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	<title>Il Femminismo &#187; Giurisprudenza femminista</title>
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	<link>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo</link>
	<description>Il primo sito web in Italia sul femminismo e le sue degenerazioni</description>
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		<title>Il femminismo in crociata contro don Piero e contro Pontifex</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 17:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[don piero]]></category>
		<category><![CDATA[pontifex]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà il clima natalizio, ma la rabbia delle femministe è rivolta contro don Piero ed contro altre persone vicine alla Chiesa. La loro colpa? Aver invitato le donne alla prudenza, smentendo la calunnia femminista del “femminicidio”. Una urla: &#8220;Intervenga subito il Papa e il vescovo di La Spezia e sia rimossa quella dannata lettera&#8221;. Un&#8217;altra è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà il clima natalizio, ma <a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/13625-bravo-don-piero-corsi-prete-che-parla-chiaro-anche-sul-qfemminicidioq">la rabbia delle femministe è rivolta contro don Piero</a> <a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/13629-larroganza-dei-tuttologi-il-qfemminicidioq-e-la-qcrociata-dei-pezzentiq-contro-don-piero-corsi">ed contro altre persone vicine alla Chiesa</a>.</p>
<p>La loro colpa? Aver invitato le donne alla prudenza, smentendo la calunnia femminista del “femminicidio”.</p>
<p>Una urla: &#8220;Intervenga subito il Papa e il vescovo di La Spezia e sia rimossa quella dannata lettera&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra è inferocita: &#8220;In Italia, che è il Paese con il maggior numero di femminicidi d&#8217;Europa”.</p>
<p>Falso, totalmente falso: i dati ONU dicono che <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/onu-italia-fra-paesi-piu-sicuri-per-le-donne/">l’Italia è uno dei paesi al mondo più sicuri per le donne</a>.</p>
<p>Perché gridare al femminicidio e propagandare dati falsi?</p>
<p>Odio contro gli uomini?</p>
<p>Una strategia per ottenere più fondi per le associazioni femministe?</p>
<div id="attachment_1655" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/12/425615_509355092418978_414847197_n.jpg"><img class="size-full wp-image-1655" title="425615_509355092418978_414847197_n" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/12/425615_509355092418978_414847197_n.jpg" alt="" width="600" height="800" /></a><p class="wp-caption-text">Il volantino pubblicato da don Piero e che le femministe vogliono fare censurare</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Feminist empowerment: il Senato boccia emendamento incostituzionale</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 19:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[Pari Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Quote rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[Di fronte alla bocciatura dell&#8217;emendamento di cui era prima firmataria, la politica IDV Giuliana Carlino sul suo blog attacca la maggioranza di “maschilismo becero”. In realtà l&#8217;emendamento tendeva a limitare il diritto dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti imponendo per legge un 50% di quote rosa.  Come già accaduto ad una simile legge femminista annullata dalla Corte Costituzionale (sentenza 1995/422), [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di fronte alla <a href="http://www.diregiovani.it/home-diregiovani/14824-riforme-bocciata-norma-quote-rosa-al-sen.dg">bocciatura</a> dell&#8217;emendamento di cui era prima firmataria, la politica IDV Giuliana Carlino sul suo <a href="http://www.giulianacarlino.it/2012/07/oggi-in-senato-la-coalizione-di-un.html">blog</a> attacca la maggioranza di “maschilismo becero”.</p>
<p>In realtà l&#8217;emendamento tendeva a limitare il diritto dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti imponendo per legge un 50% di quote rosa.  Come già accaduto ad una simile legge femminista annullata dalla Corte Costituzionale (sentenza <a href="http://www.giurcost.org/decisioni/1995/0422s-95.htm">1995/422</a>), l&#8217;emendamento è stato valutato come contrario alla Costituzione ed in particolare all&#8217;articolo 51:</p>
<blockquote><p>“tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizione di eguaglianza”.</p></blockquote>
<p>La vera eguaglianza è quella delle <em>opportunità</em>, da 50 anni garantita dalla Costituzione, e non quella degli <em>esiti</em>, pretesa dalle femministe.</p>
<p>Uomini e donne hanno eguale diritto di voto ed eguale diritto di farsi eleggere: se preferiscono eleggere un uomo piuttosto che una donna, o viceversa, è una libera scelta che né femministe né maschilisti devono impedire.</p>
<p>Imporre per legge che i campionati di scacchi debbano essere vinti al 50% da donne è contrario alla meritocrazia e serve solo ad aiutare femministe incapaci a danno anche delle donne capaci.  In Svezia il Partito Femminista ha partecipato alle elezioni, ricevendo solo lo 0.5% dei voti femminili: imporre che una ideologia rifiutata da quasi tutti nel paese diventi magicamente maggioranza in politica sarebbe un colpo di stato.<br />
<a href="https://www.centriantiviolenza.eu/comunicazionedigenere/wp-content/uploads/2012/07/PAS-IDV.jpg"><img class="alignright" title="PAS-IDV" alt="" src="https://www.centriantiviolenza.eu/comunicazionedigenere/wp-content/uploads/2012/07/PAS-IDV.jpg" width="221" height="294" /></a>D&#8217;altronde dentro lo stesso partito IDV opera una  sezione IDVdonne che tenta di attuare una politica femminista.  E così IDV è stato accusato di <a href="http://www.ilgiornale.it/news/telefonata-senatore-idv-giudice-cambia-destino-bimbo.html">ingerenze contro i papà separati ed i loro bambini</a>, del tentativo di <a href="http://www.dirittoeminori.com/pages/politici-idv-contro-riforma-affido-condiviso/">affossare la riforma dell&#8217;affido condiviso</a>, del <a href="http://www.petizionionline.it/petizione/affido-condiviso-dei-minori-mai-al-genitore-violento/861">tentativo di garantire l&#8217;automatismo falsa accusa = possesso dei figli</a>, e purtroppo <a href="http://www.cronaca4.it/politica/idv_al_fianco_del_movimento_per_linfanzia.htm">addirittura al tentativo di negare che l&#8217;alienazione genitoriale (ovvero il plagiare i bambini, spesso mediante calunnie) è un gravissimo <strong>abuso sull&#8217;infanzia</strong></a><strong>.</strong></p>
<p>Al momento il loro unico effetto è di far perdere decine di migliaia di voti ad IDV, ma cosa accadrebbe se usando quote rosa questa componente potesse imporre alla maggioranza del partito ed al paese intero politiche femministe, di impedire che i bambini vittime di alienazione genitoriale vengano protetti da questo abuso?</p>
<p>La Carlino è autrice di una interrogazione parlamentare in cui <a href="http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/81418">attacca operatori socio-sanitari e chiede ispezioni contro il Tribunale dei Minorenni di Firenze accusati di voler proteggere una bambina da questo abuso</a> che <a href="http://www.alienazione.genitoriale.com/negazionismo-femminismo/">le femministe vogliono negare</a>: dalla sua stessa interrogazione è palese che una bambina deve essere protetta da una madre autrice di gravi false accuse.</p>
