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	<title>Diritto e Minori &#187; Nel nome dei figli</title>
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	<description>Per il diritto dei bambini alla bigenitorialità</description>
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		<title>Affido condiviso: la parola a medici, psicologi e ricercatori</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 15:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma affido condiviso]]></category>
		<category><![CDATA[affido condiviso]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio vezzetti]]></category>

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</script>Lo stato dell’arte in tema di domiciliazione dei figli di coppie separate di Vittorio Vezzetti Pediatra ASL Varese, Responsabile scientifico dell&#8217;Associazione Nazionale Familiaristi Italiani. INTRODUZIONE Nel febbraio 2006, dopo un dibattito intenso e prolungato, veniva promulgata dal Parlamento italiano la &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/affido-condiviso-la-parola-a-medici-psicologi-e-ricercatori/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div title="Page 1">
<p style="text-align: center;"><strong>Lo stato dell’arte in tema di domiciliazione dei figli di coppie separate</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>di Vittorio Vezzetti</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Pediatra ASL Varese,<br />
</em><em>Responsabile scientifico dell&#8217;Associazione Nazionale Familiaristi Italiani.</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/09/vittorio_vezzetti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2218" title="vittorio_vezzetti" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/09/vittorio_vezzetti.jpg" alt="" width="212" height="193" /></a></p>
<p>INTRODUZIONE</p>
<p>Nel febbraio 2006, dopo un dibattito intenso e prolungato, veniva promulgata dal Parlamento italiano la legge 54/06 sull&#8217;affidamento condiviso. Da molte parti vista come un reale passo in avanti nella tutela dell&#8217;infanzia e un doveroso adempimento alla Convenzione Internazionale di New York in tema di diritto dei minori alla bigenitorialità, di fatto a sei anni di distanza essa si è rivelata insufficiente allo scopo al punto che in Parlamento sono state via via depositate sei differenti proposte di legge atte a modificare il nuovo dettato legislativo.</p>
<p>La senatrice Emanuela Baio (Commissione Infanzia), co relatrice della proposta di legge, così scrive nella prefazione del libro Nel nome dei Figli: “Per chi come me è stata correlatrice e ha creduto profondamente nella legge sull&#8217;affidamento condiviso, impegnandosi per farla approvare nel 2006, al termine della 14esima legislatura, è ancor più doloroso dover ammettere questo fallimento” (1).</p>
<p>Ancora oggi può capitare al genitore che chiede al Tribunale tempi e pernottamenti paritari all&#8217;altro genitore, di vedersi riconosciuti dai magistrati due soli pernottamenti al mese con la motivazione “<em>l&#8217;affidamento condiviso non ha affatto per conseguenza la loro domiciliazione paritaria presso ciascuno dei genitori” (Tribunale di Firenze, sentenza n° 2433/11 )</em>, oppure di leggere (documento CSM, dr.ssa Fiorella Buttiglione, marzo 2011): “Non mi pare poi che possa realizzare il miglior interesse del figlio la previsione della doppia domiciliazione quasi il figlio costituisca un monte premi di ore che i genitori debbano spartirsi equamente”. O ancora (sentenza n° 3053/2007 del Tribunale di Varese, marzo 2007, Giorgetti, Paganini, Leotta): “il tribunale per propria giurisprudenza costante non condivide una frammentazione del tempo che costringa di fatto a veri e propri minitraslochi ogni pochi giorni ritenendosi che ciò sia pericolosamente destabilizzante”.</p>
<p>La risultanza di questo approccio culturalmente monogenitoriale, della priorità data alla stabilità del domicilio rispetto a quella degli affetti, della inefficienza del sistema giudiziario nel fare rispettare i propri provvedimenti, è che 25.000 minori italiani (circa uno ogni tre) perdono secondo l&#8217;ISTAT i contatti con uno dei genitori dopo la separazione dei medesimi.</p>
<p>Le conseguenze sono notevoli sia in termini biomedici che sociali.<br />
Nel primo settore sono note importanti influenze della deprivazione affettiva e dello stress emotivo in ambito neurologico e psicologico (Battaglia, Pesenti, Medland et al., 2009, dimostrano con uno studio che &lt;<em>i bambini geneticamente predisposti sottoposti a traumi da divisione dai genitori – lutti o separazioni coniugali difficili – in tenera età, hanno elevate probabilità di soffrire da adulti di crisi di panico per una azione modificatrice sui centri bulbari della respirazione</em>&gt;, mentre Anna Sarkadi et alt.: &lt;mettono in evidenza come il coinvolgimento paterno &#8211; inteso come tempo di coabitazione, impegno e responsabilità &#8211; abbia influenze positive sullo sviluppo della prole. Gli studiosi hanno analizzato retrospettivamente 24 studi longitudinali, svolti in 4 continenti diversi. La conclusione è che il coinvolgimento del padre migliora lo sviluppo cognitivo, riduce i problemi definiti di carattere “psicologico” nelle giovani donne, diminuisce la delinquenza giovanile e riduce la frequenza di problemi connotati come “comportamentali”&gt;.), ormonale (nanismo psicosociale, alterazioni della secrezione di ossitocina e vasopressina), persino cromosomico (su Psychosomatic medicine uno studio scientifico dimostra che &lt;Abuso o carenza affettiva, agendo sulla lunghezza dei telomeri e sulla produzione di sostanze proinfiammatorie, aumentano la sensibilità a fattori stressanti nella vita adulta con maggior rischio di disturbi psichiatrici&gt;.). (2,3,4,5).</p>
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<div title="Page 2">
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<p>Nel secondo risultano chiare le influenze su gravidanze indesiderate, tabagismo e alcolismo, dispersione scolastica. (6,7,8)</p>
<p>Chi scrive è stato più volte presente in qualità di attore alle audizioni in Commissione Giustizia del Senato e ha potuto constatare come uno fra i principali motivi di attrito fra i vari partecipanti sia stato il dibattito su quale fra le diverse forme di struttura familiare possa essere considerato come golden standard per il raggiungimento dell&#8217;interesse del minore. In particolare, semplificando, si sono formati due partiti: quello della priorità da dare alla sede degli affetti, alla stabilità del domicilio, anche a scapito della relazione quantitativa col secondo genitore (costituito prevalentemente da avvocati e magistrati), e quello della priorità da attribuire invece alla continuità relazionale, alla stabilità degli affetti, a discapito della stabilità del domicilio (costituito prevalentemente da scientist).</p>
<p>Il seguente articolo, pur conscio dell&#8217;influenza di fattori di natura sociologica, vuole chiarire lo stato dell&#8217;arte nella letteratura scientifica internazionale sul controverso tema della struttura familiare da considerare come obiettivo da raggiungere nel vero interesse del minore.</p>
<p>ORIGINE DEL DIBATTITO</p>
<p>In linea di massima la ricerca ha evidenziato da tempo alcune problematiche nei figli di separati anche se questo non si traduce necessariamente e automaticamente in elementi di rilievo clinico. Fin dall&#8217;inizio del 1970, specie in ambito statunitense, si è aperto un intenso dibattito circa la positività o la nocività della custodia congiunta (fisica e/o legale). E&#8217; di rilievo notare che, mentre negli USA (Paese in cui il divorzio esiste dal 1906), in Francia (Paese in cui il divorzio esiste dal 1789), in Svezia (dal 1913) iniziava questo dibattito, in Italia l&#8217;istituto del divorzio non era neppure legge dello Stato (la relativa legge fu licenziata dal Senato nell&#8217;ottobre del 1970) e questo può spiegare in parte un certo ritardo culturale nell&#8217;affrontare la tematica.<br />
Le due posizioni pro e contro la pariteticità del ruolo genitoriale possono essere sintetizzate nel confronto “Benefìci dei rapporti continuativi con ambedue i genitori versus i possibili danni derivanti da una maggiore esposizione al conflitto genitoriale e da una instabilità del domicilio”.<br />
La battaglia nella comunità scientifica è stata aspra, con posizioni fortemente contrarie all&#8217;affido congiunto e/o alternato (Goldstein, Freud &amp; Solnit, 1973 e Kuehl 1989) e decisamente favorevoli (Roman e Haddad 1978 e Bender 1994). (9,10,11,12)<br />
A distanza di oltre 40 anni dall&#8217;inizio del dibattito possiamo dire che è stato possibile sostituire delle impostazioni di natura teoretica e ideologica con approcci concreti basati sulle risultanze di importanti ricerche (specie a carattere metanalitico), legate a esperienze di Paesi che da tempo hanno iniziato, a differenza dell&#8217;Italia, a utilizzare l&#8217;affido alternato se non in maniera estensiva almeno in modo tale da consentire sufficientemente solide inferenze statistiche. Le conclusioni sono state abbastanza univoche e, seppur con molta lentezza, hanno iniziato a esser recepite da molte legislazioni.</p>
<p>LO STUDIO BAUSERMAN</p>
<p>Questo importante studio pubblicato nel 2002 da uno psichiatra del Dipartimento governativo degli Stati Uniti (Journal of Family Psychology 2002, vol. 16, N.1-91-102) inaugura la via metanalitica. Bauserman sostiene che una vera ricerca non deve esaminare solo le differenze tra i risultati dei due tipi di custodia ma anche come i fattori identificati possano essere correlati ad ogni singola differenza di situazione clinica. (13)</p>
<p>Bauserman chiarisce che con questa via non si può arrivare alla definizione di un ruolo causale assoluto ma solo alla correlazione, anche statisticamente validata, tra miglior tipo di custodia e variabile presa in esame.</p>
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<p>Peraltro la via metanalitica è capace di integrare le risultanze della letteratura in un modo più sistematico e quantitativo convertendo risultati statistici in un sistema metrico e analizzando sistematicamente anche la magnitudo (quindi l&#8217;aspetto quantitativo) dell&#8217;effetto.<br />
Questo approccio è per lo psichiatra americano il migliore per evitare alcune distorsioni sistematiche (bias) come, per esempio, la selezione delle fonti.</p>
<p>Bauserman si propone selettivamente due scopi: innanzitutto l&#8217;analisi metanalitica dei report che paragonano la situazione dei bimbi in custodia condivisa a quella dei bimbi in custodia monogenitoriale; poi si propone di esaminare come variabili secondarie possano influenzare i diversi risultati (per fare un esempio: poiché l&#8217;imprinting monogenitoriale della giurisprudenza internazionale è mediamente a favore della custodia esclusiva materna, un sistema che tenda a riequilibrare i ruoli genitoriali significherebbe che più maschi godrebbero del beneficio di più ampi rapporti col genitore di sesso omologo e quindi essi potrebbero in linea teorica avere maggiori benefìci dei figli di sesso femminile).</p>
<p>Bauserman analizza 33 studi (di cui 22 inediti) precedentemente selezionati in modo da essere standardizzabili: in 4 si confronta la custodia monogenitoriale con affidi alternati, in 21 si confronta la custodia monogenitoriale con affidi che prevedono tempi di coabitazione col secondo genitore tra il 25 e il 50% del tempo, cui si aggiungono 6 studi in cui la custodia monogenitoriale veniva confrontata con un affido congiunto basato su libera definizione della coppia genitoriale e altri 2 studi in cui separatamente si confrontavano, versus il medesimo campione di bambini affidati in modo monogenitoriale un gruppo di “alternati” e un gruppo di “custoditi in modo congiunto”.<br />
Lo studio prevedeva il rilevamento di alcune misure di salute: quella psichica generale, quella comportamentale, quella emozionale, l&#8217;autostima, i rapporti coi familiari, l&#8217;assessment scolastico, l&#8217;analisi di questionai specifici di salute psichica fino al momento del divorzio più una schedatura del livello di conflitto sia passato che attuale e prevedeva la misurazione di 140 dimensioni d&#8217;effetto..<br />
L&#8217;analisi riguardava 1846 figli in sole custody e 814 in joint custody e spaziava in un periodo compreso tra il 1982 e il 1999.<br />
Venivano analizzati svariati fattori esterni passibili di influenzare gli esiti e si trovava che questi non erano modificati né dal sesso del primo autore dello studio, né dall&#8217;età dei figli al momento del divorzio, né dalla maggior prevalenza del genitore femminile nel gruppo “sole custody”, né dal tipo di misura (comunque il software dedicato DSTA eliminava i risultati estremi per dare omogeneità statistica.<br />
In sintesi i risultati furono:<br />
<em>1- i bambini in custodia congiunta sia fisica che legale stanno meglio dei “sole custody” e in modo indipendente dalla loro età.</em><br />
<em> 2- la presenza e la compartecipazione di padri non coabitanti era comunque associata a benefici comportamentali, emozionali, scolastici.</em><br />
<em> 3- i risultati non variavano a seconda delle caratteristiche di chi compilava le schede (madri, padri, insegnanti, psicologi, medici).</em></p>
<p><em></em><br />
