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	<title>Diritto e Minori &#187; NEWS</title>
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	<description>Per il diritto dei bambini alla bigenitorialità</description>
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		<title>Attrice accusa il marito e perde i figli</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 05:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riforma affido condiviso]]></category>

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		<description><![CDATA[La poveretta, è rimasta “deavastata” per essere stata trattata dai tribunali come un padre separato. L&#8217;attrice Kelly Rutherford, americana di 43 anni, divorziando dall&#8217;ex-marito Daniel Giersch, tedesco di 37 anni, è stata accusata di aver cercato di privare i figli del loro papà &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/attrice-accusa-il-marito-e-perde-i-figli/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/09/c.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2199" title="c" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/09/c.jpg" alt="" width="389" height="342" /></a>La poveretta, è rimasta “deavastata” per essere stata trattata dai tribunali come un padre separato.</p>
<p>L&#8217;attrice Kelly Rutherford, americana di 43 anni, divorziando dall&#8217;ex-marito Daniel Giersch, tedesco di 37 anni, è stata accusata di aver cercato di privare i figli del loro papà come descritto sul <a href="http://www.dailymail.co.uk/tvshowbiz/article-2196044/Gossip-Girl-actress-Kelly-Rutherford-lost-custody-battle-trying-cut-father-childrens-live.html">DailyMail</a>, anche assumendo un investigatore (che la ha denunciata) privato per spiarlo.  Il giudice aveva sentenziato: «Nonostante l&#8217;estensione del periodo di prova, Kelly ha evitato di dimostrare il livello di impegno nel facilitare la relazione richiesta per un genitore collocatario».</p>
<p>Alla fine ha commesso un grave errore: invece di rivolgersi ad un avvocata femminista per accusarlo di violenza o ad un abusologo per accusarlo di pedofilia, lo ha accusato di traffico di droga e di armi.</p>
<p>La legge americana anti-terrorismo prevede che le persone accusate di questo reato perdono il diritto di entrare negli USA fino a quando le accuse non sono cadute.</p>
<p>In questo modo il papà non avrebbe potuto vedere i figli, di 3 e 5 anni.</p>
<p>Ma la donna non aveva fatto i conti con un giudice Californiano che saggiamente ha deciso che i bambini, che si trovavano in vacanza con il papà, venissero domiciliati in regime di affido condiviso presso loro papà in Europa, dove hanno iniziato la scuola.</p>
<p>La donna, se vorrà, potrà andare a visitarli per il 50% del tempo.</p>
<p>Fonti:</p>
<ul>
<li>http://abcnews.go.com/Entertainment/kelly-rutherford-custody-battle-stop-fighting-children/story?id=17133874#.UEWQTUImVos</li>
<li>http://www.fathersandfamilies.org/2012/09/03/kelly-rutherford-devastated-at-equal-custody-with-childrens-father/</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
Number of View :1878<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/attrice-accusa-il-marito-e-perde-i-figli/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Le opinioni delle giuriste democratiche violano i diritti dei bambini</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jun 2012 12:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[affidamento condiviso]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[affido condiviso]]></category>
		<category><![CDATA[condiviso]]></category>
		<category><![CDATA[ddl957 ddl 957]]></category>
		<category><![CDATA[giuriste democratiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Trent&#8217;anni di bugie vetero-femministe. Questa in sostanza la sintesi di tre decenni spesi a fare disinformazione di genere, e a cui evidentemente le giuriste democratiche si ispirano, alla faccia della Democrazia che riportano discutibilmente nella propria denominazione. Raramente si è &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/giuriste-democratiche-bambini/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Trent&#8217;anni di bugie vetero-femministe. Questa in sostanza la sintesi di tre decenni spesi a fare disinformazione di genere, e a cui evidentemente le giuriste democratiche si ispirano, alla faccia della Democrazia che riportano discutibilmente nella propria denominazione. Raramente si è vista una compagine di soggetti che fanno della disciminazione per sesso (contro gli uomini) la loro mission definitiva.</p>
<p>I bambini? Un accessorio, per loro conta solo la donna.</p>
<p>Il panico per la ripresa dei lavori in commissione sul DDL 957 le fa anche &#8220;sbroccare&#8221; di brutto, segnando i loro contenuti di clamorosi autogol. Ne è prova il comunicato diffuso nei giorni scorsi, nel quale le parole tradiscono le vere intenzioni: &#8220;Questo disegno di legge, promosso con forza dalle associazioni dei padri separati, se approvato, determinerebbe una condizione della donna separata di sudditanza nei confronti dell’ex coniuge, e della sua famiglia di origine.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/ana2494_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1931" title="ana2494_n" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/ana2494_n.jpg" alt="" width="180" height="202" /></a>Infatti la donna per ottenere l’affido condiviso non solo dovrebbe conciliare i propri interessi con quelli dell’ex coniuge, ma anche con quelli dei nonni, ai quali con la nuova legge verrebbe riconosciuta la possibilità di agire in giudizio per affermare il proprio diritto di visita&#8221;. A parte il fatto che gli uomini italiani non portano le barbe lunghe e le donne il burqa, queste prime righe impressionano per quanto sono intrise di vetero-femminismo e odio di genere. Infatti, il dover conciliare i propri interessi con quelli dell&#8217;ex coniuge è vista come una ipotesi da scartare a prescindere.</p>
<p>I nonni? Anche loro. Mamma mia, si fottano.<br />
Conta solo la famiglia di origine della madre.</p>
<p>Il prosieguo del comunicato è una diretta conseguenza delle frasi che lo precedono: &#8220;&#8230;..Questo significa una ulteriore limitazione per la donna nella scelta del luogo dove radicare la propria vita e i propri interessi dopo la fine del matrimonio. Inoltre, per mantenere l’assegnazione della casa familiare in caso di affido condiviso, la donna dovrebbe rinunciare a radicare in quella casa una nuova convivenza more uxorio. E’ evidente che questo disegno di legge chiede alla donna, se vuole restare madre affidataria, di rinunciare a ricostruirsi una nuova vita affettiva&#8230;&#8221;.</p>
