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	<title>Diritto e Minori &#187; avvocati</title>
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	<description>Per il diritto dei bambini alla bigenitorialità</description>
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		<title>Avvocati Matrimonialisti Italiani: proposta riforma codice deontologico</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 11:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SilvioA]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sistema delle false accuse è ormai la più diffusa forma di pedo-criminalità subita da bambini coinvolti in separazioni.  Il filmato esemplifica di cosa si tratta: Fortunatamente nessun genitore ha ancora protetto i figli abbattendo l&#8217;avvocato che li ha coinvolti &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/ami-proposta-riforma-codice-deontologico/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/il-sistema-delle-false-accuse/">sistema delle false accuse</a> è ormai la più diffusa forma di pedo-criminalità subita da bambini coinvolti in separazioni.  Il filmato esemplifica di cosa si tratta:</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/ami-proposta-riforma-codice-deontologico/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/ulKTRNtOhBI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p>Fortunatamente nessun genitore ha ancora protetto i figli abbattendo l&#8217;avvocato che li ha coinvolti in calunnie, nonostante esistano addirittura abusologi specializzati nel <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/avvocata-pedo-calunnia/">devastare i bambini con false accuse di pedofilia</a>.</p>
<p>L&#8217;Associazione Matrimonialisti Italiani propone nuove norme deontologiche specifiche per l&#8217;avvocato matrimonialista finalizzate a fermare tale sistema ed a tutelare i bambini nell&#8217;unico modo possibile:<strong> la radiazione per quegli avvocati che promuovono false accuse in cui vengono coinvolti bambini.</strong></p>
<p>Purtroppo, tale codice deontologico è ancora solo una buona intenzione.</p>
<p>È così, pochi avvocati possono continuare ad arricchirsi infangando l&#8217;intera categoria, demolendo la credibilità del sistema giudiziario, e soprattutto rovinando i bambini.</p>
<p>Chi sono?  Singoli delinquenti disposti ad arricchirsi sulla pelle dei bambini, avvocate femministe che sfogano il loro odio contro gli uomini allontanandoli dai figli con false accuse, squilibrati di varia natura, etc&#8230;</p>
<p>Cosa è possibile fare per fermarli legalmente? Una querela per concorso in calunnia e/o maltrattamento di minore è difficile, in quanto gli avvocati hanno leggi a loro favorevoli che conoscono bene.  E se è possibile legalmente devastare un bambino, allora la strada maestra diventa la <strong>denuncia pubblica</strong>: o a mezzo internet, o ricorrendo agli organi di informazione.   Facendo attenzione che questi soggetti sono capaci anche di inscenare una denuncia per diffamazione al fine di arricchirsi ancora sulla pelle dei bambini colpendo i loro genitori.</p>
<blockquote><p><em>Art. 1 (rapporti con l’assistito)  Il difensore – prima di accettare il mandato in materia familiare – deve illustrare al proprio assistito la possibilità di ricorrere alla psicoterapia di coppia e alla mediazione familiare. Il difensore deve sensibilizzare il proprio assistito sulle conseguenze della separazione, divorzio o di altre procedure familiari, ed ammonirlo a non porre in essere condotte miranti a creare o ad alimentare il conflitto in danno della controparte.Il difensore ha il dovere di acquisire tutti gli elementi di fatto utili per improntare la migliore difesa in piena e totale autonomia.</em></p>
<p><em>Il difensore, salvo casi di assoluta urgenza e gravità, non deve procedere giudizialmente se non dopo aver preso formali contatti con la controparte e aver tentato una riconciliazione o una mediazione finalizzata alla consensualizzazione della procedura.  Il difensore deve rifiutare incarichi nel caso in cui il cliente sia mosso da evidenti propositi di ritorsione nei confronti della controparte e deve rifiutare di procedere penalmente se non ha previamente acquisito chiari elementi di responsabilità della controparte.</em><br />