<p>Un appello alla ragione arriva dalla dott. Yasmin Abo Loha, che dal 1990 è impegnata sin dal 1990 a difendere i bambini  dallo sfruttamento sessuale:</p>
<blockquote><p>Sorelle, una riflessione: forse nello stroncare a prescindere si cade nell’errore.</p>
<p><strong>La PAS purtroppo esiste</strong>, non è l’invenzione di un povero pazzo come voi vorreste insinuare.  In tutto il mondo gli studi di Gardner hanno trovato riscontro a livello universitario, in Italia sono stati approfonditi da una moltitudine di accademici ambosessi, da Guglielmo Gullotta (TO) ad Isabella Buzzi (MI), da Vittorio Vezzetti (VA) a Loretta Ubaldi (RM)&#8230;.</p>
<p><strong>Indurre all’odio verso un genitore è un abuso nei confronti dei figli, vogliamo riconoscerlo?</strong></p>
<p><strong>Non voglio pensare che “femminismo”, termine e concetto in cui credo, si riduca a sinonimo di cieco odio antimaschile.</strong></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lo stupro è un problema maschile</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 07:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Calunnia di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[lo stupro è un problema maschile]]></category>

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		<description><![CDATA[Brian Banks era una stella del football americano.  Ma la sua carriera finì prima di incominciare il giorno che una ragazza lo accusò di stupro.  Entrambi avevano 16 anni. Al processo la ragazza si contraddisse e non portò alcuna prova oggettiva. Lui rifiutò di dichiararsi colpevole e accettare 18 mesi perché era innocente. Ma il processo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Brian Banks era una stella del football americano.  Ma la sua carriera finì prima di incominciare il giorno che una ragazza lo accusò di stupro.  Entrambi avevano 16 anni.</p>
<p>Al processo la ragazza si contraddisse e non portò alcuna prova oggettiva.</p>
<p>Lui rifiutò di dichiararsi colpevole e accettare 18 mesi perché era innocente.</p>
<p>Ma il processo era basato sul femminismo: la ragazza venne giudicata “credibile” e lui venne condannato a cinque anni e mezzo di prigione.</p>
<p>Alla ragazza vanno 1,5 milioni di dollari di risarcimento, pagati dalla scuola che li ospitava.</p>
<p>Passano gli anni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/05/lo_stupro_è_un_problema_maschile.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1488" title="lo_stupro_è_un_problema_maschile" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/05/lo_stupro_è_un_problema_maschile.jpg" alt="" width="349" height="228" /></a></p>
<p>Il giorno che esce di prigione viene contattato dalla ragazza, che gli offre l&#8217;amicizia su Facebook.  Lui avverte un investigatore che di nascosto filma l&#8217;incontro con la ragazza.</p>
<p>Che non è una femminista, e ammette di aver mentito, si sente in colpa e vorrebbe ritrattare tutto, ma “allo stesso tempo non voglio dover dare indietro tutti quei soldi”.</p>
<p>Il giorno che Brian è stato riconosciuto innocente, ancora indossava il braccialetto elettronico che devono portare i condannati per stupro.</p>
<p>Chissà quanti di loro sono innocenti vittime del nazi-femminismo.</p>
<p>Non è chiaro se la ragazza dovrà dare indietro il milione e mezzo di dollari e se verrà perseguita per calunnia. Le nazi-femministe sostengono che vederla condannata sarebbe un messaggio sbagliato per le donne, che a loro dire sarebbero vittime di violenza maschile che non trovano il coraggio di denunciare.</p>
<p>Il persistere nel femminismo giudiziario poterà inevitabilmente la gente a farsi giustizia da sola, appendendo le femministe colpevoli di aver trasformato il sistema legale in uno strumento anti-uomo in mano alle calunniatrici.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/05/calunnia_femminista.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1492" title="calunnia_femminista" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/05/calunnia_femminista.jpg" alt="" width="536" height="407" /></a></p>
<p>Il filmato con la confessione della ragazza:</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/lo-stupro-e-un-problema-maschile/"><img src="" alt="YouTube Video"></a></p>
<div></div>
<p>La notizia arriva da</p>
<p>http://espn.go.com/los-angeles/ncf/story/_/id/7967794/ex-usc-trojans-recruit-exonerated-rape-conviction</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La presidente del Brasile impone per legge l&#8217;esproprio femminista</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/legge-femminista-la-casa-appartiene-alla-donna/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 07:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; «In caso di separazione, divorzio o fine di una relazione stabile, la proprietà della casa sarà assegnata alla donna, o trasferita alla donna indipendentemente da chi era il proprietario se acquistata con l&#8217;aiuto del programma statale “Casa mia, vita mia”». L&#8217;8 marzo 2012 il Brasile la presidente del Brasile ha annunciato questa legge apertamente nazi-femminista, in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>«In caso di separazione, divorzio o fine di una relazione stabile, la proprietà della casa sarà assegnata alla donna, o trasferita alla donna indipendentemente da chi era il proprietario se acquistata con l&#8217;aiuto del programma statale “Casa mia, vita mia”».</p></blockquote>
<p>L&#8217;8 marzo 2012 il Brasile la presidente del Brasile ha annunciato questa legge apertamente nazi-femminista, in quanto tenta le donne a sfasciare le famiglie al fine di appropriarsi di case.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/03/femministe-grr.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1424" title="femministe grr" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/03/femministe-grr.jpeg" alt="" width="251" height="201" /></a>Un uomo si costruisce una casa, tenta di formare una famiglia?  Basta che una donna entri in casa, anche senza essere sposati e senza avere figli, che lui si può trovare sbattuto fuori da casa propria, magari con un mutuo da pagare.</p>
<p>È sempre più chiaro che il vero progetto del femminismo, mascherato da belle ma vuote parole come eguaglianza o pari opportunità, è ridurre i maschi a sotto-proletariato privato dei più elementari diritti e costretto a lavorare per mantenere la padrona.</p>
<p>Qundi:</p>
<ol>
<li>EVITARE DI VOTARE FEMMINISTE, o per maggior sicurezza</li>
<li>EVITARE DI VOTARE DONNE IN PARTITI DI SINISTRA, o per maggior sicurezza</li>
<li>EVITARE DI VOTARE DONNE.</li>
</ol>
<p>Dispiace per donne capaci come la Thatcher e la Merkel, ma troppe donne tendono a cadere nel femminismo e nel suo odio di genere e usare il potere politico come un&#8217;arma contro gli uomini, e addirittura anche contro i bambini quando cercano di negare che l&#8217;alienazione genitoriale è un abuso sull&#8217;infanzia.  Meglio andare sul sicuro, e continuare a dare fiducia a uomini che sanno pensare al bene di tutta la società, uomini e donne insieme.</p>
<p>Per chi crede che una legge così schifosamente femminista non possa essere vera, ecco qui la fonte originale della notizia:</p>
<p>http://www.estadao.com.br/noticias/nacional,imovel-do-minha-casa-minha-vida-ficara-com-a-mulher-em-caso-de-divorcio,845827,0.htm</p>
