Malafede o patologia nelle accuse contro Richard Gardner e contro chi utilizza la PAS (Sindrome di Alienazione Parentale)?

26Dic
Number of View: 572

C’è gente che continua ancora a sostenere -con una fissità che sembra davvero patologica e frutto di qualcosa di  patologico- che Gardner difendeva i pedofili e che la PAS “non esiste” perché serve ai pedofili per difendersi….

Sembra, lo ripetiamo, un atteggiamento davvero patologico (che nel caso esprime gravi problemi personali?): oltre che in malafede.

Che sicuramente si tratti di vera malafede lo si comprende se si considera come ogni specialista sa  che Gardner  già UNDICI ANNI FA ABBIA RISPOSTO A QUESTE ACCUSE (SEGUI QUESTO link per acquistare l’articolo di Gardner e sapere cosa abbia VERAMENTE detto della pedofilia).


E, bisogna aggiungere, se non lo si sa, sarebbe bene informarsi, prima di partecipare con tanta violenza ad un dibattito: è obbligho di chi discute, informarsi.


Orbene: non solo esistono ben delineate e pubblicate PRECISAZIONI DI GARDNER relative a queste falsità, ma le stesse vennero pubblicate – e questo è il punto ulteriore che gli ignoranti vogliono …ignorare- su una IMPORTANTE RIVISTA SCIENTIFICA (l’“American Journal of Family Therapy”, una fra le massime pubblicazioni in tema di studi sulla famiglia)

Non si trattava dunque della CASA EDITRICE DI GARDNER, ma di una delle più famose e quotate riviste del settore: a VAGLIARE I CUI CONTRIBUTI C’E’ UN COMITATO SCIENTIFICO DI TUTTO RISPETTO: un gruppo di persone, dunque, a cui la prosa e le conoscenze culturali di quanti vogliono demolire la PAS ben poco possono opporre (quanto a credibilità scientifica e culturale!).

Difatti, questi DETRATTORI OSSESSIVI di GARDNER e di chi utilizza la PAS, NON CITANO MAI LO SCRITTO CHE QUI LINKIAMO: nè spiegano certo come mai la diagnosi di “Sindrome di Alienazione Genitoriale” sia ormai entrata nell’uso di Tribunali e periti.


A seguire i loro “ragionamenti” si dovrebbe pensare infatti che tutti i magistrati e i docenti che la utilizzano e ne discutano siano dei grandi ignoranti al soldo di una internazionale pedofila, e l’unica verità fosse quella di uno sparuto gruppetto di specialisti in …Social Network!


buy viagra pills

Il testo comunque è questo e può essere acquistato sul sito della rivista che lo pubblica.

Si può poi leggere integralmente su altri siti (non sappiamo se in violazione dei diritti di copyright) e può essere letto da chi volesse DAVVERO informarsi su come la pensasse davvero Gardner:

“Misinformation Versus Facts About the Contributions of Richard A. Gardner, M.D.”.American Journal of Family Therapy 30 (5): 395–416 a questo indirizzo: http://www.informaworld.com/smpp/content~content=a713830020~db=all


Lo si può comunque trovare integralmente – con le riserve di cui sopra – anche a quest’altro indirizzo:

http://www.fact.on.ca/Info/pas/misperce.htm


Un ultimo punto.


A nostro avviso, questa FISSAZIONE contro Gardner e la PASnasconde gravi problemi psicologici personali, evidentemente non riconosciuti e “proiettati” sugli specialisti della PAS.


Sono due i punti che ce lo fanno sospettare.


Il primo è la voluta assenza di ogni considerazione sia per queste precisazioni, pubblicate nel 1999, e che dovrebbero almeno esser discusse. L’ignorarle, fa pensare ad un puro accanimento, che non vuole chiarire, ma negare tout court qualcosa che si odia visceralmente. Con una presa di posizione frutto non certo di un approfondimento scientifico, ma solamente di un impulso emotivo irrefrenabile.