<em>Costituisce grave infrazione disciplinare ogni azione giudiziaria suggerita o attuata dal difensore tendente a mettere infondatamente a repentaglio i diritti, l’immagine, la libertà personale della parte avversa al fine di conseguire immediati risultati processuali in sede civile.In particolare il difensore – prima di agire per reati familiari procedibili di ufficio ha l’obbligo di farsi affiancare da un avvocato esperto in materia penale oppure, se esperto in materia penale, procedere alle proprie preventive indagini difensive al fine di verificare la fondatezza delle accuse da portare a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria.</em><br />
<em>Il difensore qualora sia stato l’ispiratore di temerarie iniziative in sede penale o in procedimenti de potestate gravemente infondati, deve essere subire la sanzione disciplinare della <strong>radiazione</strong>;  Il difensore non può svilire il proprio ruolo né accaparrarsi clientela attraverso la richiesta di compensi irrisori e lesivi del decoro della sua funzione e l’importanza delle sue responsabilità processuali e sociali.</em></p>
<p><em>Art. 2) (Obbligo del difensore matrimonialista alla lealtà e probità). Il difensore in materia familiare e minorile deve offrire al giudice ogni elemento utile alla ricerca della verità e della soluzione più adeguata alla tutela dei diritti e degli interessi delle parti e dei figli, siano essi maggiorenni o minorenni;</em><br />
<em>Il difensore che nei propri scritti difensivi adotti un linguaggio o concetti oltremodo aggressivi e violenti nei confronti della controparte, peraltro non suffragate da elementi oggettivi, ferme le sue responsabilità in altra sede, commette grave illecito deontologico specie se tali espressioni compromettono la possibilità di consensualizzare la procedura o arrecano ingiusti danni all’immagine e alla dignità della parte avversa;</em><br />
<em>Il difensore non può convocare nel proprio studio o altrove i figli minorenni del proprio assistito senza il preventivo consenso della controparte né, anche per interposta persona, può intessere rapporti di qualsivoglia natura con questi ultimi al fine condizionarne la volontà o le dichiarazioni in sede di ascolto del minore;Il difensore non può produrre in giudizio corrispondenza riservata della controparte violandone il contenuto (sia essa postale, telematica o telefonica);</em></p>
<p><em>Art. 3. (Obblighi del difensore nel rapporto con il consulente tecnico di parte).  Il difensore che abbia conferito incarico al proprio consulente di procedere ad esami psicologici o psichiatrici sui figli minori,senza il preventivo consenso della parte avversa, commette grave infrazione disciplinare.Il difensore che abbia dato incarico al proprio consulente di sostenere accuse palesemente infondate e strumentali al fine di incolpare ingiustamente la controparte di fatti illeciti o reati peri sottrarsi alle proprie obbligazioni o per eludere provvedimenti circa l’affidamento dei figli commette infrazione disciplinare gravissima;</em></p>
<p><em>Art. 4. (Il difensore e i rapporti con la stampa).  Il difensore non deve partecipare personalmente a trasmissioni televisive o rilasciare interviste per la carta stampata miranti su un procedimento familiare in cui espleta il proprio mandato difensivo al fine di condizionare l’opinione pubblica o l’Autorità Giudiziaria;Del pari deve essere sanzionato il difensore munito di mandato difensivo, che partecipi a dibattiti televisivi, in pendenza delle indagini preliminari, che mirino ad individuare responsabilità o a sostenere innocenze nei confronti di persone indagate per reati intra familiari.</em></p></blockquote>
Number of View :4493<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/ami-proposta-riforma-codice-deontologico/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Affidamento condiviso: cronaca di una legge non applicata &#8211; di Tiberio Timperi</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 16:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Romina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La cosa è ben nota al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che nel 2010 e in questo inizio di 2011 ha ricevuto un’interrogazione parlamentare da parte dell’Onorevole Rita Bernardini, dei Radicali Italiani. A questa, per gli stessi motivi, si è &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/affidamento-condiviso-cronaca-di-una-legge-non-applicata-di-tiberio-timperi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-742" title="322011231757a" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/02/322011231757a.jpg" alt="" width="200" height="200" />La cosa è ben nota al Ministro della Giustizia</strong>, Angelino Alfano, che nel 2010 e in questo inizio di 2011 ha ricevuto un’<span style="text-decoration: underline;">interrogazione parlamentare</span> da parte dell’<span style="text-decoration: underline;">Onorevole Rita Bernardini</span>, dei Radicali Italiani.</p>