<p>Imóvel do &#8216;Minha Casa, Minha Vida&#8217; ficará com a mulher em caso de divórcio<br />
Dilma faz anúncio nesta quinta; medida vale em casos de guarda compartilhada dos filhos</p>
<p>http://www.feministe.us/blog/archives/2010/11/01/meet-dilma-rousseff-brazils-new-president</p>
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		<title>Razzismo e femminismo nel sistema carcerario</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 14:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[uomo violento]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli USA è 10 volte più probabile finire in prigione se sei uomo piuttosto che donna, 11 volte più probabile se sei nero piuttosto che bianco. Negli anni in cui il femminismo ha ottenuto leggi anti-uomo e pro-calunnia, il numero di americani incarcerati è quintuplicato (500mila nel 1980, 2,5 milioni oggi più 7 milioni in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/03/Femminismo-calunnia.jpg"><img class="alignright  wp-image-1414" title="Femminismo-calunnia" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/03/Femminismo-calunnia.jpg" alt="" width="210" height="359" /></a>Negli USA è 10 volte più probabile finire in prigione se sei uomo piuttosto che donna, 11 volte più probabile se sei nero piuttosto che bianco.</p>
<p>Negli anni in cui il femminismo ha ottenuto leggi anti-uomo e pro-calunnia, il numero di americani incarcerati è quintuplicato (500mila nel 1980, 2,5 milioni oggi più 7 milioni in libertà condizionata).</p>
<p>Una persona su 30 è in carcere: il tasso più alto nel mondo oggi, e pari solo a quanto accadde nell&#8217;Unione Sovietica di Stalin.  Dieci volte più alto che in Giappone, dove il femminismo non ha mai attecchito.</p>
Number of View :1076]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>No allo stupro delle mucche: il femminismo scende in campo per gli animali femmina</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 08:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura dello stupro]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[gallina]]></category>
		<category><![CDATA[mucca]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto segue non è una parodia ma il vero pensiero di una femminista: Il femminismo e l&#8217;animalismo sono alleati naturali in quanto è l&#8217;abuso delle capacità riproduttive degli animali femmina che perpetua lo sfruttamento degli animali. Le galline ovaiole vengono stipate in gabbie per 2 anni fino a quando vengono macellate. Le scrofe, le cui [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto segue non è una parodia ma il vero pensiero di una femminista:</p>
<blockquote>
<div id="attachment_1399" style="width: 257px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/02/images-1.jpeg"><img class="size-full wp-image-1399" title="images-1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/02/images-1.jpeg" alt="" width="247" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">Una agente del patriarcato che pubblicizza il latte ottenuto dallo stupro delle mucche</p></div>
<p>Il femminismo e l&#8217;animalismo sono alleati naturali in quanto è l&#8217;abuso delle capacità riproduttive degli animali femmina che perpetua lo sfruttamento degli animali.</p>
<p>Le galline ovaiole vengono stipate in gabbie per 2 anni fino a quando vengono macellate.</p>
<p>Le scrofe, le cui vite intere sono spese in un ciclo continuo di gravidanze e parti, sono confinate in spazi appena più grandi dei loro corpi.</p>
<p>Le vacche da latte sono inseminate artificialmente fino a quando con il latte finisce la loro vita.  L&#8217;apparato in cui le vacche vengono trattenute durante l&#8217;inseminazione è noto come &#8220;rack da stupro&#8221;.</p>
<p>Il loro latte, uova e prole sono usati nel ciclo industriale, commercializzati e venduti per il consumo umano, così come i corpi delle donne sono commercializzati e venduti per il consumo maschile.</p>
<p>&#8230; Le ragioni citate per negare i diritti degli animali sono le stesse usate per le donne e gli schiavi negri. &#8230; La quarta ondata di femminismo deve includere l&#8217;intersezione dell&#8217;oppressione umana e animale.</p>
<p>http://www.thescavenger.net/feminism-a-pop-culture/feminism-must-stop-ignoring-animals-822.html</p></blockquote>
<p>Suggeriamo alla signora di darsi da fare e mettere su un allevamento femminista, dove i tori faranno il latte ed i galli le uova.  Ovviamente galletti, capponi, vitelli potranno continuare a finire in pentola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/02/430384_375373552487589_134056276619319_1405434_642353428_n.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1410" title="430384_375373552487589_134056276619319_1405434_642353428_n" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/02/430384_375373552487589_134056276619319_1405434_642353428_n.jpeg" alt="" width="320" height="272" /></a><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/02/images-2.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1402" title="images-2" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2012/02/images-2.jpeg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
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		<title>Ex-moglie dopo separazione chiede mantenimento per i cani</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 12:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco come noi donne, grazie alla benevolenza del sistema giudiziario, possiamo ottenere cash. Il mantenimento è bello&#8230;. perché dunque non provarci? Premetto che non sto scherzando qualora qualcuno avesse dei dubbi, ma sto parlando seriamente di un mio cugino di 1° grado. A distanza di due anni dalla separazione consensuale, (senza alcun addebito perché lavoravano [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco come noi donne, grazie alla benevolenza del sistema giudiziario,  possiamo ottenere cash. Il mantenimento è bello&#8230;. perché dunque non provarci?</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/09/rfttgtg2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1144" title="rfttgtg2" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/09/rfttgtg2.jpg" alt="" width="400" height="301" /></a></p>
<blockquote><p>Premetto che non sto scherzando qualora qualcuno avesse dei dubbi, ma sto parlando seriamente di un mio cugino di 1° grado.</p>
<p>A distanza di due anni dalla separazione consensuale, (senza alcun addebito perché lavoravano entrambi), gli giunge la lettera di un legale, dove l’ ex moglie avanza delle richieste economiche per la gestione dei due cani che avevano entrambi, e che dopo la separazione sono rimasti a lei.</p>
<p>Forse il periodo estivo avrà accentuato il problema della gestione dei cani, tuttavia mi sembra una richiesta insolita. Che voi sappiate esiste una legge in merito al mantenimento degli animali domestici?</p>
<p>Grazie in anticipo per il gradito consulto.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>http://www.letterealdirettore.it/separazione-mantenimento-cani/</p>
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		<title>La targa femminista</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 12:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[Number of View :585]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/08/targafemminista.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1084" title="targafemminista" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/08/targafemminista.jpg" alt="" width="438" height="308" /></a></p>
