{"id":976,"date":"2012-10-13T09:38:11","date_gmt":"2012-10-13T09:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/?p=976"},"modified":"2012-09-23T16:07:26","modified_gmt":"2012-09-23T16:07:26","slug":"la-storia-di-natale-dopo-una-vita-di-aborti-droga-femminismo-false-accuse-di-stupro-lesbismo-norma-chiede-perdono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/la-storia-di-natale-dopo-una-vita-di-aborti-droga-femminismo-false-accuse-di-stupro-lesbismo-norma-chiede-perdono\/","title":{"rendered":"Norma chiede perdono dopo aborti, droga, alcool, femminismo, false accuse"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/images-4.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-980\" title=\"images-4\" src=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/images-4.jpeg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"245\" \/><\/a>La donna simbolo dell&#8217;aborto denuncia come le femministe la hanno usata,\u00a0e confessa di non essere mai stata stuprata<\/em><em>: \u00abLa legge che ha ucciso milioni di vite era nata da una bugia&#8230; S<\/em><em>piegavo alle clienti che non era un bambino ma solo &#8220;una mestruazione mancata<\/em><em>&#8220;&#8230; <\/em><em>poi quando andavo nella cella frigorifera e vedevo i pezzi, le gambe e le teste dei feti conficcati a quattro o cinque in una giara, tornavo a casa e mi ubriacavo. .. Un giorno una ragazza alz\u00f2 la testa, vide il piedino del bimbo e si mise a urlare. Dovetti dirle che si sbagliava&#8230; non ce la facevo pi\u00f9. \u00a0Durante una Messa caddi in ginocchio e chiesi perdono a Dio per tutto quello che avevo fatto\u00bb.\u00bb<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* \u00a0 * \u00a0 *<\/p>\n<p>Il 22 gennaio del 1973 la Corte suprema americana aveva pronunciato la sentenza a favore una giovane donna incinta. Sostenuta da un nugolo di ambiziosi avvocati, Jane Roe (uno pseudonimo) aveva fatto causa a un giudice texano per legalizzare l\u00b4aborto. La sua battaglia era arrivata fino a Washington, e il caso \u00abRoe versus Wade\u00bb aveva trasformato la storia sociale e politica americana, legalizzando l\u00b4interruzione di gravidanza.<\/p>\n<p>Trent\u00b4anni fa Jane Roe era stata tenuta nascosta ai media, che inutilmente avevano cercato di scoprire chi si nascondesse dietro lo pseudonimo con cui una donna sola aveva osato sfidare le pi\u00f9 alte sfere governative. Oggi, invece, uscir\u00e0 allo scoperto con il suo vero nome: Norma McCorvey. Torner\u00e0 alla Corte suprema, ancora seguita da un nugolo di avvocati e dal carosello dei media, per cambiare di nuovo la storia.<\/p>\n<p>La nuova mozione, \u00abMcCorvey versus Hill\u00bb, adesso vuole far vietare l\u00b4aborto, elencandone tutti gli aspetti negativi ignorati trent\u00b4anni fa. L\u00b4annuncio verr\u00e0 dato due giorni prima dell\u00b4inaugurazione del secondo quadriennio di un\u00b4amministrazione repubblicana che, su questo tema difficile, ha scelto un basso profilo, ma che non potr\u00e0 ignorare l\u00b4appello di questa signora dalle idee ben chiare.<\/p>\n<p>\u00abDa quell\u00b4infelice giorno del 1973, 45 milioni di famiglie americane sono state toccate dall\u00b4aborto\u00bb, ci ha detto Norma McCorvey. \u00abLe conseguenze psicologiche, per le <a href=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/images.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-977\" title=\"images\" src=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/images.jpeg\" alt=\"\" width=\"162\" height=\"240\" \/><\/a>donne, sono sempre devastanti, e poi di questa pratica, in America, ancora si muore\u00bb, ha proseguito questa donna sulla sessantina dal vivace accento texano, capelli rossissimi e un sorriso da nonna.