<p>Chiaro? Ciò che importa è solo la donna, che deve scegliere da sola dove stabilire la propria residenza (magari con la famiglia di origine, a 1000 km di distanza dalla casa coniugale), e poter imporre ai figli un nuovo compagno che gira per casa al posto del padre. Da non trascurare il lapsus con il quale si parla di &#8220;madre affidataria&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/nosotros.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1930" title="nosotros" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/nosotros.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>E ancora: &#8220;&#8230;.. L’ex coniuge in questo modo, mediante il ricatto dell’affido condiviso, mantiene di fatto un controllo fortissimo sulla nuova vita della sua ex moglie. Questo controllo, oltre a essere eccessivamente limitativo della sfera di autodeterminazione della donna in condizioni di normalità, costituisce un vero e proprio fattore di rischio di rivittimizzazione per quei casi in cui la donna abbia denunciato l’ex coniuge per violenza e, nel caso lo stesso abbia ottenuto comunque l’affido condiviso, si trovi costretta al suo controllo.</p>
<p>La proposta di legge, qualora approvata, obbligherebbe anche la donna che ha subito violenza (e l’ha denunciata) a sedersi a un tavolo con il proprio aggressore e contrattare con lui le condizioni dell’affido, perché la mediazione sarebbe obbligatoria anche nei casi in cui la donna ha subito violenza&#8230;.&#8221;. Qui si arriva al dunque, ossia la violenza di genere. Per carità, la violenza esiste, sotto svariate forme (fisica, psicologica, giudiziaria, sociale, ambientale), e molte donne e tanti uomini ci hanno abituato ad osservare un discreto campionario di inciviltà nell&#8217;usarle tutte, ma che il DDL 957 sia un mezzo per raggiungere una posizione dominante degli uomini verso le donne è un falso clamoroso.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/femminismo_contro_bambini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1932" title="femminismo_contro_bambini" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/femminismo_contro_bambini.jpg" alt="" width="341" height="348" /></a>In un sistema dove basta un semplice sospetto o una falsa accusa (l&#8217;85% nei casi di separazione) per impedire ad un genitore di poter vedere i propri figli anche per dei mesi &#8211; in alcuni casi, per anni &#8211; le dichiarazioni delle giuriste democratiche sono grottesche e pericolose per i nostri figli. Per loro basterebbe una denuncia di violenza per deprivare i figli di un genitore, e quest&#8217;ultimo dei bambini.</p>
<p>La PAS non esiste come &#8220;Sindrome&#8221;? Bene, anche molti padri lo pensano, ma riconoscere che l&#8217;Alienazione Parentale &#8211; vogliamo chiamarla &#8220;disturbo&#8221; o &#8220;fenomeno&#8221; oppure &#8220;quella-cosa-lì-che-i-bimbi-ti-odiano-senza-sapere-il-perchè&#8221;? &#8211; esiste quale forma di maltrattamento sul minore (e, simmetricamente, di violenza commessa da chi la procura) sarebbe un buon inizio per far dialogare queste signore attempate, che viaggiano continuamente indietro nel tempo, con il mondo.</p>
<p><a href="http://www.adiantum.it/public/2994-ddl-957--le-opinioni-delle-giuriste-democratiche-violano-i-diritti-dei-bambini.asp" target="_blank">fonte</a></p>
<p>Potrebbe interessarti anche: <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/i-giuristi-democratici/" target="_blank">I giuristi democratici</a></p>
Number of View :1636<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/giuriste-democratiche-bambini/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>La Suprema Corte blocca un caso di pedofemifilia*</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jun 2012 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[* pedofemifilia http://www.pedofemifilia.com Una sentenza che susciterà diverse proteste quella appena firmata dalla Cassazione [1]: i giudici hanno confermato l’affidamento condiviso di un minore, a entrambi i genitori, nonostante il padre fosse inadempiente all’obbligo di versare le somme per il &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pedofemifilia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong>* pedofemifilia <a href="http://www.pedofemifilia.com" target="_blank">http://www.pedofemifilia.com</a></strong></p>
<p>Una sentenza che susciterà diverse proteste quella appena firmata dalla Cassazione <strong>[1]</strong>: i giudici hanno confermato l’<strong>affidamento condiviso </strong>di un minore, a entrambi i genitori, nonostante il padre fosse <strong>inadempiente </strong>all’obbligo di versare le somme per il <strong>mantenimento</strong> del figlio. Nel caso di specie è stato considerato più importante lo “<strong>stretto legame affettivo</strong>” che si era instaurato tra genitore e figlio piuttosto che l’inottemperanza ai doveri alimentari.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/cassazione_pedofemifilia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1912" title="cassazione_pedofemifilia" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/cassazione_pedofemifilia.jpg" alt="" width="500" height="180" /></a></p>
<p>In generale, la legge stabilisce, come regola generale, l’affidamento del minore a entrambi i genitori (separati o divorziati), salvo che ciò comporti, per il figlio, un “<strong>grave pregiudizio</strong>”. La legge non dice cosa si debba considerare per “grave pregiudizio” e lascia il compito di individuare i casi concreti ai giudici. Così, in passato, la giurisprudenza aveva ritenuto che il mancato versamento degli alimenti potesse integrare un motivo valido e sufficiente – in quanto altamente pregiudizievole – per affidare il bambino <strong>in via esclusiva </strong>all’altro genitore.</p>
<p>Oggi invece la Cassazione ha rivisto il proprio orientamento. La Corte ha specificato che l’affidamento condiviso si può negare solo nel caso in cui vi sia “<strong>inidoneità educativa del genitore</strong>”. Nel caso deciso dai giudici, era stata invece rilevata una positiva relazione papà-figlio, idonea a creare un clima di <strong>serenità familiare</strong>, tanto da rendere del tutto trascurabile la violazione dell’obbligo, da parte del padre, di corrispondere l’assegno di mantenimento.  Ragion per cui è stato mantenuto l’affido ad entrambi gli ex coniugi.</p>
<p><strong>[1]</strong> Cass. sent. n. 9538 del 12.06.12.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>http://www.laleggepertutti.it/13193_affidamento-condiviso-anche-se-il-padre-non-versa-gli-alimenti-al-figlio</p>