<p>A questa, per gli stessi motivi, si è aggiunta di recente la <strong>class action contro il CSM</strong>. Ad organizzarla Adiantum,  una delle associazioni di genitori separati più accreditate.</p>
<p>In sostanza, <strong>l’orientamento culturale prevalente della magistratura è tale da far naufragare lo spirito che ha animato il legislatore: quello della bigenitorialità</strong>. O se si preferisce, del diritto del figlio di avere due genitori. Sulla carta, una rivoluzione, considerato che prima, di fatto, il padre all’indomani della separazione, veniva cancellato.</p>
<p>Purtroppo, successivamente all’entrata in vigore della legge, è stato subito chiaro il sapore gattopardesco.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>Cinque anni dopo, parole a parte, la situazione è rimasta identica.</strong></span></p>
<p>Andiamo con ordine.</p>
<p><strong>Per l’Istat</strong> e i tribunali, l’affidamento condiviso viene concesso nel 90 per cento dei casi.</p>
<p>Sulla carta. In realtà le cose sono ben diverse. Esaminiamo.</p>
<p><strong>La legge prescrive che il minore abbia un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori</strong>? I  giudici concedono al padre che vuol fare il padre, <strong>8 giorni in media al mese contro i 23 della madre</strong>.</p>
<p><strong>La legge prescrive l’assenza di genitore prevalente ? </strong><br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>I giudici si sono inventati, a loro uso, la collocazione del minore.</strong></span> Ovviamente 9 volte su 10 presso la madre. A prescindere dalla richiesta del padre.</p>
<p><strong>La legge prescrive il mantenimento diretto, vale a dire la possibilità per il genitore che deve provvedere al mantenimento, di farlo direttamente</strong>?<br />
I giudici ricorrono all’assegno per il genitore collocatario, 9 su 10 la madre, assegno che si trasforma spesso in rendita parassitaria non essendoci obbligo di rendicontazione.</p>
<p>Insomma la legge viene ignorata.</p>
<p>Dopo il divorzio, per i padri che vogliono fare i padri, solo doveri.</p>
<p>Per le madri che vogliono approfittare di una consuetudine,  un vitalizio.</p>
<p>Meglio, un <strong>win for life</strong>.</p>
<p>Tempi, usi e costumi sono cambiati. E con essi, anche il modo di vivere la paternità.<br />
Ma certi avvocati, certi giudici e certi psicologi fanno orecchie da mercante.</p>
<p>Il divorzio all’italiana fa comodo. Complice la lentezza della giustizia e l’orientamento culturale prevalente che vede al centro la mamma e non il minore,<strong> il divorzio alimenta  un lucroso business sulla pelle dei nostri figli.</strong> <span style="text-decoration: underline;">E dei padri</span>. Senza se e senza ma.</p>
<div><strong>Attenzione, questa non è una battaglia dei padri contro le madri o viceversa. </strong></div>
<div><strong>Semmai contro il sistema.</strong></div>
<p>Un sistema che favorisce, ad esempio, certi avvocati che, pur di gratificare il cliente, avallano strategie processuali basate su <strong>false denunce</strong> piuttosto che avviare una mediazione. So di cosa parlo, avendolo vissuto sulla mia pelle. Con buona pace della deontologia professionale.</p>
<p>Al salone della giustizia di Rimini, questa mia affermazione ha molto irritato un insigne giurista (difesa di categoria?) e un membro dell’<strong>AIAF</strong>, associazione avvocati italiani della famiglia. Segno che forse a pensar male si fa peccato ma difficilmente si sbaglia.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>200.000 avvocati in Italia sono tanti, per alcuni troppi.</strong> </span><strong>Il cliente è sacro. Il figlio meno… </strong></p>
<p>Un altro aspetto del condiviso, è legato alle famigerate CTU, ovvero le consulenze tecniche. Nei tribunali vengono sempre scelti gli stessi, come in una compagnia di giro. Con l’assurdo che magari il CTU nominato dal giudice è amico del consulente di parte, magari della moglie… Succede anche questo nelle aule. O il fatto che quel giudice partecipi a quel congresso organizzato dall’associazione cui quel CTU appartiene in un singolare processo osmotico che può prestare il fianco ad eventuali ed inevitabili critiche.</p>
