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	<title>Diritto e Minori &#187; Sottrazione di Minori</title>
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	<description>Per il diritto dei bambini alla bigenitorialità</description>
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		<title>Bambino allontanato a Padova: le Camere Minorili stigmatizzano la violenza di chi lo ha sbattuto in TV</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 18:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Bigenitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>

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		<description><![CDATA[<script type="text/javascript"><!--
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</script>«L’Unione Nazionale Camere Minorili, riunita a Catania in occasione del IV° CONGRESSO NAZIONALE, alla luce dell’enorme clamore mediatico suscitato da un episodio di cronaca avente ad oggetto le particolari modalità di esecuzione di un provvedimento della magistratura minorile, osserva quanto &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cittadella-camere-minorili/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/10/Unione_Nazionale_Camere_Minorili.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-2322" title="Unione_Nazionale_Camere_Minorili" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/10/Unione_Nazionale_Camere_Minorili.gif" alt="" width="779" height="217" /></a></p>
<p><em><strong>«</strong></em>L’Unione Nazionale Camere Minorili, riunita a Catania in occasione del IV° CONGRESSO NAZIONALE, alla luce dell’enorme clamore mediatico suscitato da un episodio di cronaca avente ad oggetto le particolari modalità di esecuzione di un provvedimento della magistratura minorile, osserva quanto segue.</p>
<p>Siamo consapevoli, in quanto avvocati che si occupano di diritto minorile e di famiglia, che il provvedimento di allontanamento di un minore rappresenta l&#8217;extrema ratio di un iter giudiziario che, prima di ogni altro intervento, promuove il recupero della genitorialità ed il sostegno alla famiglia.</p>
<p>Siamo consapevoli, altresì, che nell&#8217;ambito della giurisdizione minorile l’attuazione di tali provvedimenti sia estremamente dolorosa e complessa.</p>
<p>Non possiamo trascurare, inoltre, il fatto che simili interventi vengano adottati nel superiore interesse del minore e che, pertanto, <strong>debbano essere necessariamente eseguiti</strong> per non snaturare la funzione cogente del  provvedimento.</p>
<p>E’ chiaro che, ove i genitori non adempiano e non collaborino al fine di rendere per il minore meno traumatico l’allontanamento, la magistratura deve disporlo avvalendosi di professionisti esperti e, quindi, dell’ausilio e dell&#8217;intervento dei Servizi Sociali tenuti ad eseguire il provvedimento.</p>
<p><strong>Il provvedimento può essere attuato presso la scuola o in altri luoghi in cui, non essendo presente la famiglia, l&#8217;esecuzione può risultare meno difficoltosa e penalizzante per il bambino</strong>.</p>
<p>Laddove tali modalità non possano trovare attuazione è previsto l’intervento delle Forze dell&#8217;Ordine, solo in ausilio dei Servizi.</p>
<p>In assenza di una specifica disciplina normativa in materia, soccorrono le “Linee guida per i processi di sostegno e di allontanamento del minore” approvate nel 2010 dal tavolo tecnico cui presero parte l’Associazione Italiana Magistrati per i Minorenni e perla Famiglia, il Consiglio Nazionale Forense, il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Commissione Minoridell’Associazione Nazionale Magistrati e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.</p>
<p>Ciò premesso, <strong>è necessario stigmatizzare la divulgazione delle immagini che ritraggono il minore e la conseguente violazione del suo diritto alla riservatezza</strong>, ancor più rilevante in un momento così delicato e doloroso della sua esistenza.</p>
<p><strong>Il processo mediatico si è così  sovrapposto al processo celebrato nelle aule del Tribunale per i Minorenni e della Corte d’Appello, amplificando esponenzialmente ed inutilmente la sofferenza per la persona minore d’età che lo ha subito</strong>.</p>
<p><strong>Riteniamo grave che i media si siano prestati a siffatte strumentalizzazioni, trincerandosi dietro il “diritto di cronaca” al solo fine di suscitare clamore e di aumentare l’audience</strong> o le tirature dei giornali, così ponendo in essere un’ulteriore violenza nei confronti del minore.</p>
<p>E’ evidente che il “grande pubblico” non sia in grado di valutare e comprendere vicende e decisioni che richiedono competenze giuridiche e che presuppongono la conoscenza reale dei fatti alla base dei provvedimenti.</p>
<p>Auspichiamo l’intervento del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, affinché spettacolarizzazioni di questo tipo non abbiano più a verificarsi, ritenendo la tutela dell’interesse del minore e la riservatezza delle notizie che lo riguardano prevalenti rispetto all’asserito diritto di cronaca, nel rispetto della Carta di Treviso che all’art. 4 vieta “sensazionalismi e qualsiasi forma di speculazione” nei casi di controversie giudiziarie in tema di affidamento dei figli.</p>
<p>Rammentiamo, infine, che nelle proposte di modifica del Codice Deontologico Forense elaborate dall’Unione Nazionale Camere Minorili è espressamente previsto che nei procedimenti familiari e minorili gli avvocati, nel rapportarsi con la stampa, debbano adottare estrema cautela, premurandosi anche di sensibilizzare i propri assistiti al fine di evitare qualsiasi esposizione mediatica che possa turbare e/o compromettere la serenità del minore.»</p>