Number of View :1180<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pedofemifilia/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Studio americano: “Bambini più problematici nelle coppie gay”</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 15:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[coppie gay]]></category>
		<category><![CDATA[coppie lesbo]]></category>
		<category><![CDATA[coppie omosex]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli adulti cresciuti in una “famiglia” con genitori omosessuali (nella quasi totalità lesbiche) presentano gravi problemi rispetto ai loro coetanei cresciuti in famiglie “normali”, cioè con la mamma ed il papà.   È questo il dato che emerge da due studi pubblicati dalla rivista &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambini-problematici/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli adulti cresciuti in una “famiglia” con genitori omosessuali (nella quasi totalità lesbiche) presentano gravi problemi rispetto ai loro coetanei cresciuti in famiglie “normali”, cioè con la mamma ed il papà.   È questo il dato che emerge da due studi pubblicati dalla rivista scientifica “Social Science Research”.</p>
<div id="attachment_2137" style="width: 330px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/ht_martin_stevenson_071121_mn.jpg"><img class="size-full wp-image-2137" title="ht_martin_stevenson_071121_mn" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/ht_martin_stevenson_071121_mn.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Coppia lesbica accusata di aver costretto Sean G. di 7 anni a bere shampoo, di averlo bruciato con sigarette, drogato con un narcotico per adulti, minacciato con un coltello, legato per i polsi e costretto a stare in posizione verticale per ore, costretto ad usare un armadio come gabinetto, di avergli amputato l’alluce del piede sinistro. Aveva ustioni sui lati delle orecchie, ritenute essere causate dall’essere stato trascinato. Il dottore che ha fornito le prime cure teme che i calci ripetuti possano avergli danneggiato gli organi interni.</p></div>
<p>Il primo studio, redatto da Markus Regnerus, sociologo dell’Università di Austin in Texas, è il primo ad essere statisticamente significativo in quanto condotto su un campione molto numeroso: analizzando 15 mila casi e intervistando 3 mila persone, tutti compresi tra i 18 e i 39 anni, di cui 250 hanno riferito di aver avuto un genitore con un partner dello stesso sesso.  Lo studio è stato redatto da un istituto laico e da un professore che non avrebbe mai pensato di arrivare a tali conclusioni.  Anzi, Regnerus si era sempre espresso a favore dei «gay e delle lesbiche che non penso assolutamente siano cattivi genitori».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal nuovo studio risulta che <strong>quanti sono cresciuti in famiglie omosessuali sono dalle 25 alle 40 volte più svantaggiati dei loro coetanei cresciuti in famiglie normali</strong>. I primi, infatti, sono risultati <strong>tre volte più soggetti alla disoccupazione (solo il 26 per cento dei ragazzi cresciuti all’interno delle coppie omosessuali ha un lavoro fisso contro il 60 per cento della media); quattro volte più soggetti a ricevere assistenza pubblica (il 69 per cento dei ragazzi cresciuti da genitori omosessuali sono stati supportati dai servizi sociali, mentre i loro coetanei sono supportati nel 17 per cento dei casi); e sono molto più inclini ad essere arrestati, a dichiararsi colpevoli di atti criminali, a drogarsi, a pensare al suicidio.</strong></p>
<div id="attachment_2139" style="width: 291px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/Unknown2.jpeg"><img class="size-full wp-image-2139" title="Unknown" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/Unknown2.jpeg" alt="" width="281" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Coppia lesbica condannata all’ergastolo per aver picchiato una bambina di 3 anni per giorni, fino a quando la piccola non ha più retto ed è morta.</p></div>
<p>Questi effetti sembrerebbero essere più marcati per le persone le cui madri avevano avutorapporti omosessuali rispetto alla figura paterna. Ciò sarebbe confermato anche grazie a fattori come l’età, il sesso, la razza, la ricchezza percepita, se la persona è stata vittima di bullismo. <strong>Figli maggiorenni, di madri lesbiche, avrebbero maggiori possibilità di tradire il proprio partner, di fumare marijuana e di essere arrestati per aver commesso reati. Il 23% degli intervistati, che ha avuto una mamma lesbica ha, inoltre, dichiarato di aver subito un abuso sessuale da un genitore, rispetto al 2% dei figli di coppie etero.</strong></p>
<p>La cosiddetta teoria della “non differenza”, che va per la maggiore negli Stati Uniti, si basa invece su una mancanza di dati. Pur in mancanza di studi approfonditi, tuttavia nel 2005 l’Associazione degli psicologi e psichiatri americana si era espressa con una formula volutamente ambigua («Non esiste un singolo studio che dimostri che i figli dei gay e delle lesbiche siano più svantaggiati di quelli degli eterosessuali») e tale proposizione era diventata la “base scientifica” su cui appoggiare le leggi più aperte in materia. Con un paradosso: mentre le ricerche che segnalavano le storture di un’educazione che elimina la differenza sessuale erano tacciate di inattendibilità a causa dell’esiguità del campione, quelle favorevoli, a parità di campione, divenivano in breve le basi su cui legiferare. Per fare un esempio: i legislatori dell’Iowa utilizzarono uno studio che comprendeva solo cinque casi.</p>
<p>La ricerca texana, quindi, a causa dei suoi numeri importanti, mina tali certezze. Non solo: è da considerasi scientificamente valida perché condotta solo su persone ormai “indipendenti”, che cioè non vivono più nelle case di chi li ha cresciuti.</p>
<p>«Pretendere che non ci siano differenze significative – conclude lo studio – è andare contro un’evidenza empirica».</p>
<p>Il secondo studio è stato realizzato da Loren Marks della Louisiana State University, nel quale si critica fortemente la posizione (politica) dell’American Psychological Association (APA), secondo la quale i figli di genitori gay o lesbiche non sarebbero svantaggiati rispetto a quelli di coppie eteorsessuali. La studiosa ha analizzato i 59 studi citati dall’APA per sostenere la propria tesi, dimostrando la criticità di moltissimi dei suoi fondamenti.</p>
<p>Entrambi gli studi sono stati accolti in modo positivo dalla comunità scientifica dal punto di vista della correttezza procedurale.  Un plauso alla ricerca è venuto dal sociologo Paul Amato, della Penn State University, che ha definito il lavoro “come il migliore rispetto ai precedenti, per rilevare le differenze tra gruppidiversi della popolazione”.</p>