<p>E, per non fare torto a nessuno, una parola anche per i <strong>servizi sociali</strong>.</p>
<p>Tutti sono concordi nel lamentare la loro scarsa professionalità. Rare le punte di eccellenza.</p>
<p>Dipendenti comunali, fortemente ideologizzati che, spesso senza un’adeguata formazione, hanno diritto di vita e di morte sui nostri figli. Diritto  esercitato in tandem con i giudici.</p>
<p>Spesso si ha la sensazione che certi giudici non vogliano essere disturbati.<br />
Che non si leggano i fascicoli.<br />
Che non vogliano prendere posizione.<br />
<strong>Giudici equilibristi. </strong><br />
<strong> Giudici cerchiobottisti. </strong><br />
<strong> </strong><br />
Semplificano parlando genericamente di conflittualità, senza distinguere tra chi aggredisce e chi viene aggredito.</p>
<p>Aggredito che, se ricorre alle vie legali per far valere i suoi diritti calpestati, viene giudicato come conflittuale.<br />
Mentre  l’altro genitore, qualora un pm non archivi, rischia una modica sanzione.</p>
<p><strong>In Olanda e nei Paesi Bassi, invece, l’arresto… </strong></p>
<p><strong>A questo punto è indifferibile, con l’appoggio di tutti gli schieramenti politici, un intervento chirurgico sulla legge a prova di furbi o interpretazioni ideologiche. </strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Una modifica che renda realmente paritario, qualitativamente e quantitativamente, il rapporto del minore con entrambe i genitori. </strong></span></p>
<p>Una modifica che con effetto domino, demolisca la figura del genitore collocatario, espressione coniata dai giudici, e garantisca l’uso e la disponibilità della casa coniugale da parte del suo proprietario.</p>
<p>Sarà mica un caso che in Italia stiano spuntando come funghi case accoglienza per padri separati?</p>
<p><strong>Serve la radiazione dall’albo di quegli avvocati che avallano strategie processuali basate su false denunce. </strong><br />
<strong> Serve che ci siano giudici specializzati nel diritto di famiglia. E, in caso di loro separazione, non esercitino fino al  divorzio. </strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> Serve che il mantenimento dei figli sia legato a reali esigenze e non agganciato al reddito paterno e al tenore di vita che, inevitabilmente, si dimezza. </span></p>
<p><strong>Serve che il divorzio sia immediato. </strong>Un sì per sposarsi, un sì per divorziare. Basta con il gioco dell’oca che vede prima tre anni di separazione e poi, come nel gioco dell’oca si azzera tutto e si ricomincia daccapo con il divorzio.</p>
<p><strong> Serve il contratto prematrimoniale. </strong></p>
<p>Serve demolire la certezza, da parte della donna, di avere il coltello dalla parte del manico. Di ottenere sulla carta figlio, casa, e soldi. <span style="text-decoration: underline;"><strong>Che razza di pari opportunità sono queste?</strong></span></p>
<p>I diritti e i doveri devono essere equamente distribuiti.<br />
<strong>Ed oggi così non è. </strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>C</strong></span><span style="text-decoration: underline;"><strong>on buona pace di una sinistra che continua a chiudere gli occhi davanti a disagio e dolore. </strong></span></p>
<div><span style="text-decoration: underline;"><strong>Una sinistra che, nella strenua difesa della donna, paradossalmente vanifica le conquiste del femminismo e si trasforma in maschilista</strong></span>.</div>
<div><strong>Con una donna, di fatto, mantenuta ad libitum dall’uomo. </strong></div>
<p>[Fonte: adiantum.it]</p>
<h3>Vedi anche: <strong></strong><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-admin/post.php?post=705" target="_blank"><strong>Divorzio all’italiana e saga di una legge non applicata –Intervista a Tiberio Timperi</strong></a></h3>
