Ragazza lesbica costretta dalla madre a prostituirsi

25Nov
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Una giovane ragazza dichiaratamente lesbica, è stata costretta a prostituirsi.
E non per sua scelta, bensì per scelta di sua madre, della figura che, in una famiglia, dovrebbe avere un ruolo protettivo.

Ma andiamo con ordine. Savina G. è una ragazza svizzera di ventisei anni, una bella ragazza che però porta dentro di sè i segni di una violenza inenarrabile. Dopo essere stata picchiata dalla madre per praticamente tutta la sua infanzia ed adolescenza ed essere stata violentata dal patrigno, la ragazza è stata costretta proprio dalla genitrice a prostituirsi dai 17 ai 24 anni.

Il motivo che l’ha spinta a doversi piegare a questa svilente pratica, è purtroppo legato anche alle scelte sessuali di Savina che, durante l’adolescenza ha fatto l’errore di dichiarare alla madre la sua omosessualità.

Da quel momento in poi, la ragazza ha dovuto sottostare alle violenze e percosse ulteriori della madre e del suo amante che, forte di questo potere, obbligava la figlia non solo a prostituirsi, ma anche a subire rapporti a tre con clienti -spesso anziani- che la madre stessa procacciava per lei.
Savina, per paura di essere picchiata -cosa che accadeva sistematicamente- si faceva toccare sessualmente dalla sua stessa madre in modo lascivo, per sollazzare i clienti e guadagnare dei soldi che sua madre teneva poi per sè.

 

http://www.lword10.it/violenza-sulle-donne-ragazza-lesbica-costretta-a-prostituirsi-195.html

Tanto gentil e tanto onesta pare…

24Ott
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Stai dalla parte delle vittime, come noi! (Documentazione video)

1Ott
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Ci seguono. Le ragazze che noi diciamo fare politica per un solo genere contro il ruolo e la figura del padre, ci seguono!!!!

Ma tanto! Tanto che appena pubblichiamo qualcosa che riguardi le loro esilaranti pubbliche affermazioni nel giro di brevissimo tempo ecco pronto anche il post di risposta.

Bene… significa che ciò che scriviamo le colpisce per lo stile narrativo (cosa che dubitiamo fortemente visto che non curiamo questo aspetto dei post) oppure (e quest’ultima ipotesi appare la piu’ probabile)  le preoccupa la verita’ delle informazioni che pubblichiamo e che mettono a nudo personalita’ problematiche insieme alla loro arte manipolatoria di dati e informazioni con l’unico fine (lo diciamo ormai da tempo) di CREARE DISCRIMINAZIONE e CONFLITTO.

Come dicevano a suo tempo (quando scegliemmo il nome di questa pagina)  “No alla violenza sulle donne” è stato uno slogan di cui si è ABUSATO con il fine di criminalizzare e SOTTOMETTERE MORALMENTE, ma anche fisicamente sotto vari aspetti, l’intero genere maschile. Tutto questo è spiegato anche qu: QUI

Le nostre ragazze sembrerebbero voler proseguire su questa strada tesa a creare odio sociale e discriminazione.

Basta saperlo e tenerle lontane. Isolate. Incapaci di nuocere ulteriormente.

No alla violenza sulle donne, uomini e bambini.
Stai come noi dalla parte delle vere vittime

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