<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>Commenti a: Diario segreto di una nazi-femminista</title>
	<atom:link href="https://www.centriantiviolenza.eu/nazifemminismo/diario-segreto-di-una-nazi-femminista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.centriantiviolenza.eu/nazifemminismo/diario-segreto-di-una-nazi-femminista/</link>
	<description>Un genocidio silenzioso scandito dall&#039;odio misandrico</description>
	<lastBuildDate>Tue, 26 Jun 2012 18:56:48 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/nazifemminismo/diario-segreto-di-una-nazi-femminista/#comment-56</link>
		<dc:creator><![CDATA[giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 16:40:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centriantiviolenza.eu/nazifemminismo/?p=104#comment-56</guid>
		<description><![CDATA[Flavio ha ragione al 100%...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Flavio ha ragione al 100%&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Flavio Zabini</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/nazifemminismo/diario-segreto-di-una-nazi-femminista/#comment-9</link>
		<dc:creator><![CDATA[Flavio Zabini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 23:25:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centriantiviolenza.eu/nazifemminismo/?p=104#comment-9</guid>
		<description><![CDATA[Vedete, non è tanto grave che esistano donne sì perfide e false da accusare un uomo innocente per vendetta, denaro o altro motivo. Come esistono uomini tanto malvagi e violenti da stuprare esistono, per simmetria, anche donne siffatte, essendo la nequitia equamente distribuita fra i due sessi.
Grave è che esistano stati democratici e repubblicati sedicenti &quot;di diritto&quot; pronti a considerare &quot;normale&quot; il condannare un cittadino, innocente sino a prova contraria, sulla sola parola dell&#039;accusa, anche prima e anche senza riscontri oggettivi o testimonianze terze della presunta violenza.
A me non si gela il sangue nel leggere il diario. Si gela nell&#039;apprendere (dal sito inglese), che la prima corte lo aveva stralciato dalle prove da presentare ai giurati con la motivazione secondo cui il &quot;valore probatorio&quot; di tali rivelazioni autobiografiche sarebbe stato superato dal rischio di &quot;influenzare negativamente l&#039;immagine della teste&quot;. Il tutto conformemente alle leggi per cui &quot;non si può mettere in dubbio la credibilità di una donna che denuncia violenza indagando sulla sua reputazione&quot;.

Ecco perchè certi movimenti femministi devono essere arrestati con ogni mezzo se inneggiano all&#039;applicazione integrale di tali modi di procedere anche in Italia. Ecco perchè certe femministe debbono essere trattate come istigatrici a crimini contro l&#039;umanità quando diffondono l&#039;idea che &quot;una vittima di violenza non deve essere sottoposta a interrogatori volti a verificarne l&#039;attendibilità perchè sarebbe come violentarla ancora&quot; (notare il ragionamento circolare del considerare già vittima di violenza la denunciante sulla base della sua stessa denuncia di cui si dovrebbe vaglire l&#039;attendibilità: &quot;non si deve più verificare che questo è vero, perchè....è vero&quot;) e che &quot;non si può rischiare di rovinare la reputazione o la privacy di una donna per difendere uno stupratore&quot; (come se fossimo nell&#039;Ottocento delle spose vergini, come se non fossimo in uno stato di diritto in cui nessuno può avere la reputazione menomata solo per certi comportamenti non condivisi da certe morali e in cui a chi accusa spetta l&#039;onere della prova).
Ma poi, della &quot;reputazione&quot; e della &quot;tutela psicologica&quot; di chi stiamo parlando?
Se stiamo parlando di una vera vittima, le verifica può solo dimostrarne la sincerità, e quindi gettare ulteriore discredito sull&#039;accusato e comprensione sull&#039;accusatrice. Se stiamo parlando di una stronza mentitrice, è invece giusto che la sua &quot;reputazione&quot; sia distrutta, se non per contrappasso con quello che ha fatto alla reputazione dell&#039;uomo accusato ingiustamente, almeno per salvare altri innocenti da altre possibili accuse. Quanto alla psiche di una che prima agisce da puttana e poi racconta di essere stata stuprata, non serve tutelarla al processo, perchè evidentemente aveva già problemi in partenza.
E comunque: è più a rischio la psiche di un innocente che subisce il trauma (materiale, economico, mentale e a volte pure fisico, date le leggi anacronistiche fra carcerati contro i &quot;violentatori&quot;) del carcere e della gogna mediatica (e della perdita di fiducia di amici e conoscenti, o comunque della prospettiva della distruzione della propria vita come la si conosceva e amava e di ogni residua speranza di felicità), o di una ragazza che, in ogni caso, può starsene seduta sul banco dell&#039;accusa e fregarsene del mondo?
Comunque, in uno stato di diritto nessuna reputazione e nessuna privacy può essere considerata preminente rispetto al rischio di condannare un innocente, quindi una scrupolosa verifica al di là di ogni dubbio, e senza riguardo per alcuna ideologia, dell&#039;attendibilità oggettiva e soggettiva della parola dell&#039;accusa (ivi comprendendo le sue abitudini sessuali, suoi atteggiamenti abituali e le sue qualità morali) deve essere assolutamente presente (e non avere la minima possibilità logica di essere interpretabile altrimenti), se la valutazione di veridicità della deposizione della presunta vittima è decisiva per l&#039;esito del processo.