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		<title>Un interesse superiore del minore ormai privo di qualsiasi contenuto reale</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 20:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Romina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sia le donne che gli uomini possono essere crudeli. L’unica cosa di cui un bambino ha davvero bisogno, i suoi genitori assieme sotto lo stesso tetto, viene minata dall’ideologia che dice di difendere i diritti delle donne.&#8221;  avvertiva Erin Pizzey, &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/un-interesse-superiore-del-minore-ormai-privo-di-qualsiasi-contenuto-reale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><img class="alignright size-medium wp-image-923" title="famiglia" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/famiglia-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" />&#8220;Sia le donne che gli uomini possono essere crudeli. L’unica cosa  di  cui  un bambino ha davvero bisogno, i suoi genitori assieme sotto lo   stesso  tetto, viene minata dall’ideologia che dice di difendere i   diritti delle  donne.&#8221;  avvertiva Erin Pizzey, fondatrice del primo centro antiviolenza per donne vittime di maltrattamenti ed esperta di tematiche legate alla violenza domestica. </em></p>
<p><strong>P</strong>arole forse inutili quelle della Pizzey, parole e appelli comunque inascoltati i suoi. Quanti  crimini, quanti saccheggi, quanta ingiustizia, invece, sono stati perpetrati al riparo di questo  slogan abusato &#8211; l&#8217;<strong>interesse superiore del minore</strong> appunto &#8211; nel corso di interi decenni avendolo ormai (o forse da sempre) svuotato di qualsiasi reale contenuto.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-924" title="femminista1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/femminista1-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" />Q</strong>uante volte e per quanto tempo, invece, l&#8217;interesse vero dei bambini è stato la leva di battaglie di tutt&#8217;altro ordine e genere. A cominciare da quelle per i diritti femminili anni 70 dove i figli diventarono figli di una guerra senza luce e senza pietà nel naufragio di matrimoni iniziati e terminati spesso nel giro di pochi anni.</p>
<p><strong>Q</strong>uelle che si consumano all&#8217;interno delle separazioni sono guerre ignobile e terribili, che raccontano la folle crudeltà di un sistema che attraverso la “giustizia” riesce a creare solo dolore e ingiustizia.</p>
<p><strong>U</strong>na vera cattiveria umana vissuta sulla pelle di adulti e bambini e sostenuta da un sistema folle come quello che nei nostri paesi dovrebbe garantire per prima cosa “giustizia” ai bambini, e che invece la prima cosa che regala loro è il conflitto e le relative tragedie.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-925" title="adozioni-internazionali" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/adozioni-internazionali-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />C</strong>i sono tanti genitori che, a causa di questa logica folle, hanno perso ogni contatto con i propri figli. Casi nei quali si evidenzia tutta la paradossalità della nostra cultura – una cultura che vive nella logica di identificare nelle separazioni e nel conflitto la soluzione ai conflitti e alle separazioni.</p>
<p><strong>L</strong>a nostra &#8211; in altri termini &#8211; è una cultura che considera normale il fare la guerra contro la guerra, o combattere la violenza con altre violenze: una logica della contrapposizione che implica solo la contrapposizione e la scissione come soluzioni alle contrapposizioni e alle scissioni.</p>
<p><strong>U</strong>na cultura che non punta mai ad accrescere e integrare ciò che appare separato e in conflitto.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-926" title="minore1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/minore1-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" />C</strong>i sono figli che, in seguito alle lotte (spontanee ma piu&#8217; spesso fomentate) fra i genitori, vengono portati per sempre in altri stati, bambini letteralmente rapiti ad un loro genitore, un genitore che oggi forse loro stessi non conoscono e non ricordano più, e che vivono all’estero, in terre assolutamente lontane.</p>