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		<title>Quanto vale un bambino?</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 18:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[Il femminismo svizzero ha stabilito con precisione quanto una donna separata può ricavare a titolo di mantenimento del figlio. Fino ai 6 anni un bambino vale 2040 franchi al mese (1760€); dai 7 ai 12 il suo valore scende a 1935 CHF/mese per risalire a 2115 CHF/mese dopo i 13 anni. Tuttavia due fratellini valgono [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il femminismo svizzero ha stabilito con precisione quanto una donna separata può ricavare a titolo di mantenimento del figlio.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/07/images-2.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1023" title="images-2" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/07/images-2.jpeg" alt="" width="181" height="278" /></a>Fino ai 6 anni un bambino vale 2040 franchi al mese (1760€); dai 7 ai 12 il suo valore scende a 1935 CHF/mese per risalire a 2115 CHF/mese dopo i 13 anni.</p>
<p>Tuttavia due fratellini valgono meno del doppio di due figli unici: da 1740 a 1870 franchi al mese cadauno a seconda dell&#8217;età.  E ancora meno valgono singolarmente tre o più fratellini.  Al fine di evitare tale discriminatoria riduzione, l&#8217;Ufficio Cantonale Femminista consiglia di darla a padri diversi.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/07/images-3.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1024" title="images-3" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/07/images-3.jpeg" alt="" width="192" height="263" /></a>In Svizzera l&#8217;affido condiviso viene concesso solo con il consenso della Donna, come tristemente ci insegna il caso Schepp, padre separato che prima di suicidarsi inviò buste di denaro alla ex che aveva rifiutato l&#8217;affido condiviso; da allora non si sa che fine abbiano fatto le due piccoline loro malgrado coinvolte in tanta follia dei grandi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tabella completa disponibile sul sito http://www.lorenzoquadri.ch/sites/default/files/Tabelle%20ZH%20per%20intero.pdf</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il femminismo ha saltato lo squalo</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/il-femminismo-ha-saltato-lo-squalo/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 05:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;espressione “saltare lo squalo” (dall&#8217;inglese jumping the shark) viene utilizzata per indicare il momento in cui una serie televisiva, dopo aver raggiunto il suo picco, inizia inesorabilmente ad abbassare il suo livello qualitativo, facendo venir meno la verosimiglianza della storia. La locuzione deriva da un episodio del 1977 di Happy Days, in cui Fonzie scommette [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;espressione “saltare lo squalo” (dall&#8217;inglese jumping the shark) viene utilizzata per indicare il momento in cui una serie televisiva, dopo aver raggiunto il suo picco, inizia inesorabilmente ad abbassare il suo livello qualitativo, facendo venir meno la verosimiglianza della storia.  La locuzione deriva da un episodio del 1977 di Happy Days, in cui Fonzie scommette di riuscire a saltare sopra uno squalo praticando sci nautico. Questo fatto rappresentò il definitivo declino della serie.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/06/images1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-972" title="images" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/06/images1.jpeg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il femminismo e la sua guerra contro uomini e/o preti, tutti dipinti come stupratori e/o violenti e/o pedofili, questo momento è arrivato quando una donna ha ottenuto 760,000 € riuscendo a far condannare don Giorgio Carli portando, come unica prova, un sogno fatto 14 anni dopo le presunte molestie.  Una signora in cure psichiatriche sogna di venire di venir stuprata davanti al bar San Giorgio, la vita di un uomo viene devastata.  I parrocchiani lo hanno accolto a braccia aperte.    <a href="http://www.abusologi.com/don-giorgio-carli-accolto-dai-parocchiani/">Leggere per credere</a>.</p>
<p>Se non fosse una tragedia, sarebbe una barzelletta quanto subito dal reverendo Charles Murphy.  Accusato falsamente di molestie accadute 25 anni prima, è riuscito a provare la sua innocenza, venendo anche lui riaccolto con un applauso caloroso.  Ma subito dopo è stato colpito da un&#8217;altra follia del femminismo: un&#8217;altra accusa.  Questa volta non risaliva a 25 anni prima, ma a 40 anni prima.  Il reverendo non ha potuto provare la sua innocenza in quanto è morto di crepacuore.</p>
<p>La stessa credibilità del sistema legale rischia dal venire distrutta da processi femministi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="http://www.patheos.com/community/deaconsbench/2011/06/15/falsely-accused-priest-dies-of-a-broken-heart/">http://www.patheos.com/community/deaconsbench/2011/06/15/falsely-accused-priest-dies-of-a-broken-heart/</a></p>
<p>http://www.abusologi.com/don-giorgio-carli-accolto-dai-parocchiani</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Secondo i giudici del T.A.R., il reato di stalking non può essere invocato in situazioni di conflittualità familiare. I due articoli del Corriere.</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/secondo-i-giudici-del-t-a-r-il-reato-di-stalkiing-non-puo-essere-invocato-in-situazioni-di-conflittualita-familiare-i-due-articoli-del-corriere/</link>
		<comments>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/secondo-i-giudici-del-t-a-r-il-reato-di-stalkiing-non-puo-essere-invocato-in-situazioni-di-conflittualita-familiare-i-due-articoli-del-corriere/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 15:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[Denuncia per stalking la mamma «invadente»: il Tar gli dà torto Secondo i giudici, la nuova legge non può essere usata per inserirsi in situazioni di conflittualità familiare MILANO &#8211; E&#8217; normale che un figlio ormai adulto senta come «invasive» le troppe interferenze dei genitori nella sua vita; ma uno studente dell&#8217;università di Pavia, per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1>Denuncia per stalking la mamma «invadente»: il Tar gli dà torto</h1>
<h2>Secondo i giudici, la nuova legge non può essere usata per inserirsi in situazioni di conflittualità familiare</h2>
<p><strong>MILANO </strong>&#8211; E&#8217; normale che un figlio ormai adulto senta come  «invasive» le troppe interferenze dei genitori nella sua vita; ma uno  studente dell&#8217;università di Pavia, <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_maggio_18/pavia-studente-madre-stalking-omicidio-nonno-190674453437.shtml"><span style="text-decoration: underline;">per motivi molto gravi</span></a>,  è arrivato al punto da voler tagliare completamente i ponti con la  propria madre, cambiando addirittura casa e numero di telefonino. E  quando lei ha cercato di rintracciarlo, anche con l&#8217;aiuto di altre  persone, lui l&#8217;ha denunciata per stalking. Il Questore di Pavia gli ha  dato ragione e ha disposto un «ammonimento» per la madre; questa però ha  fatto ricorso al Tar della Lombardia, che ha annullato l&#8217;ammonimento  perché, spiegano i giudici amministrativi, il provvedimento previsto  dalla nuova legge sullo stalking non può essere utilizzato come  «strumento per ingerirsi in situazioni di pura conflittualità familiare,  per quanto esasperata».</p>