<div id="attachment_2143" style="width: 276px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/images-2.jpeg"><img class="size-full wp-image-2143" title="images-2" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/images-2.jpeg" alt="" width="266" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Bambino ucciso dalla madre lesbica Carol Stokes.  L’atroce delitto per vendetta contro la compagna Colleen O’Neil che l’aveva lasciata</p></div>
<p>Ma sono arrivate accese critiche sulla metodologia, nonostante le risposte fornite dai due ricercatori siano state esaustive. Al contrario, le cronache ci raccontano come la prevedibile reazione della lobby lesbica è stata animalesca. Avendo a disposizione la quasi completa platea mediatica, si sono avventurate in insulti e accuse personali ai due ricercatori (si parla anche di minacce di morte). Alcuni hanno chiesto la censura dei due studi, altri hanno creato appelli perché siano ritirati dalla rivista scientifica, altri hanno chiesto che i due studiosi vengano licenziati, altre associazioni hanno invece detto di essere pronte a finanziare scienziati (complici, ovviamente) perché pubblichino risultati opposti, e così via.<br />
In aiuto dei due autori, interessante è stata l’iniziativa di un gruppo di scienziati e docenti universitari, i quali hanno deciso di difendere i due ricercatori dall’aggressione omosessualista.</p>
<p>L’appello di difesa è comparso sul sito della Baylor University, classificata nel 2011 da US News &amp; World Report come la 75° miglior università nazionale su di 262. I 18 scienziati e ricercatori hanno scritto: «Sebbene l’articolo di Regnerus non sia privo di limiti, in quanto scienziati sociali, pensiamo che gran parte delle critiche ricevute siano ingiustificate». Innanzitutto, hanno continuato, «la stragrande maggioranza degli studi pubblicati prima del 2012 su questo tema hanno fatto affidamento a piccoli campioni non rappresentativi, al contrario, Regnerus per raggiungere le sue conclusioni si è basato su un campione di grandi dimensioni, casuale, di oltre 200 bambini allevati da genitori che hanno avuto relazioni omosessuali, confrontandoli con un campione casuale di oltre 2.000 bambini cresciuti in famiglie eterosessuali». Questo è stato riconosciuto anche dagli specialisti, come Paul Amato, W. Bradford Wilcox, Cynthia Osborne ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Perché Regnerus è stato attaccato?», hanno domandato ad Ablow (psichiatra e opinionista della rete televisiva americana <em>Fox News</em>). «Prenda me – ha risposto –, anche io sarò minacciato per i dati che sto semplicemente riportando. Mi vogliono bruciare la macchina, la casa, verranno a protestare sotto il mio ufficio». Ha proseguito Ablow: «Purtroppo siamo nel clima del politicamente corretto davanti a cui nemmeno i dati scientifici sono sufficienti a porre delle regole. Infatti, chi attacca questo studio, anche con rabbia e violenza, non lo fa mai portando argomentazioni scientifiche indiscutibili. Per questo ho pensato molto ad esprimermi in materia, perché tutte le volte che lo faccio vengo minacciato. Ma, in merito, non c’è uno studio migliore».</p>
<p>Inoltre, chi ha criticato lo studio affermando che i problemi dei “figli” dei gay sono dovuti alla stigmatizzazione della società (incolpare gli altri è la classica via di fuga), non ha riconosciuto che «le scoperte di Regnerus relative all’instabilità dei rapporti sono coerenti con recenti studi su coppie gay e lesbiche in paesi come l’Olanda e la Svezia, i quali trovano modelli altrettanto elevati di instabilità tra le coppie dello stesso sesso». Cioè, i disturbi persistono anche in società fortemente gay-friendly</p>
<p>Questi risultati indicano dunque che le conseguenze del vivere in una “famiglia” con genitori dello stesso sesso «erano simili a quelle associate al vivere con genitori divorziati, con patrigni o conviventi: ci sono le prove che questi bambini fanno peggio rispetto ai loro coetanei provenienti da famiglie tradizionali», a causa «di interruzioni, instabilità e cambiamenti associati alle transizioni che accompagnano la formazione di questi tipi di famiglie non tradizionali».</p>
<p>Su tutto pesa la reazione scomposta delle lobbies &#8211; in special modo quelle lesbiche &#8211; che tanto terreno hanno guadagnato i questi anni di oscurantismo della figura paterna. Di questo oscurantismo le coppie lesbiche si sono nutrite, e oggi, solo in Italia, le stime parlano di circa 150.000 bambini &#8220;nati&#8221; all&#8217;interno di questo tipo di coppie. Molti meno &#8211; ed è un fatto che riflette la statistica valida anche per le separazioni etero &#8211; quelli cresciuti all&#8217;interno di coppie gay formate da uomini. La gravità della reazione delle lobbies lesbiche celerebbe la paura che, di fronte ad un allentamento della iper-informazione di genere dettata dai grandi media italiani della carta stampata (Repubblica e Manifesto, in testa), la coscienza collettiva possa tornare ad identificare i figli nati nelle coppie lesbiche come ciò che per molti è veramente: una faccenda anormale. Per molti, contro-natura.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambini-problematici/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/SEPTIjIVlyI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p>Fonti:</p>
<p>http://www.tempi.it/uno-studio-sui-figli-dei-gay-mette-in-crisi-lamerica-della-dellindifferenza-sessuale#axzz20G76QonL</p>
<p>http://www.dirittodicritica.com/2012/06/14/bambini-coppiegay-famigliaetero-84532/</p>
<p>http://www.tempi.it/i-dati-sui-figli-dei-gay-sono-veri-non-dirlo-e-andare-contro-levidenza#axzz20DTJJaUv</p>
<p>http://www.adiantum.it/public/3072-nuovo-studio&#8211;disagio-per-i-figli-cresciuti-in-coppie-gay.-le-lobbies-insorgono.asp</p>
Number of View :2430<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambini-problematici/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Minorenni all&#8217;estero: dal 26 giugno chi non sarà in regola non potrà espatriare</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jun 2012 14:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Minorenni all&#8217;estero solo con un documento di identità personale anche se viaggiano accompagnati da uno o entrambi i genitori. Dal 26 giugno, infatti, diventano efficaci le disposizioni contenute nel regolamento Ce 444/2009 in base al quale i minori non potranno &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/espatrio-minori/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Minorenni all&#8217;estero solo con un documento di identità personale anche se viaggiano accompagnati da uno o entrambi i genitori. Dal 26 giugno, infatti, diventano efficaci le disposizioni contenute nel regolamento Ce 444/2009 in base al quale i minori non potranno più espatriare se in possesso solo del passaporto del padre o della madre su cui sono iscritti a differenza di quanto avveniva in passato, quando fino a 16 anni i minori potevano viaggiare con i genitori senza avere un documento personale.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/carta-identita-fotogramma-258.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1868" title="carta-identita-fotogramma-258" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/06/carta-identita-fotogramma-258.jpg" alt="" width="258" height="258" /></a></p>