Oltre ad ignorare queste precisazioni, chi si accanisce con tanta fissità e tanta violenza contro Gardner (deriso pure perché suicida, in quanto affetto da una gravissima patologia neuromuscolare, a tipo SLA: e già questa derisione descrive bene le persone che parlano), queste accuse ignorano volutamente che sono ormai migliaia gli specialisti che usano come parametro concettuale “la PAS”.


Tutti stupidi? Tutti collegati ad una internazionale pedofila?

E’ questo che ci fa pensare ad una fissazione patologica: l’assoluta mancanza di considerazione per ogni voce avversa, e un’ipotesi costantemente ripetuta di una congiura contro le mamme e i bambini.


Modi di argomentare del genere sembrano sempre patologici, proprio perché la monotematicità del tema si assomma alla squalifica e alla disconferma (e nemmeno alla negazione) dell’opinione contraria.


Queste persone, ad esempio, si attaccano ad argomenti tipicamente inconsistenti (es.: “Gardner non ha mai fatto vedere un curriculum che dimostrasse la sua laurea“. Come se chi scrive tali assurdità fosse andato di persona a scartabellare nei Tribunali, negli ospedali, nelle Università o nelle Redazioni in cui a Gardner è stato comunque dato spazio!) confondendo dunque la propria limitata osservazione (qualcuno non ha visto un curriculum) con un dato pseudo-oggettivo (il curriculum forse non esiste) di cui nessun altro (Tribunali, Università, ecc.) si sarebbe mai (a quel che dubitano loro) occupato come -ovviamente- solo loro avrebbero sauto fare con adeguatezza e competenza (che in trenta anni nessun altro avrebbe mai mostrato).


Altre affermazioni fanno pure sorridere: la PAS va abolita perché serve ai pedofili per difendersi – asserzione probabilmente desunta dalla esperienza personale di una persona che scrive contro Gardner.


Si scopre poi non solo che TUTTE LE MALATTIE MENTALI sono state usate da un mucchio di criminali per cercare evitare il carcere (e nessuno ha mai fondato comitati su Facebook per abolirle a causa di ciò), ma che anche nel caso specifico, la difesa attraverso la PAS non è servita affatto: il tizio sarebbe stato condannato nonostante avesse invocato appunto la PAS. Che dunque NON SERVE a evitare la condanna per pedofilia, se ci sono le prove e se c’è la colpevolezza.

Che poi, a quel che ci sembra di aver capito, si possa creare una pagina su Facebook per ricordare, o nel caso far sapere a tutti, che un bambino o una bambina sono stati vittima di un padre pedofilo, la cosa ci lascia molto perplessi.

In questi casi, la miglior tutela è la discrezione ed il silenzio. Non certo far correre al proprio figlio il rischio che qualcuno gli chieda come mai esista una certa pagina. Su Facebook le notizie girano, si incrociano, e chiunque – per quel diabolico meccanismo che è la Rete – può venirne a conoscenza. Personalmente, avremmo tenuto lontano da ogni pubblico internettiano la possibilità di nostro figlio di vedersi ricollegato a una vicenda spaventosa, di cui chiunque legga qualcosa in merito può ora chiedergli notizie.

Non ci sembra una gran tutela, insomma, e soprattutto ci sembra che l’obbiettivo sia più lo sfogo personale dal trauma subito: ma uno sfogo che rischia di  passare sopra la vita del bambino abusato: dunque uno sfogo quanto meno narcisistico e privo di empatia verso la sofferenza del proprio figlio. Uno sfogo per soddisfarsi nella propria tragedia, ma non certo per aiutare il proprio piccolo, insomma.

Nel caso, vedremmo in questo comportamento una insensibilità tipica di altri -e invisi- comportamenti con i bambini…


L’altro punto che ci fa sospettare problemi di un certo tipo, è la violenza con cui viene controbattuta l’opinione avversa. I riferimenti ad impiccagioni dell’avversario che scrive sulla PAS, ad esempio, il dileggio, l’insulto, il perenne stato di “Armiamoci alla guerra contro gli infedeli”, bollati sempre di qualche malefatta e qualche turpitudine, e mai controbattuti con idee. Una violenza che si fonda su una fissazione, dunque, e una fissazione che si fonda su una violenza continua.