<\/p>\n<p>\u00abOggi sappiamo molto di pi\u00f9 sulle interruzioni di gravidanza. Il mondo cambia, cambiamo anche noi e mettiamo fine a questo straziante olocausto nazionale\u00bb, dichiara. \u00abIo sono cambiata profondamente: ho trovato Dio, che mi ha regalato il dono della fede\u00bb. <strong>Dopo una vita devastata da droghe, alcol e vizi, l\u00b48 agosto del 1995<\/strong> Norma McCorvey si \u00e8 fatta battezzare immergendosi in una piscina texana; \u00e8 diventata anche lei, come milioni di americani, una cristiana rinata. C\u00b4erano i fotografi e le televisioni, c\u00b4erano i picchetti dei \u00abpro choice\u00bb (favorevoli all\u00b4autodecisione della madre), che l\u00b4hanno definita una traditrice.<\/p>\n<p>\u00abMa \u00e8 ora che si sappia veramente la mia storia\u00bb, spiega la McCorvey con una nota di sarcasmo. \u00abSono un personaggio scomodo, lo so, ma lo sono sempre stata\u00bb. Nel 1973 \u00abJane Roe\u00bb non aveva abortito: mentre la sua avvocatessa, Sarah Weddington, portava avanti la battaglia legale, lei aveva messo al \u00a0mondo una bimba e l\u00b4aveva data in adozione. <strong>Simbolo per oltre trent\u00b4anni di tutte le speranze femministe, fiore all\u00b4occhiello del Partito democratico, regina del movimento \u00abpro choice\u00bb, aveva cercato di interrompere la maternit\u00e0, ma alla sua legale serviva una donna gravida. \u00abSe avessi avuto un aborto fuorilegge, come aveva fatto in Messico la mia avvocatessa Sarah, sarebbe tutto finito nel nulla. Avevano bisogno della gravidanza per portare avanti la mozione\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abJane Roe\u00bb era solo una ragazza spaventata, con un passato difficile. \u00abLa nonna si era guadagnata da vivere facendo la prostituta; poi, invecchiando, leggendo i tarocchi. Mia madre era cattolica, il pap\u00e0 era un testimone di Geova che riparava televisori. Io sono una mezzo sangue Cherokee e Cajun, non ho mai finito le scuole medie. Ho vissuto per trent\u00b4anni da alcolizzata, fra droga e rapporti omosessuali\u00bb.<\/p>\n<p>Ha avuto tre figlie e sono state tutte adottate. \u00abMentre aspettavo la prima, mio marito mi ha picchiata a sangue, accusandomi di essere incinta di un altro. Poi la mamma me l\u00b4ha portata via quando le ho confessato di essere lesbica\u00bb. La seconda volta, quando si \u00e8 svegliata in sala operatoria, la neonata era sparita. \u00abE la terza l\u00b4infermiera, per sbaglio, ha aperto la porta con in braccio la mia piccola. Quando se ne \u00e8 accorta ha richiuso di scatto, ma l\u00b4avevo gi\u00e0 vista. Quella bambina mi aveva spinto a cambiare la storia\u00bb.<\/p>\n<p>Quasi per caso: appena aveva scoperto di essere in stato interessante, la McCorvey si era recata a Dallas da un avvocato che si occupava di adozioni, e questi l\u00b4aveva messa in contatto con Sarah Weddington, il legale che avrebbe preparato la mozione per la Corte suprema.<\/p>\n<p><strong>\u00abCredevo che volesse far legalizzare l\u00b4aborto nel Texas\u00bb, ha spiegato la McCorvey. \u00abInvece mi trasform\u00f2 in &#8220;Jane Roe&#8221;. Una volta inserito il mio nome sulla mozione non ebbe pi\u00f9 bisogno di me: Sarah mi promise di rimanermi vicina, di farsi viva quando sarebbe nata la piccola, invece mi abbandon\u00f2\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Scopr\u00ec che \u00abRoe vs. Wade\u00bb era stato approvato leggendo i giornali. Erano passati anni. \u00abChiamai Connie, la mia compagna, e le dissi: &#8220;Sai, sono io Jane Roe&#8221;. Scoppi\u00f2 a ridere ma qualcosa nel mio silenzio la convinse\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abJane Roe\u00bb era un personaggio scomodo per il movimento femminista, che ormai aveva preso in mano le redini dell\u00b4aborto: \u00abEro ignorante, bestemmiavo, non mi sapevo vestire, non potevo appartenere al mondo delle giovani laureate di Vassar e di Harvard, che durante una marcia per l\u00b4aborto, a Washington, mi tennero nascosta tra la folla. Scandivano il nome di &#8220;Jane Roe&#8221; ma preferivano restassi nella retroguardia\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel 1989 fu scoperta da un\u00b4avvocatessa californiana, Gloria Allred, che la port\u00f2 a vivere in California e fece di lei una star dei media. \u00abLa rete televisiva Nbc gir\u00f2 una miniserie sulla mia storia con l\u00b4attrice Holly Hunter. <strong>Sarah Weddington