<p><em>Catania, 13 ottobre 2012</em></p>
<p><em><strong>Il Presidente</strong></em></p>
<p><em><strong>Avv. LUCA MUGLIA</strong></em></p>
<p>Da http://www.dirittominorile.it/news/2012/esecuzione-dei-provvedimenti-della-magistratura-minorile-1130.asp</p>
Number of View :1197<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/cittadella-camere-minorili/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Giudici salvano quattro bambine rapite con false accuse</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2012 06:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[False accuse]]></category>
		<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>

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		<description><![CDATA[Tommaso Vincenti, l’impiegato di Pontassieve finito suo malgrado al centro di un caso internazionale, dopo oltre due anni di attesa ha ottenuto ragione dai giudici australiani: le quattro figlie, di 9, 10, 13 e 14 anni, rapite dalla moglie Laura &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/giudici-salvano-bambine/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/10/gi4.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2265" title="gi4" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/10/gi4.jpg" alt="" width="279" height="421" /></a>Tommaso Vincenti, l’impiegato di Pontassieve finito suo malgrado al centro di un caso internazionale, dopo oltre due anni di attesa ha ottenuto ragione dai giudici australiani: le quattro figlie, di 9, 10, 13 e 14 anni, rapite dalla moglie Laura Garrett e portate in Australia in barba alle leggi internazionali, devono rientrare immediatamente in Italia. La decisione è arrivata mercoledì, prima di ogni previsione, da parte del giudice Colin Forrest della Family Court di Brisbane, che ha deciso che le quattro bambine debbano essere imbarcate su un aereo per l’Italia «quanto prima possibile». <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2212640/Four-girls-dragged-aeroplane-Australia-judge-rules-return-father-Italy.html?ito=feeds-newsxml" rel="nofollow" target="_blank"><span>Già mercoledì sera sono partite su un aereo in direzione Roma, ma come raccontano i giornali stranieri, contro la loro volontà</span></a>. Le sorelline infatti, sono state riprese dai media locali mentre piangevano e gridavano, letteralmente trascinate verso l&#8217;aeroporto. Il padre attende le prime due figlie, 9 e 11 anni, all&#8217;aeroporto di Fiumicino con un volo dall&#8217;Australia. Le altre due, 13 e 15 anni, dovrebbero arrivare domani.</p>
<p>Sul piano giuridico, la vicenda sarebbe assai semplice e avrebbe dovuto risolversi da molto tempo: Tommaso e l’australiana Laura si conobbero quindici anni fa durante una vacanza di lei in Italia. Si sposarono e diedero alla luce quattro figlie, nate e cresciute in Italia. Ma, a giugno del 2010, la donna, dopo un periodo di crisi matrimoniale, portò le bambine in Australia<strong> sostenendo di voler fare una vacanza di un mese assieme alle piccole; ma non le riportò mai più in Italia, impedendo al marito anche soltanto di vedere le bambine</strong>. La Convenzione dell’Aia, che Italia e Australia hanno sottoscritto, equipara queste azioni al rapimento dei minori e, per questo motivo, il paese ospite avrebbe il dovere di rimandare immediatamente i minori a quello d’origine. Ma in questi anni la Garrett non si è mai arresa: prima<strong> ha cercato di dipingere il marito come un violento, poi una volta avuto torto dai tribunali, è arrivata al punto di nascondere le bambine alle autorità</strong>. Sono stati moltissimi i ricorsi che ogni volta le hanno permesso di congelare l’esecuzione di sentenze a lei sempre sfavorevoli. Tommaso Vincenti ha avuto la possibilità di riabbracciare le bambine soltanto cinque mesi fa. «Ci risulta che, stavolta, la decisione dei giudici dovrebbe essere inappellabile, stiamo aspettando a ore la notizia dell’imbarco delle bambine su un aereo» spiegano dalla famiglia Vincenti. «Sono travolto dall’emozione &#8211; dice Tommaso &#8211; la giustizia, dopo un calvario lungo più di due anni ha prevalso. Questo è un bellissimo momento, per me, per la mia famiglia e per le bambine. Ma finché non avrò la notizia certa che saranno su un aereo non riuscirò a stare del tutto tranquillo».</p>
<p>Tommaso Vincenti, in questo momento si trova in Italia: si era infatti recato a Brisbane la settimana scorsa per assistere alle udienze della Family Court, ma era tornato subito in patria perché non si aspettava una sentenza così rapida. Del resto, dopo due anni di battaglie, soltanto un mese fa aveva dichiarato di non aspettarsi più nulla dalla giustizia australiana e che si sentiva preso in giro da dei giudici, che pur dandogli ragione, facevano in modo di ritardare l’esecuzione delle sentenze, accettando di valutare i continui ricorsi dell’ex moglie, malgrado si trattasse di questioni che attenevano solo alla giustizia italiana. Infatti, Laura Garrett, che secondo le cronache australiane sarebbe scoppiata in lacrime al momento del verdetto, una volta in Italia, se lo vorrà, potrà far valere le proprie ragioni sull’affidamento delle bambine di fronte al Tribunale dei Minori di Firenze. Tommaso Vincenti lo aveva ripetuto molte volte: «Se riuscirò a farle tornare a casa, non gli impedirò mai di vedere la loro mamma».</p>
<p>Fonte: http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/4-ottobre-2012/figlie-rapite-australia-giudice-subito-italia-2112100225345.shtml</p>
<p><em>Il giornale non specifica quanti anni di galera dovrà scontare le donna.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
