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	<title>Diritto e Minori &#187; abusi</title>
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	<description>Per il diritto dei bambini alla bigenitorialità</description>
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		<title>Matteo Sereni: un altro papà separato accusato di abusi sulla figlia</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 17:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[NEWS]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[ L’accusa è di quelle pesanti e per questo deve esser presa con la dovuta cautela, Matteo Sereni portiere di Lazio, Torino e Brescia e adesso svincolato è accusato dalla ex moglie di aver abusato della figlia di 8 anni. I &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/matteo-sereni-un-altro-papa-separato-accusato-di-abusi-sulla-figlia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p> <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">L’accusa è di quelle pesanti e per questo deve esser presa con la dovuta cautela, Matteo Sereni portiere di Lazio, Torino e Brescia e adesso svincolato è accusato dalla ex moglie di aver abusato della figlia di 8 anni. I rapporti tra Matteo Sereni e la sue ex moglie sono notoriamente tesi tanto che lo stesso portiere dopo una partita contro il Brescia ebbe un duro sfogo nei confronti della moglie accusandola di impedirgli di vedere i figli.</span></p>
<p>Stando alle indiscrezioni che trapelano tra 15 giorni ci sarà un nuovo incidente probatorio con gli inquirenti che cercheranno di verificare la veridicità dei racconti della piccola oppure è una infelice trovata nella guerra tra marito e moglie dopo un amore finito male. Per completezza d’informazione c’è da dire che una prima perizia ha scagionato Matteo Sereni considerando le accuse mosse dalla moglie Silvia Cantoro infondate.</p>
<p>La notizia ha comunque destato scalpore tanto da costringere il legale del portiere ad intervenire a tutela dell’immagine del suo assistito <em>“Sono accuse infondate, esiste gia’ la consulenza di un perito d’ufficio che ha escluso ogni tipo di abuso”</em> ha riferito all’Ansa l’avv. Massimo Boggi che ha poi concluso <em>“Ci riserviamo ogni azione a tutela di Sereni”</em></p>
<p>Gli inquirenti al momento non escludono nessuna ipotesi tenendo in considerazione anche il tentativo di vendette da parte di Silvia Cantoro nei confronti di Matteo Sereni. I due adesso in guerra un tempo erano affiatatissimi tanto da dividere oltre la vita privata la gestione del lavoro con la Cantoro in persona a fungere da agente procuratore.</p>
<p>[<a href="http://www.ilpallonaro.com/matteo-sereni-accusato-di-abusi-sessuali-sulla-figlia/">Fonte</a>]</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/11/images.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1351" title="images" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/11/images.jpeg" alt="" width="301" height="168" /></a></p></blockquote>
<p>Non entriamo nel merito della vicenda, che verrà chiarita dagli organi competenti.</p>
<p>Come considerazione generale ricordiamo la attuale situazione di emergenza: <strong>ormai l&#8217;80% degli accusati di pedofilia sono papà separati coinvolti in separazioni conflittuali che risultano <a href="http://www.abusologi.com/il-96-delle-denunce-sono-false/">innocenti nel 96% dei casi</a></strong>.   Tali infamie — nel gergo del femminismo americano la falsa accusa di abusi è chiamata “pallottola d&#8217;argento”— hanno ormai colpito anche un illustre Magistrato di Roma, padre di un padre separato.</p>
<p>Una falsa accusa di abusi è, per il minore coinvolto, devastante quanto un vero atto di pedofilia: a tale conclusione è giunta una ricerca pubblicata su <em><a href="http://www.alienazione.genitoriale.com/i-falsi-abusi-sono-un-abuso/">Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza</a>.</em></p>
<p>Sebbene tale abuso inverso sia ormai la più diffusa forma di pedo-criminalità, chi lo compie raramente riceve condanne: si preferisce fingere di credere che abbia agito “in buona fede”.</p>
<p>Se la magistratura non porrà fine a tale scempio procedendo ex art. 111, 368, 572, 609quinquies del codice penale nei confronti delle pedo-calunniatrici e dei loro complici (avvocati, abusologi, negazionisti dell&#8217;alienazione genitoriale&#8230;) nonché con la decadenza della potestà genitoriale ex art. 330 c.c. è da temere che qualcuno potrà arrivare a salvare dei bambini facendosi giustizia da solo.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/matteo-sereni-un-altro-papa-separato-accusato-di-abusi-sulla-figlia/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/vV2KXJHhsUA/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p>L&#8217;associazione ADIANTUM a tutela dei minori scrive:</p>