<p><strong>LA MAMMA INSISTENTE</strong> &#8211; Nella denuncia, il ragazzo ha scritto che  la madre si appostava «presso l&#8217;Università degli Studi di Pavia», gli  inviava molta «corrispondenza indesiderata» e lo chiamava in  continuazione, anche perché preoccupata per la sua situazione economica.  Questi comportamenti «sarebbero aumentati in considerazione della  vendita di un immobile di proprietà» del giovane. Insomma, la mamma  sarebbe stata tanto molesta da costringere il ragazzo «a cambiare le  proprie abitudini di vita per non essere da lei rintracciato (ad esempio  avrebbe dovuto cambiare due dimore, utenze cellulari, abbandonare  vecchie amicizie e luoghi frequentati in passato)». Il giovane spiegava  che il comportamento della madre gli aveva causato «un grave stato  d&#8217;ansia e paura».</p>
<p><strong>«NON C&#8217;E&#8217; PERSECUZIONE»</strong> &#8211; Nelle motivazioni della sentenza con  cui è stato annullato il decreto del Questore, il collegio presieduto  dal giudice Stefano Celeste Cozzi chiarisce che manca il «carattere  persecutorio» nel «comportamento ascritto alla madre», perché per  configurare lo stalking è richiesto «un comportamento oggettivamente  minaccioso o molesto, posto in essere con condotte reiterate, tale da  porre il contendente in una posizione di ingiustificata predominanza». E  per i giudici «non si vede come possa integrare il presupposto appena  descritto il tentativo di una madre di venire a conoscenza del luogo in  cui abbia la residenza il figlio (chiedendo informazioni presso  conoscenti); l&#8217;invio di due email e due sms (tra l&#8217;altro, pare, non  direttamente ma tramite l&#8217;intermediazione di un rappresentante della  Curia)». E inoltre rientra nel contesto familiare «il carattere  patrimoniale delle richieste (fondate o infondate che siano) avanzate da  un genitore nei confronti del figlio, per quanto possano apparire  bizzarre agli occhi di un estraneo».</p>
<p>Redazione online &#8211; corriere.it<br />
<strong>17 maggio 2011</strong></p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/05/stalking.jpg"><img class="size-full wp-image-920 aligncenter" title="stalking" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/05/stalking.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<h3>Il Tar ha annullato il provvedimento restrittivo deciso dal questore di Pavia</h3>
<h1>Taglia i ponti con la mamma omicida<br />
e la denuncia per stalking: «bocciato»</h1>
<h2>Il caso dello studente di Vigevano: otto anni fa la donna aveva ucciso l&#8217;anziano padre per un&#8217;eredità</h2>
<p><strong>MILANO </strong>&#8211; Otto anni fa uccise suo padre per un&#8217;eredità contesa,  investendolo con una macchina presa a noleggio e passando più volte sul  suo corpo. La donna, Letizia Natale, scontò 6 anni, tra carcere e  ospedale psichiatrico giudiziario, e poi, una volta uscita, avrebbe  cominciato anche a tormentare suo figlio, studente universitario, sempre  per motivi patrimoniali. <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_maggio_17/studente-denuncia-mamma-stalking-pavia-tribunale-190668532285.shtml"><span style="text-decoration: underline;">Il giovane ha deciso di denunciarla per stalking</span></a> e il Questore di Pavia è intervenuto con un ordine di ammonimento per  lei, ma il Tar della Lombardia ha bocciato il provvedimento.  I giudici  del Tribunale amministrativo, a cui si è rivolta la donna, parlano  infatti, nell&#8217;ordinanza con cui annullano il decreto della Questura, di  «situazioni di pura conflittualità familiare».</p>
<p><strong>Secondo i giudici, dunque, si tratta di «beghe»</strong> all&#8217;interno della  famiglia per le quali non può essere utilizzato lo «strumento»  dell&#8217;ammonimento, previsto dalla legge sullo stalking. L&#8217;ammonimento è  una sorta di «cartellino giallo» che precede il «rosso», che è  l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta penale. Secondo il Tar, questo strumento non  può sostituire nemmeno eventuali misure contro la «pericolosità sociale»  che possono riguardare persone, come Letizia Natale, che hanno commesso  un «delitto assai grave».</p>
<p><strong>La donna, all&#8217;epoca commercialista e in passato anche assessore</strong> provinciale a Pavia, nel maggio del 2003 a Vigevano, nel Pavese, a bordo  di un&#8217;auto presa a noleggio, aveva investito il padre Augusto,  pensionato di 72 anni, facendo anche retromarcia. Il movente, secondo  l&#8217;accusa, stava in un&#8217;eredità lasciata da un parente e da lei contesa  con il padre. Condannata a 10 anni, con il riconoscimento del vizio  parziale di mente, ne scontò 6 ed uscì. Il figlio nei mesi scorsi ha  denunciato alle forze dell&#8217;ordine che la madre si appostava davanti  all&#8217;Università di Pavia per controllarlo, gli inviava molta  «corrispondenza indesiderata» e lo chiamava in continuazione, tanto che  era stato costretto a cambiare numeri di telefono e anche «ad  abbandonare vecchie amicizie».</p>
<p><strong>L&#8217;atteggiamento persecutorio nei suoi confronti,</strong> secondo il  ragazzo, era aumentato quando lui aveva deciso di vendere una casa, tra  l&#8217;altro di sua proprietà. E i comportamenti della madre gli avevano  causato «un grave stato d&#8217;ansia e paura». Da qui la decisione del  Questore di firmare l&#8217;ammonimento per stalking, annullato però dal Tar.  Il collegio, presieduto dal giudice Stefano Celeste Cozzi, sostiene che  manca il «carattere persecutorio» nel «comportamento ascritto alla  madre». Per i giudici non può configurarsi lo stalking nel «tentativo di  una madre di venire a conoscenza del luogo in cui abbia la residenza il  figlio (chiedendo informazioni presso conoscenti)» e nell&#8217;«invio di due  e-mail e due sms (tra l&#8217;altro, pare, non direttamente ma tramite  l&#8217;intermediazione di un rappresentante della Curia)». Inoltre, rientra  nel contesto familiare «il carattere patrimoniale delle richieste  (fondate o infondate che siano) avanzate da un genitore nei confronti  del figlio, per quanto possano apparire bizzarre agli occhi di un  estraneo».<em> (Igor Greganti/Ansa)</em></p>
<p><strong>18 maggio 2011</strong><br />
[Fonte corriere.it]<strong><br />
</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Stati Generali Giustizia Familiare: la parola alle donne</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/stati-generali-giustizia-familiare-la-parola-alle-donne/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 21:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[AlIce]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[Pari Opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Sorelle di padri separati, nuove compagne di padri separati, madri di padri separati: le iniquità femministe del sistema delle separazioni ormai si ripercuotono sulle donne, che iniziano a parlare. Anche a nome dei bambini, prime silenziose vittime del sistema. Nel video Adriana Tisselli parla a nome del Movimento Femminile per la Parità Genitoriale. Un intervento [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-910" title="8011563_n" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/05/8011563_n.jpg" alt="" width="180" height="189" />Sorelle di padri separati, nuove compagne di padri separati, madri di padri separati: le iniquità femministe del sistema delle separazioni ormai si ripercuotono sulle donne, che iniziano a parlare.  Anche a nome dei bambini, prime silenziose vittime del sistema.</p>