Number of View :1852<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/giudici-salvano-bambine/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Presa la banda dei ladri di bambini sequestravano i figli dei divorziati</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 18:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>
		<category><![CDATA[CEED]]></category>

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		<description><![CDATA[Ottima notizia da Repubblica. Avevano costituito una associazione per delinquere e in almeno quattro casi hanno aiutato il genitore divorziato a sottrarre al coniuge i figli. Sono quattro gli arresti eseguiti fra l&#8217;Italia, la Germania e la Francia nell&#8217;ambito di &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/presa-la-banda-dei-ladri-di-bambini/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/07/174357867-6c4b7d35-ea26-4d81-a2e0-01a5b921cdc1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2069" title="174357867-6c4b7d35-ea26-4d81-a2e0-01a5b921cdc1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/07/174357867-6c4b7d35-ea26-4d81-a2e0-01a5b921cdc1.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a>Ottima notizia da <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/07/18/news/presa_la_banda_dei_ladri_di_bambini_sequestravano_i_figli_dei_divorziati-39279818/?ref=HREC1-9">Repubblica</a>.</p>
<blockquote><p>Avevano costituito una associazione per delinquere e in almeno quattro casi hanno aiutato il genitore divorziato a sottrarre al coniuge i figli. Sono quattro gli arresti eseguiti fra l&#8217;Italia, la Germania e la Francia nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine condotta a Milano. L&#8217;inchiesta è nata attorno alla <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/04/24/news/colombo-33880178/"><strong>sottrazione dei figli di Marinella Colombo</strong></a>, la donna che da anni lotta per vivere con i due figli minori assegnati al padre tedesco. In manette sono finiti Olivier Karrer, francese a capo del Ceed (Conseil européen des enfants du divorce), Silvia Kalina, Bjorn Schallmey, Kimberly Hines.</p>
<p>Il Ceed è, secondo le stesse parole riportate nel suo sito, una &#8220;associazione di genitori e nonni vittime di rapimenti internazionali di bambini&#8221; che ha come principale obiettivo il contrasto alle decisioni dello Jugendamt tedesco, lo stesso che decise di assegnare al padre in Germania i due figli della Colombo. Un bambino rapito valeva 10mila euro.</p>
<p>Capo dell&#8217;organizzazione, secondo gli inquirenti, è Karrer, il quale avrebbe promosso l&#8217;associazione a delinquere &#8220;dotata di mezzi, di denaro, nonché di appoggi logistici in diversi Paesi europei ed extraeuropei, finalizzata a sottrarre, dietro compenso, una serie indeterminata di minori oggetto di contesa tra genitori tedeschi e genitori di diversa nazionalità&#8221;. Il tutto, sempre secondo l&#8217;accusa, &#8220;sotto l&#8217;egida dell&#8217;attività statutaria legale dell&#8217;associazione Ceed&#8221; (di cui tutti gli arrestati facevano parte) formalmente operante a livello internazionale per finalità lecite. Ossia la promozione di campagne di sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica in relazione alla tutela dei genitori divorziati asseritamente privati dei figli avuti dal genitore di nazionalità diversa, in particolare tedesca&#8221;.<br />
L&#8217;associazione metteva a disposizione dei genitori che volevano rapire i figli affidati all&#8217;altro coniuge, barche, documenti falsi, sistemi di comunicazione non rintracciabili, e anche &#8220;matrimoni&#8221;. Ossia la possibilità di far sposare il &#8220;protetto&#8221;, dopo la fuga con i bambini, con un&#8217;altra persona in un altro Stato, come copertura. Lo si evince dall&#8217;ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luigi Varanelli. Nel caso del rapimento dei figli della Colombo, su mandato della stessa donna, Kimberly Hines, cittadina americana e una dei quattro arrestati, avrebbe procurato alla donna milanese &#8220;la disponibilità di un&#8217;imbarcazione idonea alla traversata del Tirreno, al fine di consentire la fuga in Francia&#8221; o in un altro Paese. Il piano venne sventato grazie alle indagini della squadra mobile con intercettazioni telefoniche e ambientali. Alla Colombo, inoltre, scrive il gip, era stato suggerito &#8220;una volta giunta in Libano&#8221;, Paese che doveva essere la meta finale della fuga, &#8220;di sposare&#8221; un cittadino libanese, conosciuto ai partecipanti all&#8217;associazione, &#8220;al fine di acquisire la cittadinanza.</p>
<p>Agli arrestati, a vario titolo, sono contestati nell&#8217;ordinanza tre casi di sottrazioni di bambini: i due figli della Colombo; la figlia di una tedesca, Silvia Kalina, anche lei fermata con mandato d&#8217;arresto europeo; un bambino portato via al padre tedesco su &#8216;commissione&#8217; della madre polacca. Su un&#8217;altra decina di episodi che coinvolgono diversi Paesi europei, invece, stanno indagando gli inquirenti. I soldi, prezzo dei rapimenti secondo l&#8217;accusa, venivano versati a Karrer, accusato anche di maltrattamenti per la sparizione dei bimbi della Colombo: in un caso a una persona sarebbero stati richiesti 50mila euro. Un quinto appartenente all&#8217;associazione per delinquere, sul quale pende un altro mandato d&#8217;arresto, è ancora irreperibile.</p></blockquote>
