Ci sono scambi su Internet che lasciano trasparire la personalità degli interlocutori meglio di lunghe discussioni faccia a faccia. E ci sono persone talmente piene di sé che si fanno fotografare per quelle che sono in poche battute.
E’ questo il caso di un noto negazionista dell’alienazione genitoriale che ha postato lo stesso commento in due diversi blog per affermare la stessa interpretazione sbagliata della storia di una madre coinvolta in una sottrazione internazionale. Un’interpretazione insostenibile, ma che è stata riproposta invariata nella stupida presunzione di trarre in inganno un lettore distratto. Ma non ci sono lettori così distratti da non saper cogliere i tratti distintivi dell’arroganza.
Lo scambio di battute prende il via da questo post sul blog del Manifesto:
dadtux Scrive: 22 giugno 2012 alle 20:21
Vorrei fare un appello a tutte le donne che leggono questo blog. Non fatevi condizionare dai pregiudizi. Tutti e due i genitori possono manipolare i figli contro l’altro dopo la separazione. A volte sono le madri e a volte sono i padri. Non è un problema di genere (di uomini o donne). E se veramente credete che anche al diseguaglianza economica abbia un peso, allora a maggior ragione dovreste mobilitarvi contro questa cosa, perché questo significa che sempre più madri perderanno i figli a causa di questa manipolazione. Chiamatela pure mobbing se questo vi fa sentire più sicure, ma non negate che si tratti di un grave abuso sui minori.
Per dimostrare quanto una presa di posizione delle donne sia urgente, voglio citare le parole di una donna, che pur appartenendo ad una classe privilegiata è stata privata dei figli manipolati dal loro padre:
(Catherine Meyer): “Per il mio caso ho pochissime speranze. Conosco i miei figli, so che i ricordi su di me sono stati distrutti, so che probabilmente hanno dimenticato come era Londra, perché tutto ormai è stato loro raccontato in un modo diverso, ma spero solo che… sono sicura che il sentimento della mamma è ancora con loro. Sono sicura che sono molto confusi, capiscono che qualcosa non sta andando nel verso giusto, ma non possono sapere che sto lottando per loro. Hanno detto loro che io li ho abbandonati, ed è quello che credono, perché quando un bambino è piccolo e la mamma non è con lui, e il padre gli dice ‘La mamma ti ha abbandonato’ il bambino gli crede, pensa che se varamente la madre gli volesse bene sarebbe lì con lui. Però so che quando cresceranno verranno a cercarmi. Ma per loro comunque sarà una cosa estremamente traumatica”
L’intervista a Lady Catherine Meyer è stata rilasciata nel 1999 alla PBS, si può vedere a questo indirizzo: http://www.charlierose.com/view/interview/4152
La risposta arriva il giorno dopo in un commento successivo:
Dr Andrea Mazzeo Scrive: 23 giugno 2012 alle 21:51
dadtux è il solito manipolatore, molto abile nel gioco delle tre carte.Il caso di Lady Meyer non è un caso di PAS ma un caso di sottrazione internazionale di minore a opera della famigerata Jugendamt tedesca.
“Irene Catherine Meyer (nata il 26 gennaio 1953) è la moglie di Sir Christopher Meyer, ambasciatore negli Stati Uniti. E’ la fondatrice dell’associazione Parents & Abducted Children Together (PACT).”
“Nel 1985 si trasferisce in Germania con il marito tedesco, da cui ebbe due figli. Nonostante abbia ottenuto la custodia dei figli dopo il divorzio, il loro padre rifiutò di tornare a Londra dopo una visita estiva nel 1994. Ciò ha portato alla sua quasi decennale battaglia legale nei tribunali tedeschi e inglesi per ottenere di incontrare i suoi figli. Solo nel 2003 le è stato consentito di vederli.”
“Il suo racconto di questi eventi si trova nei suoi due libri, Two Children behind a Wall e They Are My Children Too.”