<p>Chi si trova in tale condizione e ha in previsione di andare all&#8217;estero con il figlio deve provvedere a richiedere un nuovo documento pena il rischio di venire respinti alle frontiere, incorrere in disguidi a fronte di controlli di identità eseguiti all&#8217;estero, o vedersi negato l&#8217;imbarco nel caso di un viaggio aereo.</p>
<p><strong>Passaporto per i figli</strong><br />
Dal 26 giugno i minori dovranno avere un passaporto o, se riconosciuta quale documento valido, una carta di identità personale. Per quanto riguarda il passaporto, verrà rilasciato il documento dotato di microchip previsto per i maggiorenni, ma le impronte e la firma digitalizzata saranno inserite solo per i ragazzi con almeno 12 anni di età. Per ottenere tale documento è necessario l&#8217;assenso di entrambi i genitori che devono firmare la relativa documentazione presso l&#8217;ufficio dove si presenta la richiesta. In caso contrario è necessario il nulla osta del giudice tutelare. Se uno dei due genitori è impossibilitato a presentarsi per la dichiarazione, il richiedente può allegare una fotocopia del documento del coniuge in originale con una dichiarazione scritta di assenso all&#8217;espatrio.</p>
<p>Se invece il minore di anni 14 ha già un suo passaporto personale, ma che è stato emesso prima del 25 novembre 2009, si deve provvedere ad aggiornarlo facendo inserire i dati dei genitori.</p>
<p>Nessun aggiornamento è necessario per i passaporti dei minori emessi dopo il 25 novembre 2009 che restano validi fino alla loro scadenza, in quanto da tale data era già obbligatorio riportare, a pagina cinque, nome, cognome, luogo e data di nascita dei genitori. Quest&#8217;ultimi, a loro volta, possono continuare a utilizzare il loro passaporto anche se vi sono iscritti i figli, ma tale documento resta valido fino alla naturale scadenza solo per il titolare.</p>
<p>Per alcuni paesi, comunque, non è necessario il passaporto. Anche per i minori può essere sufficiente la carta d&#8217;identità, da preferirsi al certificato di nascita valido per l&#8217;espatrio, la cui validità è riconosciuta da un numero sempre minore di Paesi.</p>
<p>Del resto la legge 106 del 2011 ha eliminato il limite minimo di età per il rilascio di tale documento, prima fissato a 15 anni. Ora, quindi, è possibile richiedere la carta d&#8217;identità anche per i più piccoli e far scrivere su tale documento i nomi dei genitori. Seppur in possesso della carta d&#8217;identità, per i minori di 14 anni ai fini dell&#8217;espatrio resta l&#8217;obbligo di essere accompagnato da uno dei genitori o di chi ne fa le veci o che sia in possesso di una dichiarazione, convalidata dalla questura, indicante un&#8217;altra persona.</p>
<p>Sia il passaporto che la carta d&#8217;identità per i minori hanno durate inferiori ai 10 anni: triennale per i bambini da zero a 3 anni, quinquennale da tre anni compiuti a 17 compiuti. I due documenti hanno costi diversi: per il passaporto 82,79 euro, per la carta d&#8217;identità sono sufficienti 5,42 euro.</p>
<p><strong>Scadenza carta d&#8217;identità</strong><br />
La scadenza della carta d&#8217;identità sincronizzata con la data di nascita del titolare è una novità introdotta dal decreto legge 5/2012 poi convertito nella legge 35/2012. Ma secondo il sito Viaggiare sicuri, curato dal ministero degli Esteri, spesso ciò comporta disagi (fino al respingimento in frontiera) sia per le carte d&#8217;identità cartacee rinnovate con timbro apposto dal Comune di appartenenza, sia le carte d&#8217;identità la cui validità sia stata prorogata fino al giorno della data di nascita. Il problema è il timbro di rinnovo sul documento, timbro che diversi Paesi esteri non considerano valido.</p>
<p>http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-06-10/minorenni-estero-serve-carta-152234.shtml</p>
Number of View :1883<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/espatrio-minori/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sospeso l&#8217;avvocato che aiuta a sostenere il falso</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/sospeso-avvocato/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 12:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riforma affido condiviso]]></category>

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		<description><![CDATA[Una sentenza che potrà aiutare a proteggere i bambini dalla peggiore delle infamie: la tattica di sostenere false accuse al fine di impadronirsi dei figli il tempo necessario per plagiarli ed alienarli fino a fargli odiare il genitore assente per poi &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/sospeso-avvocato/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una sentenza che potrà aiutare a proteggere i bambini dalla peggiore delle infamie: la tattica di sostenere false accuse al fine di impadronirsi dei figli il tempo necessario per plagiarli ed alienarli fino a fargli odiare il genitore assente per poi usare tale abuso sull’infanzia (PAS) come scusa per impedire l’affido condiviso.</p>
<blockquote><p>Le Sezioni Unite della Suprema Corte, con sentenza 26 maggio 2011, n. 11564 Pres. VITTORIA; Est. FELICETTI, in applicazione del riferito principio di diritto, ha confermato la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione forense per cinque mesi irrogata dal C.N.F. ad un avvocato.</p>
<p>La Corte costituzionale ha evidenziato che l’esercizio della professione forense dinanzi ai Tribunali per i minorenni, nei procedimenti in materia di adozione e di controllo della potestà genitoriale, richiede, in capo ai professionisti, il possesso di «competenze adeguate alla particolarità e alla delicatezza della funzione da assolvere» (Corte cost. 22 giugno 2004, n. 178, in Foro it., 2004, I, 3276, con nota di Romboli).<br />
Ciò significa che l’avvocato, nei procedimenti in cui sono coinvolti minori (e, più in generale, nelle controversie familiari), ha il dovere di assolvere la propria funzione con<strong> lealtà e correttezza</strong>.</p>