Bauserman trovò poi che generalmente i bambini in joint custody erano figli di coppie meno conflittuali e non si nascose il problema di una possibile autoselezione della casistica ma osservò pure che il minor conflitto nei bimbi condivisi non prediceva il miglior assessment. Comunque anche altri studi (Gunnoe &amp; Braver 2001) che facevano un controllo statistico della conflittualità depurando la ricerca da questa variabile continuavano a mostrare vantaggi per i figli. (14) Bauserman conclude affermando che per spazzare definitivamente ogni dubbio bisognerebbe eseguire studi confrontando figli in affido alternato per imposizione del tribunale con figli in alternato deciso autonomamente dai genitori separati.<br />
Il confronto fra custodia monogenitoriale paterna e custodia condivisa mostrava vantaggi lievi e statisticamente non significativi a favore di quest&#8217;ultima (grosso problema per il ricercatore, emerso in molti altri studi, fu lo scarso campionamento derivato dall&#8217;approccio giurisprudenziale che tende a favorire la genitorialità materna).<br />
Le conclusioni dello studio Bauserman (disponibile in versione integrale, come molti altri studi qui citati, sul sito www.figlipersempre.com) sono:</p>
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<p><em> 1- i risultati mostrano con certezza la correlazione ma non il rapporto causale tra joint custody e miglior status psichico</em><br />
<em> 2- non è suffragata l&#8217;obiezione che la joint custody espone i bambini al rischio di avere due case di essere esposti a gravi conflitti, anzi la joint custody risulta benefica</em><br />
<em> 3- la joint custody non va bene per genitori inetti (abusanti, trascuranti, malati psichici)</em><br />
<em> 4- alcune fra le ricerche prese in esame affermano che la joint custody riduce i conflitti</em><br />
<em> 5- è necessaria una diffusione di queste risultanze agli operatori del settore (NdA: anche i pediatri, rapportandosi a genitori di propri pazienti in procinto di separarsi dovrebbero informarli che il doppio domicilio inteso come continuità di riferimenti educativi e relazionali è positivo)</em><br />
<em> 6- la conclusione ultima è che la joint custody può senz&#8217;altro essere benefica pur non evidenziandosi svantaggi specifici, ben definiti per la sole custody.</em></p>
<p>ALCUNE ESPERIENZE ESTERE</p>
<p>In numerosi Paesi l&#8217;affido condiviso è realtà da molto più tempo che da noi. Questo non significa che la maggioranza di sistemazioni di minori figli di separati segua la regola dell&#8217;affido alternato: la condivisione teorica della responsabilità genitoriale non corrisponde a quella pratica.</p>
<p>Abbiamo visto che Bauserman considera affido veramente condiviso quello in cui il minore non relaziona col genitore sfavorito per meno del 25% del tempo e questo cut off eliminerebbe dalla casistica la quasi totalità degli attuali affidamenti condivisi italiani!! Da noi, infatti, la media (teorica, perchè quella pratica è assai inferiore) è di circa il 17% (vedi “Il figlio di genitori separati”, RIPPS, 3-4 2009). (15)</p>
<p>Comunque l&#8217;affido condiviso, legge italiana dal 2006, era la regola in Svezia, Grecia e Spagna dal 1981, in Gran Bretagna dal 1991, in Francia dal 1993, in Germania dal 1998.<br />
In California e Canada il giudice deve motivare il perché non concede l’affido condiviso con tempi paritetici.</p>
<p>Attualmente, in attesa che il Belgio promulghi una legge in discussione che prevedrebbe l&#8217;alternanza come regola, la Svezia è il Paese europeo con la maggiore percentuale di affidi in alternanza (30%, contro il 16,9% della Francia e, per fare un esempio, meno dell&#8217;1% dell&#8217;Italia). Generalmente, comunque, anche chi non ha l&#8217;alternanza può spesso usufruire di tempi sostanzialmente paritetici ottenuti modulando le ferie e i pernottamenti infrasettimanali presso il genitore sfavorito. Il risultato sulla conflittualità è stato straordinario: non essendo più il minore strumento di ricatto affettivo o economico nei confronti dell&#8217;ex partner e passando di fatto a un mantenimento di tipo diretto non mediato dall&#8217;assegno mensile, le cause giudiziali in Svezia si sono quasi estinte. Attualmente il 95,7% delle coppie consensualizza in prima udienza, altre in seconda e pochissime affrontano il percorso giudiziale (che, non essendo più oberati di lavoro gli uffici giudiziari, dura sei mesi soltanto).<br />
Risultati molto buoni si sono ottenuti anche con la legge del 2006 in Belgio mentre qualcosa di incredibile è avvenuto in Australia: con l&#8217;introduzione della legge sulla genitorialità condivisa del 2006, a fronte di un incremento di cause generali da 76.807 a 79.442, in un biennio i ricorsi alla Family Court (grosso modo corrispondenti alle nostre cause giudiziali) si son ridotti da 27.313 a 18.633.<br />
In Francia l&#8217;attuale legge contempla l&#8217;affido alternato ma è sufficiente una conflittualità, anche unidirezionale, per far cassare l&#8217;opzione dal giudice e ciò sta creando molto malcontento. In quel paese, comunque, la pratica dell&#8217;alternanza sia pure su scala ridotta non è mai stata un tabù come da noi e ha consentito di condurre alcuni studi di un certo rilievo quantitativo in larga misura favorevoli a questa modalità.<br />
Tra questi (cfr. “Il figlio di genitori separati”, RIPPS 3-4 2009) lo studio del 1980 di Solint (per il quale questa modalità d&#8217;affido consente di incrementare la fiducia nei genitori; nel 20% i genitori volevano alternanza più rapida e nel 30% più lunga della canonica settimana), lo studio di Jacquin-</p>
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<p><img src="file:///page4image31856" alt="page4image31856" width="121.700000" height="0.600000" /></div>
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<p>Fabre (che dimostra ottimi risultati per genitori e prole) e soprattutto lo studio Raschetti del 2005 che rivisita una serie di esperienze del mondo francofono e di quello anglofono concludendo:<br />
<em>1- che l&#8217;affido alternato non turba i bambini, per loro natura dotati di grande capacità d&#8217;adattamento </em></p>
<p><em>2- e questo neppure se i rapporti tra i coniugi sono cattivi (pur non contribuendo a migliorarli)</em></p>
<p><em>3- che i tempi paritetici, laddove ci sia la possibilità logistica e la volontà di attuarli, non creano problemi neppure per i lattanti (dovendo solo regolare l&#8217;alternanza con l&#8217;allattamento)</em></p>
<p><em> 4- che in generale è stato possibile evincere dai follow up che i bambini monogenitoriali hanno minor sviluppo cognitivo e sono meno socievoli. (16, 17, 18).</em></p>
<p>Uno studio importante su 3000 ragazzini francesi di scuola secondaria condotto da Poussin-Martin e ripreso dal Collegio Nazionale dell&#8217;Ordine degli Psicologi italiani nelle audizioni presso la Commissione Giustizia del Senato attesta che sono i bambini che vivono con entrambi i genitori ad avere più alti livelli di autostima e a percepirsi i più sicuri di se stessi se paragonati con quelli che vivono con un solo genitore. (19)</p>
<p>Nell&#8217;importante audizione dell&#8217;8 novembre il Collegio Nazionale degli Psicologi argomenta: “&#8230; data quindi la totale inidoneità al fine della salute dei figli di un modello che preveda che un solo genitore (quello collocatario o prevalente) sia il permanente punto di riferimento dei figli, provvedendo a ogni loro necessità e assumendo ogni decisione e compito di cura, mentre l&#8217;altro si limita ad erogargli il denaro avendo con i figli solo sporadici contatti, in linea generale le modifiche del disegno di legge DDL 2454 non fanno altro che promuovere la possibilità che il principio della bi-genitorialità (nucleo allevante) non resti mero principio ma si inserisca nelle trame della vita quotidiana come applicazione rigorosa del principio stesso, tale da mantenere il processo evolutivo quale processo, appunto, e non fatto, cioè tale da mantenere sempre aperta la possibilità che su questo processo, incerto nel suo incedere, si possa inserire non solamente un genitore ma il nucleo allevante, cioè ciò che mantiene un assetto di terzietà.</p>
<p>Nel bilancio della salute del figlio certamente è quindi per lui meno di sacrificio perdere un po&#8217; di tempo a frequentare due case che non perdere la possibilità di avere un riferimento in entrambi i genitori”.</p>
<p>LA SODDISFAZIONE DI VITA NEI BAMBINI</p>
<p>Uno studio straordinario è appena stato pubblicato su Children &amp; Society. Esso è stato condotto da ricercatori delle Università di Bethesda, della Groenlandia, di Stoccolma, di Yvaskula (Finlandia), di Copenaghen, di Akureyri (Islanda), di Goteborg. Esso ha analizzato 184.496 minori (divisi in tre gruppi: undicenni, tredicenni, quindicenni) in 36 società occidentali (Italia inclusa) con non meno di 1536 studenti in ogni Paese per gruppo di età. (20)</p>
<p>Lo scopo del lavoro era di esaminare esclusivamente le differenze di soddisfazione di vita e di percezione del benessere familiare tra i bambini nelle diverse strutture familiari attraverso un ambito molto ampio di situazioni culturali. Un campione molto ampio tratto da 36 Paesi ha permesso di confrontare le comuni situazioni di vita comprendenti</p>
<p>famiglie non separate,<br />
famiglie con madri single e<br />
famiglie con madri e patrigni<br />
con situazioni meno comuni come<br />
famiglie con padri single,<br />
famiglie con padri e matrigne e<br />
famiglie basate sulla doppia abitazione nel collocamento congiunto.<br />
L’analisi è stata basata sui dati degli studi del 2005/2006 del HBSC (Health Behaviour in School- aged Children), uno studio collaborativo inter-nazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità. Il questionario standard internazionale consisteva di un numero di domande centrali usate in tutti i Paesi partecipanti e di domande focali addizionali che permetteva ad ogni Paese partecipante di enfatizzare particolari aree di interesse nazionale. Le misure del presente studio furono utilizzate in 36 Paesi occidentali industrializzati (Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca,</p>
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<p>Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Regno Unito ,, e Stati Uniti) solo dopo aver ottenuto un’approvazione etica per ogni indagine nazionale in accordo alla legislazione di ogni Paese.</p>
<p>Le variabili dipendenti della soddisfazione di vita furono misurate con la misura classica di Cantril (1965), chiedendo agli intervistati di indicare dove essi sentono di stare in quel momento in una rappresentazione visiva di una scala nella quale 0 rappresenta la vita peggiore possibile e 10 la vita migliore possibile.</p>
<p>Per controllare l’influenza potenzialmente confusiva della ricchezza economica di livello individuale sulla soddisfazione di vita fu inclusa una misura dello stato economico percepito: la domanda chiedeva quanto bene lo studente pensava che stesse la propria famiglia (1: per niente bene; 5: molto bene) questa misura soggettiva era preferita ad altre misure oggettive di benessere come per esempio la HBSC scala per il benessere familiare poiché la soddisfazione di vita è più verosimilmente influenzata dalla percezione del benessere che dall’ammontare reale di beni materiali posseduti dalla famiglia rispetto ad altre famiglie.</p>
<p>Senza dilungarci troppo i risultati furono:</p>
<ol>
<li>1-  I bambini che vivono con entrambi i genitori biologici riportano i più alti livelli di
<p>soddisfazione di vita rispetto ai bambini che vivono con un genitore single o con un genitore</p>
<p>biologico ed uno acquisito.</li>
<li>2-  I bambini che vivono in sistemazione di collocamento materialmente congiunto
<p>(suddivisione paritaria dei tempi) riportano comunque un più alto livello di soddisfazione di vita rispetto ad ogni altra sistemazione di famiglia separata, solo un quarto di rango (-0,26) più basso dei bambini nelle famiglie integre.</li>
<li>3-  Controllandoinvecel’influenzadelparametrospecificodelbenesserefamiliarepercepito,la differenza tra famiglie con collocamento condiviso e famiglie di madri single oppure costituite da madre e patrigno diventa statisticamente non significativa.</li>
<li>4-  Le difficoltà di comunicazione con i genitori sono fortemente associate con minore soddisfazione di vita ma non influenzano la relazione tra struttura familiare e soddisfazione di vita.</li>
<li>5-  I bambini nei Paesi nordici caratterizzati da un forte sistema di welfare riportano livelli significativamente più alti di soddisfazione di vita in tutte le sistemazioni di vita rapportate a quelle degli altri Paesi, tranne che nella categoria dei figli che vivono casa del padre single. In particolare gli studiosi osservarono pure che il livello più basso di soddisfazione di vita era raggiunto dalle situazioni di padre single o di padre e matrigna. Sembrava dunque che il non vivere con la propria madre avesse un grande impatto nella soddisfazione di vita rispetto al non vivere con il proprio padre. Data la grande tendenza giurisprudenziale a far sì che i bambini debbano risiedere con la loro madre è anche possibile però che i pochi bambini in custodia del loro padre siano in media verosimilmente più portati ad esperire problemi sociali e psicologici importanti rispetto ai bambini in collocazione presso la loro madre.