<p>DirittoeMinori aveva scritto di <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/associazioni-a-delinquere-finalizzate-a-sottrarre-bambini-con-false-accuse/"><strong>associazioni a delinquere mascherate da associazioni a tutela della donna e/o dell’infanzia </strong>e specializzate nel costruire false accuse di maltrattamenti e/o pedofilia</a> per sottrarre i figli dei divorziati: si tratta di altre associazioni che assolutamente nulla hanno a che fare con la presente notizia.</p>
<p>http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/07/18/news/presa_la_banda_dei_ladri_di_bambini_sequestravano_i_figli_dei_divorziati-39279818/?ref=HREC1-9</p>
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		</item>
		<item>
		<title>False accuse: Stati Generali Giustizia Familiare invia richiesta di chiarimenti agli assistenti sociali</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Aug 2012 19:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[False accuse]]></category>
		<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali &#160; Considerato che: &#8211; Le querele strumentali per maltrattamenti ed abusi in ambito separativo sono in costante aumento &#8211; Il fenomeno delle false accuse è riconosciuto dalla magistratura, dall’avvocatura, dalla Polizia di Stato &#8211; &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/false-accuse-stati-generali-giustizia-familiare-invia-richiesta-di-chiarimenti-agli-assistenti-sociali/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong>Al Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Considerato che:</em></p>
<p>&#8211; Le querele strumentali per maltrattamenti ed abusi in ambito separativo sono in costante aumento</p>
<p>&#8211; Il fenomeno delle false accuse è riconosciuto dalla magistratura, dall’avvocatura, dalla Polizia di Stato</p>
<p>&#8211; I tribunali non sono in grado di adottare strategie disincentivanti</p>
<p>&#8211; La strada della querela per calunnia si dimostra statisticamente non percorribile</p>
<p>&#8211; Al fine del mantenimento delle relazioni genitoriali, i tempi lunghi della giustizia rendono inefficaci sia le archiviazioni che le assoluzioni</p>
<p>&#8211; Le dinamiche aggressive continuano ad essere premianti per chi le adotta, garantendo il risultato minimo di inibire le frequentazioni fra il genitore falsamente accusato ed i propri figli</p>
<p>&#8211; La reazione extragiudiziaria del soggetto falsamente accusato viene letta come indice di volontà persecutoria, aggressiva violenta</p>
<p>&#8211; La reazione giudiziaria del soggetto falsamente accusato, anche se concretizzata utilizzando gli strumenti previsti dalla legge, viene letta come indice elevata confittualità</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Si chiede all’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali:</em></p>
<ul>
<li>chiarimenti in merito al riconoscimento valutativo della conflittualità unilaterale</li>
<li>chiarimenti in merito al riconoscimento valutativo di piani diversi fra chi aggredisce e chi è costretto a difendersi</li>
<li>chiarimenti in merito alle buone prassi da adottare da parte di un soggetto vittima di false accuse, per evitare di essere definito “conflittuale” ed equiparato al proprio aggressore.</li>
</ul>
<p><strong>Il Portavoce Nazionale SGGF &#8211; Fabio Nestola</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/05/calunnia.jpg"><img class="size-full wp-image-1775 aligncenter" title="calunnia" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/05/calunnia.jpg" alt="" width="536" height="407" /></a></p>
Number of View :968<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/false-accuse-stati-generali-giustizia-familiare-invia-richiesta-di-chiarimenti-agli-assistenti-sociali/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Federica Puma, c&#8217;era una condanna penale per sottrazione di minore</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 01:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Romina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>

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		<description><![CDATA[Otto mesi di reclusione e&#8217; la condanna inflitta a Federica Puma per aver commesso il reato di sottrazione di minore essendo fuggita di casa insieme alla figlia di 7 anni, sottraendo quindi quest&#8217;ultima al padre. Del caso di Federica Puma &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/federica-puma-condanna-penale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Otto mesi di reclusione e&#8217; la condanna inflitta a Federica Puma per aver commesso il reato di sottrazione di minore essendo fuggita di casa insieme alla figlia di 7 anni, sottraendo quindi quest&#8217;ultima al padre.</p>
<p>Del caso di Federica Puma avevamo parlato <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/bambina-allontanata/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/07/federica_puma.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2010" title="federica_puma" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/07/federica_puma-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>La vicenda va avanti dal 14 dicembre del 2011, quando la bambina su richiesta dei servizi sociali e&#8217; stata affidata alla casa famiglia di Roma. I genitori separati sono da anni in conflitto.</p>
<p>Federica Puma e&#8217; stata condannata il 7 giugno scorso dal giudice della nona sezione penale del tribunale di Roma, Ettore Pedicini ma del provvedimento giudiziario si è avuta notizia solo oggi 4 luglio.</p>
<p>Da tempo Federica Puma si batte per riavere la figlia anche con manifestazioni ed una petizione firmata da migliaia di persone.</p>