<p><strong>M</strong>oltissimi i bambini italiani cui viene reso impossibile per anni incontrare uno dei due genitori.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-927" title="giustizia-large" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/giustizia-large-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" />S</strong>iamo una cultura che vive di leggi e sentenze, ma nessuno di noi vuole rispettarne davvero una, se non è quella che gli conviene. Impedire ad un figlio di frequentare l’altro genitore è un comportamento che in realtà crea una lesione profondissima dell’equilibrio di un bambino che sarà sempre un adulto amputato.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-928" title="10-DIVORZIATI-200x250" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/10-DIVORZIATI-200x250.jpg" alt="" width="200" height="250" />P</strong>er contro il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, implica una violazione degli obblighi di assistenza familiare: per il nostro codice e la nostra magistratura, dunque, si accudisce un bambino solo dando i soldi. Poi, si può pure sparire, o fargli sparire un genitore, e non si commette reato.</p>
<p><strong>S</strong>ono tragedie disumane, queste, e ogni volta che un bambino è costretto a perdere un genitore muore un mondo.</p>
<p><strong>M</strong>a noi viviamo in una cultura che non solo è indifferente a questo, ma che addirittura ne trae profitto: il contenzioso per l’affido dei figli genera decine di milioni di euro l’anno, e nessuno vuole rinunciarci: né le lobby professionali, né coloro che traggono altri profitti, più o meno indiretti, da tutto questo.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-929" title="banconote7" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/banconote7-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />C</strong>i sono intere categorie che traggono potere e denaro dal permanere di questo clima di continua conflittualità nella nostra società.</p>
<p><strong>N</strong>on parlo solo degli avvocati, ma anche di chi si occupa di assistenza sociale, chi si occupa di perizie, chi ha case famiglie dove ospitare i bambini vittime del disagio genitoriale.</p>
<p><strong>S</strong>ono in tanti a guadagnare dalle tragedie che triturano il cuore dei bambini.</p>
<p><strong>D</strong>i fronte all&#8217;immane tragedia della realtà familiare occidentale c&#8217;è chi adesso è pronto a giurare che ciò che manca è il Padre interno, quindi la capacità di crescere e di non essere figli in accontentabili e privi di regole. Figli in accontentabili, viziati, incapaci di trovare un Senso e un Logos nell’esistenza capace di definirci attraverso limiti e non soltanto bisogni.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-932" title="wii-controller" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/wii-controller-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />D</strong>el resto gli stessi figli vengono ridotti a optional del passatempo, e buttati in un cassonetto se considerati un peso, un ostacolo, o anche i testimoni di una vita non goduta: la madre figlicida è sempre considerata incapace di intendere e volere, al contrario del padre figlicida che viene sempre considerato colpevole perchè capace di intendere e volere, proprio perché il figlio è considerato sempre più una cosa destinata solo ad allietare e gratificare un’esistenza.</p>
<p><strong>I</strong>l Padre è una figura fondamentale, presente, come lo è quella della Madre, archetipicamente nella psiche di tutti, una figura che ci guida nel mondo mediante regole senza le quali siamo persi, che ci dà la capacità di elaborare il dolore, che ci dà stima e forza in noi stessi, e ci regala la voglia, e la possibilità, di guardare in alto, e oltre, alla ricerca di nuovi domini e nuove dimensioni da affrontare.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-933" title="8314624" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/8314624-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" />P</strong>erdere il Padre interno, ma anche quello esterno, vuole dire perdere il diritto alla vita, al confronto con l’esistenza, alla possibilità di vivere la propria autonomia come autonomia e non come desideri che qualcun altro ci deve soddisfare, lasciandoci alla nostra impotenza.</p>
<p><strong>C</strong>hi rispondera&#8217; di tutto questo?<br />
<strong>Q</strong>uando riusciremo a porre la parola fine al massacro?</p>
<p><strong>L</strong>e domande appaiono lecite.<br />
<strong>L</strong>e risposta, invece, ancora e nonostante tutto, tardano a venire.</p>
<p>gf</p>
