:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati criminali]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia è il paese con più avvocati in Europa: 290 ogni 100mila abitanti, da confrontarsi con i 76 della Francia, i 22 del Regno Unito, i 168 della Germania. La densità di avvocati varia nelle diverse province, ed uno studio &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/avvocati/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia è il paese con più avvocati in Europa: 290 ogni 100mila abitanti, da confrontarsi con i 76 della Francia, i 22 del Regno Unito, i 168 della Germania.</p>
<p>La densità di avvocati varia nelle diverse province, ed uno <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1431986">studio di A. Carmignani e S. Giacomelli</a> (Banca d&#8217;Italia) ha evidenziato una correlazione positiva tra il numero di avvocati ed il numero di cause legali: più avvocati uguale più denunce.</p>
<p>La correlazione è così significativa da essere visibile ad occhio:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/lawyers_province.jpg"><img class="wp-image-1844 aligncenter" title="lawyers_province" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/lawyers_province.jpg" alt="" width="394" height="259" /></a><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/SSRN-id1431986.pdf" target="_blank">fonte</a></p>
<p>Un&#8217;analisi matematica conferma: un aumento del 100% della densità di avvocati significa  un aumento del 40% circa delle denunce.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/lowyers_litigation_rate_correlation.jpg"><img class="wp-image-1846 aligncenter" title="lowyers_litigation_rate_correlation" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/lowyers_litigation_rate_correlation.jpg" alt="" width="429" height="277" /></a><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/20104291053344NDL2010-052.pdf" target="_blank">fonte</a></p>
<p>Successivamente <a href="http://ideas.repec.org/p/fem/femwpa/2010.52.html">P. Buonanno (Univ. di Bergamo) e M. Galizzi (Univ. di Brescia)</a> hanno confermato la correlazione ed indagato sulle sue cause, trovando che</p>
<blockquote><p>“gli avvocati possono sfruttare le loro conoscenze per indurre i clienti ad accedere ai tribunali anche quando una causa legale è superflua o inutile”.</p></blockquote>
<p>La litigiosità legale indotta al solo fine di intascare parcelle diventa criminale nelle separazioni in cui sono coinvolti bambini, che rimangono devastati dai conflitti fra i loro genitori.</p>
<p>Il peggio del peggio sono quegli avvocati che consigliano metodi scellerati per costruire false accuse di pedofilia, e quando queste falliscono cercano di negare che alienare un bambino è un abuso sull&#8217;infanzia.   Naturalmente tali pendagli da forca sono solo casi estremi.</p>
<p>&nbsp;</p>
Number of View :2049<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/avvocati/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I giuristi democratici</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/i-giuristi-democratici/</link>
		<comments>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/i-giuristi-democratici/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riforma affido condiviso]]></category>
		<category><![CDATA[giuristi democratici]]></category>

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		<description><![CDATA[Gruppi femministi spesso riportano opinioni dei “giuristi democratici” contro l&#8217;affido condiviso.  Chi sono questi “giuristi democratici”?    Anche se il nome farebbe pensare ad austeri magistrati, si tratta di una organizzazione fondata da due comunisti, Umberto Terracini e Ugo Natoli. “Democratico” è &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/i-giuristi-democratici/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gruppi femministi spesso riportano <a href="http://www.bigenitorialita.org/2010/04/14/chi-va-contro-il-condiviso-fate-attenzione-a-chi-si-definisce-democratico/">opinioni dei “giuristi democratici” contro l&#8217;affido condiviso</a>.  Chi sono questi “giuristi democratici”?    Anche se il nome farebbe pensare ad austeri magistrati, si tratta di una organizzazione fondata da due comunisti, Umberto Terracini e Ugo Natoli.</p>