<p>Nel video Adriana Tisselli parla a nome del Movimento Femminile per la Parità Genitoriale.   Un intervento coraggioso, che potrebbe esporla agli attacchi a base di diffamazioni e false accuse solitamente riservati ai “maschietti”.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="//www.youtube.com/watch?v=C10TnLtcbqc&#038;fmt=18">//www.youtube.com/watch?v=C10TnLtcbqc</a></p>
</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
Number of View :588]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Se la legge non definisce i limiti oggettivi di un reato&#8230;</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/se-la-legge-non-definisce-i-limiti-oggettivi-di-un-reato/</link>
		<comments>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/se-la-legge-non-definisce-i-limiti-oggettivi-di-un-reato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 14:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Se la legge non è oggettiva nel definire ciò che è lecito e ciò che non lo è, qualsiasi comportamento percepito come tale &#8220;guadagna&#8221; titolo per assurgere a violenza ed essere, conseguentemente, strumentalizzato con estrema facilita&#8217;. Ce ne rendiamo conto adesso, ma sono anni (forse decenni) che è in atto questa estensione pericolosissima e sconfinata [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>Se la legge non è oggettiva nel  definire ciò che è lecito e ciò che  non lo è, qualsiasi comportamento  percepito come tale &#8220;guadagna&#8221;  titolo per assurgere a violenza ed essere, conseguentemente,  strumentalizzato con estrema facilita&#8217;.</h6>
<h6>Ce  ne rendiamo conto adesso, ma sono anni (forse decenni) che è in atto  questa estensione pericolosissima e sconfinata del concetto di violenza e  di violenza sessuale in particolare.</h6>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/se-la-legge-non-definisce-i-limiti-oggettivi-di-un-reato/"><img src="" alt="YouTube Video"></a></p>
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		<item>
		<title>Negli art. 13 e 14 della Legge N. 66 del 15 febbraio 1996 le deroghe al c.p.p. che aprono le porte all&#8217;inversione dell&#8217;onere della prova</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/negli-art-13-e-14-della-legge-n-66-del-15-febbraio-1996-le-deroghe-al-c-p-p-che-aprono-le-porte-allinversione-dellonere-della-prova/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 12:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rita]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
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		<category><![CDATA[legge n. 66 del 1996]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine dell&#8217;incidente probatorio la verità emersa sarà considerata prova processuale oggettiva, al pari di referti, perizie, tabulati telefonici, fotografie, ecc&#8230; https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/LEGGE_66_-_15_febbraio_1996.pdf Art. 13 1. All&#8217;articolo 392 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente: &#8220;1-bis. Nei procedimenti per i delitti di cui agli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Alla fine dell&#8217;incidente probatorio la verità emersa sarà considerata  prova processuale oggettiva, al pari di referti, perizie, tabulati  telefonici, fotografie, ecc&#8230;</em></p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/LEGGE_66_-_15_febbraio_1996.pdf" target="_blank">https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/LEGGE_66_-_15_febbraio_1996.pdf</a></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-809" title="books-filtered" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/03/books-filtered-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /><strong>Art. 13</strong><br />
1. All&#8217;articolo 392 del codice di procedura penale, dopo il comma<br />
1 è inserito il seguente:<br />
&#8220;1-bis. Nei procedimenti per i delitti di cui agli articoli 609-bis,<br />
609-ter, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies del codice penale<br />
il pubblico ministero o la persona sottoposta alle indagini possono chiedere che si proceda con incidente probatorio all&#8217;assunzione<br />
della testimonianza di persona minore degli anni sedici, anche al di fuori delle ipotesi previste dal comma 1&#8243;.<br />
2. All&#8217;articolo 393 del codice di procedura penale, dopo il comma 2 è inserito il seguente:<br />
&#8220;2-bis. Con la richiesta di incidente probatorio di cui all&#8217;articolo 392, comma 1-bis, il pubblico ministero deposita tutti gli atti di indagine compiuti&#8221;.</p>
<p><strong>Art. 14</strong><br />
1. All&#8217;articolo 398 del codice di procedura penale, dopo il comma 3 è inserito il seguente:<br />
&#8220;3-bis. La persona sottoposta alle indagini ed i difensori delle parti hanno diritto di ottenere copia degli atti depositati ai sensi dell&#8217;articolo 393, comma 2-bis&#8221;.<br />
2. All&#8217;articolo 398 del codice di procedura penale, dopo il comma 5 e&#8217; aggiunto il seguente:<br />
&#8220;5-bis. Nel caso di indagini che riguardano ipotesi di reato previste dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del codice penale, il giudice, ove fra le persone interessate all&#8217;assunzione della prova vi siano minori di anni sedici, con l&#8217;ordinanza<br />
di cui al comma 2, stabilisce il luogo, il tempo e le modalità particolari attraverso cui procedere all&#8217;incidente probatorio, quando le esigenze del minore lo rendono necessario od opportuno.<br />
A tal fine l&#8217;udienza può svolgersi anche in luogo diverso dal tribunale, avvalendosi il giudice, ove esistano, di strutture specializzate di assistenza o, in mancanza, presso l&#8217;abitazione<br />
dello stesso minore. Le dichiarazioni testimoniali debbono essere documentate integralmente con mezzi di riproduzione fonografica o audiovisiva. Quando si verifica una indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale tecnico, si provvede con le forme della perizia ovvero della consulenza tecnica. Dell&#8217;interrogatorio è anche redatto verbale in forma riassuntiva. La trascrizione della riproduzione e&#8217; disposta solo se richiesta dalle<br />
parti&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p>L&#8217;INCIDENTE PROBATORIO, NELL&#8217;AMBITO DI UN DIBATTIMENTO, ASSURGE QUINDI A PROVA. Spesso si tratta dell&#8217;unica prova esistente. In assenza di altre prove valide a confutare questa, essa potrà quindi essere sufficiente per comminare una condanna.</p>
<p><strong>Nella legge non è  scritto &#8220;inversione dell&#8217;onere della prova&#8221; (sarebbe stato  incostituzionale) ma sono previste deroghe alle normali procedure  previste dal c.p.p. che, nella sostanza, comportano esattamente questo.  Ne sono ben consapevoli le femministe che, nei brani riportati, lo  affermano senza ombra di dubbio.</strong></p>