<p>Ad un livello più pragmatico, inoltre, il bisogno di insiemi di dati molto ampi per fare solide inferenze su sottogruppi molto piccoli della popolazione ha gravemente ristretto le possibilità di ricerca con validazione statistica sui bambini che vivono con i padri single o con i padri e le matrigne. In ogni caso i risultati non suggerirono che vivere tutto o la maggior parte del tempo con la madre fosse cruciale a tale riguardo; i bambini che vivono approssimativamente metà del tempo con la loro madre e metà del tempo con il loro padre sono ugualmente soddisfatti come quelli che vivono con la loro madre o con la madre ed il patrigno la maggior parte del tempo. Mai è stata trovata una situazione di svantaggio per i figli in collocazione paritaria.</li>
<li>6-  Le differenze nel livello economico tra i diversi Paesi influenzano l’associazione tra determinate strutture familiari, il benessere familiare percepito e la soddisfazione di vita.</li>
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<p>CONCLUSIONI</p>
<p>L’ultimo studio di un qualche rilievo contrario all’affido condiviso risale al 1999: una piccola casistica in cui veniva valutata (negativamente ma senza raggiungere la significatività statistica) la sola variabile dell’attachment alle figure genitoriali. (21)<br />
Che l’affido materialmente condiviso sia da preferire alla monogenitorialità è stato poi confermato in altro settore anche da uno studio svedese su 15.428 adolescenti incentrato esclusivamente sui rischi comportamentali: uso di droghe, alcool, fumo, esposizione a bullismo e violenza fisica, distress mentale (22). In particolare i migliori risultati si avevano sul distress mentale.</p>
<p>Alla domanda rituale “ma cosa ne pensano i figli dei separati?”, hanno poi risposto con una interessantissima ricerca Fabricius e Hall nel 2000. (23)<br />
I due docenti di psicologia americani hanno chiesto ad oltre 800 giovani (matricole della loro università), cresciuti con genitori separati, di indicare le loro percezioni sul problema centrale dei bambini attualmente coinvolti nel divorzio: la ripartizione dei tempi di vita con ognuno dei genitori. La percezione dei ragazzi risultò chiara. Essi dichiararono di aver sempre desiderato trascorrere più tempo con i loro padri mentre crescevano e la collocazione ritenuta da essi migliore fu la ripartizione paritaria (essa fu scelta dal 93% dei minori che avevano usufruito dell’affido alternato e dal 70% di coloro che non avevano avuto la facoltà di sperimentarlo).</p>
<p>E&#8217; evidente che l&#8217;affido alternato non può e non deve diventare un dogma indiscutibile per tutti i minori figli di coppie separate ma, rappresentando il golden standard, anziché venire escluso aprioristicamente come accade oggi in Italia, dovrebbe essere la prima opzione da considerare, da incentivare (ostacolando ad esempio il genitore che deporta in modo coatto i figli lontano dall’altra figura genitoriale) e da eliminare, come avviene in Canada, California, Svezia, solo di fronte a precisi e documentati motivi (con un ragionamento, quindi, in deroga da parte del magistrato: “e perchè in questo caso no?”).</p>
<p>Affido quindi le conclusioni di questo articolo al prof. Turchi, Docente di Psicologia applicata dell’Università di Padova di cui faccio mie le sagge parole che dimostrano come sia lunga ancora la strada per superare i muri del luogo comune, del pregiudizio, dell’ideologia e che chiude il suo intervento in Senato così:</p>
<p>-La principale critica che viene mossa a un modello pienamente e autenticamente<br />
bigenitoriale, come quello che i disegni di legge in esame propongono, consiste<br />
nell’inevitabile duplicazione dei centri di interesse della prole, con conseguente oscillazione<br />
tra due riferimenti abitativi parimenti importanti. La terminologia adottata per esprimere il dissenso utilizza espressioni verbali fortemente negative, come “sballottamento”, “pacco postale”, bambino “tagliato a spicchi come un’arancia” (o il bambino “nomade” o quello “con la valigia” NdA).</p>
<p>E’ una critica che suona accattivante e apparentemente convincente, ma solo agli<br />
occhi dell’uomo della strada, al richiamo del senso comune. Una critica che non tenga<br />
conto degli studi scientifici del problema, del cammino che la conoscenza scientifica ha percorso. E’, ci si consenta, come negare gli antibiotici al malato di polmonite in nome degli indesiderati effetti gastro-intestinali che indubbiamente producono. Entrando, difatti, nel merito, non esiste alcun serio danno documentato, risultante da indagini longitudinali, conseguente alla frequentazione equilibrata di due abitazioni, ovvero della crescita ricevendo input seppure da modelli educativi non coerenti (anzi, tutto il contrario, come sopra si è detto). Se, invece, si sceglie di rimettere i principali compiti di educazione e cura ad un solo genitore sono innumerevoli gli studi scientificamente attendibili che attestano picchi di disagio minorile&#8230; omissis&#8230; Di notevole interesse il fatto che le positive osservazioni siano relative all’intero gruppo familiare, avendo potuto concludere che anche alle madri l’affidamento alternato reca vantaggi, riducendo i problemi di natura psicologica dei soggetti più giovani, legati ai sensi di colpa nei confronti dei figli, conseguenti alla separazione.</p>
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<p>L’idea, pertanto, del doppio domicilio, lungi dal dover essere considerata di potenziale pregiudizio per il minore deve essere vista come un fondamentale strumento di tutela ai fini di un corretto ed equilibrato sviluppo.<br />
Si può dunque concludere che nel bilancio complessivo nella salute del figlio certamente quindi per lui meno di sacrificio perdere un po’ di tempo a frequentare due case che non perdere la possibilità di avere un riferimento ad entrambi i genitori. Il che significa concludere a favore della soppressione della prassi della nomina di un “genitore collocatario”-.</p>
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<p>BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE</p>
<p>1) Nel nome dei Figli, www.nelnomedeifigli.it, Booksprint edizioni.</p>
<p>2) Battaglia M.,Pesenti Gritti P:,Medland S: et al., “A genetically informed study on the association between childhood separation anxiety, sensitivity to CO2, panic disorder and the effect of childhood parental loss”.Archives of general psychiatry, 06-01-2009.</p>
<p>3) Anna Sarkadi et al. “Fathers’ involvement and children’s developmental outcomes: a systematic review of longitudinal studies &#8211; Acta Paediatrica 2008, 97/2”</p>
<p>4) Opacka-Juffry et al.: “Experience of stress in childhood negatively correlates with plasma oxytocine concentration in adult men”. Stress-2012 jan, 15 (1), 1-10; Epub 2011 jun 19</p>
<p>5) Janice K. Kiecolt-Glaser et al: “Childhood adversity heightens the impact of later life care giving stress on telomere length and inflammation” Psychosomatic medicine 73: 16-22, 2011</p>
<p>6) Carol W. Metzler, et al. &#8220;The Social Context for Risky Sexual Behavior Among Adolescents,&#8221; Journal of Behavioral Medicine 17 (1994)</p>
<p>7) Terry E. Duncan, Susan C. Duncan and Hyman Hops, &#8220;The Effects of Family Cohesiveness and Peer Encouragement on the Development of Adolescent Alcohol Use: A Cohort-Sequential Approach to the Analysis of Longitudinal Data,&#8221; Journal of Studies on Alcohol 55 (1994).</p>
<p>8) U.S. Department of Health and Human Services, National Center for Health Statistics, Survey on Child Health, Washington, DC, 1993.</p>
<p>9) Goldstein et al: “Beyond the best interests of the child”. New York, Free Press, 1973. Kuehl (1989): “Against joint custody: a dissert to the general bull moose theory”. Roman et al.: “The case for joint custody”, Psychology today, p.96, 1978, September.</p>
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<p>10) Kuehl (1989): “Against joint custody: a dissert to the general bull moose theory”. Roman et al.: “The case for joint custody”, Psychology today, p.96, 1978, September.</p>
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<p>11) Roman et al.: “The case for joint custody”, Psychology today, p.96, 1978, September.</p>
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<p><img src="file:///page8image20736" alt="page8image20736" width="114.020000" height="0.600010" /></p>
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<p>12) Bender W.N. et al.: “Joint custody: the option of choice”, Journal of divorce &amp; remarriage, 21 (3-4), 115-131. 1994.</p>
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<p>13) R. Bauserman, “Child adjustment in joint-custody versus sole-custody arrangements: a meta analytic review”, Journal of Family Psychology 2002, vol. 16, N.1-91-102</p>
<p>14) Gunnoe M.L., Braver S.L. 2001: “The effect of joint legal custody on mothers, fathers and children, controlling for factors that predispose a sole maternal versus joint legal award”. Law and human behavior, 25; 25-43.</p>
<p>15) Vezzetti V.: “Il figlio di genitori separati”, rivista SIPPS, 3-4 2009.</p>
<p>16) Solint. L’enfant vulnérable, rètrospective. PUF Paris, 1980.</p>
<p>17) Jacquin-Fabre. Les parents, le divorce et l’enfant, EST Paris, di Guillaurme e Fugue.</p>
<p>18) Senato della Repubblica, documenti acquisiti nelle audizioni di ANFI per la discussione del DDL 957. Disponibili on line www.senato.it</p>
<p>19) Poussin G., Martin E.: “Conséquences de la séparation parentale chez l’enfant”, editore Eres,1999.</p>
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<p>20) Life Satisfaction Among Children in Different Family Structures: A Comparative Study of 36 Western Societies Children &amp; Society, Vol. 26, (2012) pp. 51–62</p>
<p>21)  J. Solomon e C. George (Development of attachment in separated and divorced families, in Psycology Selection, Attachment and Human Development, VoI. 1, No. 1. pp. 2-33, 1999)</p>
<p>22)  Beata Jablonska B.Sc Risk behaviours, victimisation and mental distress among adolescents in different family structure, Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology August 2007, Volume 42, Issue 8, pp 656-663</p>
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<p>23) William V. Fabricius e Jeffrey Hall, : “Young adults’s perspectives on divorce”, Università dell&#8217;Arizona, USA, Family And Conciliation Courts Review, 38 (4): 446-461, 2000</p>
<p>Fonte: http://www.figlipersempre.com/res/site39917/res633928_affidamento-condiviso.pdf</p>
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		<title>L&#8217;Udienza Presidenziale — di Vittorio Vezzetti</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2012 22:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[“Esistono giorni, nella vita di un uomo, che sono completamente diversi da tutti quelli che li hanno preceduti; e che sono capaci di dare, a quelli che seguiranno, una prospettiva completamente differente. Carlo si ricorderà per sempre quel giorno anomalo: &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/udienza-presidenziale-di-vittorio-vezzetti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/09/303915_2296439063490_1624527052_2203926_2034134661_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1202" title="303915_2296439063490_1624527052_2203926_2034134661_n" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/09/303915_2296439063490_1624527052_2203926_2034134661_n.jpg" alt="" width="356" height="504" /></a>“Esistono giorni, nella vita di un uomo, che sono completamente diversi da tutti quelli che li hanno preceduti; e che sono capaci di dare, a quelli che seguiranno, una prospettiva completamente differente.</p>
<p>Carlo si ricorderà per sempre quel giorno anomalo: l&#8217;acqua cadeva a catinelle, quasi tropicale. Un diluvio veramente insolito per la fine di novembre.</p>
<p>Parcheggiò la macchina ben lontano dal Tribunale, vicino al fiume tumultuoso, per non dover pagar la sosta; e poi, ombrello spiegato, si incamminò tra una goccia e l&#8217;altra verso il centro città.</p>
<p>“Speriamo che non tracimi”, pensò, percorrendo il ponte sulle acque plumbee, “se no, perdo anche la macchina”.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio.gif"><br />