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		<title>La paternità negata di Gianluca Schiavon e &#8220;Il bambino del mercoledì&#8221;. A Matrix il 31-03-2011 (parte 1)</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 15:23:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/la-paternita-negata-di-gianluca-schiavon-e-il-bambino-del-mercoledi-a-matrix-il-31-03-2011-parte-1/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/kz2GAzNJXqk/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p>Matrix 31-03-2011. Le premesse per una buona audience c&#8217;erano tutte: un  pò di provocazione (avv. Bernardini De Pace), l&#8217;autorevolezza (avv.  Gassani), l&#8217;equilibrio e la ragionevolezza (Timperi) e la mamma famosa  (Lucarelli), ma chi ha visto la trasmissione non si aspettava certo che  il ruolo da protagonista lo assumessero due ingredienti che lo chef di  Matrix/Canale5 non aveva previsto: il &#8220;caso umano&#8221; (Schiavon) &#8211; il cui  racconto ha spiazzato tutti e ha aperto uno squarcio insanabile tra ciò  che la gente non sapeva, e ciò che adesso sa -, e le lacrime di Tiberio  Timperi.</p>
<p>Chi aveva qualche dubbio sull&#8217;autenticità delle  motivazioni del noto giornalista, impegnato sempre di più nella campagna  di sensibilizzazione delle Istituzioni verso il vero affido condiviso,  si è dovuto ricredere.</p>
<p>Durante il racconto del genitore/Schiavon,  durante il quale si raccontava l&#8217;ultima telefonata intercorsa con il  figlio (che mimava una segreteria telefonica, in preda alla più totale  alienazione genitoriale) c&#8217;era una sola persona con le lacrime agli  occhi, ed era Tiberio. A dire il vero, anche il conduttore era  particolarmente scosso da quel racconto, dall&#8217;auto-analisi con cui era  stato meditato per anni e dalla forza dirompente che solo la verità sa  attribuire alle parole.</p>
<p>Chi ha vissuto un grande dolore sulla  propria pelle non rimane mai freddo di fronte ad una storia così forte,  anche se la sofferenza ha lasciato il posto alla ragionevolezza e alla  determinazione a cambiare le cose. Le lacrime di Timperi non sono  soltanto una testimonianza del dolore personale, ma il simbolo del  pianto di tutti gli italiani che sbattono quotidianamente contro il muro  di gomma della malagiustizia familiare.</p>
<p>Negli ultimi vent&#8217;anni  abbiamo ascoltato spesso un utile refrain: cambiare si può. Grazie a  questa consapevolezza è arrivata la legge sull&#8217;affido condiviso, che  però non ha cambiato nulla nella pratica più becera dei tribunali  civili. Però ha cambiato molte coscienze, e la commozione di Timperi ne  rappresenta una bella fetta.</p>
<p>Adesso, di fronte a tanto dolore diffuso, è arrivato il momento di cambiare il refrain: cambiare si deve.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>&#8220;IL BAMBINO DEL MERCOLEDÌ&#8221; di Gianluigi Schiavon</p>
<p>Il  libro racconta una storia che colpisce allo stomaco.  La storia è  quella del piccolo Giò e del suo babbo separato, il Signor B.</p>
<p>Una  vicenda di ordinaria e straordinaria ingiustizia, che trasforma la vita  di un bambino in un percorso a ostacoli popolato di angeli e di demoni.</p>
<p>I  primi, in questa guerra chiamata separazione, lo difendono, gli altri  lo tormentano. Giò e il Signor B lottano per restare insieme. Scendono  in campo anche magistrati e assistenti sociali capaci di azioni tanto  efferate sulle spalle di un bambino in età da scuola materna, da  riuscire a trasformare il suo rapporto con il padre in un vicolo cieco,  talmente disseminato di trappole da rendere le loro visite un giallo.</p>
<p>Dalla  notte della Vigilia di Natale, in cui il bambino fu strappato ai suoi  regali e ai suoi affetti, fino agli incontri protetti, e al giorno in  cui il piccolo Giò si vide improvvisamente e senza ragione negata la  possibilità della consueta visita settimanale.</p>
<p>Assieme a tutto il resto.</p>
<p>E si ritrovò a protestare, e piangere, e fra le lacrime urlare:  &#8220;Ma domani è mercoledì!&#8221;</p>
<p>Titolo : &#8220;Il bambino del mercoledì&#8221;<br />
Autore : Gianluigi Schiavon<br />
Editore : Giraldi Editore<br />
Anno : 2008</p>
<p>Gianluigi  Schiavon, nato a Padova, vive a Bologna. Giornalista de &#8220;Il Resto del  Carlino&#8221;, ha lavorato anche a &#8220;La Repubblica&#8221;, &#8220;Il Gazzettino&#8221; e per  varie riviste.<br />
Per Giraldi ha pubblicato il romanzo &#8220;50 minuti.  L&#8217;inganno nel cassetto&#8221;, surreale storia di un morto che continua a  vedere e sentire ciò che accade intorno a lui.<br />