<blockquote><p>O lui è responsabile penalmente degli abusi di cui la ex moglie lo accusa, oppure è vittima di false accuse da parte di lei, che se ne assumerebbe, parimenti, la responsabilità penale. E pertanto, nel primo caso, la storia rappresenterebbe l&#8217;emblema di una genitorialità malata e assurdamente spattacolarizzata dallo stesso carnefice; nel secondo, al contrario, essa si eleverebbe a simbolo estremo delle vittime di calunnia, che sarebbe stata scagliata con ferocia da una donna malevola, a dispregio di una genitorialità sana.</p>
<p>Quale che sia la verità, ADIANTUM si insinuerà quale parte offesa negli eventuali futuri procedimenti penali a carico di chi tra i due, del rispettivo emblema, sarà protagonista e artefice. Se Matteo Sereni verrà rinviato a giudizio per pedofilia (beninteso, con prove inconfutabili &#8211; niente strane teorie di difficile applicazione), i bambini e la mamma ci troveranno dalla loro parte, pronti a costituirci come parte civile.  <strong>Ma se si trattasse di una calunnia (anche semplicemente tentata, con archiviazione delle accuse), ADIANTUM non mancherà di sollecitare l&#8217;invio degli atti alla procura competente, contro colei che l&#8217;avrebbe perpetrata, chiedendo allo stesso modo la costituzione di parte civile in un auspicabile giudizio penale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
Number of View :3954<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/matteo-sereni-un-altro-papa-separato-accusato-di-abusi-sulla-figlia/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un interesse superiore del minore ormai privo di qualsiasi contenuto reale</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 20:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Romina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sia le donne che gli uomini possono essere crudeli. L’unica cosa di cui un bambino ha davvero bisogno, i suoi genitori assieme sotto lo stesso tetto, viene minata dall’ideologia che dice di difendere i diritti delle donne.&#8221;  avvertiva Erin Pizzey, &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/un-interesse-superiore-del-minore-ormai-privo-di-qualsiasi-contenuto-reale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><img class="alignright size-medium wp-image-923" title="famiglia" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/famiglia-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" />&#8220;Sia le donne che gli uomini possono essere crudeli. L’unica cosa  di  cui  un bambino ha davvero bisogno, i suoi genitori assieme sotto lo   stesso  tetto, viene minata dall’ideologia che dice di difendere i   diritti delle  donne.&#8221;  avvertiva Erin Pizzey, fondatrice del primo centro antiviolenza per donne vittime di maltrattamenti ed esperta di tematiche legate alla violenza domestica. </em></p>
<p><strong>P</strong>arole forse inutili quelle della Pizzey, parole e appelli comunque inascoltati i suoi. Quanti  crimini, quanti saccheggi, quanta ingiustizia, invece, sono stati perpetrati al riparo di questo  slogan abusato &#8211; l&#8217;<strong>interesse superiore del minore</strong> appunto &#8211; nel corso di interi decenni avendolo ormai (o forse da sempre) svuotato di qualsiasi reale contenuto.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-924" title="femminista1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/femminista1-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" />Q</strong>uante volte e per quanto tempo, invece, l&#8217;interesse vero dei bambini è stato la leva di battaglie di tutt&#8217;altro ordine e genere. A cominciare da quelle per i diritti femminili anni 70 dove i figli diventarono figli di una guerra senza luce e senza pietà nel naufragio di matrimoni iniziati e terminati spesso nel giro di pochi anni.</p>
<p><strong>Q</strong>uelle che si consumano all&#8217;interno delle separazioni sono guerre ignobile e terribili, che raccontano la folle crudeltà di un sistema che attraverso la “giustizia” riesce a creare solo dolore e ingiustizia.</p>
<p><strong>U</strong>na vera cattiveria umana vissuta sulla pelle di adulti e bambini e sostenuta da un sistema folle come quello che nei nostri paesi dovrebbe garantire per prima cosa “giustizia” ai bambini, e che invece la prima cosa che regala loro è il conflitto e le relative tragedie.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-925" title="adozioni-internazionali" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/adozioni-internazionali-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />C</strong>i sono tanti genitori che, a causa di questa logica folle, hanno perso ogni contatto con i propri figli. Casi nei quali si evidenzia tutta la paradossalità della nostra cultura – una cultura che vive nella logica di identificare nelle separazioni e nel conflitto la soluzione ai conflitti e alle separazioni.</p>
<p><strong>L</strong>a nostra &#8211; in altri termini &#8211; è una cultura che considera normale il fare la guerra contro la guerra, o combattere la violenza con altre violenze: una logica della contrapposizione che implica solo la contrapposizione e la scissione come soluzioni alle contrapposizioni e alle scissioni.</p>