ebbe un contratto di consulente, io non vidi un centesimo<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 da un\u00b4intervista all\u00b4altra: era l\u00b4eroina del movimento per la libert\u00e0 di scelta, e una notte qualcuno cerc\u00f2 di ucciderla. \u00abMi svegliai di soprassalto mentre qualcuno su un camion crivellava di colpi la casa. Connie e io ci terrorizzammo ma il movimento pro choice aveva ancora bisogno di me\u00bb. Quando David Souter fu nominato alla Corte suprema venne invitata a parlare accanto ai grossi nomi del movimento femminista: Kate Michelman, Faye Wattleton, Eleanor Smeal. \u00abFu quest\u00b4ultima che, a cena, mi rimprover\u00f2 di aver messo i gomiti sul tavolo. &#8220;Non \u00e8 da lady&#8221;, disse. Al che risposi: &#8220;Ma non siamo femministe? E ci preoccupiamo di fare le lady?&#8221;. Il senatore Jeseph Biden mi chiese chi fossi. Risposi che ero Norma McCorvey, cio\u00e8 Jane Roe. La famosa Jane Roe. &#8220;Anche se le altre credono di esserlo, in realt\u00e0 sono io&#8221;. Biden rimase a guardarmi con gli occhi spalancati, ma ero stanca di sentirmi dire che il movimento aveva scelto male. Certo non avevo le loro lauree e la loro classe, ma diventai cos\u00ec scomoda che nel 1993 non fui neanche invitata alla Casa Bianca dal presidente Clinton, per i festeggiamenti del ventennale di &#8220;Roe vs. Wade&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Per anni la McCorvey \u00e8 vissuta di piccoli espedienti con la compagna, Connie, finch\u00e9 non le fu offerto di aprire una clinica per gli aborti col nome di &#8220;Jane Roe&#8221;. \u00abAccettai, ma <strong>era una bugia: in cambio di sei dollari l\u00b4ora divenni la segretaria, la tuttofare: prendevo appuntamenti, spiegavo alle clienti che non era un bambino ma solo &#8220;una mestruazione mancata<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Spesso mentivamo sulla durata della gravidanza perch\u00e9 oltre le dieci settimane le pazienti dovevano pagare il doppio. Poi quando andavo nella cella frigorifera e vedevo i pezzi, le gambe e le teste dei feti conficcati a quattro o cinque in una giara, tornavo a casa e mi ubriacavo\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Il 31 marzo del 1995 i \u00abpro life\u00bb di Operation Rescue affittarono l\u00b4ufficio accanto alla clinica di Dallas, e la sua vita divent\u00f2 un inferno \u00abMarciavano davanti alle mie finestre con slogan come &#8220;L\u00b4aborto ferma un cuore che batte&#8221;, &#8220;L\u00b4aborto \u00e8 l\u00b4olocausto americano&#8221;, \u00ab\u00c8 un figlio non una scelta&#8221;: la corazza cominci\u00f2 a sgretolarsi. Nella clinica c\u00b4era un medico, Arnie, che faceva gli interventi a piedi scalzi. Fino al 1997 le nostre cliniche erano meno regolate del laboratorio di un veterinario. Da noi si poteva fumare anche in sala operatoria. Ero io a tenere la mano delle donne. Quando piangevano dicevo solo: &#8220;Tesoro, \u00e8 logico che tu pianga, ti abbiamo dato una potente iniezione di Valium&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Facevano aborti anche nel secondo trimestre di gravidanza. <strong>Un giorno una ragazza alz\u00f2 la testa, vide il piedino del bimbo e si mise a urlare. \u00abDovetti dirle che si sbagliava, ma mentre stava pagando mi punt\u00f2 gli occhi arrossati in faccia: &#8220;Lo sa benissimo cos\u00b4ho visto. Mi avevate detto che non era ancora un bimbo&#8221;. Non ce la facevo pi\u00f9<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Un giorno un volontario del movimento per la vita le url\u00f2 per strada: \u00abNorma, ma hai mai avuto un aborto?\u00bb. \u00abEntrai in sala operatoria, mi stesi sul lettino, misi le gambe sui cavalletti. Mi immedesimai nelle migliaia di ragazze che vi passavano ogni mese. Scoppiai a piangere. Mi trascinai fino a casa e chiamai il pusher, volevo della coca. &#8220;Norma, hai detto che volevi smettere&#8221;, mi disse. &#8220;Non te la vendo pi\u00f9&#8221;. Feci amicizia coi miei &#8220;vicini&#8221; del movimento per la vita: erano sereni, dedicati, vivevano per i precetti del cristianesimo\u00bb.