Caso Ritter/Colombo: l’unica intervista del padre dei bambini sequestrati

5Mar
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Herr Ritter, finora lei non ha voluto manifestare le sue opinioni. Non ha voluto apparire in pubblico nonostante gli attacchi di cui è stato di continuo oggetto. E’ stato descritto come un «mostro», come un padre che vuole sottrarre i figli alla madre. Ritengo giusto sentire la sua versione.

«Mi continuo sempre a stupire delle bugie che vengono propalate da mia moglie e dalla stampa.

La stampa italiana si dimostra priva di senso critico. Finora ho potuto preservare la sfera privata dei miei ragazzi e ho tenuto lontano la stampa in Germania. Dopo la separazione, sarebbe stato mio desiderio che la mia ex moglie e io vivessimo in abitazioni vicine, in modo da vederci al fine settimana, e nella vita quotidiana, con una certa regolarità. Invece mia moglie ha cercato di mettere sempre una zeppa nei rapporti tra padre e figli. Non appena si è accorta che io e i ragazzi eravamo felici di stare insieme, ha cercato di andarsene per sempre in Italia. In questo modo voleva ridurre i miei incontri con i bambini, e alla lunga di impedirli. Solo a questo punto ho spiegato al nostro consigliere matrimoniale, ai periti del tribunale e al giudice, che i due bambini avevano un bisogno profondo e urgente di loro padre; della sua tenerezza per bilanciare il rapporto rigido e duro con loro madre, e con i suoi interventi duri e possessivi. Quando due tribunali tedeschi e il tribunale dei minori italiani decisero nell’interesse dei bambini, di farli vivere in Germania, allora lei li rapì e li tenne nascosti per mesi. Io non ebbi piu alcun contatto con Niccolò e Leonardo. Mia moglie non permise loro di chiamarmi, nessun segno di vita a Natale, o a Pasqua».

La storia sua e di sua moglie, è quella di migliaia di coppie; mala vostra si è tramutata, e non certo a causa sua, in un affare internazionale. Quasi un affare di Stato tra Italia e Germania. Quale fu la sua reazione, quando lesse che in Italia, la sua Germania, e la Germania dei suoi figli, veniva descritta come un Paese in cui non si è riusciti a superare il passato nazista. Che lei avrebbe sottratto i bambini a loromadre grazie a istituzioni naziste, come lo Jugendamt.

«Le affermazioni di mia moglie hanno lo scopo di influenzare l’opinione pubblica, e la stampa scandalistica, si sa, è stupida.

Io mi vedo e mi sento come europeo, e non esplicitamente come tedesco. Provengo da una famiglia di attivi antifascisti e il nostro caso privato non ha nulla a che vedere con tutto questo».

Ma come si è comportato lo Jugendamt con i suoi figli? Sono giuste le accuse di sua moglie contro alcuni funzionari che avrebbero perseguitato lei e i bambini?

«Le accuse allo Jugendamt sono assolutamente ingiuste. Durante il processo ha dato il suo parere solo due volte, sostenendo che era meglio per i bambini vivere con il padre in Germania, piuttosto che con la madre in Italia.  Simili consigli sono giunti anche da parte del perito, che il tribunale ha voluto consultare.   Con tutto ciò la madre ha diffamato lo Jugendamt come ’istituzione di Himmler’, e ha cercato di scatenare una campagna contro la ’Germania nazista’».

Come si è comportata sua moglie, mentre i bambini vivevano con lei?

«Fu lei a impedire ogni contatto tra padre e figli, fu lei a rapirli e a portarli in Italia, a tenerli nascosti a Milano, a impedire che andassero a scuola da Natale a Pasqua. Solo dopo otto mesi di silenzio, telefonò per concedere che i ragazzi potessero incontrarmi per prendere un gelato, ma in sua presenza.

Lei, senza alcuno scrupolo e senza alcun diritto, ha sottratto i figli alla loro casa e al loro ambiente abituale. E vorrei citare a questo proposito le parole della signora Monica Frediani, pubblico ministero presso il Tribunale dei minori:  ’Il problema si può porre anche alla rovescia, è lei che ha sradicato i bambini, ha impedito al padre di vederli, non li ha mandati a scuola, li ha tenuti nascosti, li ha esposti a un pregiudizio…’».

Sua moglie sostiene di essere stata obbligata a trasferirsi a Milano per motivi di lavoro.

«La signora Colombo, in tutte le aziende per cui ha lavorato, ha ricoperto posti di eccezionale responsabilità. Edi quando in quando ha anche lavorato da libera pro lavorare ovunque, a Milano o a Monaco, a Hong Kong o a Shanghai.  Ha lavorato sempre a livello internazionale, ed è poliglotta. La sua intenzione di lasciare Monaco era dettata dal desiderio di separare i bambini dal padre. Io di fatto non li avrei quasi piu potuti rivedere».

Niccolò e Leonardo sono nati in Germania, sono andati a scuola in Germania. Si aveva paura che il forzato trasferimento da Monaco a Milano avrebbe potuto danneggiarli?

«L’unica mia speranza e che non abbiamo subito danni. E se invece fosse avvenuto, io cercherò di fare di tutto perché ricevano aiuto da parte di esperti professionisti».

Negli otto mesi in cui sua moglie teneva nascosti i bambini, lei ha temuto che la situazione potesse precipitare, e che non potesse mai piu rivederli?

«Si, ero gravemente preoccupato.   Ma non ho mai abbandonato la speranza, perché sapevo che i tribunali avevano espresso il loro giudizio per il bene dei bambini, e che un giorno sarebbe stato eseguito».

Herr Ritter, giustamente giornali e tv in Germania rispettano la privacy ma il suo nome è diventato pubblico. Ne ha riportato danni?

«In Italia è stata violata la mia sfera privata. In Germania il caso è conosciuto per fortuna solo da poche persone coinvolte.

Purtroppo, è proprio la signora Colombo che non conosce limiti. Finora ho potuto tenere lontana la stampa e continuerò a farlo, con la sola eccezione di questa intervista.   Io desidero solo una cosa: vivere in pace con i miei figli. Mi rammarico molto per come estranei si immischiano nelle nostre faccende e cercano di aizzare gli animi.   Mi appello a tutti, e in particolare alla signora Colombo: preservate la nostra sfera intima e privata».

 

Fonte: il resto del Carlino, 8 giugno 2009.  Testo completo: http://graffitidaberlino.corriere.it/giardina.pdf.

La foto di Laura Cossar, la avvocatessa che ha assistito la madre, è tratta dal servizio di SkyTG24 che dà notizia del fermo della madre accusata di sequestro e maltrattamento dei figli.