<div id="attachment_1272" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/Unknown.jpeg"><img class="size-full wp-image-1272" title="Unknown" alt="" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/Unknown.jpeg" width="275" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Muro di Berlino: un cittadino cerca di fuggire prima di venire colpito dai cecchini</p></div>
<p>“Democratico” è una etichetta che i comunisti attribuivano a proprie dittature: ad esempio la Repubblica <em>Democratica</em> Tedesca (DDR) innalzò il Muro di Berlino per impedire ai propri cittadini di fuggire; la Repubblica <em>Democratica</em> Popolare di Corea è ancora oggi il nome sotto cui tenta di mascherarsi la dittatura comunista in Corea del Nord;  “<em>democratica</em>” si auto-definiva la Romania di Ceausescu, il dittatore che ambiva al Premio Nobel per la Pace ma finì fucilato in seguito ad una condanna per genocidio.</p>
<p>Nel loro sito <a href="http://it-it.facebook.com/pages/Giuristi-Democratici/163116531018">facebook</a> i giuristi democratici si presentano come organizzazione ancora oggi “orientata politicamente a sinistra”.</p>
<p>Dalla sezione “genere famiglia” del sito web dei “<a href="http://www.giuristidemocratici.it/">giuristi democratici</a>” leggiamo l&#8217;unico articolo che appare privo nel titolo delle tipiche parole del femminismo</p>
<ul>
<li><a href="http://www.giuristidemocratici.it/post/20101124174143/post_html">“La famiglia: l&#8217;istituzione massacrata” di Elena Coccia</a>.</li>
</ul>
<p>Però la speranza che si tratti di una difesa del diritto dei bambini alla famiglia cade fin dalla prima frase:</p>
<blockquote><p>Il movimento delle donne ha nei suoi primordi considerato la famiglia come istituzione patriarcale [&#8230;]</p></blockquote>
<p>(Il “movimento delle donne” è come le femministe chiamano il femminismo, sebbene <a href="http://www.comunicazionedigenere.net/2011/07/10/svezia-larabia-saudita-del-femminismo/">anche in Svezia il 99% delle donne abbia rifiutato il partito femminista</a>).</p>
<p>L&#8217;articolo prosegue con l&#8217;attaccare la Chiesa, rea a dire della Coccia di non capire che oggi la famiglia sarebbe anche omosessuale e che “<em>il matrimonio oggi è diventato assolutamente secondario</em>”, per arrivare ad un duro attacco contro l&#8217;affido condiviso:</p>
<blockquote><p>Ancora oggi non va così male fino a quando la donna ha la &#8220;copertura&#8221; dei figli, successivamente, quando i figli crescono e scelgono autonomamente, la precarietà, soprattutto per chi non lavora si fa totale, perde la casa coniugale se la casa è del marito; perde l&#8217;assegno di mantenimento [&#8230;]</p></blockquote>
<p><strong>Capiamo bene che i figli sarebbero copertura per ottenere mantenimenti e case??</strong></p>
<p>Segue un attacco contro la proprietà privata: pare che gli ex-mariti non gradiscano venire sbattuti fuori dalla propria casa e dover mantenere la ex-moglie ed i suoi amanti:</p>
<blockquote><p>se poi dopo anni [la Donna] si rifà una vita con un&#8217;altra persona, ebbene, in quel caso il diritto di proprietà ricompare in tutta la sua devastazione sociale e la donna lascerà la casa e perderà l&#8217;assegno.</p></blockquote>
<p>La Coccia prosegue con un attacco contro i Tribunali dei Minorenni:</p>
<blockquote><p>il TdM, sorto da una legge fascista del 1935, ha allargato le sue competenze a seguito nell&#8217;introduzione del divorzio nel nostro ordinamento, anno 1970, concessione legislativa alla DC e alla Chiesa come contraltare alla legge che a dire degli antidivorzisti avrebbe comportato lo smembramento delle famiglie.  Il TdM divenne perciò un&#8217;accolita di cattolici integralisti [&#8230;].    Il TDM è sostanzialmente una struttura repressiva, direi di classe</p></blockquote>
<p>Non manca un attacco contro “il maschio” e contro la<a href="http://www.facebook.com/pages/La-lobby-dei-padri-separati-che-dormono-e-mangiano-alla-Caritas/323233207700138"> lobby dei padri separati</a> (!?)</p>
<blockquote><p>Quali sono gli equilibri che ha spostato la legge sull&#8217;affido condiviso?</p>
<p>Ha restituito al maschio l&#8217;idea megalomana e astratta che si può fare a meno delle donne: il maternage per l&#8217;uomo si esaurisce a saper dare il biberon e cambiare il pannolino, fare il bidet e badare all&#8217;alimentazione.</p>