<p>http://www.agi.it/cronaca/notizie/201207041659-cro-rt10190-bambina_contesa_la_mamma_condannata_a_8_mesi_di_reclusione</p>
<p>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/pages/bambina-allontanata/</p>
Number of View :3836<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/federica-puma-condanna-penale/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Avvocata specializzata in false accuse di pedofilia per privare i bambini dei loro papà</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/avvocata-pedo-calunnia/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>

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		<description><![CDATA[«Secondo gli esperti, le calunnie hanno quasi tutte le stesse caratteristiche: vengono usati bambini piccoli, da 2 a 5 anni, che non presentano alcun segno di violenza, coinvolti in separazioni conflittuali in cui i nonni spesso assumono un ruolo decisivo». &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/avvocata-pedo-calunnia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>«Secondo gli esperti, le calunnie hanno quasi tutte le stesse caratteristiche: vengono usati bambini piccoli, da 2 a 5 anni, che non presentano alcun segno di violenza, coinvolti in separazioni conflittuali in cui i nonni spesso assumono un ruolo decisivo».</p></blockquote>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/02/Unknown.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1703" title="Unknown" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/02/Unknown.jpeg" alt="" width="224" height="225" /></a>La notizia arriva dal <a href="http://www.lexpress.fr/informations/l-arme-du-soupcon-d-inceste_633287.ht">settimanale l&#8217;Express</a>, che però non fa il nome di chi, fingendo di difendere i bambini, li ha devastati con false accuse di pedofilia.   Forse temendo che questi criminali, adusi ad abusare del sistema giudiziario per scopi pedo-criminali, potessero cercare di mettere a tacere le proprie malefatte costruendo una denuncia per diffamazione.</p>
<blockquote><p>Apparso negli USA qualche anno fa, un allarmante fenomeno ha preso piede nei tribunali, una sorta di follia che porta le coppie in guerra per l’affido dei figli a usare la più terribile accusa, quella di incesto.  Centinaia di papà — molto più raramente le madri — si dichiarano oggi calunniati dall’ex: «<em>È l’arma atomica delle separazioni conflittuali</em>». [&#8230;]</p>
<p>I casi di false accuse sembrano curiosamente molto più numerosi nella piccola città di Pontoise, vicino a Parigi, dove il fenomeno ha assunto l’aspetto di una epidemia.   15 papà accusati nello stesso tribunale per storie simili, alla fine si sono uniti per proclamare la propria innocenza.  Nessuno è mai stato condannato e 9 già assolti.  In 10 di questi casi le madri accusatrici erano rappresentate dalla stessa avvocata.  Che in tutti i casi ha presentato la denuncia secondo la formula che impedisce di archiviare il caso obbligando ad aprire unprocedimento penale. «<strong><em>La sig.ra M. è una attivista femminista che fa da avvocata per la locale Casa della Donna</em>» </strong> <strong>dice Dominique Marion, uno dei padri falsamente accusati «<em>si è specializzata in tali accuse, che usa per mettere i papà fuori gioco e allontanarli dai figli</em>».  La relazione di uno psicologo esperto nominato dal Tribunale parla apertamente di «<em>ruolo nefasto</em>» giocato dall’avvocata femminista, qualificata come «<em>fanatica</em>» e «<em>settaria</em>»: «<em>I suoi eccessi, la sua abitudine alla menzogna, a volte diffamatoria, dimostrano la sua incapacità a mantenere una distanza sana ed oggettiva in queste faccende</em>». [&#8230;]</strong></p>
<p>La situazione è diventata così grave che il Procuratore ha ricevuto 10 di questi papà.  Oltre agli eccessi dell’avvocata femminista, hanno lamentato la lentezza della giustizia ed il ruolo negativo di alcuni «esperti» <strong>abusologi</strong> che rilasciano certificati di convenienza alle madri calunniatrici.</p>
<p>Una psichiatra infantile, la dr. B, coinvolta nei fattacci di Pontoise è stata interdetta per 3 anni dall’Ordine dei Medici per aver ripetutamente denunciato «la responsabilità di un papà in abusi sessuali privi di fondamento» [&#8230;].</p>
<p><strong></strong>«<em>Certe madri fanno il tour degli abusologi fino a quando trovano quello che certificano quello che vogliono</em>» constata Nicole Tricart, presidente del Tribunale dei Minori di Parigi «<em>a volte ci troviamo di fronte certificati che fanno rabbia.  Come quella psicopatica che ha descritto in dettaglio l’esame con il quale decideva che una bambina di 5 anni era stata abusata: le sentiva il polso mentre sussurrava all’orecchio della bambina la parola “incesto”, dall’aumento dei battiti ha dedotto un forte trauma sessuale</em>». QED</p>
<p>«<em>Molto spesso il primo passo compiuto dal magistrato è quello di sospendere i diritti di accesso del genitore accusato. Che nel caso di una falsa accusa, è esattamente ciò che il genitore accusatore sta cercando</em>».</p>
<p><strong><a href="http://www.centriantiviolenza.com/wp-content/uploads/2011/12/Hubert-5_1.jpg"><img class="alignright" title="Hubert 5_1" src="http://www.centriantiviolenza.com/wp-content/uploads/2011/12/Hubert-5_1-300x248.jpg" alt="" width="300" height="248" /></a></strong>Nessuno esce indenne dalle accuse, né il bambino né l’imputato né l’accusatore, ha detto Lawrence Becuywe, giudice del tribunale di Pontoise. Dal momento in cui sono stati lanciati, si entra nel campo della follia, odio o perversione allo stato puro.  [&#8230;]</p>