</a>Di solito la separazione rappresenta la fine, dolorosa, di un qualcosa. Di un pezzo di vita; e così anche Carlo stava vivendo quel giorno. Senza neanche dei patemi eccessivi. Non sapeva e non poteva immaginare che, invece, quello sarebbe stato l&#8217;inizio di una vicenda di durata e intensità maggiori del vincolo che si andava a risolvere&#8230;  una vicenda che avrebbe segnato il futuro suo e quello di tante altre persone; che sarebbe corsa parallela alla sua vita. Come succede quando si è seduti in un treno e si corre fianco a fianco a un altro treno; che va nella tua stessa direzione; alla medesima velocità.</p>
<p>Era in anticipo clamoroso, come sempre, quindi si fermò sotto i portici di Corso Garibaldi ripetendo la lezione. Dieci minuti. Sì, dieci minuti. Così gli aveva detto Domenico. Aveva dieci minuti per spiegare la sua vita matrimoniale al Presidente del Tribunale. Dieci minuti per raccontare la sua storia.  Dieci minuti e non uno di più per raccontare un pezzo di vita. Allo scoccare del decimo minuto, infatti, il Presidente ti faceva accomodare fuori dall&#8217;ufficio.</p>
<p>Per questa ragione si era trovato per due o tre pomeriggi con Domenico che, ironia della sorte, aveva l&#8217;udienza presidenziale il giorno dopo di lui: si erano cronometrati a vicenda gli interventi in modo da vedere se sforavano i fatidici dieci minuti e se potevano essere più incisivi evitando di tralasciare momenti cruciali del matrimonio e del divorzio emotivo. A cui, come spesso succede, stava seguendo la separazione legale.</p>
<p>Prima di entrare in Tribunale Carlo, assorto nel ripasso, pestò involontariamente un escremento di cane: volle credere che gli avrebbe portato fortuna. Entrato e superato il metal detector, la sua attenzione fu colpita da un signore, piccolo e tozzo, fermo in un angolo. Dritto in piedi, con lo sguardo fisso e vestito in modo singolare (interamente di rosso) lo salutava con la mano.</p>
<p>Carlo non fece in tempo a soffermarvi la sua attenzione che trovò il proprio legale: l&#8217;avvocato Aquilani. Costui era anziano, alto, anzi, altissimo, e segaligno, col naso adunco. Un viso severo. Vestiva in modo impeccabile. Uno dei due o tre migliori matrimonialisti  della città. Una pietra miliare del Foro. Un rodomonte, dicevano.</p>
<p>A consigliarglielo era stato, per il tramite di un&#8217;amica comune, un anziano magistrato in pensione.</p>
<p>“Vedrai che arringhe&#8230;  un avvocato così grintoso non si trova facilmente&#8230;  e poi, che presenza&#8230; ”, le era stato detto; e così Mirella aveva riferito.</p>
<p>Salirono davanti all&#8217;ufficio del Presidente del Tribunale presso il quale erano stati convocati per le ore nove. Esattamente come altre venti coppie in separazione che annaspavano nella minuscola anticamera coi rispettivi legali&#8230;  E l&#8217;ufficio, ovviamente, era vuoto. Dopo mezz&#8217;ora arrivò il Presidente, il dottor  Piccolò, piccolo di nome e di fatto, che si fece facilmente strada fra la ressa di coppie che affollavano il corridoio.</p>
<p>Come il magistrato fu a portata di vista dell&#8217;avvocato Aquilani, questi, il rodomonte, si prostrò ai piedi del magistrato proferendo la frase: “Buongiorno Presidente, era abbastanza dolce il caffè? Sa, la macchinetta ieri era guasta&#8230; ”</p>
<p>Il Presidente non lo degnò di uno sguardo. Tra ombrelli e impermeabili gocciolanti Carlo, l&#8217;avvocato Aquilani, la moglie di Carlo e il di lei avvocato, la temibile dottoressa Laganà, attesero il turno con grande trepidazione. Carlo, quantunque alla soglia dei quarant&#8217;anni, mai aveva avuto a che fare coi Tribunali.</p>
<p>Cittadino probo, riteneva in ogni caso di non dover avere timore della giustizia italiana. Aveva forse commesso qualche reato?</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/images-4.jpeg"><img class="alignleft  title=" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/images-4.jpeg" alt="" width="259" height="194" /></a>Pensava di avere molte ragioni e riteneva che, col suo discorso logico e perfezionato sin nei minimi particolari, non ci sarebbe stato nessun problema a convincere una persona ragionevole della bontà della sua esposizione e dell&#8217;onestà delle sue richieste. Giunse alfine il suo turno. Qualcuno proferì il suo nome e lui entrò.</p>
<p>Si trovò da solo in un ufficio enorme, un po&#8217; disadorno, e di fronte a lui il giudice Piccolò. Di lato, seduta a una scrivania, la sua segretaria.</p>
<p>Fece appena in tempo a richiamare alla memoria il suo discorso, nove minuti e cinquantotto secondi, che il giudice gli chiese: “Nome?”</p>
<p>“Carlo Carlucci”.</p>
<p>“ Bene”, ribatté il magistrato, gentile ma fermo, “firmi e si accomodi pure fuori”.</p>
<p>“Eh no, signor Presidente”, disse Carlo, ”io son venuto qui per esporre cosa è successo alla mia vita; alla vita di mio figlio, l&#8217;unica ragione di esistere, per me;  mi ha detto l&#8217;avvocato che questo è l&#8217;unico momento della causa in cui posso parlare. Anzi, io ora ho il diritto di parlare. E non le ruberò molto tempo”.</p>
<p>“Ah”, sbottò il magistrato, “lei vuole parlare&#8230;  ha sentito segretaria? Questo vuole parlare. Anzi, ha addirittura il diritto di parlare. Siamo dovuti arrivare alla lettera C per trovare qualcuno che vanta diritti&#8230; Ma Carlucci, ha visto quanta gente c&#8217;è oggi lì fuori? E se tutti volessero parlare? Se lo è domandato che accadrebbe? Tribunale paralizzato. Ma dov&#8217;è il suo senso civico?”</p>
<p>Carlo restò muto e fermo, con gli occhi piantati in quelli del Presidente.</p>
<p>“Vabbé&#8230;  ascolti&#8230;  Carlucci&#8230;  se lei ha il diritto di parlare&#8230;  questo è il tempio del diritto&#8230;  per carità, si sieda e parli! Ma in fretta, senza dilungarsi&#8230;  che io il caffè questa mattina ancora non l&#8217;ho bevuto”.</p>
<p>Carlo iniziò&#8230;  senza prendere fiato snocciolò un racconto che a lui pareva struggente e convincente. A lui. Iniziò come un fiume in piena, perché sapeva che il tempo non sarebbe stato molto.</p>
<p>Iniziò a occhi chiusi, come a cercar la concentrazione assoluta. Dopo un minuto aprì gli occhi e si accorse di parlare a una scrivania vuota e a un muro bianco, dietro.</p>
<p>Il magistrato si era infatti allontanato e, senza prestare ascolto alle sue parole, sicuramente uguali a quelle di migliaia di altri coniugi sciagurati, si era messo a sistemare delle cartellette in un&#8217;ampia scaffalatura dall&#8217;altra parte della stanza. Tant&#8217;è che quando Carlo finì, nulla accadde. Il magistrato continuava imperterrito a posizionare cartellette.</p>
<p>“Ho finito, signor Presidente”, disse Carlo per due volte. La seconda a voce alta.</p>
<p>“Ah,bene, come si chiama?”, ribatté il giudice Piccolò.</p>
<p>“Carlo Carlucci”.</p>
<p>“Ottimo: firmi e si accomodi fuori”, concluse il giudice.</p>
<p>Uscito che fu dalla stanza, l&#8217;avvocato Aquilani gli si fece incontro sorridente: “Complimenti, lei deve essere riuscito a incantare il Presidente. Ho cronometrato.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio.gif"><img class="alignright" title="cop_vezzetti_vittorio" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio-219x300.gif" alt="" width="219" height="300" /></a>L&#8217;ha tenuta dentro quasi quindici minuti. Per la precisione quattordici minuti primi e quarantanove secondi. Risultato veramente straordinario. Non mi ricordo una presidenziale così lunga&#8230;  potrebbe -sottolineo il condizionale- trattarsi di una ordinanza fuori dagli schemi. Sarebbe anche ora! Pensi che in qualche grosso Tribunale metropolitano, rapportando il numero di coppie al tempo dedicato dal giudice nella mattinata, hanno calcolato che in media la presidenziale dura un minuto e ventotto secondi. E lei mi ha fatto addirittura un quattordici e quarantanove&#8230;  e in condizioni climatiche avverse. Se fosse un rodeo avrebbe già vinto”.</p>
<p>“Mi dica: come pensa che andrà, avvocato?”, domandò Carlo, un po&#8217; frastornato, mentre uno dei tanti legali presenti annuiva sorridendogli.</p>
<p>“Mah, la sua battaglia è difficile, inutile negarlo. Numeri alla mano le mamme in Italia hanno potere quasi assoluto sui figli. Però credo che se il buon giorno si vede dal mattino&#8230;  beh&#8230;  siamo partiti bene. Prevedo una bella battaglia; come il mitico scontro scacchistico Spassky-Fischer del 1972 a Reykiavik. Fra sette giorni vedremo cosa avrà deciso il Presidente”.</p>
<p>Dopo dieci giorni, però, nessuna ordinanza era stata depositata&#8230;  e neanche dopo quindici&#8230; e dopo venti…</p>
<p>“Ottimo segno”, commentò l&#8217;avvocato Aquilani. “Lei, caro Carlucci, con la sua dialettica deve essere riuscito a mettere in crisi il Presidente. Quattordici e quarantanove, non dimentichiamocelo. Forse non sa neanche più lui cosa decidere. Forse, beninteso”.</p>
<p>Ormai Natale si stava avvicinando.</p>
<p>Carlo da mesi non riusciva a vedere il bambino per il semplice fatto che, se si avvicinava alla casa, o non vi trovava nessuno o comunque nessuno gli apriva  la porta. A lui pareva incomprensibile ma altri gli avevano detto che il taglio dei contatti con la prole è la prima arma di pressione che adottano parecchi genitori, prevalentemente ma non esclusivamente mamme, all&#8217;inizio della causa.</p>
<p>L&#8217;avvocato Aquilani lo aveva dissuaso dal fare denunce: “Lasci perdere, Carlucci.</p>
<p>Il comportamento di sua moglie, per quanto moralmente discutibile, non ha nessun rilievo penale: è genitrice del bambino e non sta infrangendo nessuna disposizione del magistrato. Finché non arriva l&#8217;ordinanza che stabilisce gli orari di visita non c&#8217;è niente da fare: vige la legge della giungla e chi ha in mano il bambino vince. Si ricordi Carlucci: possesso è potere. Deve solo aspettare l&#8217;emissione dei provvedimenti. Sperando non duri troppo, questa attesa, se no di suo figlio non si ricorderà più nemmeno la faccia”.</p>
<p>Carlo, un po&#8217; inquietato, volle allora interpellare, per il tramite della solita amica Mirella, il vecchio magistrato Perrucci. Ormai in pensione, egli vantava una amplissima esperienza e si limitò a dire a Mirella, incredula: “Dì al tuo amico di rassegnarsi: quando la strada prende questa brutta piega il padre non vede più i figli. Tante volte mi è capitato nella mia professione: anche se c&#8217;è il provvedimento che stabilisce le visite, la mamma ci impiega un attimo a trovare una scusa per non ottemperarvi&#8230;  il mal di pancia, il dente che fa male, la scappata in farmacia o dal pediatra&#8230;  è così&#8230;  non c&#8217;è niente da fare&#8230;  e noi magistrati solitamente preferiamo non intervenire: chi si prende la responsabilità? Riferisci al tuo amico che si rassegni.  Come tanti altri prima di lui. E dopo di lui. Situazione senza speranza”.</p>
<p>Carlo quasi non credeva alle sue orecchie, quando sentì da Mirella il consiglio del giudice. Ma non per questo egli avrebbe cessato di combattere. Anzi, per lui la battaglia era solo all&#8217;inizio. E poi&#8230;  che ne poteva sapere, in fondo, un vecchio magistrato in pensione, ormai fuori dai giochi? Niente, per cui fece un esposto al Tribunale dei minori e spedì una lettera al Presidente del Tribunale per sollecitare l&#8217;emissione dei provvedimenti; all&#8217;insaputa del suo avvocato Aquilani.</p>
<p>Non gli era infatti mai capitato di trovarsi in una situazione del genere. Tutte le volte, poche per fortuna, che si era trovato nel bel mezzo di un disservizio o di una disfunzione di un ufficio pubblico, Carlo aveva sempre saputo cosa fare: aveva scritto diligentemente una raccomandata con ricevuta di ritorno al Responsabile del Servizio. Questi aveva trenta giorni di tempo, a termini di legge, per rispondere. Una volta gli rispose, telefonicamente, addirittura il Direttore Generale dell&#8217;ASL. Qui, però, la situazione gli sembrava differente. Nessuno era tenuto a rispondere. Il magistrato può, in totale autonomia e indipendenza, secondo la sua sensibilità, imprevedibile, decidere se rispondere o non rispondere. E quasi sempre non risponde. Si era trovato, Carlo, per la prima volta nella sua vita, di fronte a una imperscrutabilità assoluta del sistema. Una sorta di Sibilla Cumana. Una parete di vetro oscurato: dalla quale loro potevano vederti mentre tu non sapevi cosa si facesse al di là; anche se sicuramente si poteva ipotizzare che, al di là del vetro, avessero cose più importanti che occuparsi di tuo figlio. E di tanti, troppi figli come il tuo. Ormai Natale incombeva&#8230;  da lì nacque l&#8217;idea, per l&#8217;ancora <a href="http://www.booksprintedizioni.it/public/autori/foto_vittorio_vezzetti.jpg"><img class="alignright" src="http://www.booksprintedizioni.it/public/autori/foto_vittorio_vezzetti.jpg" alt="" width="152" height="188" /></a>ingenuo Carlo, della lettera a Babbo Natale spedita direttamente al Presidente del Tribunale. Avrebbe ottenuto, quest&#8217;arma anticonvenzionale, impropria, frutto della disperazione, qualche risultato?”</p>