<p>Su Liberazione del 20 luglio 2007, in prima pagina, articolo “Se un   sindaco di sinistra sta con gli stupratori”, Angela Azzaro scrive”<br />
<strong>“Il  movimento delle donne si è battuto contro questo clima, ha  ottenuto  importanti cambiamenti, registrati dalla legge sulla violenza  sessuale  che stabilisce, tra gli altri punti, l’inversione dell’onere  della  prova: gli accusati devono dimostrare la loro innocenza e non   viceversa.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4me8CyhvI1k?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/4me8CyhvI1k?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/03/cortei_stupro.jpg"><img class="size-full wp-image-811 aligncenter" title="cortei_stupro" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2011/03/cortei_stupro.jpg" alt="" width="800" height="276" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Il test del DNA è anti-femminista: parola di femminista</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 20:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Calunnia di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre in America il Innocence Project cerca fondi per permettere a uomini incarcerati da anni per false accuse di stupro ed altro di dimostrare la propria innocenza con il test del DNA, una femminista scrive su The Spectator: “il test del DNA è una applicazione anti-femminista della scienza [&#8230;] L&#8217;incertezza permette alle madri di scegliere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in America il <a href="http://www.innocenceproject.org/">Innocence Project</a> cerca fondi per permettere a uomini incarcerati da anni per false accuse di stupro ed altro di dimostrare la propria innocenza con il test del DNA, una femminista scrive su <a href="http://www.spectator.co.uk/essays/all/6391918/whos-the-daddy.thtml">The Spectator</a>:<em> </em></p>
<blockquote><p><em>“il </em><em>test del DNA è una applicazione anti-femminista della scienza [&#8230;] L&#8217;incertezza permette alle madri di scegliere il padre per i propri figli [&#8230;] Molti uomini sono finiti a crescere figli non loro, ma chi se ne frega&#8230; il test del DNA sostituendosi alla parola della madre ha levato alla donna un potente strumento</em>”.</p></blockquote>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2010/11/Feminist-Gestapo-Courts.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-445" title="Feminist Gestapo Courts" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2010/11/Feminist-Gestapo-Courts.jpg" alt="" width="239" height="288" /></a></p>
<p>Nel video americano di dubbio gusto un tale esempio di “femminismo amorale” viene smascherato in diretta dal test del DNA</p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3WUB6PfBLCw?version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://www.youtube.com/v/3WUB6PfBLCw?version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Proteggere la famiglia dall&#8217;esproprio femminista</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 07:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[“Oggi appare spesso che per donne svagate o intraprendenti il matrimonio sia considerato come la vittoria di un concorso o un contratto di assicurazione”: lo dice Ferdinando Santosuosso, vice presidente emerito della Corte Costituzionale, nel commento ad una sentenza apparso su &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; di Domenica 16 Giugno, che riportiamo: «[&#8230;] Le statistiche vanno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Oggi appare spesso che per donne svagate o intraprendenti il matrimonio sia considerato come la vittoria di un concorso o un contratto di assicurazione”: lo dice Ferdinando Santosuosso, vice presidente emerito della Corte Costituzionale, nel commento ad una sentenza apparso su &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; di Domenica 16 Giugno, che riportiamo:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cortecostituzionale.it/img/collegio10032009.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.cortecostituzionale.it/img/collegio10032009.jpg" alt="" width="508" height="155" /></a></p>
<blockquote>
<div>
<div>«[&#8230;] Le statistiche vanno registrando da qualche decennio il progressivo calo dei matrimoni e del numero dei figli, con particolare (e ironico) riguardo alla ritrosia dei giovani maschi a distaccarsi dai genitori per fondare una nuova famiglia. Forse sotto il profilo psicologico o sociologico <strong>una delle cause del fenomeno può ravvisarsi nel fatto che dall&#8217;ingiustificabile posizione dominante che un tempo aveva il marito si sia passati a un eccesso opposto, e non a una corretta situazione di riequilibrio</strong>. <strong>Qualcuno dice che la donna, senza perdere le tradizionali cortesi attenzioni di cui era ed è circondata da fidanzati e mariti, ha acquisito progressivamente delle posizioni di fatto e di diritto sempre più vantaggiose</strong>. Vanno ovviamente rispettati i principi della parità dei coniugi e della cosiddetta pari opportunità di fatto; ma la grande considerazione che, anche dal punto di vista giuridico, deve aversi per i più deboli componenti della famiglia non dovrebbe superare una certa misura se si vuole evitare uno <strong>squilibrio che deteriori lo stesso istituto familiare</strong>.</div>
<div>Soprattutto nei casi in cui gli uomini siano riusciti a conseguire uno stato professionale ed economico notevole, <strong>oggi appare spesso che per donne svagate o intraprendenti il matrimonio sia considerato come la vittoria di un concorso o un contratto di assicurazione</strong>. Il nostro sistema normativo e giurisprudenziale prevede non solo la comunione dei beni come regime patrimoniale legale, ma pur in regime di separazione dei beni, gli effetti economici della vita matrimoniale, della separazione personale e del divorzio risultano, nella maggioranza delle concrete situazioni,<em> molto favorevoli per la donna. Basti pensare a titolo esemplificativo che alla moglie spetta il quaranta per cento del trattamento di fine rapporto di lavoro del marito, che tale percentuale può essere prelevata direttamente presso il datore di lavoro, che la casa familiare viene normalmente assegnata dal giudice <a href="http://basicpills.com/buy/acomplia.html">prescription pills for weight loss</a>  alla moglie separata, che l&#8217;assegno mensile va calcolato tenendo conto anche dei beni non fruttiferi e deve essere corrisposto perfino nell&#8217;ipotesi in cui la separata o divorziata conviva con un altro compagno</em>.</div>
<div>Tutti sono convinti che questo importante nucleo sociale, qual è la famiglia, debba essere tutelato e incoraggiato al massimo e che tale risultato possa conseguirsi soprattutto con un&#8217;adeguata formazione dei giovani e con un buon orientamento dei suggestivi mass-media. Ma <strong>anche un saggio assetto giuridico può avere il suo peso nel miglioramento dei rapporti familiari, evitando di contribuire alla distruzione di un istituto così prezioso per le nuove generazioni e per tutta la società</strong>. D&#8217;altra parte l&#8217;evoluzione giuridica segue quasi sempre i mutamenti sociali, per cui — di fronte al rapido evolversi del costume (solo se si consideri il massiccio ingresso della donna nel lavoro extradomestico, la crescente crisi di stabilità matrimoniale, il moltiplicarsi delle famiglie di fatto e il decremento demografico) — forse è<strong><em> auspicabile un coordinato aggiornamento di alcuni aspetti del diritto di famiglia</em></strong> dopo circa trent&#8217; anni dall&#8217;ultima riforma organica.»</div>