<p>Alla luce della richiamata pronuncia della Corte costituzionale, nonché di numerose altre decisioni della giurisprudenza di merito (cfr., tra le altre, Trib. Roma 26 maggio 2006, inedita), può affermarsi che, in questa materia, compito primario dell’avvocato è quello di responsabilizzare i coniugi, sollecitandoli a rispettare il dovere di leale cooperazione e collaborazione nell’accertamento dei fatti rilevanti ai fini della decisione (sia in ordine alle esigenze economiche e personali dei figli che all’esatta determinazione delle loro rispettive capacità patrimoniali), fino al punto di fornire in giudizio anche elementi contrari al proprio personale interesse, in applicazione del principio di responsabilità genitoriale (che rappresenta uno dei criteri informatori del diritto di famiglia e minorile).</p>
<p>Le peculiarità delle regole che disciplinano gli oneri processuali delle parti differenziano i processi matrimoniali da ogni altro processo civile ed il temperamento del diritto di difesa, garantito ad ogni parte ai sensi dell’art. 24 Cost., trova fondamento in altri valori costituzionali, costituiti dagli artt. 29 e 30 Cost.<br />
Dunque, <strong>non solo le parti, ma anche i loro difensori hanno un obbligo di lealtà ulteriore rispetto a quello previsto dall’art. 88 c.p.c.</strong></p></blockquote>
<p>Da http://www.diritto.net/tiziano-solignani-avvocto-dal-volto-umano/25084-lavvocato-che-si-adopera-per-consentire-al-proprio-cliente-di-sottrarre-la-casa-familiare-alle-figlie-minori-e-responsabile-deontologicamente.html</p>
Number of View :3469<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/sospeso-avvocato/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Bambino cerca la sua vera mamma, coppia lesbica lo pugnala a morte</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 13:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Due amanti lesbiche che avevano pugnalato selvaggiamente un ragazzo di 13 anni per più di 20 volte sono state arrestate per tentato omicidio. Lorena Grande, 22 anni, è stata carcerata per nove anni, mentre la co-imputata McGarvie Gemma, 18 anni, &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambino-cerca-la-sua-vera-mamma-coppia-lesbica-lo-pugnala-a-morte/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Due amanti lesbiche che avevano pugnalato selvaggiamente un ragazzo di 13 anni per più di 20 volte sono state arrestate per tentato omicidio.</p>
<p>Lorena Grande, 22 anni, è stata carcerata per nove anni, mentre la co-imputata McGarvie Gemma, 18 anni, è stata condannata a sette anni di detenzione in un carcere minorile.</p>
<p>Leggendo la sentenza, il giudice Richard Brown ha detto alla coppia di aver commesso un &#8220;<em>attacco vile e feroce</em>&#8221; su un bambino indifeso come aveva pianto per sua madre. Per questo, ha detto il giudice, devono entrambe essere severamente punite.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/05/lesbica_coppia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1802" title="lesbica_coppia" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/05/lesbica_coppia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il giudice ha anche detto: &#8220;<em>Voi due eravate armate di coltelli e avete infierito su &#8230; (la vittima) nel modo più orrendo &#8230;. (la vittima) non aveva fatto assolutamente nulla per provocare l&#8217;attacco. ..</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Una volta che avevate iniziato l&#8217;attacco vile e feroce, avete continuato fino a quando pensavate di averlo ucciso</em>.&#8221;</p>
<p>Sul ragazzo, che ora ha 14 anni, erano dunque state inferte 23 coltellate al petto, alla schiena, alle gambe e alla gola che gli era stato tagliata.</p>
<p>I soccorsi lo trovarono nei pressi di una panchina in una pozza di sangue.</p>
<p>Durante il processo, Large e McGarvie si erano rimproverate l&#8217;un l&#8217;altra le responsabilità.</p>
<p>McGarvie aveva detto che Large aveva trascinato il ragazzo fuori di casa per poi colpirlo con il coltello, &#8220;mentre sorrideva come un gatto del Cheshire&#8221;.</p>
<p>&#8220;<em>Dopo essere rientrata in appartamento Large aveva detto di doversi lavarsie le mani perché aveva &#8220;toccato uno sporco negro</em>&#8220;, secondo la McGarvie.</p>
<p>Ma Grande McGarvie era stata a sua volta accusata di aver lanciato l&#8217;attacco, raccontando alla giuria che lei aveva anche detto: &#8220;<em>.. Il piccolo bastardo sta ancora respirando ho intenzione di finirlo</em>&#8221;</p>
<p>Il giudice ha detto alla coppia lebica:. &#8220;<em>Non sappiamo che cosa stesse succedendo nella vostra testa, cosa che del resto nessuna di voi ha avuto il coraggio di raccontare, ma sappiamo che &#8230; (la vittima), durante un incubo, stava solo chiedendo l&#8217;aiuto della sua mamma. La vostra risposta a tale richiesta del piccolo è stata quella di infliggere più ferite col coltello</em>&#8220;.</p>
<p>Per saperne di più: <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-96690/Jail-women-stabbed-13-year-old-boy.html # ixzz1uYsAjnKj" target="_blank">http://www.dailymail.co.uk/news/article-96690/Jail-women-stabbed-13-year-old-boy.html # ixzz1uYsAjnKj</a></p>
<p><a href="http://www.violenzadigenere.com/?p=407" target="_blank">Fonte</a></p>
Number of View :2224<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/bambino-cerca-la-sua-vera-mamma-coppia-lesbica-lo-pugnala-a-morte/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cade un mito della Psicologia forense: l&#8217;affidamento alternato fa bene ai figli dei separati</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cade-un-mito-della-psicologia-forense-laffidamento-alternato-fa-bene-ai-figli-dei-separati/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 13:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[affidamento alternato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia forense]]></category>

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		<description><![CDATA[Un avamposto importante conquistato nel nome dei figli. Un evento molto importante, quasi di portata epocale, si è verificato nell&#8217;ambito delle audizioni della Commissione Giustizia del Senato relative al DDL 957 per la riforma dell&#8217;affido condiviso. Il Collegio Nazionale degli &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cade-un-mito-della-psicologia-forense-laffidamento-alternato-fa-bene-ai-figli-dei-separati/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>U</strong>n avamposto importante conquistato nel nome dei figli.</p>