<p>L&#8217;idea riduttiva è che si bada ad un figlio come ad un cagnolino e che quindi la donna è solo una riproduttrice.</p>
<p>In cambio il maschio ha intensificato il suo rapporto col danaro-potere, con l&#8217;idea adolescenziale che tutto si potrà sempre fare con l&#8217;idea capitalistica che tutto si può comprare.</p>
<p>Questa è l&#8217;idea portante di potenti lobby come quella dei cd &#8220;padri separati&#8221; che, non paghi delle vittorie già conseguite, nel vuoto generale, propongono di arrivare nall&#8217;affido paritetico, già sperimentato in Francia</p></blockquote>
<p>L&#8217;autrice di questo articolo firmò l&#8217;appello “<a href="http://insonnoeinveglia.splinder.com/archive/2009-05">VOTA COMUNISTA</a>” alle elezioni del 2009; i comunisti ebbero un tracollo elettorale e vennero estromessi dal Parlamento.</p>
<p><strong>Un lavoratore che oggi vota per la sinistra vota anche per questo femminismo contro l&#8217;affido condiviso</strong><strong>.</strong></p>
<p>Ad esempio, Alessandro C., arrestato per aver tirato pietre contro i poliziotti alla manifestazione di Roma del 15 ottobre 2011, nega di essere un black-block e <a href="http://www.iusfamiliae.org/ius_archive/papa-vittima-del-nazi-femminismo-in-piazza-con-i-black-block/">si scusa così in una lettera</a>:  racconta che era un onesto lavoratore e papà, fino a quando la moglie accusandolo falsamente gli ha portato via la casa, i figli, sostituendolo con l&#8217;amante.  Ora lui vive in una roulotte, deve mantenere tutti, <a href="http://www.pensieri.femministi.com/criminals_ideas/femministe-deridono-la-disperazione-di-un-papa-separato/">femministe deridono il suo dolore</a>.</p>
<p>I giuristi democratici annunciano “<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/indignados-in-piazza-anche-due-team-legali-per-offrire-assistenza-gratuita/163940/">assistenza legale gratuita</a>” ai manifestanti: assisteranno anche Alessandro C.?   Contro la polizia o contro chi gli ha levato la casa?</p>
<p>Fra una settimana si vota in <a href="http://www.comunicazionedigenere.net/2010/09/02/la-guantanamo-femminista/">Spagna</a>, dove la sinistra è apertamente accusata di nazi-femminismo.  Quando il senato si è interessato di affido condiviso <a href="http://www.elpais.com/articulo/sociedad/PSOE/acepta/estudiar/PP/custodia/compartida/divorcios/elpepusoc/20100721elpepusoc_3/Tes">solo il Partito Socialista Operaio si è opposto</a>; quando il governo regionale di Aragon ha approvato l&#8217;affido condiviso <a href="http://www.elpais.com/articulo/sociedad/PSOE/acepta/estudiar/PP/custodia/compartida/divorcios/elpepusoc/20100721elpepusoc_3/Tes">solo Sinistra Unita ha votato contro</a>; quando anche il governo regionale di Valencia ha approvato l&#8217;affido condiviso, <a href="http://www.sigojoven.com/grupos/revolucion-espanola/articulo/custodia-compartida-ya-el-psoe-vuelve-a-comportarse-como-un-partido-revanchista-estalinista">la sinistra al potere nel governo centrale ha tentato di bloccarlo come incostituzionale</a>.  Per la sinistra la scelta sarà se stare con i lavoratori e espellere le femministe, o stare con le femministe e perdere il voto dei lavoratori: 4 milioni di elettori potranno negare il voto alla sinistra femminista.</p>
<p>[Aggiornamento: nelle elezioni spagnole il partito che aveva messo femministe al potere ha ricevuto la più pesante batosta elettorale della sua storia]</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/i-giuristi-democratici/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/NyJKTCfJeHA/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/i-giuristi-democratici/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/vkanRUovvPw/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/i-giuristi-democratici/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/MTA4KYtBRHQ/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Bambina sopravvive a 4 anni di affido presso madre disturbata</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambina-sopravvive-a-4-anni-di-affido-presso-madre-disturbata/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 19:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia solo il 3% dei bambini vengono affidati ai loro papà, di fronte a quasi un 6% di madri con seri problemi psichici.  Per capire cosa significa questa statistica il dott. Vezzetti ci racconta il caso della figlia dei coniugi &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambina-sopravvive-a-4-anni-di-affido-presso-madre-disturbata/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia solo il 3% dei bambini vengono affidati ai loro papà, di fronte a quasi un 6% di madri con seri problemi psichici.  Per capire cosa significa questa statistica il dott. Vezzetti ci racconta il caso della figlia dei coniugi G.</p>