<p><em>Capitolo primo del libro-romanzo “<a href="http://www.booksprintedizioni.it/libroDett.asp?id=142">Nel nome dei figli</a></em><em>” di Vittorio Vezzetti; edizioni BookSprint</em></p>
Number of View :3943<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/udienza-presidenziale-di-vittorio-vezzetti/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il divorzio triplica il rischio di ictus</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 18:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli uomini che hanno genitori separati hanno più probabilità di essere colpiti da ictus. Un rischio tre volte superiore rispetto a chi appartiene a famiglie “intatte”. E’ quanto emerge da uno studio realizzato dall’Università di Toronto, che ha messo in luce come questo &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/divorzio-ictus/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli uomini che hanno <strong>genitori separati</strong> hanno più probabilità di essere colpiti da <strong>ictus</strong>. Un rischio tre volte superiore rispetto a chi appartiene a famiglie “intatte”. E’ quanto emerge da uno studio realizzato dall’<a href="http://www.news.utoronto.ca/parental-divorce-linked-stroke-males" target="_blank">Università di Toronto</a>, che ha messo in luce come questo pericolo minaccia chi ha sofferto il trauma del <strong>divorzio</strong> genitoriale prima di aver compiuto 18 anni. Da notare però, che riguarda solo i maschi. <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/02/images.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1609" title="images" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/02/images.jpeg" alt="" width="259" height="194" /></a>Mentre, per le donne non è stata riscontrata nessuna differenza.</p>
<p>I ricercatori non sono stati in grado di dire con certezza quali siano le cause di questo fenomeno, ma una spiegazione potrebbe essere trovata nella regolazione corporea del <strong>cortisolo</strong>, un ormone associato con lo <strong>stress</strong>: è possibile che aver subito lo stress da divorzio cambi il modo in cui i ragazzi reagiscono allo stess per il resto della loro vita.</p>
<p>http://www.west-info.eu/it/dopo-il-divorzio-arriva-lictus</p>
<p>http://www.news.utoronto.ca/parental-divorce-linked-stroke-males</p>
Number of View :1078<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/divorzio-ictus/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cade un mito della Psicologia forense: l&#8217;affidamento alternato fa bene ai figli dei separati</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 13:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[affidamento alternato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia forense]]></category>

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		<description><![CDATA[Un avamposto importante conquistato nel nome dei figli. Un evento molto importante, quasi di portata epocale, si è verificato nell&#8217;ambito delle audizioni della Commissione Giustizia del Senato relative al DDL 957 per la riforma dell&#8217;affido condiviso. Il Collegio Nazionale degli &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cade-un-mito-della-psicologia-forense-laffidamento-alternato-fa-bene-ai-figli-dei-separati/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>U</strong>n avamposto importante conquistato nel nome dei figli.</p>
<p><strong>U</strong>n evento molto importante, quasi di portata epocale, si è verificato nell&#8217;ambito delle audizioni della Commissione Giustizia del Senato relative al DDL 957 per la riforma dell&#8217;affido condiviso.</p>
<p><strong>I</strong>l Collegio Nazionale degli Ordini degli Psicologi ha infatti depositato un <strong><a href="http://www.comunicazionedigenere.net/2011/12/06/lordine-nazionale-degli-psicologi-favorevole-ai-ddl-957-e-2454-affido-condiviso-vero/" target="_blank">documento innovativo</a></strong> nel quale esprime un parere assolutamente positivo nei confronti delle cure paritetiche e dell&#8217;affido alternato.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/12/bimbi-cinesi.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1426" title="bimbi-cinesi" alt="" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/12/bimbi-cinesi.jpeg" width="448" height="301" /></a><strong>I</strong>l documento cita innanzitutto due importanti ricerche, ovviamente estere dato che in Italia l&#8217;affido alternato non è mai stato utilizzato su larga scala. Queste hanno evidenziato non solo una sostanziale innocuità ma addirittura importanti benefici sui minori derivanti dalla custodia alternata.</p>
<p><strong>C</strong>ade così, di fronte alle più autorevoli acquisizioni scientifiche, un primo paradigma ideologico dietro al quale la nostra magistratura (seguita da tanta avvocatura) si è trincerata da decenni: “l&#8217;affido alternato è nocivo, è destabilizzante”.<br />
Chissà cosa diranno ora il Prof. Carlo Rimini, la Prof.ssa Ferrando, il Sottosegretario Casellati, l&#8217;Associazione italiana dei Magistrati per i Minorenni e la Famiglia, l&#8217;avvocato Gassani, le Camere Minorili Penali, l&#8217;Organismo Unitario dell&#8217;Avvocatura, l&#8217;AIAF che, spingendosi su un terreno scientifico a loro non congeniale, ultimamente si erano espresse contro l&#8217;alternanza.</p>
<p><strong>I</strong>l dramma derivante dalla grossa difficoltà con cui il magistrato medio italiano (dotato giuridicamente ma a differenza del collega anglosassone spesso digiuno di basi e mentalità scientifica) tende ad acquisire nel proprio lavoro le informazioni provenienti dai laboratori e dagli operatori scientifici non è nuova: i “geni della violenza” sono arrivati come motivo di attenuante in un Tribunale italiano 15 anni dopo l&#8217;esordio statunitense e il test del DNA oltre 4 anni dopo l&#8217;esordio britannico.</p>
<p><strong></strong>Il Collegio Nazionale cita poi, a supporto della necessità di un coinvolgimento paterno promosso anche dalle leggi, uno straordinario studio epidemiologico pubblicato nel 2007 sulla rivista degli Acta Pediatrica e già divulgato da Vittorio Vezzetti nel 2009 sulla prestigiosa Rivista della Società italiana di pediatria preventiva e sociale. Qui il contributo paterno, concettualizzato come Tempo di coabitazione, Impegno e Responsabilità ha dimostrato con validazione statistica (nella rivisitazione di 24 studi longitudinali svolti in 4 Continenti) di  essere in grado di ridurre i problemi psicologici nelle giovani donne, di ridurre il disagio comportamentale e la delinquenza nei ragazzi, di migliorare lo status economico dei minori, di migliorare lo sviluppo cognitivo.</p>
<p><strong>C</strong>ade così un altro mito della Psicologia forense espresso dalla frase “quello che conta non è la quantità ma la qualità”, dietro alla quale CTU e magistrati si sono spesso nascosti al momento di definire diritti di visita di poche ore al mese. Invece la ricerca medica internazionale ha studiato e definito l&#8217;importanza della variabile Tempo (quindi la quantità) smentendo il vetusto assioma. Anche perchè è difficile fornire buona qualità se si ha a disposizione una quantità di tempo spesso ridicola e in condizioni ostili.</p>
<p><strong>C</strong>on buona pace della maggior parte degli operatori del Diritto il Collegio Nazionale degli Psicologi ha fornito un parere chiaro e scientificamente inoppugnabile sui benefici dell&#8217;alternato e delle cure paritetiche. Dietro a cosa si nasconderanno ora i nostri amici magistrati per continuare a emettere i soliti provvedimenti sbilanciati che finio a luglio campeggiavano su un facsimile di proposta suggerito dal sito del Ministero della Giustizia?</p>
<p>[vv]</p>
<p>Leggi anche <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/comunicazionedigenere/lordine-nazionale-degli-psicologi-favorevole-ai-ddl-957-e-2454-affido-condiviso-vero/" target="_blank">L’Ordine Nazionale degli Psicologi favorevole al vero affido condiviso</a></p>
Number of View :8006<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cade-un-mito-della-psicologia-forense-laffidamento-alternato-fa-bene-ai-figli-dei-separati/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>USA, mamma picchia ed abbandona i figli: no gravidanze fino al 2025</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 07:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Bigenitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Era stata condannata a 4 anni,  a piede libero, per aver picchiato a cinghiate in faccia un figlio di sei anni, rimasto con lei. Siamo negli USA, paese del femminismo, dei bambini privati dei loro papà ed affidate a &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/usa-mamma-picchia-ed-abbandona-i-figli-no-gravidanze-fino-al-2025/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2013/01/article-2254924-16B2235C000005DC-337_634x703.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2411" title="article-2254924-16B2235C000005DC-337_634x703" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2013/01/article-2254924-16B2235C000005DC-337_634x703-270x300.jpg" alt="" width="270" height="300" /></a>Era stata condannata a 4 anni,  a piede libero, per aver picchiato a cinghiate in faccia un figlio di sei anni, rimasto con lei.</p>
<p>Siamo negli USA, paese del femminismo, dei bambini privati dei loro papà ed affidate a madri single violente assistite dallo Stato.</p>
<p>Per l&#8217;ennesima volta, ha abbandonato i 4 figli nella stanza di un albergo.</p>
<p>Dopo l&#8217;intervento della polizia, la madre &#8220;sconsiderata&#8221; ha acconsentito a non avere più figli sino al 2025 piuttosto che passare quattro anni in carcere.</p>
<p>Alla fine la corte di Bartow ha optato per una condanna &#8220;opzionale&#8221;. Kimberly Lightsey, già madre di quattro figli, era stata arrestata pochi giorni prima per aver lasciato i bambini, di età compresa fra uno e undici anni, in una stanza d’albergo per una notte intera per andare a divertirsi a una festa. Ad avvisare la polizia sono stati i vicini di stanza dopo che hanno avvertito uno dei quattro bambini che soffre di epilessia e necessita di cure costanti. Essendo già stata condannata nel 2009 ad un periodo dilibertà vigilata per abusi su minori, la Lightley non incorrerà soltanto nel divieto di avere altri figli, ma subirà due anni di arresti domiciliari e, ovviamente, non potrà vedere i figli che saranno affidati ai parenti, nella speranza che, almeno loro, sappiano prendersene cura.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2013/01/2012.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2412" title="2012" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2013/01/2012-300x246.jpg" alt="" width="300" height="246" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:</p>
<p>http://www.ilgiornale.it/news/esteri/usa-mamma-abbandona-i-figli-no-gravidanze-fino-2025-870130.html</p>
<p>http://www.dailymail.co.uk/news/article-2254924/Mother-Florida-abandoned-children-hotel-room-banned-having-babies.html</p>
Number of View :521<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/usa-mamma-picchia-ed-abbandona-i-figli-no-gravidanze-fino-al-2025/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Madre condannata preventivamente. Dovrà pagare ogni volta che non rispetterà l’affidamento condiviso</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 14:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; la prima volta che viene stabilita da un Tribunale Italiano la condanna preventiva per ogni futuro inadempimento della madre al diritto di visita del padre a favore del figlio, prevedendo una multa che la donna dovrà versare all&#8217;ex marito. &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/madre-condannata-preventivamente-dovra-pagare-ogni-volta-che-non-rispettera-laffidamento-condiviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/01/borsa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1592" title="borsa" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/01/borsa-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>E&#8217; la prima volta che viene stabilita da un Tribunale Italiano la condanna preventiva per ogni futuro inadempimento della madre al diritto di visita del padre a favore del figlio, prevedendo una multa che la donna dovrà versare all&#8217;ex marito. Il <strong>tribunale di Firenze</strong>, con una decisione destinata a fare da apripista per altri casi similari ha stabilito che tutte le volte che non farà andare – come già accaduto in passato &#8211; il figlio in classe quando tocca al padre andarlo a prendere a scuola, dovrà pagare una multa che il giudice ha prestabilito di 50 euro, somma che la madre dovrà consegnare all’ex marito.</p>