“Nell’ottobre 1997 ha sposato Christopher Meyer, alla vigilia della sua partenza per Washington per diventare ambasciatore britannico negli Stati Uniti. Durante i loro cinque anni e mezzo di permanenza in America, ha fatto una campagna contro la sottrazione internazionale di minore dai genitori a fianco di un certo numero di genitori americani in una situazione simile con la Germania.”Naturalmente Lady Meyer ha potuto rivedere i figli nel 2003 per le pressioni che il governo inglese e americano avranno fatto sulla Germania; non come la nostra Marinella Colombo che invece è finita in carcere per difendere i suoi figli, tra i vostri applausi ovviamente, perché da voi accusata di occultamento di minori: http://www.adiantum.it/public/2218-marinella-colombo,-un-anno-di-occultamento-dei-figli.-adiantum-scrive-alle-istituzioni.asp
Ma un pizzico di vergogna ogni tanto, no?
Identico scambio di battute è avvenuto sul blog www.informarexresistere.fr.
Come si vede, invece di proporre la sua interpretazione dei fatti, il commentore procede prima a denigrare il suo interlocutore e poi afferma quello che vuole far credere in modo apodittico ed arrogante pensando di fare colpo sui lettori. Ma è vero quello che si afferma sulla storia proposta dall’utente dadtux? E’ vero cioè che la sottrazione internazionale subita dalla signora Meyer non ha nulla a che fare con la PAS?
Non è assolutamente vero, è falso, come spiega subito dopo l’utente dadtux così inviso a Mazzeo:
dadtux Scrive: 24 giugno 2012 alle 09:40
E’ Mazzeo in realtà il solito manipolatore. Il caso di Lady Meyer è sia un caso di sottrazione internazionale che di alienazione parentale, lo dice lei stessa nell’intervista dove parla del fatto che ai figli è stato detto che lei li ha abbandonati. Del resto Lady Meyer ha finanziato con la sua fondazione PACT un documentario sull’alienazione genitoriale. Sarà mica perché c’è passata anche lei? Moltissimi minori vittime di sottrazione internazionale vengono manipolati dal genitore che li porta all’estero ed indotti ad odiare il genitore assente, in modo da rendere difficile il rimpatrio una volta che il rapitore venisse rintracciato dalle autorità. http://www.alienazionepar.altervista.org/index.php/Sottrazioni_internazionali
In altre parole, c’è una stretta correlazione tra le sottrazioni internazionali di minori e l’alienazione genitoriale, come è dimostrato dal fatto che l’organizzazione non governativa PACT fondata dalla Meyer ha prodotto un documentario sull’alienazione genitoriale intervistando adulti che da bambini sono stati portati all’estero da uno dei genitori e indottrinati ad odiare l’altro. Ma questa verità viene negata da Mazzeo che cerca di confondere le idee degli interlocutori citando un altro caso famoso di sottrazione internazionale.
Ma che le sottrazioni intenazionali spesso si concretizzino in alienazione genitoriale dei figli coinvolti è dimostrato anche da una storia più recente. Quattro sorelle figlie di un padre italiano e di una madre australiana sono state trasferite nel 2010 in Australia dalla madre. Il padre ha chiesto l’applicazione della Convenzione dell’Aja, e le autorità australiane dopo una vicenda giudiziaria durata due anni hanno finalmente dato corso nel 2012 al rimpatrio delle minori. Ma nel lungo periodo passato lontano dal padre le ragazzine erano state talmente manipolate che si è dovuto procedere ad imbarcarle in aereo a forza. Ecco quindi un caso di sottrazione internazionale che è anche un caso di grave alienazione genitoriale, con strascichi pesantissimi per i minori coinvolti come risulta dalla grande quantità di fonti giornalistiche sulla vicenda.
Ma è inutile, come i negazionisti della Shoa anche i negazionisti dell’alienazione genitoriale sono pronti a negare l’evidenza. E’ tempo perso tentare di discutere con loro.