<p>Con il parto la madre cade in depressione e dopo due anni è ormai completamente fuori di senno.  I genitori si separano ed il giudice le affida la bambina.  <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio-219x3001.gif"><img class="alignright size-full wp-image-612" title="cop_vezzetti_vittorio-219x300" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio-219x3001.gif" alt="" width="219" height="300" /></a>Il padre riesce ad ottenere una perizia psichiatrica, che stabilisce che la madre è affetta da disturbo con importante componente paranoide e possibilità di atti violenti auto-etero diretti.</p>
<p>Il giudice, peritus peritorum, invece di subito proteggere la bambina dispone nuovi accertamenti.  Anche il secondo psichiatra formula una diagnosi molto negativa, ed intanto sono passati 3 anni.</p>
<p>Il giudice, peritus peritorum, invece di proteggere la bambina, richiede una terza perizia, e nuovamente viene confermata la gravità della situazione e proposto l&#8217;affidamento al padre.  A questo punto la bambina fa la seconda elementare, ha l&#8217;insegnante di sostegno, va due volte la settimana dallo psicologo ed una dallo psicomotrista. Soffre di ambliopia all&#8217;occhio destro ma la madre paranoide ha l&#8217;affido esclusivo e non la fa seguire dall&#8217;oculista.</p>
<p>Secondo la pratica dei tribunali italici i bambini con meno di sei anni stanno con le madri.  Solo a sei anni e mezzo la bambina — ormai ritardata, mezza cieca, gravemente compromessa — viene finalmente affidata al suo papà.</p>
<p>Che appena sa che il calvario è finito scoppia a piangere di gioia come un bambino.</p>
<p>[Fonte: “Nel nome dei figli”, Book Sprint Ed., pag. 307, 312, 405]</p>
Number of View :3960<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambina-sopravvive-a-4-anni-di-affido-presso-madre-disturbata/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Falso affido condiviso: i dati ISTAT ed il parere dell’Ordine Nazionale degli Psicologi</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/istat-psicologisul-falso-affido-condiviso/</link>
		<comments>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/istat-psicologisul-falso-affido-condiviso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riforma affido condiviso]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel paese del Gattopardo, l&#8217;affido condiviso (che sarebbe legge dello Stato dal 2006) differisce quasi solo nel nome dal vecchio affido esclusivo.  Oggi i dati ISTAT confermano la drammatica situazione: La maggioranza delle madri che vivono con i figli riferisce &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/istat-psicologisul-falso-affido-condiviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/12/ISTAT.jpg"><br />
</a>Nel paese del Gattopardo, l&#8217;affido condiviso (che sarebbe legge dello Stato dal 2006) differisce quasi solo nel nome dal vecchio affido esclusivo.  Oggi i dati ISTAT confermano la drammatica situazione:</p>
<blockquote><p>La maggioranza delle madri che vivono con i figli riferisce che quest&#8217;ultimi non hanno dormito a casa del padre nei due anni successivi la separazione (52,8%); il 20,1% dichiara che, oltre a non aver dormito dal padre, non lo hanno mai frequentato.</p>
<p>[<a href="http://www.istat.it/it/archivio/47539">Documento completo</a>]</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/12/ISTAT.jpg"><img class="aligncenter" title="ISTAT" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/12/ISTAT.jpg" alt="" width="336" height="247" /></a></p>