<p>La storia, come spesso accade, nasce da un conflitto tra ex che si contendono un figlio che all’epoca dell’inizio della controversia legale aveva solo dieci anni. L’accusa dell’uomo nei confronti della donna è di non aver mandato il ragazzo a scuola nei giorni nei quali doveva essere proprio il padre ad andarlo a prendere. “Il bambino non voleva” si è giustificata la madre. Ma, secondo il giudice, questo atteggiamento non è né giustificabile né educativo nei confronti di un bimbo che frequenta ancora la scuola elementare. Le giornate di assenza ingiustificata dal banco scolastico sono l&#8217;escamotage che la madre aveva trovato per non mandare il figlio dal padre, nei giorni che il bambino doveva stare con lui.</p>
<p>Il tribunale la accusa in generale anche di compromettere in maniera colpevole il rapporto tra figlio e padre, ledendo il diritto del ragazzo di avere un rapporto equilibrato col genitore. “La madre – è scritto nel provvedimento – deve adoperarsi perché il ragazzo veda il padre, incoraggiandolo in tal senso”. A niente servono le giustificazioni sulla presunta mancata volontà del bimbo di frequentare il genitore. “Non posso portarlo di peso dal padre” si è difesa la donna. Non è vero, replica il giudice: la signora “deve adoperarsi attivamente incoraggiandolo in tal senso e magari anche minacciandolo di una qualche punizione in caso contrario” anche perché, secondo il tribunale, l&#8217;ostilità nasce proprio dal malanimo che la madre trasmette al figlio nei confronti del padre. Il rapporto con il padre è un diritto, ma anche un dovere. Per la madre come per il figlio.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/01/do-condiviso-dei-figli-0.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1593" title="do-condiviso-dei-figli-0" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/01/do-condiviso-dei-figli-0-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a>Così è arrivata la condanna preventiva. Fa eccezione, naturalmente, l’assenza da scuola per reali motivi di salute del giovane che dovranno essere certificati, ma &#8211; per evitare furbate &#8211; non dal pediatra scelto dalla madre, ma scelto di comune accordo tra i due genitori. &#8220;Indipendentemente dal caso concreto che è molto complicato – spiega l’avvocato Iacopo Tozzi di Firenze, difensore del padre &#8211; finalmente siamo riusciti a far applicare la legge a tutela dei diritti dei figli e dei genitori nella sua massima espressione: non solo si mira a condannare condotte passate, ma in particolare (e qui sta la novità) si prevedono anche sanzioni per cattive condotte future, in modo davvero da dissuadere il genitore inadempiente dal perseverare e continuare anche nel futuro le violazioni, senza che sia necessario ogni volta ricorrere dal giudice, evitando quindi anche il moltiplicarsi dei giudizi che ingolfano la giustizia e rallentano i tempi dei processi. Sono molto soddisfatto che il giudice abbia accolto la nostra tesi, che certamente garantirà, da un lato, maggiore tutela; dall&#8217;altro lato, una forte diminuzione dei procedimenti giudiziali. Il provvedimento del giudice sarà un precedente che colloca giustamente la nostra legge tra quelle più evolute a livello europeo nella tutela dei minori e dei genitori&#8221;.</p>
<p>http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b1.11.12.18.08</p>
Number of View :5202<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/madre-condannata-preventivamente-dovra-pagare-ogni-volta-che-non-rispettera-laffidamento-condiviso/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Bambina sopravvive a 4 anni di affido presso madre disturbata</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambina-sopravvive-a-4-anni-di-affido-presso-madre-disturbata/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 19:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia solo il 3% dei bambini vengono affidati ai loro papà, di fronte a quasi un 6% di madri con seri problemi psichici.  Per capire cosa significa questa statistica il dott. Vezzetti ci racconta il caso della figlia dei coniugi &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambina-sopravvive-a-4-anni-di-affido-presso-madre-disturbata/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia solo il 3% dei bambini vengono affidati ai loro papà, di fronte a quasi un 6% di madri con seri problemi psichici.  Per capire cosa significa questa statistica il dott. Vezzetti ci racconta il caso della figlia dei coniugi G.</p>
<p>Con il parto la madre cade in depressione e dopo due anni è ormai completamente fuori di senno.  I genitori si separano ed il giudice le affida la bambina.  <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio-219x3001.gif"><img class="alignright size-full wp-image-612" title="cop_vezzetti_vittorio-219x300" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio-219x3001.gif" alt="" width="219" height="300" /></a>Il padre riesce ad ottenere una perizia psichiatrica, che stabilisce che la madre è affetta da disturbo con importante componente paranoide e possibilità di atti violenti auto-etero diretti.</p>
<p>Il giudice, peritus peritorum, invece di subito proteggere la bambina dispone nuovi accertamenti.  Anche il secondo psichiatra formula una diagnosi molto negativa, ed intanto sono passati 3 anni.</p>
<p>Il giudice, peritus peritorum, invece di proteggere la bambina, richiede una terza perizia, e nuovamente viene confermata la gravità della situazione e proposto l&#8217;affidamento al padre.  A questo punto la bambina fa la seconda elementare, ha l&#8217;insegnante di sostegno, va due volte la settimana dallo psicologo ed una dallo psicomotrista. Soffre di ambliopia all&#8217;occhio destro ma la madre paranoide ha l&#8217;affido esclusivo e non la fa seguire dall&#8217;oculista.</p>
<p>Secondo la pratica dei tribunali italici i bambini con meno di sei anni stanno con le madri.  Solo a sei anni e mezzo la bambina — ormai ritardata, mezza cieca, gravemente compromessa — viene finalmente affidata al suo papà.</p>
<p>Che appena sa che il calvario è finito scoppia a piangere di gioia come un bambino.</p>
<p>[Fonte: “Nel nome dei figli”, Book Sprint Ed., pag. 307, 312, 405]</p>
Number of View :3961<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambina-sopravvive-a-4-anni-di-affido-presso-madre-disturbata/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Grande adesione alla manifestazione per la bi-genitorialità</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 22:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 5 ottobre 2011 si è tenuta a Roma, piazza Montecitorio, la prima manifestazione per il diritto dei bambini ai loro genitori. La manifestazione, promossa dal Movimento Femminile per la Parità Genitoriale, ha unito la protesta dei padri separati, vittime dirette &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/grande-adesione-alla-manifestazione-per-la-bi-genitorialita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il 5 ottobre 2011 si è tenuta a Roma, piazza Montecitorio, la prima manifestazione per il diritto dei bambini ai loro genitori.</p>
<p style="text-align: left;">La manifestazione, promossa dal Movimento Femminile per la Parità Genitoriale, ha unito la protesta dei padri separati, vittime dirette insieme ai loro figli dell&#8217;attuale sistema, con quella delle nonne, dei nonni, delle mamme alle quali sono state sottratte i figli (con motivazioni futili), delle nuove compagne dei genitori separati e dei loro figli oggi adulti.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/grande-adesione-alla-manifestazione-per-la-bi-genitorialita/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/Y46fNIx-esM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p style="text-align: left;"> In virtù di tale impostazione, riassunta dallo slogan lo slogan “no al femminismo, no al maschilismo, sì al figlismo”, la manifestazione ha per la prima volta riscosso una grande adesione: centinaia di persone nonostante il giorno infrasettimanale, i deputati e senatori  Rita Bernardini, Alessandra Gallone, Antonio Guidi, Franco Cardiello, Giovanna Melandri ed il vice-presidente della Camera, Rocco Buttiglione, che si è intrattenuto a dialogare con i partecipanti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1218" title="m1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m2.jpg" alt="" width="1554" height="488" /></a></p>
<p>Nonostante il tema caldo ed i toni accesi la manifestazione è stata civile e pacifica.</p>
<p>Numerosi partecipanti hanno pubblicamente denunciato l&#8217;incredibile sostanziale disapplicazione della legge 54 del 2006 sull&#8217;affido condiviso (ridotto ad essere una etichetta che nasconde il vecchio affido esclusivo) da parte di alcuni giudici che dovrebbero far rispettare le leggi, e le conseguenze devastanti che tale situazione di illegalità ha oggi per centinaia di migliaia di bambini.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/grande-adesione-alla-manifestazione-per-la-bi-genitorialita/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/Lj2gxM-lcJI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m1.jpg"><img title="m1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m1.jpg" alt="" width="652" height="205" /></a></p>
<p style="text-align: left;">I politici hanno espresso il loro impegno a favore della riforma dell&#8217;affido condiviso, ricordando che la legge del 2006 venne democraticamente approvata a grande maggioranza e che la responsabilità civile dei magistrati sarebbe già stata sancita, dopo il caso Tortora, da un referendum approvato nel 1987 dall&#8217;80% dei votanti, ma rimasto disatteso.<br />
<a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1218" title="m1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m3.jpg" alt="" width="1554" height="488" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1218" title="m1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m5.jpg" alt="" width="1554" height="488" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Vari partecipanti hanno denunciato il sistema delle false accuse (stimate ad essere oramai l&#8217;80% del totale delle denunce presentate nel contesto di separazioni), ovvero la tecnica di sottrarre i figli garantendosi l&#8217;impunità inventando calunnie il più possibile enormi contro l&#8217;altro genitore nella speranza che un po&#8217;di fango si attacchi, ed approfittando del tempo guadagnato per alienare i figli confidando che giudici disattenti non avranno il coraggio di tutelarli.   Esistono casi incredibili di bambini abbandonati presso genitori che li ha coinvolti in false accuse di pedofilia.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1218" title="m1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m6.jpg" alt="" width="1554" height="488" /></a></p>
<p>Il Maresciallo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=I7ugDc-VnG4&amp;feature=player_embedded">Fabrizio Adornato</a> ha detto di credere nella legge e nella giustizia ed ha invitato ad avere il coraggio di denunciare anche gli abusi compiuti da alcuni magistrati, nella speranza che le denunce vengano finalmente ascoltate se abbastanza numerose.  Il Maresciallo fa sapere che propri errori professionali li avrebbe pesantemente pagati, e pretende non di avere ragione, ma che quello che egli ha denunciato venga verificato dal CSM.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1218" title="m1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m1.jpg" alt="" width="1554" height="488" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1218" title="m1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m7.jpg" alt="" width="1554" height="488" /></a></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;onorevole Rocco Buttiglione ha promesso di attivarsi per chiedere una commissione parlamentare di inchiesta, e suggerito come soluzione più efficace nell&#8217;immediato di interessare gli organi di auto-controllo della magistratura.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m8.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1218" title="m1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/10/m8.jpg" alt="" width="1554" height="488" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Gli interventi verrano trasmessi su Radio Radicale.</p>
