In un concorso pubblico arrivai alla pari con un andicappato: presero lui. Oggi habbiamo una legge che garantisce che in caso di parità vince la donna, a meno di motivazione contraria.
Ma per arrivare davvero in alto ci servono le quote rosa. Ovviamente le vogliamo solo per i lavori ricchi, possibilmente pagati dallo Stato. Quando nel’68 mi l’aureai in Marxismo mi applausero per aver spiegato che la meritocrazia ed il capitalismo sono strumenti del patriarcato per opprimere l’adonna.
Ho già scielto la poltrona.
Vajassata letta:1560
6 Responses to No alla meritocrazia. Sì alle quota rosa. Fanculo ai maschi.