[Fonte <a title="http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=398%3Ail-bambino-del-mercoledi&amp;catid=45%3Aopere&amp;Itemid=1" dir="ltr" rel="nofollow" href="http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=398%3Ail-bambino-del-mercoledi&amp;catid=45%3Aopere&amp;Itemid=1" target="_blank">http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;am&#8230;</a></p>
<p>]</p>
Number of View :1548<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/la-paternita-negata-di-gianluca-schiavon-e-il-bambino-del-mercoledi-a-matrix-il-31-03-2011-parte-1/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Divorzio all&#8217;italiana e saga di una legge non applicata &#8211; Intervista a Tiberio Timperi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 01:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Romina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Affidamento condiviso: lo stato delle cose secondo Tiberio Timperi. In Italia questa legge non viene applicata se non nella forma. La legge recita di rapporti continuati ed equilibrati con entrambi i genitori? Bene, il papà che vuole fare il papà ha &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/divorzio-allitaliana-e-saga-di-una-legge-non-applicata-intervista-a-tiberio-timperi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Affidamento condiviso: lo stato delle cose secondo Tiberio Timperi.</strong></p>
<p>In Italia questa legge non viene applicata se non nella forma.</p>
<p>La legge recita di rapporti continuati ed equilibrati con entrambi i genitori? Bene, il papà che vuole fare il papà ha 8 giorni contro i 23 della mamma.</p>
<p>La legge parla di assenza di genitore prevalente?  Il minore viene affidato 9 volte su 10 alla mamma.</p>
<p>La legge parla di mantenimento diretto? Anche quando il padre può quotidianamente provvedere ai bisogni, viene sempre obbligato a versare l&#8217;assegno al genitore collocatario che è quasi sempre la mamma.  Assegno che, non essendoci obbligo di rendicontazione, diventa una rendita parassitaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object id="player1" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="menu" value="false" /><param name="quality" value="high" /><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="src" value="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/02/timperi_intervista.swf" /><param name="name" value="player" /><embed id="player1" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/02/timperi_intervista.swf" name="player" bgcolor="#FFFFFF" quality="high" menu="false" align="middle"></embed></object>&nbsp;</p>
<p>La situazione è ben nota al Ministro della Giustizia che ha ricevuto un&#8217;interrogazione parlamentare; al CSM, che ha ricevuto una class action da una delle maggiori associazioni di genitori separati.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di un intervento chirurgico sulla legge affinché il minore abbia realmente un rapporto paritario (qualitativo e quantitativo) con entrambi i genitori.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di giudici che facciano solo diritto di famiglia.</p>
<p>C&#8217;è bisogno della radiazione di quegli avvocati (l&#8217;eccezione e non la regola) che avallano strategie processuali basate su false denunce.</p>
<p>Il divorzio all&#8217;italiana è diventato un lucroso business sulla pelle dei nostri figli, complice la lentezza della giustizia italiana, e l&#8217;orientamento culturale che non tiene in dovuta considerazione il principio della bigenitorialità.<strong>*</strong></p>
<div>
<p style="text-align: left;"><strong><img class="size-medium wp-image-718 aligncenter" title="Immagine" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/02/Immagine-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></strong><span style="color: #ffffff;">*</span></p>
<h3><strong>Leggi anche: <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/affidamento-condiviso-cronaca-di-una-legge-non-applicata-di-tiberio-timperi/" target="_blank">Affidamento condiviso: cronaca di una legge non applicata – di Tiberio Timperi</a></strong></h3>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
</div>
Number of View :1934<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/divorzio-allitaliana-e-saga-di-una-legge-non-applicata-intervista-a-tiberio-timperi/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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