<p><strong>U</strong>na cultura che non punta mai ad accrescere e integrare ciò che appare separato e in conflitto.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-926" title="minore1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/minore1-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" />C</strong>i sono figli che, in seguito alle lotte (spontanee ma piu&#8217; spesso fomentate) fra i genitori, vengono portati per sempre in altri stati, bambini letteralmente rapiti ad un loro genitore, un genitore che oggi forse loro stessi non conoscono e non ricordano più, e che vivono all’estero, in terre assolutamente lontane.</p>
<p><strong>M</strong>oltissimi i bambini italiani cui viene reso impossibile per anni incontrare uno dei due genitori.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-927" title="giustizia-large" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/giustizia-large-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" />S</strong>iamo una cultura che vive di leggi e sentenze, ma nessuno di noi vuole rispettarne davvero una, se non è quella che gli conviene. Impedire ad un figlio di frequentare l’altro genitore è un comportamento che in realtà crea una lesione profondissima dell’equilibrio di un bambino che sarà sempre un adulto amputato.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-928" title="10-DIVORZIATI-200x250" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/10-DIVORZIATI-200x250.jpg" alt="" width="200" height="250" />P</strong>er contro il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, implica una violazione degli obblighi di assistenza familiare: per il nostro codice e la nostra magistratura, dunque, si accudisce un bambino solo dando i soldi. Poi, si può pure sparire, o fargli sparire un genitore, e non si commette reato.</p>
<p><strong>S</strong>ono tragedie disumane, queste, e ogni volta che un bambino è costretto a perdere un genitore muore un mondo.</p>
<p><strong>M</strong>a noi viviamo in una cultura che non solo è indifferente a questo, ma che addirittura ne trae profitto: il contenzioso per l’affido dei figli genera decine di milioni di euro l’anno, e nessuno vuole rinunciarci: né le lobby professionali, né coloro che traggono altri profitti, più o meno indiretti, da tutto questo.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-929" title="banconote7" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/banconote7-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />C</strong>i sono intere categorie che traggono potere e denaro dal permanere di questo clima di continua conflittualità nella nostra società.</p>
<p><strong>N</strong>on parlo solo degli avvocati, ma anche di chi si occupa di assistenza sociale, chi si occupa di perizie, chi ha case famiglie dove ospitare i bambini vittime del disagio genitoriale.</p>
<p><strong>S</strong>ono in tanti a guadagnare dalle tragedie che triturano il cuore dei bambini.</p>
<p><strong>D</strong>i fronte all&#8217;immane tragedia della realtà familiare occidentale c&#8217;è chi adesso è pronto a giurare che ciò che manca è il Padre interno, quindi la capacità di crescere e di non essere figli in accontentabili e privi di regole. Figli in accontentabili, viziati, incapaci di trovare un Senso e un Logos nell’esistenza capace di definirci attraverso limiti e non soltanto bisogni.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-932" title="wii-controller" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/wii-controller-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />D</strong>el resto gli stessi figli vengono ridotti a optional del passatempo, e buttati in un cassonetto se considerati un peso, un ostacolo, o anche i testimoni di una vita non goduta: la madre figlicida è sempre considerata incapace di intendere e volere, al contrario del padre figlicida che viene sempre considerato colpevole perchè capace di intendere e volere, proprio perché il figlio è considerato sempre più una cosa destinata solo ad allietare e gratificare un’esistenza.</p>
<p><strong>I</strong>l Padre è una figura fondamentale, presente, come lo è quella della Madre, archetipicamente nella psiche di tutti, una figura che ci guida nel mondo mediante regole senza le quali siamo persi, che ci dà la capacità di elaborare il dolore, che ci dà stima e forza in noi stessi, e ci regala la voglia, e la possibilità, di guardare in alto, e oltre, alla ricerca di nuovi domini e nuove dimensioni da affrontare.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-933" title="8314624" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2011/04/8314624-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" />P</strong>erdere il Padre interno, ma anche quello esterno, vuole dire perdere il diritto alla vita, al confronto con l’esistenza, alla possibilità di vivere la propria autonomia come autonomia e non come desideri che qualcun altro ci deve soddisfare, lasciandoci alla nostra impotenza.</p>
<p><strong>C</strong>hi rispondera&#8217; di tutto questo?<br />
<strong>Q</strong>uando riusciremo a porre la parola fine al massacro?</p>
<p><strong>L</strong>e domande appaiono lecite.<br />
