Per sua stessa definizione, lo stalking giudiziario si avvale di operatori del diritto (avvocati, periti ecc.) per mettere in atto strategie criminali consistenti in vere e proprie forme di persecuzione.
Per quanto possibile in ogni campo dell’attività forense, i casi più frequenti si riscontrano in ambito familiaristico dove forme di stalking attuate con la strumentalizzazione del sistema giudiziario sono tuttaltro che rare.
La stalking giudiziario in materia di diritto di famiglia, inoltre, va quasi sempre a toccare sentimenti umani profondi, finendo per causare gravissimi danni ai soggetti coinvolti.
Non essendo consentita in italia l’auto-difesa, il fatto che questo tipo di manifestazioni coinvolgano operatori forensi quali avvocati, periti e altre figure legittimate ad interagire con gli apparati di Giustizia, è la deduzione più elementare .
Nel caso dei tribunali dei minorenni, a differenza di quanto avviene per i tribunali ordinari, un ruolo importante possono inoltre averlo (e lo hanno spesso avuto) figure come quella dell’assistente sociale.
Tra le armi degli stalker forensi troviamo, in primis, la falsa accusa. Una accusa inventata e ben orchestrata per maltrattamenti familiari o per abusi su minori può richiedere anni di accertamenti e, in assenza di una difesa sufficientemente preparata e “devota”, può inevitabilmente condurre il soggetto bersaglio in una vera e propria spirale in cui si assiste ad una progressiva soppressione di qualsiasi suo diritto umano normalmente inteso come tale.
Tutto questo puo’ diventare un viaggio senza possibilità di ritorno se, oltre a dover subire i vili colpi di parte avversaria, ci si trova a dover fare i conti con un difensore che non risponda ai requisiti professionali minimi indispensabili per arginare fenomeni di criminalità insiti nel sistema di accusa – difesa sui quali poggia le basi il nostro diritto.
L’infedele patrocinio, cioè il tradimento del cliente in giudizio da parte del proprio legale o consulente (anche la mancata difesa dei diritti è da intendersi a tutti gli effetti come un tradimento), è un reato tra i più ignobili ed è previsto e punito dall’art. 380 del Codice penale ed ha perseguibilità d’ufficio.
ALCUNE BREVI INDICAZIONI:
- può bene accadere, come può avvenire in ogni buona famiglia, che anche nella classe forense – e nelle altre categorie professionali – si possa incontrare un professionista disonesto od incapace, verso di questo resta fermo il diritto del cliente di procedere ad accertare la relativa responsabilità, anche penale;
- informatevi preventivamente sull’affidabilità del professionista, possibilmente presso suoi clienti, tenete presente che non sempre tariffe alte e studio importante sono garanzie di sicurezza;
- verificate l’interesse del professionista alla vostra difesa, fate un accordo scritto e pagate sempre con assegni, per avere prove nel caso d’eventuali contestazioni. Non consegnate documenti originali senza avere in cambio una ricevuta, fornite solo fotocopie;
- intervenite alle udienze: se non è tutto chiaro chiedete formali spiegazioni a mezzo lettera raccomandata AR. Imparate a consultare i Codici, parlate con altri avvocati e consulenti ed eventualmente associateli alla difesa;
- diffidate dei continui rinvii, delle perizie tecniche incomplete, delle spiegazioni poco chiare, dei mancati interventi in udienza, e del mancato ritiro della sentenza, questa dopo un anno diviene irrevocabile;
- prestate attenzione alle fasi finali dell’istruttoria: udienza collegiale, deposito conclusioni, deposito replica. Visionate questi documenti ed eventualmente esigete correzioni ed annullamenti, se non avete riscontro revocate il mandato al professionista articolando quello che è il giustificato motivo a tale decisione;