<p><strong>U</strong>n evento molto importante, quasi di portata epocale, si è verificato nell&#8217;ambito delle audizioni della Commissione Giustizia del Senato relative al DDL 957 per la riforma dell&#8217;affido condiviso.</p>
<p><strong>I</strong>l Collegio Nazionale degli Ordini degli Psicologi ha infatti depositato un <strong><a href="http://www.comunicazionedigenere.net/2011/12/06/lordine-nazionale-degli-psicologi-favorevole-ai-ddl-957-e-2454-affido-condiviso-vero/" target="_blank">documento innovativo</a></strong> nel quale esprime un parere assolutamente positivo nei confronti delle cure paritetiche e dell&#8217;affido alternato.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/12/bimbi-cinesi.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1426" title="bimbi-cinesi" alt="" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/12/bimbi-cinesi.jpeg" width="448" height="301" /></a><strong>I</strong>l documento cita innanzitutto due importanti ricerche, ovviamente estere dato che in Italia l&#8217;affido alternato non è mai stato utilizzato su larga scala. Queste hanno evidenziato non solo una sostanziale innocuità ma addirittura importanti benefici sui minori derivanti dalla custodia alternata.</p>
<p><strong>C</strong>ade così, di fronte alle più autorevoli acquisizioni scientifiche, un primo paradigma ideologico dietro al quale la nostra magistratura (seguita da tanta avvocatura) si è trincerata da decenni: “l&#8217;affido alternato è nocivo, è destabilizzante”.<br />
Chissà cosa diranno ora il Prof. Carlo Rimini, la Prof.ssa Ferrando, il Sottosegretario Casellati, l&#8217;Associazione italiana dei Magistrati per i Minorenni e la Famiglia, l&#8217;avvocato Gassani, le Camere Minorili Penali, l&#8217;Organismo Unitario dell&#8217;Avvocatura, l&#8217;AIAF che, spingendosi su un terreno scientifico a loro non congeniale, ultimamente si erano espresse contro l&#8217;alternanza.</p>
<p><strong>I</strong>l dramma derivante dalla grossa difficoltà con cui il magistrato medio italiano (dotato giuridicamente ma a differenza del collega anglosassone spesso digiuno di basi e mentalità scientifica) tende ad acquisire nel proprio lavoro le informazioni provenienti dai laboratori e dagli operatori scientifici non è nuova: i “geni della violenza” sono arrivati come motivo di attenuante in un Tribunale italiano 15 anni dopo l&#8217;esordio statunitense e il test del DNA oltre 4 anni dopo l&#8217;esordio britannico.</p>
<p><strong></strong>Il Collegio Nazionale cita poi, a supporto della necessità di un coinvolgimento paterno promosso anche dalle leggi, uno straordinario studio epidemiologico pubblicato nel 2007 sulla rivista degli Acta Pediatrica e già divulgato da Vittorio Vezzetti nel 2009 sulla prestigiosa Rivista della Società italiana di pediatria preventiva e sociale. Qui il contributo paterno, concettualizzato come Tempo di coabitazione, Impegno e Responsabilità ha dimostrato con validazione statistica (nella rivisitazione di 24 studi longitudinali svolti in 4 Continenti) di  essere in grado di ridurre i problemi psicologici nelle giovani donne, di ridurre il disagio comportamentale e la delinquenza nei ragazzi, di migliorare lo status economico dei minori, di migliorare lo sviluppo cognitivo.</p>
<p><strong>C</strong>ade così un altro mito della Psicologia forense espresso dalla frase “quello che conta non è la quantità ma la qualità”, dietro alla quale CTU e magistrati si sono spesso nascosti al momento di definire diritti di visita di poche ore al mese. Invece la ricerca medica internazionale ha studiato e definito l&#8217;importanza della variabile Tempo (quindi la quantità) smentendo il vetusto assioma. Anche perchè è difficile fornire buona qualità se si ha a disposizione una quantità di tempo spesso ridicola e in condizioni ostili.</p>
<p><strong>C</strong>on buona pace della maggior parte degli operatori del Diritto il Collegio Nazionale degli Psicologi ha fornito un parere chiaro e scientificamente inoppugnabile sui benefici dell&#8217;alternato e delle cure paritetiche. Dietro a cosa si nasconderanno ora i nostri amici magistrati per continuare a emettere i soliti provvedimenti sbilanciati che finio a luglio campeggiavano su un facsimile di proposta suggerito dal sito del Ministero della Giustizia?</p>
<p>[vv]</p>
<p>Leggi anche <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/comunicazionedigenere/lordine-nazionale-degli-psicologi-favorevole-ai-ddl-957-e-2454-affido-condiviso-vero/" target="_blank">L’Ordine Nazionale degli Psicologi favorevole al vero affido condiviso</a></p>
Number of View :8004<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cade-un-mito-della-psicologia-forense-laffidamento-alternato-fa-bene-ai-figli-dei-separati/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mamma fugge con la figlia di due anni ma finisce alla sbarra.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 23:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso dell&#8217;affidamento di una bimba nata da un legame tra un vittoriese ed un&#8217;austriaca finisce sino alla Corte di giustizia europea. Ieri nel tribunale di Conegliano si è aperto invece il processo nei confronti della madre, D.S. 32 anni &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/la-mamma-fugge-con-la-figlia-di-due-anni-ma-finisce-alla-sbarra/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso dell&#8217;affidamento di una bimba nata da un legame tra un vittoriese ed un&#8217;austriaca finisce sino alla Corte di giustizia europea.</p>
<p>Ieri nel tribunale di Conegliano si è aperto invece il processo nei confronti della madre, D.S. 32 anni di origini austriache, finita sotto indagine per l&#8217;accusa di sottrazione di minore, mancata esecuzione di un provvedimento del giudice e furto.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/03/violenza_bambin_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1723" title="violenza_bambin_1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/03/violenza_bambin_1-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>La vicenda prende avvio all&#8217;inizio del 2008, quando il rapporto tra la donna ed il compagno, un 42enne vittoriese, finisce. La mamma decide di portare con sé in Austria la piccola, che all&#8217;epoca aveva poco più di due anni. Una vicenda intricata che ha visto nascere una battaglia legale tra i genitori, consumata in questi anni tra i tribunali italiani e quelli austriaci.</p>
<p>Nel febbraio del 2008 un provvedimento urgente del tribunale dei minori di Venezia aveva negato alla donna di espatriare con la bimba. Era stato stabilito che il padre avrebbe potuto vedere la piccola con tempi e modi concordati tra i servizi sociali di Vittorio e quelli austriaci.</p>