<div><a href="http://win.irpino.it/cultura/manfoas200174.jpg"><img class="aligncenter" src="http://win.irpino.it/cultura/manfoas200174.jpg" alt="" width="200" height="164" /></a></div>
<p><a href="http://win.irpino.it/cultura/manfoas200174.jpg"></p>
<div>Ferdinando Santosuosso (nel centro della foto)</div>
<div>Vice presidente emerito della Corte Costituzionale</div>
<p></a>&nbsp;</p>
</div>
</blockquote>
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		<title>Il Diritto Sessuato al Femminile</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 13:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Iulius]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>
		<category><![CDATA[Pari Opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[1. La filosofa. «La proposta femminista di un diritto sessuato nasce dalla critica all&#8217;idea di uguaglianza nello stato liberal-borghese: il titolare del diritto in apparenza di genere neutro in realtà rispecchia un modello maschile. L&#8217;idea che il diritto debba procedere da valori e interessi femminili deriva dal pensare che esista una essenza femminile distinta da [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>1. <a href="http://www.emsf.rai.it/interviste/interviste.asp?d=62">La filosofa</a>. «La proposta femminista di un diritto sessuato nasce dalla critica all&#8217;idea di uguaglianza nello stato liberal-borghese: il titolare del diritto in apparenza di genere neutro in realtà rispecchia un modello maschile. L&#8217;idea che il diritto debba procedere da valori e interessi femminili deriva dal pensare che esista una essenza femminile distinta da una maschile bla bla bla»</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.infanzia.biz/images/com_sobi2/clients/467_img.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.infanzia.biz/images/com_sobi2/clients/467_img.jpg" alt="" width="250" height="190" /></a></p>
<p>2. <a href="http://www.forumdonnegiuriste.it/materiali/affidamento.htm">La giurista</a>. «…attraverso strumenti legislativi, giudiziari e culturali di disuguaglianza, abbiamo rivendicato un diritto sessuato al femminile, da applicare innanzitutto agli aspetti economici della separazione e del <strong>divorzio</strong>. Le conclusioni cui siamo giunte in quel seminario identificavano la<strong> richiesta di denaro come un diritto</strong> e non come tutela.»</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.saimicadove.it/open2b/var/cm/article/19408c.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.saimicadove.it/open2b/var/cm/article/19408c.jpg" alt="" width="280" height="273" /></a></p>
<p>3. <a href="http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/qsoIE/~3/f5naLXVHJgY/sfruttatrici-mantenutedisinformazione.html">La blogger</a>. «in linea di principio si accorda il mantenimento quando il reddito di uno dei due è quattro volte superiore a quello dell’altro e sempre, invece, nel caso in cui quest’ultimo ne sia privo. Quindi se lui guadagna 1700 euro e lei 1500 niente assegno coniugale ma solo il mantenimento dei pupi perché non volete solo l’affidamento condiviso forzato, vero? Vorrete pure pagare quello che vi spetta, spero?»</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2010/10/images-11.jpeg"><img class="size-full wp-image-349  aligncenter" title="images-1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2010/10/images-11.jpeg" alt="" width="276" height="178" /></a></p>
<p>4. <a href="http://www.paternita.info/sos-padri-negati/angelo-grasso/">La pratica</a>. «Sciopero della Fame contro questo vergognoso modo di fare giustizia nei confronti dei papà separati. ADESSO BASTA!!  Il mio sciopero è diventato integrale: solo acqua. Con la sua vergognosa e assurda sentenza del 5 febbraio il giudice mi ha letteralmente condannato a morte. Secondo lui, in tale situazione, non solo mia moglie (dentista, circa 10.000 euro al mese) non deve darmi nessun contributo, ma addirittura io dovrei dare alla dentista 250 euro al mese. Io dovrei vivere con 150 euro al mese»</p>
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		<title>La legge femministissima</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/la-legge-femministissima-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 08:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[Le femministe vogliono una legge che regali loro quote rose, cioè poltrone ben retribuite. Questa legge la avevano già ottenuta ma è stata dichiarata anti-costituzionale. Accadde nel 1993, quando la partitocrazia tentava di sopravvivere all&#8217;avanzata di Mani Pulite e Lega. Venne varata una legge che imponeva quote di donne in varie cariche elettive e l’alternanza [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le femministe vogliono una legge che regali loro quote rose, cioè poltrone ben retribuite.  Questa legge la avevano già ottenuta ma è stata dichiarata anti-costituzionale.  Accadde nel 1993, quando la partitocrazia tentava di sopravvivere all&#8217;avanzata di Mani Pulite e Lega.  Venne varata una legge che imponeva <em>quote di donne</em> in varie cariche elettive e <em>l’alternanza fra uomini e donne nelle liste </em>proporzionali della Camera. Proprio come al biliardino: rosa, azzurro, rosa, azzuro&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2010/09/QuoteRosa1.jpeg"><img class="size-full wp-image-313  aligncenter" title="QuoteRosa" src="https://www.centriantiviolenza.eu/ilfemminismo/wp-content/uploads/2010/09/QuoteRosa1.jpeg" alt="" width="290" height="174" /></a></p>
<p>Le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_fascistissime">leggi fascistissime</a> ci portarono ad una dittatura.  Queste leggi femministissime sono state annullate dalla Corte Costituzionale (sentenza <a href="http://www.giurcost.org/decisioni/1995/0422s-95.htm">1995/422</a>), che ne ha riconosciuto l&#8217;illegittimità costituzionale per via del loro sessismo.  L&#8217;art. 51 della Costituzione dice infatti</p>
<blockquote><p>&#8220;tutti i cittadini dell&#8217;uno e dell&#8217;altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizione di eguaglianza&#8221;.</p></blockquote>
<p>Nessuna distinzione di sesso, etnia, credo.   La vera eguaglianza è quella delle <em>opportunità</em>, non quella degli <em>esiti</em>.  Uomini e donne hanno eguale diritto di voto ed eguale diritto di farsi eleggere: se preferiscono eleggere un uomo piuttosto che una donna, è una libera scelta.</p>
<p>Le donne capaci sanno che quote rosa o diventare l&#8217;amante di qualche potente sono inutili scorciatoie, che possono portare ad un seggio, ma non a contare qualcosa.   Umberto Bossi, Silvio Berlusconi, Antonio di Pietro, non hanno fatto carriera negli apparati dei partiti, ma hanno fondato dal nulla tre grandi partiti, cui oggi metà degli italiani e delle italiane liberamente danno il loro voto (e l&#8217;altra metà li odia).  Beppe Grillo sta lavorando per costruire qualcosa di simile.</p>
<p>Questa è l&#8217;unica strada: mostrare le proprie capacità percorrendo un una dura gavetta, non pretendere di venire catapultate ad alte cariche.</p>
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