<p style="text-align: left;">Antonella Flati, ideatrice della manifestazione, ha letto il documento ufficiale:</p>
<p align="center"><strong>LA BIGENITORIALITA’ SALVA LE FAMIGLIE</strong></p>
<p align="center"><strong>Genitori uniti contro la malagiustizia</strong></p>
<p align="center"><em>Mamme e papà, nonne e nonni, movimenti e cittadini, mondo accademico </em><em>e associazioni forensi per protestare contro la malagiustizia familiare dei tribunali civili</em></p>
<p align="center"><strong>Manifestazione nazionale a Roma, piazza Montecitorio<br />
</strong><strong>Mercoledì 5 ottobre, ore 13 &#8211; 18</strong></p>
<p>Oggi in Italia centinaia di migliaia di bambini, mamme, papà, nonne e nonni, vengono separati di fatto dai loro affetti più cari a causa di una applicazione distorta della normativa vigente e dei gravi pregiudizi che inquinano tribunali ed  operatori socio-giudiziari. Il risultato di queste prassi è sotto gli occhi di tutti:</p>
<p>&#8211; 950.000 genitori separati che possono vedere i figli soltanto poche ore a settimana,</p>
<p>&#8211; 150.000 mamme o papà che hanno perso ogni contatto con i propri bambini,</p>
<p>&#8211; 32.000 bambini tolti ai genitori e collocati in case famiglia, spesso con motivazioni risibili</p>
<p>&#8211; 100 omicidi/suicidi ogni anno causati da un sistema che esaspera la conflittualità.</p>
<p>Il disagio sociale generato dalle separazioni, dall’impoverimento dei soggetti coinvolti, dalla contesa dei figli e dagli attriti che ne derivano richiede misure efficaci, urgenti, concrete. I partecipanti alla manifestazione nazionale del 5 Ottobre 2011 “La Bigenitorialità salva le famiglie. Genitori uniti contro la malagiustizia” comunicano alle Istituzioni di chiedere:</p>
<ul>
<li>l&#8217;abolizione delle competenze civili dei tribunali minorili;</li>
<li>la costituzione di un Tribunale specializzato in materia di Famiglia, con alta formazione dei suoi operatori, per evitare la parcellizzazione fra giudici ordinari, minorili, onorari e tutelari.</li>
<li>la concreta applicazione dell’affido condiviso, rispettando il dettato del Legislatore, il voto del Parlamento e la volontà popolare e non le resistenze di chi non riesce ad abbandonare il solco dell’affido esclusivo.</li>
<li>l&#8217;adeguamento della normativa sulla responsabilità civile dei magistrati, nel senso di una diretta e concreta punibilità in caso di negazione di giustizia, con o senza dolo e/o colpa grave;</li>
<li>un concreto ridimensionamento del ruolo e dei poteri dei servizi sociali;</li>
<li>la garanzia del Diritto alla difesa, attraverso la videoregistrazione delle audizioni dei componenti delle famiglie prese in carico;</li>
<li>SEMPRE il contraddittorio tra genitori in ogni sede giudiziaria, non consentendo MAI l’assunzione di decisioni “inaudita altera parte” in materia di affidamento dei figli;</li>
<li>il riconoscimento dell&#8217;incompatibilità tra il ruolo di CTU e quello di CTP;</li>
<li>una effettiva turnazione per la nomina dei CTU, venga effettuata all&#8217;interno dell&#8217;elenco di operatori disponibile in ogni tribunale, e che tale elenco sia facilmente accessibile al pubblico;</li>
<li>la necessità di accordi concepiti in un contesto privo di attriti, pertanto riconoscere la legittimità dei patti pre-matrimoniali;</li>
<li>la riforma del Gratuito Patrocinio, rendendolo accessibile in base al reddito disponibile dei richiedenti, e non più in base al reddito nominale  ;</li>
<li>la riduzione dei tempi che attualmente intercorrono tra separazione e cessazione degli effetti civili del matrimonio attraverso la riforma della legge L. n. 898/1970 (c.d. legge sul divorzio), per consentire a coloro che vogliano lo scioglimento del vincolo coniugale di potervi accedere direttamente senza l’obbligo della separazione legale.</li>
</ul>
Number of View :2611<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/grande-adesione-alla-manifestazione-per-la-bi-genitorialita/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>“Nel nome dei Figli” testo cult sulla giustizia familiare, finalmente richiesto da case editrici a distribuzione nazionale</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/%e2%80%9cnel-nome-dei-figli%e2%80%9d-testo-cult-sulla-giustizia-familiare-finalmente-richiesto-da-case-editrici-a-distribuzione-nazionale/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 06:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringraziamo l&#8217;autore dott. Vittorio Vezzetti per aver consentito a questo sito la pubblicazione di alcuni brevi capitoli: Chi ha ucciso il padre del piccolo Paul? L’Udienza Presidenziale La violenza sulle madri‏ E congratulazioni!  Ormai superate le 4000 copie malgrado la &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/%e2%80%9cnel-nome-dei-figli%e2%80%9d-testo-cult-sulla-giustizia-familiare-finalmente-richiesto-da-case-editrici-a-distribuzione-nazionale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio-219x3001.gif"><img class="alignright size-full wp-image-612" title="cop_vezzetti_vittorio-219x300" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio-219x3001.gif" alt="" /></a>Ringraziamo l&#8217;autore dott. Vittorio Vezzetti per aver consentito a questo sito la pubblicazione di alcuni brevi capitoli:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/chi-ha-ucciso-il-padre-del-piccolo-paul/">Chi ha ucciso il padre del piccolo Paul?</a></li>
<li><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/udienza-presidenziale-di-vittorio-vezzetti/">L’Udienza Presidenziale</a></li>
<li><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/la-violenza-sulle-madri%E2%80%8F-—-di-vittorio-vezzetti/">La violenza sulle madri‏ </a></li>
</ul>
<p>E congratulazioni!  Ormai superate le 4000 copie malgrado la diffusione semiclandestina, sono iniziate a pervenire richieste da nuove case editrici a distribuzione nazionale.</p>
<p>I commenti dei lettori:</p>
<p>Leggendo questo libro straordinario pensavo molto di piu&#8217; alla situazione difficile dei miei genitori,della loro storia infelice.Una storia che forse non volevo capire. Vedo le cose in un modo diverso,da un altro punto di vista.Capisco di piu&#8217; Il terribile sistema giuridico,che funziona cosi&#8217; non solo in Italia ma anche nel mio paese (la Macedonia).Per me l&#8217;importanza della figura del padre e&#8217; piu&#8217; chiara. Ho vissuto con una ignoranza,ma con questo libro ho cominciato pian piano a distruggerla.Un grandissimo ringraziamento allo scrittore per avermi aperto gli occhi!</p>
<p><strong>[03/08/2011]</strong></p>
<p><strong>Maria</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Voglio dirle che ho letto il suo libro ed è semplicemente incredibile. Non posso che accodarmi agli elogi di chi mi ha preceduta. Poesia ed emozioni vanno a braccetto con i contenuti sostanziosi del testo. Bravo! Fra tanti libriccini un vero libro.</p>
<p><strong>[22/06/2011]</strong></p>
<p><strong>Mariangela</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho letto e riletto questo libro e anche in seconda lettura l&#8217;ho trovato stupefacente..sempre carico di emozioni , di richiami che hanno risvegliato i miei ricordi per studi passati. Ogni citazione e&#8217; stata riportata quasi fosse il romanzo stesso a richiamarla..sono un&#8217;insegnante delle scuole medie e non sono per ma fortuna coinvolta in vicende di separazione&#8230;ma questo è un libro che dovrebbe entrare nella scuola come manuale per il corpo docente..un grazie all&#8217;autore.Prof.ssa Mariangela</p>
<p><strong>[14/06/2011]</strong></p>
<p><strong>Gio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il buon Antonio Gramsci, molti anni fa diceva che DIRE LA VERITA&#8217; è RIVOLUZIONARIO. Ebbene questo librò è rivoluzionario perchè toglie il coperchio su una rete di complicità fra classe politica, magistratura, avvocati e psicologi. La lettura è coinvolgente ed appassionante, questo libro fa paura al SISTEMA di POTERE dominante. Diffondendolo e facendolo conoscere romperemo un muro di silenzio e faremo non una piccola ma una GRANDE RIVOLUZIONE.</p>
<p><strong>[13/06/2011]</strong></p>
<p><strong>VIC</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Caro Vittorio, ho iniziato la lettura del libro senza sapere come avresti trattato questi argomenti tanto sensibili all&#8217;interno di un romanzo. Poi, solo dopo righe, il libro mi ha tirato dentro prendendomi per il bavero e ad un certo punto non capivo se stavo leggendo un saggio od ancora un romanzo. Bravo, mi hai portato dentro e fuori dai tribunali con una sensibilità degna di una mamma e con la protezione forte di un papà.</li>
<li> Non ho avuto mai paura, sapevo che eri lì in ogni riga. Dovrebbe essere riscritto sotto forma di favola per spaventare i nostri figli in modo che non si avvicinino mai ai Tribunali, come con la favola di Cappuccetto Rosso che serviva a tenere lontano i nostri figli dai boschi e dai lupi. Solo che in questo caso non esiste il buon Cacciatore che salvava Cappuccetto Rosso e Nonna. Grazie! &#8211; PS: Ma che ne è stato di quei nonni che hanno perso la loro casa comprata con anni di sacrificio? Potranno mai riavere quella loro casa? Non farmi aspettare un nuovo libro per sapere le loro tristi sorti.</li>
</ul>
<p><strong>[20/04/2011]</strong></p>
<p><strong>Laura</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le volevo dire che ho letto il suo incredibile libro.</p>
<p>E&#8217; bellissimo, è semplicemente strepitoso, io lo definirei come una bomba ad orologeria, che spero riesca al più presto a far scoppiare le coscienze di ogni autorità;</p>
<p>e&#8217; un mix di poesia, cronaca, e thriller.</p>
<p>Mi ha affascinata con la sua poesia, e mi ha, altresì intrigato ed emozionato, tra le altre, la storia del Signor Cusumano nel capitolo de &#8220;il Testimone&#8221;.</p>
<p>A me, ha fatto piangere in particolare la storia del Signor Monetti, nel capitolo degli animali domestici.</p>
<p>E poi ho pianto alla fine subito dopo averlo terminato, per via del suo finale thriller.</p>
<p>Secondo me il suo libro è un&#8217;opera di altissimo spessore poetico, ironico, di narrazione realistica , di tecnicità giuridica,</p>
<p>nonchè un bellissimo ed inaspettato thriller.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>[24/03/2011]</strong></p>
<p><strong>Laura</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un&#8217;analisi lucida di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Tanti brevi capitoli che riescono a scansionare la società italiana e l&#8217;animo umano a profondità impensabili. Ho iniziato la lettura con un scetticismo aprioristico ma mi son dovuto ricredere in fretta. E&#8217; un libro da leggere.</p>
<p><strong>[03/03/2011]</strong></p>
<p><strong>Cri Cri</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Caro Vittorio,</p>
<p>ti giunga il mio più caloroso ringraziamento per quanto hai fatto e quanto stai facendo per tutti &#8220;Noi&#8221; Separati e soprattutto per i nostri &#8220;Figli&#8221;.</p>
<p>Il libro è STRA-ORDINARIO!</p>
<p>Personalmente, nel mio piccolo provvederò ad acquistarne diverse copie per recapitarle a Giudici della 1^ Sezione Civile di Napoli; ad Avvocati e Psicologi del Capoluogo Campano.</p>
<p>Di fronte alla realtà, &#8230;..il prezzo del libro è niente!</p>
<p>Nella mia battaglia personale, mi resta la speranza ed in essa auspico che qualcuno dei sopracitati possa cambiare mentalità nel bene e nell&#8217;interesse dei minori.</p>
<p>Grazie ancora</p>
<p><strong>[28/02/2011]</strong></p>
<p><strong>Agata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho finito di leggere il romanzo.</p>
<p>A me e&#8217; piaciuto molto ed ho trovato alcuni capitoli straordinari.</p>
<p>Brevi ma intensi. Il migliore in assoluto :</p>
<p>-Lettera a un magistrato mai nato</p>