<p>Ancora più grave il dato riguardante la perdita affettiva vera e propria. Se si considerano solo le madri di figli che non hanno mai dormito a casa del padre, il 20,8% sostiene che i figli hanno trascorso del tempo con il padre almeno una volta a settimana, il 41,2% con minor frequenza e il 38% che non lo hanno mai frequentato o che hanno perso i contatti (155 mila individui). Inoltre, a seguito della separazione, il rendimento scolastico dei figli peggiora nel 20,7% dei casi e nel 6% il peggioramento e&#8217; stato tale da determinare una bocciatura o il rinvio di esami universitari.</p>
<p>Una vera e propria violazione dei diritti umani di papà e bambini, secondo quanto sostenuto nel <a href="http://www.adiantum.it/new_version/ricorso.asp">ricorso collettivo presso la Corte Europea per i Diritti Umani</a> che associazioni a tutela dei minori stanno promuovendo.</p>
<p>L&#8217;urgenza di approvare la riforma dell&#8217;affido condiviso è confermata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che in una recente audizione in Commissione Giustizia ha espresso il seguente documento:</p>
<blockquote><p>Si ritiene che al fine di promuovere la salute dei minori i punti fondamentali siano i seguenti:</p>
<p>* frequentazione equilibrata;<br />
* riferimento abitativo a doppio docimicilio (due case), cioé percepire come propria sia la casa del padre che quella della madre;<br />
* ricevere cura e accudimento di entrambi nella quotidianità; cioé constatare che entrambi i genitori provvedono ai propri bisogni, anche di tipo economico;<br />
* promozione della possibilità della mediazione mediante un passaggio massimamente anticipato prima che cominci la fase contenziosa;</p>
<p><a href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/957%20Ordine%20degli%20psicologi.pdf" target="_blank">[Documento completo]</a></p></blockquote>
Number of View :2409<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/istat-psicologisul-falso-affido-condiviso/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Falsi certificati medici per impedire ai figli di vedere i genitori separati: che fare?</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/falsi-certificati-medici-per-impedire-ai-figli-di-vedere-i-genitori-separati-che-fare/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 18:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel paese dei falsi invalidi e del falso affido condiviso alle madri, un problema sono le madri malevole che fanno certificare false malattie dei figli in occasione di ogni “diritto di visita” (!) dei padri. Che fare?   Problema di &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/falsi-certificati-medici-per-impedire-ai-figli-di-vedere-i-genitori-separati-che-fare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/images2.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-910" title="images" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/images2.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a>Nel paese dei falsi invalidi e del falso affido condiviso alle madri, un problema sono le madri malevole che fanno certificare false malattie dei figli in occasione di ogni “diritto di visita” (!) dei padri. Che fare?   Problema di difficile soluzione, visto che il falso certificato che consente il possesso del bambino rende impossibile una verifica indipendente del suo reale stato di salute, che nessun tribunale decreterà una visita indipendente in tempi utili.</p>
<ul>
<li>Qualora il dottore non sia colluso, provare a parlarci esponendo la situazione.  Il dottore capirà di essere stato ingannato, e la seconda volta starà più attento.  Ma un dottore nel dubbio preferirà certificare malato un bambino sano piuttosto che il viceversa.  Ma una madre malevola cambierà continuamente dottore fino a trovarne uno colluso.</li>
<li>Qualora il dottore appaia colluso, è possibile incaricare un investigatore privato di verificare se il bambino malato esce di casa come se fosse sano, ed eventualmente tentare la difficile strada delle denunce opportune (falso in atto pubblico, mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice&#8230;).  Un esposto all&#8217;Ordine dei Medici darà comunque grattacapi, ma difficilmente otterrà alcun risultato (c&#8217;è chi dice che gli Ordini tutelino i propri iscritti più che la loro correttezza deontologica&#8230;).</li>
</ul>