<p>L&#8217;uomo ha denunciato l&#8217;ex compagna per sottrazione di minore poiché aveva portato via la bimba. Il vittoriese l&#8217;aveva inoltre accusata del furto di un prezioso Rolex Daytona, monete antiche e un braccialetto d&#8217;oro. La donna è indagata anche perché aveva eluso il provvedimento del tribunale dei minori di Venezia.</p>
<p>Ieri a Conegliano si è aperto il processo nei suoi confronti. La difesa della donna ha sollevato delle questioni preliminari che sono state respinte dal giudice Vitantonio Giuliano. L&#8217;avvocato difensore eccepiva, tra le altre cose, che le notifiche della Procura non erano state tradotte in tedesco.</p>
<p>Il processo è stato rinviato al 25 luglio. La vicenda dell&#8217;affidamento della bimba lo scorso anno è arrivato fino alla Corte di giustizia europea in Lussemburgo, poiché l&#8217;Oberster Gerichtshof (la Corte di cassazione austriaca) aveva chiesto lumi. Il padre aveva fatto ricorso e voleva il ritorno della figlia in Italia come stabilito dai giudici. La Corte di giustizia europea lo scorso luglio ha stabilito che doveva essere eseguito il provvedimento della Procura dei minori di Venezia.</p>
<p>http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2011/01/18/news/scappa-con-la-figlia-di-due-anni-a-processo-1.1508336</p>
Number of View :1127<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/la-mamma-fugge-con-la-figlia-di-due-anni-ma-finisce-alla-sbarra/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Madre condannata preventivamente. Dovrà pagare ogni volta che non rispetterà l’affidamento condiviso</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 14:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel nome dei figli]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; la prima volta che viene stabilita da un Tribunale Italiano la condanna preventiva per ogni futuro inadempimento della madre al diritto di visita del padre a favore del figlio, prevedendo una multa che la donna dovrà versare all&#8217;ex marito. &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/madre-condannata-preventivamente-dovra-pagare-ogni-volta-che-non-rispettera-laffidamento-condiviso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/01/borsa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1592" title="borsa" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/01/borsa-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>E&#8217; la prima volta che viene stabilita da un Tribunale Italiano la condanna preventiva per ogni futuro inadempimento della madre al diritto di visita del padre a favore del figlio, prevedendo una multa che la donna dovrà versare all&#8217;ex marito. Il <strong>tribunale di Firenze</strong>, con una decisione destinata a fare da apripista per altri casi similari ha stabilito che tutte le volte che non farà andare – come già accaduto in passato &#8211; il figlio in classe quando tocca al padre andarlo a prendere a scuola, dovrà pagare una multa che il giudice ha prestabilito di 50 euro, somma che la madre dovrà consegnare all’ex marito.</p>
<p>La storia, come spesso accade, nasce da un conflitto tra ex che si contendono un figlio che all’epoca dell’inizio della controversia legale aveva solo dieci anni. L’accusa dell’uomo nei confronti della donna è di non aver mandato il ragazzo a scuola nei giorni nei quali doveva essere proprio il padre ad andarlo a prendere. “Il bambino non voleva” si è giustificata la madre. Ma, secondo il giudice, questo atteggiamento non è né giustificabile né educativo nei confronti di un bimbo che frequenta ancora la scuola elementare. Le giornate di assenza ingiustificata dal banco scolastico sono l&#8217;escamotage che la madre aveva trovato per non mandare il figlio dal padre, nei giorni che il bambino doveva stare con lui.</p>
<p>Il tribunale la accusa in generale anche di compromettere in maniera colpevole il rapporto tra figlio e padre, ledendo il diritto del ragazzo di avere un rapporto equilibrato col genitore. “La madre – è scritto nel provvedimento – deve adoperarsi perché il ragazzo veda il padre, incoraggiandolo in tal senso”. A niente servono le giustificazioni sulla presunta mancata volontà del bimbo di frequentare il genitore. “Non posso portarlo di peso dal padre” si è difesa la donna. Non è vero, replica il giudice: la signora “deve adoperarsi attivamente incoraggiandolo in tal senso e magari anche minacciandolo di una qualche punizione in caso contrario” anche perché, secondo il tribunale, l&#8217;ostilità nasce proprio dal malanimo che la madre trasmette al figlio nei confronti del padre. Il rapporto con il padre è un diritto, ma anche un dovere. Per la madre come per il figlio.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/01/do-condiviso-dei-figli-0.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1593" title="do-condiviso-dei-figli-0" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/01/do-condiviso-dei-figli-0-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a>Così è arrivata la condanna preventiva. Fa eccezione, naturalmente, l’assenza da scuola per reali motivi di salute del giovane che dovranno essere certificati, ma &#8211; per evitare furbate &#8211; non dal pediatra scelto dalla madre, ma scelto di comune accordo tra i due genitori. &#8220;Indipendentemente dal caso concreto che è molto complicato – spiega l’avvocato Iacopo Tozzi di Firenze, difensore del padre &#8211; finalmente siamo riusciti a far applicare la legge a tutela dei diritti dei figli e dei genitori nella sua massima espressione: non solo si mira a condannare condotte passate, ma in particolare (e qui sta la novità) si prevedono anche sanzioni per cattive condotte future, in modo davvero da dissuadere il genitore inadempiente dal perseverare e continuare anche nel futuro le violazioni, senza che sia necessario ogni volta ricorrere dal giudice, evitando quindi anche il moltiplicarsi dei giudizi che ingolfano la giustizia e rallentano i tempi dei processi. Sono molto soddisfatto che il giudice abbia accolto la nostra tesi, che certamente garantirà, da un lato, maggiore tutela; dall&#8217;altro lato, una forte diminuzione dei procedimenti giudiziali. Il provvedimento del giudice sarà un precedente che colloca giustamente la nostra legge tra quelle più evolute a livello europeo nella tutela dei minori e dei genitori&#8221;.</p>
<p>http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=b1.11.12.18.08</p>
Number of View :5200<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/madre-condannata-preventivamente-dovra-pagare-ogni-volta-che-non-rispettera-laffidamento-condiviso/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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