L’invettiva che smaschera le vere ragioni dei negazionisti dell’alienazione genitoriale

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Il caso del bambino di Padova ha avuto un grande eco mediatico che ha causato confusione sulla tematica dell’alienazione genitoriale. L‘effetto positivo è stato che un gruppo di professionisti del settore hanno sottoscritto un documento di chiarimento sul senso da attribuire al concetto di alienazione genitoriale. Il documento spiega come l’alienazione genitoriale non è mai stata considerata una malattia psichiatrica da coloro che operano come Consulenti Tecnici d’Ufficio nei tribunali.

Del resto anche il dottor De Nicola (il consulente che ha supportato il Tribunale nel caso del bambino di Padova) in un’intervista ha sostenuto apertamente che la PAS come malattia non esiste, ma che si tratta tuttavia di una dinamica relazionale dannosa per il minore. E la professoressa Cavedon qualche tempo prima dei fatti di Padova aveva dichiarato che secondo il suo gruppo di studio la PAS non è da considerare una malattia.

La reazione da parte dei “negazionisti” (cioè coloro che contrastano l’uso del concetto di alienazione genitoriale) non si è fatta attendere. Dopo aver verificato con disappunto che il martellamento dello slogan “la PAS non è un malattia” produceva scarsi effetti, uno psichiatra ha pubblicato su Internet una specie di contro-documento di denuncia degli errori concettuali che (secondo lui) avrebbero commesso i 25 firmatari del documento sull’alienazione genitoriale (loro però sono 25, lui è 1).
Si tratta di una vera e propria invettiva contro i sottoscrittori del documento di chiarimento di cui si è parlato sopra.

Ma questa invettiva è paradossale. In effetti il documento di chiariment avrebbe dovuto essere accolto con favore, visto che conferma l’affermazione cara ai negazionisti secondo cui “la PAS non è una malattia”.

Allora perché tanta furia?
La risposta è semplice, il problema della PAS-malattia è solo una maschera. Infatti grazie all’invettiva negazionista si scopre che non è sufficiente concordare sul fatto che la PAS non è una malattia. I negazionisti sono arrabbiati per la presunta mistificazione cioè: 

il concetto che se il bambino rifiuta un genitore ciò avviene perché è stato manipolato dall’altro genitore.

Ecco scoperto l’altarino!
Altro che preoccupazione per il rigore scientifico nell’utilizzo delle categorie mediche! Alla fine ai negazionisti non importa un bel niente se questa benedetta cosa (l’alienazione genitoriale) la si considera una malattia oppure no. Nella foga dell’invettiva viene finalmente fuori tutta la verità: che sia o non sia una malattia non importa a questi sedicenti difensori della scientificità. Chi contrasta il concetto di alienazione genitoriale vuole puramente e semplicemente negare l’ipotesi che un bambino sia manipolabile da un genitore, punto e basta. E questa ammissione (fondamentale per comprendere la vera natura della controversia) è riportata apertamente nelle conclusioni del documento contro l’alienazione genitoriale.

E, guarda caso, tutti i bambini di mia conoscenza ai quali è stata diagnosticata la PAS non hanno alcuna sofferenza soggettiva, sono bambini normalissimi, molto intelligenti, brillanti, tra i primi a scuola, socievoli, impegnati in varie attività extra-scolastiche. Come possono dei medici sostenere che questi sono bambini malati!! O manipolati! Le buone prassi invocate impongono che si indaghi realmente il comportamento del genitore rifiutato. Impongono che si ascolti prioritariamente il bambino senza pregiudizio alcuno, senza paura della verità, anche se certe verità fanno paura.Il resto, mi si perdoni, è aria fritta.
17 ottobre 2012
Andrea Mazzeo

La questione finalmente è chiara. Secondo questo professionista (che è stato nominato nel gruppo dei consulenti di parte della famiglia materna del caso di Padova) i bambini che rifiutano un genitore non sono stati manipolati dall’altro. I bambini che rifiutano un genitore lo fanno perché ci sono validi motivi per rifiutarlo, cioè perchè sono stati in qualche modo abusati dal genitore rifiutato. Chissà cosa ne pensano le centinaia di operatori (professionisti, assistenti sociali, magistrati) che ogni giorno vedono la realtà evidente dei bambini manipolati da un genitore contro l’altro.

Fonti:

  1. documento dei 25 professionisti che chiariscono le condizioni di utilizzo del concetto di alienazione parentale nelle CTU
  2. documento sugli ostacoli alla bigenitorialità 
  3. intervista alla prof.ssa Adele Cavedon