<strong>L</strong>e risposta, invece, ancora e nonostante tutto, tardano a venire.</p>
<p>gf</p>
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		<title>La paternità negata di Gianluca Schiavon e &#8220;Il bambino del mercoledì&#8221;. A Matrix il 31-03-2011 (parte 1)</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 15:23:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/la-paternita-negata-di-gianluca-schiavon-e-il-bambino-del-mercoledi-a-matrix-il-31-03-2011-parte-1/"><img src="http://i.ytimg.com/vi/kz2GAzNJXqk/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
<p>Matrix 31-03-2011. Le premesse per una buona audience c&#8217;erano tutte: un  pò di provocazione (avv. Bernardini De Pace), l&#8217;autorevolezza (avv.  Gassani), l&#8217;equilibrio e la ragionevolezza (Timperi) e la mamma famosa  (Lucarelli), ma chi ha visto la trasmissione non si aspettava certo che  il ruolo da protagonista lo assumessero due ingredienti che lo chef di  Matrix/Canale5 non aveva previsto: il &#8220;caso umano&#8221; (Schiavon) &#8211; il cui  racconto ha spiazzato tutti e ha aperto uno squarcio insanabile tra ciò  che la gente non sapeva, e ciò che adesso sa -, e le lacrime di Tiberio  Timperi.</p>
<p>Chi aveva qualche dubbio sull&#8217;autenticità delle  motivazioni del noto giornalista, impegnato sempre di più nella campagna  di sensibilizzazione delle Istituzioni verso il vero affido condiviso,  si è dovuto ricredere.</p>
<p>Durante il racconto del genitore/Schiavon,  durante il quale si raccontava l&#8217;ultima telefonata intercorsa con il  figlio (che mimava una segreteria telefonica, in preda alla più totale  alienazione genitoriale) c&#8217;era una sola persona con le lacrime agli  occhi, ed era Tiberio. A dire il vero, anche il conduttore era  particolarmente scosso da quel racconto, dall&#8217;auto-analisi con cui era  stato meditato per anni e dalla forza dirompente che solo la verità sa  attribuire alle parole.</p>
<p>Chi ha vissuto un grande dolore sulla  propria pelle non rimane mai freddo di fronte ad una storia così forte,  anche se la sofferenza ha lasciato il posto alla ragionevolezza e alla  determinazione a cambiare le cose. Le lacrime di Timperi non sono  soltanto una testimonianza del dolore personale, ma il simbolo del  pianto di tutti gli italiani che sbattono quotidianamente contro il muro  di gomma della malagiustizia familiare.</p>
<p>Negli ultimi vent&#8217;anni  abbiamo ascoltato spesso un utile refrain: cambiare si può. Grazie a  questa consapevolezza è arrivata la legge sull&#8217;affido condiviso, che  però non ha cambiato nulla nella pratica più becera dei tribunali  civili. Però ha cambiato molte coscienze, e la commozione di Timperi ne  rappresenta una bella fetta.</p>
<p>Adesso, di fronte a tanto dolore diffuso, è arrivato il momento di cambiare il refrain: cambiare si deve.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>&#8220;IL BAMBINO DEL MERCOLEDÌ&#8221; di Gianluigi Schiavon</p>
<p>Il  libro racconta una storia che colpisce allo stomaco.  La storia è  quella del piccolo Giò e del suo babbo separato, il Signor B.</p>
<p>Una  vicenda di ordinaria e straordinaria ingiustizia, che trasforma la vita  di un bambino in un percorso a ostacoli popolato di angeli e di demoni.</p>
<p>I  primi, in questa guerra chiamata separazione, lo difendono, gli altri  lo tormentano. Giò e il Signor B lottano per restare insieme. Scendono  in campo anche magistrati e assistenti sociali capaci di azioni tanto  efferate sulle spalle di un bambino in età da scuola materna, da  riuscire a trasformare il suo rapporto con il padre in un vicolo cieco,  talmente disseminato di trappole da rendere le loro visite un giallo.</p>
<p>Dalla  notte della Vigilia di Natale, in cui il bambino fu strappato ai suoi  regali e ai suoi affetti, fino agli incontri protetti, e al giorno in  cui il piccolo Giò si vide improvvisamente e senza ragione negata la  possibilità della consueta visita settimanale.</p>
<p>Assieme a tutto il resto.</p>
<p>E si ritrovò a protestare, e piangere, e fra le lacrime urlare:  &#8220;Ma domani è mercoledì!&#8221;</p>
<p>Titolo : &#8220;Il bambino del mercoledì&#8221;<br />
Autore : Gianluigi Schiavon<br />
Editore : Giraldi Editore<br />
Anno : 2008</p>
<p>Gianluigi  Schiavon, nato a Padova, vive a Bologna. Giornalista de &#8220;Il Resto del  Carlino&#8221;, ha lavorato anche a &#8220;La Repubblica&#8221;, &#8220;Il Gazzettino&#8221; e per  varie riviste.<br />
Per Giraldi ha pubblicato il romanzo &#8220;50 minuti.  L&#8217;inganno nel cassetto&#8221;, surreale storia di un morto che continua a  vedere e sentire ciò che accade intorno a lui.<br />
[Fonte <a title="http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=398%3Ail-bambino-del-mercoledi&amp;catid=45%3Aopere&amp;Itemid=1" dir="ltr" rel="nofollow" href="http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=398%3Ail-bambino-del-mercoledi&amp;catid=45%3Aopere&amp;Itemid=1" target="_blank">http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;am&#8230;</a></p>
<p>]</p>
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