<p><strong>Lo psicologo canadese Hubert Van Gijseghem, specialista mondiale nel settore, afferma che le false accuse hanno conseguenze gravi quanto la pedofilia vera e propria</strong>.</p></blockquote>
Number of View :4164<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/avvocata-pedo-calunnia/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il processo femminista e le gravi conseguenze sui bambini</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/processo-femminista/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 18:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[processo femminista]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;Inghilterra arriva la notizia di una follia giudiziaria: una donna accusa l&#8217;ex marito di averla violentata durante la prima notte di nozze, mentre lei era ubriaca!  Come noto, è tradizione delle donne inglesi lo sposarsi non per stare con il marito &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/processo-femminista/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/05/calunnia.jpg"><img class="alignright  wp-image-1775" title="calunnia" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/05/calunnia.jpg" alt="" width="322" height="244" /></a>Dall&#8217;Inghilterra arriva la notizia di una follia giudiziaria: una donna accusa l&#8217;ex marito di averla violentata durante la prima notte di nozze, mentre lei era ubriaca!  Come noto, è tradizione delle donne inglesi lo sposarsi non per stare con il marito ma per ubriacarsi.</p>
<p><em>La follia sta nel fatto che <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2138229/Bride-raped-husband-wedding-night-court-told.html">l&#8217;accusa appare basata sulla sola parola della donna</a></em>.  Come noto alcool, droghe e avvocate femministe allentano i codici morali e predispongono alla menzogna ed alla calunnia.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/05/Giudice_femminista.jpg"><img class="size-full wp-image-1773 alignleft" title="Giudice_femminista" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/05/Giudice_femminista.jpg" alt="" width="200" height="146" /></a>In base a tale follia giudiziaria, ogni bambino può in qualunque momento essere reso orfano del proprio papà: basta che la madre voglia separarsi e si inventi l&#8217;accusa “mi violentava” procurandosi per i prossimi 5 o 10 anni un processo in cui potrebbe distruggere l&#8217;ex qualora un giudice applicasse <a href="http://www.comunicazionedigenere.com/lo-riconosce-il-parlamento-le-femministe-hanno-invertito-lonere-della-prova/">l&#8217;inversione dell&#8217;onere della prova</a>.  Infatti, nessun testimone può smentire la signora su quanto accaduto la prima notte di nozze, quindi l&#8217;uomo può subire una condanna.</p>
<p>Già ora in Italia l&#8217;80% delle accuse di maltrattamenti tentate da donne separate risultano false [Fonte: <a href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/957%20FENBI%20-%20A.pdf">senato</a>].</p>
<p>Tali processi femministi portano a violazioni dei diritti umani, che possono avere  gravi conseguenze, quali un aumento degli omicidi familiari (la calunnia è un reato, e se la giustizia ci casca un calunniato può decidere di farsela da solo nell&#8217;unico modo possibile) ma soprattutto l&#8217;alienazione genitoriale dei figli (lo scopo delle calunniatrici accecate dall&#8217;odio è solitamente il provare i figli dei loro papà).</p>
<p>&nbsp;</p>
Number of View :1294<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/processo-femminista/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Associazioni a delinquere finalizzate a sottrarre bambini con false accuse</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 10:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi tutte le separazioni giudiziali sono accompagnate da denunce penali: ormai risultano false l&#8217;80% delle accuse di maltrattamenti in famiglia ed il 92-96% delle accuse di pedofilia. Nel gergo femminista americano la falsa accusa di abusi è detta “pallottola d&#8217;argento”.  Sebbene vengano &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/associazioni-a-delinquere-finalizzate-a-sottrarre-bambini-con-false-accuse/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/04/vipera-femminista.jpg"><br />
</a><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/04/calunniatrice.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1754" title="calunniatrice" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/04/calunniatrice.jpg" alt="" width="375" height="285" /></a>Quasi tutte le separazioni giudiziali sono accompagnate da denunce penali: ormai risultano false l&#8217;80% delle accuse di maltrattamenti in famiglia ed il 92-96% delle accuse di pedofilia.</p>
<p>Nel gergo femminista americano la falsa accusa di abusi è detta “<em>pallottola d&#8217;argento</em>”.  Sebbene vengano solitamente archiviate come false accuse, si tratta ovviamente di <strong>calunnie</strong>. Promosse da un “circuito dell&#8217;abuso” composto da associazioni che spesso agiscono come vere e proprie <strong>associazioni a delinquere mascherate da associazioni a tutela della donna e/o dell&#8217;infanzia</strong>: cacca vestita da pasticcino.</p>
<p>In Italia, una nuova legge (DDL 1969) stabilisce che chi promuove accuse di pedofilia avrà l&#8217;avvocato gratis a spese dello Stato «<em>anche in deroga ai limiti di reddito</em>».</p>
<p>Le false accusa di pedofilia sono quelle più redditizie per il circuito dell&#8217;abuso: mancando qualunque prova permettono a pseudo-esperti di arricchirsi per anni: ad esempio un avvocato può guadagnare 100,000€ per bambino tirando in lungo un processo basato sul nulla, non fermandosi davanti a nessuna efferatezza.</p>