Questo accanimento sembra dunque frutto non di una presa di posizione razionale, portata avanti con rigore se non con conoscenze specialistiche.


Sembra frutto di altro.


Facendo delle mere ipotesi (che non hanno ovviamente alcun valore diagnostico, non parlando qui un medico) potremmo avere a che fare con persone che colludono emotivamente (e inconsciamente) con il mondo dell’abuso e della pedofilia, e che poi aggrediscono violentemente i sospettati (da loro) di difendere i “pedofili”, perché così possono negare la propria tendenza all’abuso psicologico dei minori.


Stiamo cioè ipotizzando che – questi OSSESSIONATI DA GARDNER – possano -eventualmente- essere persone che NON HANNO CERTO COMPORTAMENTI PEDOFILI, ma che PERO’ tendono a sedurre psicologicamente e affettivamente i bambini per guadagnare consenso e potere su di loro; probabilmente tra QUESTI OSSESSIONATI potrebbero esserci anche adulti maltrattati da piccoli da padri davvero violenti.

Non ci stupirebbe che tra loro ci fossero anche madri affettivamente abusanti e/o abusate da piccole (si ricorda che la pedofilia femminile è diffusa quanto quella maschile, ma MASCHERATA DALLE CURE MATERNE! VEDI, come esempio fra tanti, questi LINK: http://www.tesionline.it/consult/anteprima.jsp?idt=14882 e, anche, http://www.sarabreschi.it/donne,_madri_e_pedofilia.htm e http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/06/17/vanguard_italia_inchiesta_pedofilia_femminile.html oppure cercando su Google – CLICCA QUA) , convinte di non esserlo e anzi di voler “difendere” i loro figli dai pericoli “della pedofilia” (la difesa forsennata e piena di fissazioni è sempre da considerare una lotta contro un pericolo che chi “urla” sente dentro di sé ma non vuole ammettere).


Crediamo dunque sia il momento di dire chiaramente come stanno le cose.


La lotta contro Gardner, il voler equiparare chi si occupa di PAS a persone che difendono i pedofili, quando si esprimono con condotte ossessive, ripetitive, “urlate”, fanno pensare A DELLA MALAFEDE MA ANCHE – e con grave preoccupazione – proprio a problemi (E NON A COMPORTAMENTI) di abuso sui minori: forse un abuso sofferto perché ricevuto, forse inconsciamente desiderato VERSO I PROPRI FIGLI.

Per quanto riguarda gli uomini, possiamo pensare ANCHE a maltrattamenti veri e propri subiti da padri DAVVERO VIOLENTI, maltrattamenti che hanno lasciato gravi turbe caratteriali e il bisogno di COMBATTERE LE FIGURE MASCHILI CHE LORO TENDONO E VOGLIONO PERCEPIRE COME AUTORITARIE.


Per quanto riguarda le donne, possiamo pensare invece a DESIDERI INCESTUOSI O DI ABUSO PSICO-AFFETTIVO VERSO I PROPRI FIGLI.


D’altra parte, la VIOLENZA MOSTRATA DA UOMINI E DONNE NEI LORO COMMENTI CONTRO CHI NON E’ D’ACCORDO CON LORO, SEMBRA ESSERE BEN ESPLICATIVA DEI PROBLEMI CHE IPOTIZZIAMO.


Alle mamme (ma anche a certi papà…) basta una carezza di più (e alle non-mamme basta fantasticarla) per sentirsi …buone e tenere. Magari una carezza fatta mentre scrivono, o leggono soddisfatte/i, l’ultimo post in cui si insultano e diffamano i professionisti della PAS.


Un dato risulta sempre certo: l’accanimento, la lotta ossessiva, indica sempre che qualcosa “là dentro” non va.

E lo si vuole attribuire agli altri…



Both comments and pings are currently closed.

Comments are closed.