- ricordate che in base all’art. 76 delle Norme d’attuazione del Codice di Procedura Civile, la parte ha diritto di visionare gli atti in Tribunale, e di ottenerne copie: e’ consigliabile farlo dopo ogni udienza in modo da poter visionare i documenti con calma e poterli verificare insieme a persone competenti;
- in caso d’accertata violazione degli obblighi professionali da parte del proprio delegato, revocategli subito il mandato – ben articolando nello scritto quello che è il giustificato motivo a tale decisione – e chiedete la restituzione degli onorari ed il risarcimento danni; se la Vostra richiesta non dovesse avere riscontro chiedete una conciliazione al Consiglio dell’Ordine di appartenenza del professionista ed esigete copia del relativo verbale;
- qualora il tentativo di conciliazione non fosse soddisfacente chiedete al Consiglio dell’Ordine un procedimento disciplinare ed esigete di conoscere la decisione finale;
- se il procedimento disciplinare dovesse concludersi in un’archiviazione chiedete al Consiglio dell’Ordine l’accesso agli atti e citate il professionista in giudizio: chiedete l’appoggio delle Associazioni degli utenti e dei consumatori;
- se avete prove fondate denunciate il professionista alla Procura della Repubblica: e’ un atto indispensabile per la salvaguardia dei propri interessi. La denuncia penale è un atto importante: prima di presentarla raccogliete documenti, prove e testimonianze;
- l’Ordine professionale è vigilato dal Ministro della Giustizia, pertanto se ravvisate irregolarità scrivete al Ministro;
- il patrocinio o consulenza infedele è un reato previsto dall’art. 380 del Codice penale ed è punito con la reclusione e con la multa ed è perseguibile d’ufficio: questo comporta che l’Associazione degli utenti e dei consumatori alla quale siete iscritti vi può sostenere con una denuncia c.d. ad adiuvandum.
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Fonti:
http://www.associttadini.org/infedeli/Come%20difendersi%20dall%27avvocato%20infedele.html
http://www.facebook.com/pages/Giustizia-Familiare-Stati-Generali-2011-Testimonianze/164072220324057
http://www.youtube.com/watch?v=Exf2U4FYh6E
http://www.youtube.com/watch?v=Sas2byMoP80
sono dentro in una storia del genere e percepisco che il legale che attualmente ho vorrebbe tirarsi indietro, forse è stato intimidito. C’è qualcuno che può aiutarmi?
Grazie
sono dentro a una voragine di storia simile o peggio , nessun legale neanche l’ultimo e stato piu’ disponibile !!!!praticamente io mi sono accorta dai maltrattamenti fatti nella mia famiglia di nn essere figlia dei miei genitori , ma di una losca scopata fra cugini , cosi iniziano proprio i miei familiari sia da parte di mio padre che da parte di mia madre , sono nata in calabria , da allora praticamente subisco violenze fisiche, la figia vera mi somiglia moltissimo viene usata su tutte le cose che io faccio , poi iniziano il mio ex marito e la sua famiglia ,ho scoperto che questa francesca se la spassava anche con il mio ex fin da ragazzi , lei ha firmato ogni cosa ,hanno invaso la mia vita qualsiasi luogo sia medici palestre lavoro nn arriva la posta , si sono appropriati di tutto , nn ho piu’niente , nn ho piu’ amici , anche il compagno che avevo e stato allontanato , da quello che ho potuto capire fin da piccola i miei famigliari mi davano delle pasticche per l’alzimer perche nn ricordassi il mio passato ,cosi continuano a farlo il mio ex e la sua famiglia , lui continuava a vedersi con questa persona e ha fatto un figlio, nel mio palazzo tutti si sono approfittati di tutto , perche’ nn ho nessuno che mi difende,abito in un piano terra dal mio terrazzo si vede la casa di questa persona hanno rialzato il muro perche’ io nn vedessi,sotto di me c’e’ qualcosa di clandestino ,ho chiesto aiuto anche alle forze dell’ordine ma nn ho avuto risposta !!!!!vi prego io voglio la mia vita……..qualcuno mi aiuti……!!!!!grazie……..!!!!!!