<p>Vengono preferiti bambini piccoli, da 2 a 5 anni, che non presentano alcun segno di violenza, coinvolti in separazioni conflittuali in cui i nonni spesso assumono un ruolo decisivo.</p>
<p>Le ricerche scientifiche (Van Guseghem, G.B. Camerini, D. Berto, L. Rossi, M. Zanoli&#8230;) mostrano che <strong>le false accuse di pedofilia devastano i bambini quanto la pedofilia vera</strong>: e così con la scusa di salvare 6 bambini se ne devastano 94.</p>
<p>Addirittura, alcuni sindaci e procure firmano <strong>protocolli che di fatto autorizzano la sottrazione di minore</strong> da parte di associazioni sessiste (che tutelano solo donne) nate dal femminismo radicale: basta loro dire che temevano che il maschio fosse violento e/o abusante.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/04/vipera-femminista.jpg"><img class="alignright" title="vipera femminista" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/04/vipera-femminista.jpg" alt="" width="269" height="202" /></a>La tecnica seguita dalle pedo-calunniatrici è quasi sempre la stessa: <strong>impadronirsi dei figli con calunnie il tempo necessario per plagiarli ed alienarli fino a far loro rifiutare il papà assente, per poi tentare di sostenere che l&#8217;alienazione genitoriale non è un abuso sull&#8217;infanzia.</strong></p>
<p>Varie persone davvero interessate alla tutela dei bambini hanno cercato di denunciare il problema ma hanno subito tentativi di censura: ad esempio è capitato al sociologo Stefano Zanetti ed al criminologo Luca Steffenoni.</p>
<p>Se si volesse proteggere i bambini basterebbero poche chiare norme:</p>
<ol>
<li>Il danaro elargito ad avvocati che si arricchiscono con accuse di pedofilia, qualora l&#8217;accusa risulti falsa, verrà loro sottratto e ceduto alle vittime a titolo di risarcimento.</li>
<li>Se più del 20% delle accuse sostenute da una associazione si rivelano false, la associazione viene sciolta ed i suoi proventi sequestrati e destinati a cure psicologiche delle piccole vittime della false accuse.</li>
<li>Se più del 20% delle accuse sostenute da un professionista risultano false, questo viene radiato.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
Number of View :39128<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/associazioni-a-delinquere-finalizzate-a-sottrarre-bambini-con-false-accuse/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;send=false' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:400px;'></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Maltrattamenti: nelle separazioni 4 denunce su 5 sono false. I dati della Procura di Bergamo</title>
		<link>https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/falsi-maltrattamenti/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 14:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Psyco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; «I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un’arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni», avverte Carmen Pugliese, PM del pool della Procura specializzato in reati sessuali e familiari, scorrendo i dati che vedono questo tipo di violenza &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/falsi-maltrattamenti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/04/Unknown.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1737" title="Unknown" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/04/Unknown.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></a></p>
<p>«<strong>I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un’arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni», avverte Carmen Pugliese, PM</strong> del pool della Procura specializzato in reati sessuali e familiari, scorrendo i dati che vedono questo tipo di violenza aumentare in maniera significativa. Nella Bergamasca si è passati dai 278 casi del 2006 ai 306 del 2007, fino ai 382 del 2008, in pratica più di una denuncia al giorno. E se è vero che si riscontra una sempre più diffusa propensione da parte di padri e mariti ad alzare le mani, è altrettanto appurato che molte volte le versioni fornite dalle presunte vittime (quasi sempre donne) sono gonfiate ad arte. «<strong>Solo in due casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri – analizza il pm Pugliese -. Il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione. “Se non mi concedi tot benefici, io ti denuncio”, è la minaccia che fanno alcune mogli.</strong> Tanto che, una volta ottenuto quello che volevano, tornano in Procura a chiedere di ritirare la denuncia. Non sanno che nel frattempo noi abbiamo speso tempo ed energie per indagare. L’impressione è che alcune mogli tendano a usare pm e polizia giudiziaria come strumento per perseguire i propri interessi economici in fase di separazione».</p>
<p>Poche, in percentuale, le inchieste che sfociano in condanna. «Molte volte – rivela il pm Pugliese – siamo noi stessi a chiedere l’archiviazione. In altri casi, invece, si arriva a un processo dove la presunta vittima ridimensiona il proprio racconto. È successo anche che qualche ex moglie sia finita indagata per calunnia».<br />
<strong>Sono per lo più italiane (mogli di italiani e anche di stranieri) le presunte vittime che si rivolgono alla Procura</strong>. Più limitata, invece, la percentuale dei genitori (il più delle volte anziani) presi a botte dai figli. Anche papà e mamme tendono a minimizzare i fatti dopo la denuncia, ma in questo caso lo fanno per amore e non per denaro.<br />