Se poi mancano riscontri oggettivi, per me si dovrebbe assolvere comunque (unus testis nullus testis), ma qui servirebbe cambiare il Codice Rocco fascista...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedete, non è tanto grave che esistano donne sì perfide e false da accusare un uomo innocente per vendetta, denaro o altro motivo. Come esistono uomini tanto malvagi e violenti da stuprare esistono, per simmetria, anche donne siffatte, essendo la nequitia equamente distribuita fra i due sessi.<br />
Grave è che esistano stati democratici e repubblicati sedicenti &#8220;di diritto&#8221; pronti a considerare &#8220;normale&#8221; il condannare un cittadino, innocente sino a prova contraria, sulla sola parola dell&#8217;accusa, anche prima e anche senza riscontri oggettivi o testimonianze terze della presunta violenza.<br />
A me non si gela il sangue nel leggere il diario. Si gela nell&#8217;apprendere (dal sito inglese), che la prima corte lo aveva stralciato dalle prove da presentare ai giurati con la motivazione secondo cui il &#8220;valore probatorio&#8221; di tali rivelazioni autobiografiche sarebbe stato superato dal rischio di &#8220;influenzare negativamente l&#8217;immagine della teste&#8221;. Il tutto conformemente alle leggi per cui &#8220;non si può mettere in dubbio la credibilità di una donna che denuncia violenza indagando sulla sua reputazione&#8221;.</p>
<p>Ecco perchè certi movimenti femministi devono essere arrestati con ogni mezzo se inneggiano all&#8217;applicazione integrale di tali modi di procedere anche in Italia. Ecco perchè certe femministe debbono essere trattate come istigatrici a crimini contro l&#8217;umanità quando diffondono l&#8217;idea che &#8220;una vittima di violenza non deve essere sottoposta a interrogatori volti a verificarne l&#8217;attendibilità perchè sarebbe come violentarla ancora&#8221; (notare il ragionamento circolare del considerare già vittima di violenza la denunciante sulla base della sua stessa denuncia di cui si dovrebbe vaglire l&#8217;attendibilità: &#8220;non si deve più verificare che questo è vero, perchè&#8230;.è vero&#8221;) e che &#8220;non si può rischiare di rovinare la reputazione o la privacy di una donna per difendere uno stupratore&#8221; (come se fossimo nell&#8217;Ottocento delle spose vergini, come se non fossimo in uno stato di diritto in cui nessuno può avere la reputazione menomata solo per certi comportamenti non condivisi da certe morali e in cui a chi accusa spetta l&#8217;onere della prova).<br />
Ma poi, della &#8220;reputazione&#8221; e della &#8220;tutela psicologica&#8221; di chi stiamo parlando?<br />
Se stiamo parlando di una vera vittima, le verifica può solo dimostrarne la sincerità, e quindi gettare ulteriore discredito sull&#8217;accusato e comprensione sull&#8217;accusatrice. Se stiamo parlando di una stronza mentitrice, è invece giusto che la sua &#8220;reputazione&#8221; sia distrutta, se non per contrappasso con quello che ha fatto alla reputazione dell&#8217;uomo accusato ingiustamente, almeno per salvare altri innocenti da altre possibili accuse. Quanto alla psiche di una che prima agisce da puttana e poi racconta di essere stata stuprata, non serve tutelarla al processo, perchè evidentemente aveva già problemi in partenza.<br />
E comunque: è più a rischio la psiche di un innocente che subisce il trauma (materiale, economico, mentale e a volte pure fisico, date le leggi anacronistiche fra carcerati contro i &#8220;violentatori&#8221;) del carcere e della gogna mediatica (e della perdita di fiducia di amici e conoscenti, o comunque della prospettiva della distruzione della propria vita come la si conosceva e amava e di ogni residua speranza di felicità), o di una ragazza che, in ogni caso, può starsene seduta sul banco dell&#8217;accusa e fregarsene del mondo?<br />
Comunque, in uno stato di diritto nessuna reputazione e nessuna privacy può essere considerata preminente rispetto al rischio di condannare un innocente, quindi una scrupolosa verifica al di là di ogni dubbio, e senza riguardo per alcuna ideologia, dell&#8217;attendibilità oggettiva e soggettiva della parola dell&#8217;accusa (ivi comprendendo le sue abitudini sessuali, suoi atteggiamenti abituali e le sue qualità morali) deve essere assolutamente presente (e non avere la minima possibilità logica di essere interpretabile altrimenti), se la valutazione di veridicità della deposizione della presunta vittima è decisiva per l&#8217;esito del processo.<br />
Se poi mancano riscontri oggettivi, per me si dovrebbe assolvere comunque (unus testis nullus testis), ma qui servirebbe cambiare il Codice Rocco fascista&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