<p>Semplice soluzione di buon senso sarebbe che i giudici decretassero che le visite saltate per via di malattie vengono recuperate.</p>
<p>Chi abbia altre soluzioni <strong>legali</strong> (cioè diverse dallo sfasciare il finestrino della macchina del dottore per fargli intendere che sta abusando di un bambino) è pregato di suggerirle nei commenti.</p>
<p style="text-align: left;">Una <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=169751&amp;sez=HOME_INITALIA">recente sentenza</a> ha stabilito che i motivi di salute dovranno essere certificati — per evitare furbate — non dal pediatra scelto dalla madre, ma scelto di comune accordo tra i due genitori.</p>
<p>Concludiamo con un articolo in merito tratto da <a href="http://www.adiantum.it/public/2420-medicina-&amp;-discriminazione.-lo-strano-caso-del-dottor-sinistro-e-della-sindrome-del-pp.asp">Adiantum</a>:</p>
<hr />
<p>Proprio in merito alla questione della discriminazione, riporto quanto mi è successo recentemente, sperando di poter essere il più possibile obiettivo e, insieme, di poter sdrammatizzare una vicenda che ha dell´inconsueto, oltre che del bizzarro.</p>
<p>Sono seriemnte preoccupato per il proliferare di una nuova sindrome, la sindrome del PP, che sembra aleggiare anche in pediatria.</p>
<p>Il dott. Sinistro (lo chiamerò così, senza rivelare il suo vero nome, per rispetto alla sua professione e per tutela di mio figlio) sottoponeva mio figlio Andrea a una visita pediatrica, diagnosticando una faringite e prescrivendo una cura di antibiotici;</p>
<p>quattro giorni dopo, senza visitare mio figlio e di fatto confidando in modo esclusivo sui racconti telefonici della madre (e si ribadisce solo telefonici) prescriveva ancora al paziente “alcuni giorni” di riposo, sebbene egli fosse completamente sfebbrato. Con me, telefonicamente argomentava di aver preso tali decisioni “a distanza” basandosi sul credito ai racconti della madre, la quale avrebbe riferito al pediatra che il piccolo “era fiacco e molle, senza voglia di andare a scuola”;</p>
<p>pur prescindendo dal fatto evidente e palese che la “non volontà” dei bambini di andare a scuola non è condizione necessaria e sufficiente per dedurne situazioni di malessere dal punto di vista medico e clinico, e pur concedendo che la condotta del pediatra a riguardo delle prescrizioni “a distanza” possa essere stata motivata da una discutibile prassi operativa, ciò che più è stato spiacevole è quanto segue;</p>
<p>il dott.Sinistro, dopo avermi confermato che la prognosi era stata fatta “a distanza”, aggiungeva anche che la sua decisione sarebbe stata rafforzata (sono parole sue, sic!) dal “problema” che il bambino sarebbe rimasto col padre nel fine settimana, letteralmente: “poi c’è il problema che sabato il minore deve stare con il papà, con lei”.</p>
<p>Il dott. Sinistro pertanto ha trovato motivo di rafforzare la sua già discutibile prassi medica telefonica, facendo curiosamente riferimento non a elementi clinici, medici, misurabili, rilevabili, scientifici, bensì al management dei genitori riguardo le visite, genitori che si alternano nei fine settimana, management che nulla ha a che fare con gli aspetti medici, bensì giuridici.</p>
<p>Per contrasto, se si fosse trattato di un fine settimana in cui mio figlio avrebbe trascorso due giorni con la madre, viene da sospettare che il dott.Sinistro nulla avrebbe obiettato circa lo stato di salute del paziente!</p>
<p>Osservo: si tratta forse di una nuova sindrome, che colpisce i “numi tutelari” dei minori, quella del “padre-problema”? Sembra davvero di sì, perché ciò che è davvero stucchevole e inspiegabile è che la motivazione per cui, per il pediatra, la frequentazione con mio figlio sarebbe stata “problematica” è che il padre (sono parole del pediatra al telefono) avrebbe fatto fare al figlio una vita “normale” durante il fine settimana! Ribadisco, senza paura di essere smentito: “normale”, non “anormale”.</p>
<p>Non è dato a sapere che cosa volesse dire il Sinistro con questo riferimento alla “normalità” della vita, ma se con le sue parole egli voleva intendere implicitamente che il padre non sarebbe stato in grado di prendere le naturali precauzioni che si devono ordinariamente prendere per un bambino convalescente, allora è da chiedersi quali siano le ragioni cliniche, scientifiche, empiriche, conoscitive per cui nella mente del pediatra si sia formata l’immagine di un “cotal” padre, che doveva apparire nell’immaginario ascientifico del medico come uno scavezzacollo o uno scapestrato, non in grado di provvedere per sé o per gli altri, né di prevedere che, dopo una faringite, benché non vi sia più febbre, si prendano generalmente le normali precauzioni per evitare una ricaduta;</p>