Carmen Pugliese una tiratina d’orecchi la riserva anche alle associazioni che operano a tutela delle donne: «Non fanno l’operazione di filtro che dovrebbero fare: incitano le assistite a denunciare, ma poi si disinteressano del percorso giudiziario, di verificare come finirà la vicenda. <strong>Mi sembra una difesa indiscriminata della tutela della donna che viene a denunciare i maltrattamenti, senza mettere in conto che questa donna potrebbe sempre cambiare versione</strong>».<br />
Ovvio che molte volte le violenze si verificano davvero e in modo pesante: «Da noi arrivano donne col volto tumefatto e in alcuni casi contro i mariti emettiamo misure cautelari». Ma talvolta a patire le conseguenze di denunce enfatizzate sono uomini che cascano dalle nuvole. Come quel bergamasco denunciato dalla ex moglie dell’Est che s’era rifugiata in una comunità protetta. Lei lo aveva dipinto come una sorta di persecutore, lui si presentò in Procura a raccontare che il rapporto non era poi così compromesso: i due continuavano a vedersi ogni fine settimana e per provarlo l’ex marito esibì le ricevute del motel.<br />
Soldi richiesti e rapporti coniugali deteriorati, soprattutto in tempi di recessione, sono l’impasto che spesso porta davanti a un giudice. Lo si può leggere nelle statistiche dei reati consumati nella Bergamasca nel 2008, alla voce del mancato versamento di alimenti fra coppie separate. Un numero passato dai 278 casi denunciati nel 2006 ai 292 del 2007 per giungere ai 315 dello scorso anno.<br />
«E chiaro che separarsi comporta difficoltà economiche – osserva il procuratore Addano Galizzi -. Se poi in famiglia lavora solo il marito, versare gli alimenti alla moglie separata e ai figli diventa un problema quando scatta la cassa integrazione o addirittura il licenziamento, soprattutto in questi periodi di crisi economica diffusa».<br />
A volte sono gli inquirenti stessi a mettersi la mano sul cuore: « Se – confessa il pm Pugliese – un ex marito per uno o due mesi non versa gli alimenti e mi documenta che ha perso l’impiego o parte significativa del reddito, io per la denuncia chiedo l’archiviazione».<br />
Stefano Serpellini<br />
L’Eco di Bergamo</p>
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		<title>Mamma fugge con la figlia di due anni ma finisce alla sbarra.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 23:18:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Sottrazione di Minori]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso dell&#8217;affidamento di una bimba nata da un legame tra un vittoriese ed un&#8217;austriaca finisce sino alla Corte di giustizia europea. Ieri nel tribunale di Conegliano si è aperto invece il processo nei confronti della madre, D.S. 32 anni &#8230; <a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/la-mamma-fugge-con-la-figlia-di-due-anni-ma-finisce-alla-sbarra/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso dell&#8217;affidamento di una bimba nata da un legame tra un vittoriese ed un&#8217;austriaca finisce sino alla Corte di giustizia europea.</p>
<p>Ieri nel tribunale di Conegliano si è aperto invece il processo nei confronti della madre, D.S. 32 anni di origini austriache, finita sotto indagine per l&#8217;accusa di sottrazione di minore, mancata esecuzione di un provvedimento del giudice e furto.</p>
<p><a href="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/03/violenza_bambin_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1723" title="violenza_bambin_1" src="https://www.centriantiviolenza.eu/dirittoeminori/wp-content/uploads/2012/03/violenza_bambin_1-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>La vicenda prende avvio all&#8217;inizio del 2008, quando il rapporto tra la donna ed il compagno, un 42enne vittoriese, finisce. La mamma decide di portare con sé in Austria la piccola, che all&#8217;epoca aveva poco più di due anni. Una vicenda intricata che ha visto nascere una battaglia legale tra i genitori, consumata in questi anni tra i tribunali italiani e quelli austriaci.</p>
<p>Nel febbraio del 2008 un provvedimento urgente del tribunale dei minori di Venezia aveva negato alla donna di espatriare con la bimba. Era stato stabilito che il padre avrebbe potuto vedere la piccola con tempi e modi concordati tra i servizi sociali di Vittorio e quelli austriaci.</p>
<p>L&#8217;uomo ha denunciato l&#8217;ex compagna per sottrazione di minore poiché aveva portato via la bimba. Il vittoriese l&#8217;aveva inoltre accusata del furto di un prezioso Rolex Daytona, monete antiche e un braccialetto d&#8217;oro. La donna è indagata anche perché aveva eluso il provvedimento del tribunale dei minori di Venezia.</p>
<p>Ieri a Conegliano si è aperto il processo nei suoi confronti. La difesa della donna ha sollevato delle questioni preliminari che sono state respinte dal giudice Vitantonio Giuliano. L&#8217;avvocato difensore eccepiva, tra le altre cose, che le notifiche della Procura non erano state tradotte in tedesco.</p>
<p>Il processo è stato rinviato al 25 luglio. La vicenda dell&#8217;affidamento della bimba lo scorso anno è arrivato fino alla Corte di giustizia europea in Lussemburgo, poiché l&#8217;Oberster Gerichtshof (la Corte di cassazione austriaca) aveva chiesto lumi. Il padre aveva fatto ricorso e voleva il ritorno della figlia in Italia come stabilito dai giudici. La Corte di giustizia europea lo scorso luglio ha stabilito che doveva essere eseguito il provvedimento della Procura dei minori di Venezia.</p>
<p>http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2011/01/18/news/scappa-con-la-figlia-di-due-anni-a-processo-1.1508336</p>
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