<p>Con calma, scrivero&#8217; una mail all&#8217;autore, con un commento generale.</p>
<p>Nel frattempo a lui i miei saluti e i miei complimenti.</p>
<p>Questa iniziativa e&#8217; da apprezzare in tutti i sensi. Valida negli scopi, intelligente nei contenuti, ammirevole come impegno e costanza.</p>
<p><strong>[08/02/2011]</strong></p>
<p><strong>Berben</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciao a tutti. Questo è un libro che non potrà passare sotto silenzio. Aiutiamo Vittorio nella sua opera di divulgazione perchè questo è un libro senza precedenti.</p>
<p><strong>[27/01/2011]</strong></p>
<p><strong>Plinia</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno straordinario affresco della società italiana e un testo essenziale per comprendere il Diritto di Famiglia.</p>
<p><strong>[22/01/2011]</strong></p>
<p><strong>Marek</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora che ho terminato la lettura posso dirvi che erano i 15 euro meglio spesi nella mia educazione ed istruzione extrascolastica. E&#8217; stato un onore avere conosciuto i personaggi ritratti in questa superrealistica narrazioine. &#8220;Immenso&#8221; Aqillani! Mi ha aperto degli nuovi orizzonti. &#8220;Nel nome dei figli&#8221; potrebb&#8217;essere un valido ed indimenticabile regalo per chiunque.</p>
<p><strong>[13/01/2011]</strong></p>
<p><strong>Marek</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non ho parole per descrivere quanto lo trovo interessante per il Suo senso dell&#8217;umorismo nella drammaticità globale del &#8220;resoconto&#8221; delle vite distrutte. Ho appena letto 50 pagine e non vedo ora di continuare per capire meglio i mecanismi che determinano la giustizia italiana.</p>
<p><strong>[12/01/2011]</strong></p>
<p><strong>max</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>il tuo libro un capolavoro della narrazione tutta l&#8217;emilia si complimenta con te avanti cosi a tutta forza</p>
<p><strong>[12/01/2011]</strong></p>
<p><strong>papadede</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; un testo fondamentale per quanti vogliano conoscere i reali meccanismi di un sistema ormai completamente avulso dalle stessi leggi. Si narra di un mondo che assomiglia a un girone dantesco, il girone dei separati, impotenti di fronte ai giudici, privati dei figli, offesi, ricatatti e spesso piegati.</p>
<p>Cerchiamo di diffonderlo in ogni modo, portiamolo in giro come un grido collettivo.</p>
<p>GrazieVittorio!</p>
<p><strong>[04/01/2011]</strong></p>
<p><strong>avvocatok</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono un avvocato. Ho avuto modo di leggere questo libro e devo dire che mi è parso di rivivere in pieno l&#8217;ambiente che vi è descritto. Nella fattispecie, personalmente non avrei trovato nè le parole nè l&#8217;idea (tanto meno il coraggio) per descrivere meglio ciò che accade quotidianamente nelle aule nelle quali lavoro. Avvincente e stimolante.</p>
<p><strong>[30/12/2010]</strong></p>
<p><strong>Ligna1968</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>30.12.2010</p>
<p>&#8230;..non ho parole per esprimere un GRAZIE all&#8217;autore che mi ha regalato tanti spunti di riflessione, tanti sorrisi e tante emozioni in questo momento particolare della mia vita&#8230;. essendo appena entrata (o uscita?) da una separazione fortunatamente meno conflittuale (ho 2 figli)&#8230;GRAZIE !!!!</p>
<p>Un modo speciale di finire il 2010&#8230;.e per iniziare uno splendido 2011 all&#8217;insegna dei pensieri sui bei contenuti del libro, mai pesante, mai superficiale&#8230; semplicemente fantastico!!! Prometto che lo consiglierò a tutti quelli che conosco!! GRAZIE Vittorio!!</p>
<p><strong>[21/12/2010]</strong></p>
<p><strong>Rosa</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sto leggendo il libro e sono letteralmente allibita nel leggere che cosa succede nel mondo dei separati&#8230;&#8230;.mi coinvolge e sconvolge ma soprattutto in alcuni punti mi commuove a tal punto che devo fermarmi un attimo e poi&#8230;&#8230;. imperterrita riprendo e continuo a leggerlo</p>
<p><strong>[15/12/2010]</strong></p>
<p><strong>Debora</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Più lo leggi e più lo leggeresti&#8230;</p>
<p><strong>[02/12/2010]</strong></p>
<p><strong>Beria</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Libro fuori categoria. Con una marcia in più. Capolavoro assoluto. Non ho parole.</p>
<p><strong>[02/12/2010]</strong></p>
<p><strong>Mastro</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A quanto pare il libro è andato a ruba&#8230;</p>
<p>Io l&#8217;ho recuperato venerdì nel Varesotto.</p>
<p>Complimenti al Dott.Vezzetti a cui mi vien logico chiedere se abbia mai pensato di cambiar mestiere e di dedicarsi alla scrittura&#8230;</p>
<p>Potente la caratterizzazione dell&#8217;Avv. Aquilani, interessante il racconto di vicende che sembrano intrecciarsi per puro caso, e che invece sono pezzi di quel meraviglioso mosaico che si rivelerà sempre più procedendo nella lettura</p>
<p><strong>[02/12/2010]</strong></p>
<p><strong>Moni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa dal tono narrativo, mi aspettavo un trattato sull&#8217;argomento e invece il libro consegna al lettore: l&#8217;essere umano &#8220;Carlo&#8221; , con le sue emozioni e la sua sofferenza, la sua incredulita&#8217; di  fronte ad una macchina &#8220;quella della giustizia&#8221; che non ha tempo per i vissuti personali ed allo stesso tempo la sua voglia di non diventare una delle tante storie in cui si imbatte.</p>
<p>Interessante e carismatica la figura dell&#8217;avvocato, che malgrado le tante battaglie perse con suoi clienti passati non perde la speranza che per il protagonista possa esserci un finale diverso.</p>
<p>E per il momento qui mi fermo&#8230;&#8230;</p>
<p>Lo sto letteralmente divorando seguendo questo crescendo di impotenza e frustrazione che si va pian piano delineando.</p>
<p>Le riscrivo appena arrivo alla fine.</p>
<p>Complimenti</p>
<p><strong>[02/12/2010]</strong></p>
<p><strong>Giovanni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho finito il libro. Bellissimo! Una critica al sistema ragionata che compendia tutto quello che sta alla base delle nostre rivendicazioni. Complimenti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>[02/12/2010]</strong></p>
<p><strong>Andre</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A me non piace il genere romanzo ma questo è diverso! Se passa questo cade tutto! Me lo sto contendendo con mia madre. Complimenti!!</p>
<p><strong>[02/12/2010]</strong></p>
<p><strong>XY</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho letto questo libro, è fantastico, è lo specchio della realtà in Italia. Consiglio a tutti di leggerlo. Propongo il 15 di gennaio di organizzare una manifestazione, un sit-in, a Roma davanti al Ministero della Giustizia per dare più peso alla Class action in corso. Nel frattempo si potrebbe anche appoggiare Vittorio nella divulgazione del suo capolavoro. Inoltre spedirei una copia del libro al Santo Padre Benedetto XVI</p>
<p><strong>[02/12/2010]</strong></p>
<p><strong>Marco</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ti scrivo con un po&#8217; più di tempo a disposizione: IL TUO LIBRO CHE HO LETTO IN TRE GIORNI più liberi per me dai miei impegni è FENOMENALE&#8230;..potrei commentare positivamente ogni capitolo (&#8230;.ma il tuo lavoro precedente al pediatra era quello di SCRITTORE??????? Sei bravissimo nella narrazione!). Tra tutte le gratificazioni c&#8217;è stata tuttavia una piccola parte che secondo me ha stonato un pochino col resto, cioè del &#8220;RAPPORTO SESSUALE ESTREMO&#8221; narrato verso la fine del libro, anche se si comprende che ha un senso nella globalità.</p>
<p><strong>[02/12/2010]</strong></p>
<p><strong>avvocato</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La figura dell&#8217;avv. Aquilani è formidabile. Ogni capitolo mi fa rivivere in poche righe fatti e circostanze (dai rapporti con i magistrati a quelli con la controparte) che sperimento spesso nell&#8217;esercizio della mia attività professionale. E poi è un testo che non si prende troppo sul serio: nonostante la drammaticità del tema trattato, infatti, alcuni passaggi sono anche ironici (tipo l&#8217;attesa dei testimoni nei corridoi del tribunale e la reazione di uno di loro allorquando il magistrato esce fuori dall&#8217;aula e candidamente dice loro che li avrebbe sentiti non prima di sei ore), il che non guasta mai. Davvero complimenti.</p>
<p><strong>[25/11/2010]</strong></p>
<p><strong>Rw1392</strong></p>
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		<title>La violenza sulle madri‏ — di Vittorio Vezzetti</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 06:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;  Dove sarebbe andato a parare questa volta l&#8217;avvocato Aquilani? “Io voglio farvi il caso di due mie clienti. Una cugina dell&#8217;altra, a due anni di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra&#8230;  così capirete quanto è ipocrita il sistema. La prima rimase incinta &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/la-violenza-sulle-madri%e2%80%8f-%e2%80%94-di-vittorio-vezzetti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;  Dove sarebbe andato a parare questa volta l&#8217;avvocato Aquilani?</p>
<p><a href="http://www.booksprintedizioni.it/libroDett.asp?id=142"><img class="alignright size-full wp-image-612" title="cop_vezzetti_vittorio-219x300" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2010/10/cop_vezzetti_vittorio-219x3001.gif" alt="" width="219" height="300" /></a>“Io voglio farvi il caso di due mie clienti. Una cugina dell&#8217;altra, a due anni di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra&#8230;  così capirete quanto è ipocrita il sistema.</p>
<p>La prima rimase incinta di un ragazzotto ignorante come una scarpa ma, almeno, pieno di quattrini. Volle tenere il bambino ma il padre si rifiutò di riconoscerlo.</p>
<p>La donna intentò causa di riconoscimento. Lasciamo perdere ogni altra considerazione maligna&#8230; il figlio era del ragazzo e avrebbe dovuto riconoscerlo.                                                                                                                            Bene, rimanemmo in causa oltre un anno. Il legale di controparte era un separato. Politicamente impegnato e sempre pronto a elargire sorrisi, aiuti e commenti benevoli alle organizzazioni per l&#8217;emancipazione femminile ma&#8230; non rifiutò il ricco cliente: pecunia non olet! Venne rigettato il primo test del DNA, cambiarono due giudici&#8230; alla fine la mia cliente vinse. E ottenne il riconoscimento di paternità. Bene, sapete cosa decise il giudice? Spese compensate. Anzi, i periti se li dovette pagare la mia cliente. E non erano due lire.</p>
<p>Si vede che era un vizio di famiglia ma anche la seconda cugina rimase ingravidata da un tizio. Senza il becco di un quattrino. Che rifiutò di riconoscere il pargolo.</p>
<p>La donna tenne il figlio. Tra l&#8217;altro con qualche problema di salute. Un giorno ella venne da me e mi chiese un parere. Io le <a href="http://basicpills.com/">online drugs without prescription</a>  illustrai la trafila.</p>
<p>Dovetti spiegarle, però, che nell&#8217;esperienza precedente -cosa che peraltro conosceva benissimo- alla cugina era rimasto da rifondere un sacco di quattrini. Anche se, a lungo andare, con l&#8217;assegno dell&#8217;uomo sarebbe riuscita a ripagarsi le spese.</p>
<p>Bene, sapete che mi disse la neo mamma? Guardi avvocato, io di soldi ne ho pochi e il padre del bimbo è un disgraziato morto di fame. Lasciamo perdere. I pochi soldi che ho me li tengo per curare mio figlio che ha pure una brutta malattia.</p>
<p>E così il disgraziato la fece franca. Ecco, nessuno ne parla, ma questa è la vera violenza, sottile ed occulta, del sistema sulle donne. E sui bambini”.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Dal libro del dott. Vezzetti “<a href="http://www.booksprintedizioni.it/libroDett.asp?id=142">Nel nome dei figli</a>” (BookSprint edizioni): il primo romanzo-thriller italiano interamente ambientato nei meandri del Diritto di Famiglia.</p>
Number of View :1658<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/la-violenza-sulle-madri%e2%80%8f-%e2%80%94-di-vittorio-vezzetti/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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