<\/p>\n<p>C\u00b4era una donna, Ronda Mackey, che lavorava per Operation Rescue: erano su fronti opposti ma divennero amiche. Aveva una figlia, Elisabeth, di sette anni. \u00abLa invitai a giocare nel mio ufficio, in clinica. Lei mi chiese di andare con loro in chiesa. <strong>Durante una Messa caddi in ginocchio e chiesi perdono a Dio per tutto quello che avevo fatto<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Norma McCorvey adesso torner\u00e0 nel carosello dei media per convincere gli americani che l\u00b4aborto \u00e8 omicidio<\/strong>. Visto il momento politico e la grande evangelizzazione di molti Stati, una possibilit\u00e0 esiste. Lei vive solo per quello.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Una delle confessioni che devo fare \u00e8 che nel 1973 ho mentito, dichiarando di essere rimasta incinta dopo essere stata violentata da una banda. Sarah Weddington ci bas\u00f2 buona parte della mozione, sapendo che gli americani sarebbero certo stati a favore dell\u00b4interruzione di gravidanza per una donna stuprata. Ma non era vero. Avevo mentito. La legge che ha ucciso milioni di vite era nata da una bugia<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Fonte: \u00a0Il Giornale 17.1.2005,\u00a0Paladina dell\u00b4aborto fa causa agli Usa per abolire l\u00b4aborto<\/p>\n<p class=\"facebook\"><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/la-storia-di-natale-dopo-una-vita-di-aborti-droga-femminismo-false-accuse-di-stupro-lesbismo-norma-chiede-perdono\/\" target=\"_blank\" title=\"Share on Facebook\">Share on Facebook<\/a><\/p>Number of View :1019<script type=\"text\/javascript\">var wordpress_toolbar_urls = [\"https:\\\/\\\/www.centriantiviolenza.eu\\\/comunicazionidigenere\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2010\\\/12\\\/images-4.jpeg\",\"https:\\\/\\\/www.centriantiviolenza.eu\\\/comunicazionidigenere\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2010\\\/12\\\/images.jpeg\",\"http:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/share.php?u=https:\\\/\\\/www.centriantiviolenza.eu\\\/comunicazionidigenere\\\/la-storia-di-natale-dopo-una-vita-di-aborti-droga-femminismo-false-accuse-di-stupro-lesbismo-norma-chiede-perdono\\\/\"];var wordpress_toolbar_url = \"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-content\/plugins\/wordpress-toolbar\/toolbar.php\";var wordpress_toolbar_oinw = \"y\";var wordpress_toolbar_hash = \"aHR0cHM6Ly93d3cuY2VudHJpYW50aXZpb2xlbnphLmV1L2NvbXVuaWNhemlvbmlkaWdlbmVyZS9sYS1zdG9yaWEtZGktbmF0YWxlLWRvcG8tdW5hLXZpdGEtZGktYWJvcnRpLWRyb2dhLWZlbW1pbmlzbW8tZmFsc2UtYWNjdXNlLWRpLXN0dXByby1sZXNiaXNtby1ub3JtYS1jaGllZGUtcGVyZG9uby88d3B0Yj5Ob3JtYSBjaGllZGUgcGVyZG9ubyBkb3BvIGFib3J0aSwgZHJvZ2EsIGFsY29vbCwgZmVtbWluaXNtbywgZmFsc2UgYWNjdXNlPHdwdGI%2BaHR0cHM6Ly93d3cuY2VudHJpYW50aXZpb2xlbnphLmV1L2NvbXVuaWNhemlvbmlkaWdlbmVyZTx3cHRiPkNvbXVuaWNhemlvbmkgZGkgR2VuZXJl\";<\/script>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La donna simbolo dell&#8217;aborto denuncia come le femministe la hanno usata,\u00a0e confessa di non essere mai stata stuprata: \u00abLa legge che ha ucciso milioni di vite era nata da una bugia&#8230; Spiegavo alle clienti che non era un bambino ma solo &#8220;una mestruazione mancata&#8220;&#8230; poi quando andavo nella cella frigorifera e vedevo i pezzi, le [&#8230;]<\/p>\n<p class=\"facebook\"><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/la-storia-di-natale-dopo-una-vita-di-aborti-droga-femminismo-false-accuse-di-stupro-lesbismo-norma-chiede-perdono\/\" target=\"_blank\" title=\"Share on Facebook\">Share on Facebook<\/a><\/p>","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/976"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=976"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/976\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1751,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/976\/revisions\/1751"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/comunicazionidigenere\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}