<p>non si vuol qui minimamente supporre che il dott. Sinistro fosse in cattiva fede o si fosse fatto influenzare da possibili immagini distorte fornite dalla madre del paziente; sta di fatto che sembra obiettivamente incomprensibile la ragione per cui, nella mente di un medico, si sia creata questa immagine di un padre che sarebbe un “problema” per il figlio; forse la sindrome del PP, quella del “padre-problema?”</p>
<p>Inutile dire che tale immagine di “padre-problema” non trova, per il sottoscritto, alcuna corrispondenza né in sede giudiziale, né tantomeno nella realtà della vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giudice e la moglie picchiano la figlia</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 09:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Giudice William Adams]]></category>
		<category><![CDATA[Judge William Adams]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giudice familiare William Adams ha probabilmente allontanato molti papà dai figli, disposto misure ed accertamenti su papà accusati di violenza (nell&#8217;America femminista l&#8217;11% della popolazione è stato colpito da false accuse). La figlia del giudice, allora di 16 anni, usa &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/giudice-e-la-moglie-picchiano-la-figlia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il giudice familiare William Adams ha probabilmente allontanato molti papà dai figli, disposto misure ed accertamenti su papà accusati di violenza (nell&#8217;America femminista <a href="http://www.centriantiviolenza.com/the_truth_archives/inchiesta-usa-false-accus/">l&#8217;11% della popolazione è stato colpito da false accuse</a>).</p>
<p>La figlia del giudice, allora di 16 anni, usa internet per procurarsi musica non acquistabile in maniera legale.  Il padre la picchia con una cintura, mentre la madre partecipa alle violenze: i fatti emergono in maniera inequivocabile dal filmato che la ragazza aveva girato di nascosto ed ha ora postato su youtube.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/giudice-e-la-moglie-picchiano-la-figlia/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/Wl9y3SIPt7o/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p>Il giudice, che è stato immediatamente sospeso dalle sue funzioni ed è finito sotto indagine, si scusa: “cercavo solo di disciplinare mia figlia, scoperta a rubare.  Ho perso la calma e ho chiesto scusa.  Sembra peggio di quello che è”.  Riferisce che la figlia “ha postato il video dopo che il padre le aveva detto che avrebbe smesso di mantenerla finanziariamente e le stava levando la sua Mercedes Benz”.</p>
<p>La madre, ora divorziata, tenta invece di giustificare le violenze commesse sulla figlia presentandosi come un vittima: “ero completamente controllata ed avevo subito il lavaggio del cervello. Facevo ogni cosa che lui faceva”.  I bambini vittime di lavaggio del cervello possono compiere azioni sbagliate e vanno aiutati (ad esempio se sviluppano una Sindrome di Alienazione Genitoriale, PAS); ma in questo caso la signora è adulta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:</p>
<ul>
<li>http://www.dailymail.co.uk/news/article-2056582/Judge-William-Adams-beats-disabled-daughter-Hillary-16-YouTube-video.html</li>
<li>http://jonathanturley.org/2011/11/03/texas-judge-under-investigation-after-daughter-releases-video-of-savage-beating/</li>
<li>http://www.the-spearhead.com/2011/11/03/texas-family-court-judge-revealed-as-thug</li>
<li>http://content.usatoday.com/communities/ondeadline/post/2011/11/texas-judge-investigated-over-video-of-him-whipping-daughter/1</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
Number of View :1915<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/giudice-e-la-moglie-picchiano-la-figlia/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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