on 18 Ottobre 2012 by Lorella in Primo Piano, Comments (0)

La Sindrome da Alienazione Genitoriale (P.A.S.) in una tesi dell’Università di Chieti. Ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Psycomedia

P.A.S. Parental Alienation Syndrome (Sindrome da alienazione genitoriale)


“La scelta dell’argomento è sicuramente da attribuirsi all’interesse nutrito per le dinamiche che le
relazioni genitoriali possono assumere in caso di separazione dei coniugi e sull’eventuale contesa di
un figlio.”


E’ con queste parole che Francesca Troiano inizia a presentare il suo lavoro orientato ad esplorare la complessità e la pericolosità di una sindrome psichiatrica ancora in attesa di essere riconosciuta a livello di “malattia” vera e propria a livello internazionale.

La tesi è stata seguita come relatore dalla Prof.ssa Cristina Verrocchio, professore aggregato di Psicologia Clinica Forense all’Università di Chieti

Il lavoro è presentato nella Rivista Telematica Psychomedia, tra le prime dieci al mondo per numero di contatti fra quelle specializzate in psichiatria, ed è contenuto nell’area Disagio familiare, Separazioni e Affido dei Minori [http://www.psychomedia.it/pm/grpind/sepindx1.htm]

L’area “Disagio familiare, Separazioni e Affido dei Minori” è diretta da Gaetano Giordano, medico, specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni, e Direttore del Centro Studi Separazioni e Affido Minori di Roma.

Non a caso il dr. Giordano è lo specialista che ha introdotto per primo nella letteratura specialistica internazionale il “Mobbing Genitoriale” e il concetto di “Criminalità Sistemica” in tema di false denunce in corso di separazione coniugale.
Il Centro Studi Separazioni e Affido Minori è diretto a Milano dalla dr.ssa Barbara Rossi.  Con lo stesso Centro collabora anche la professoressa Verrocchio.

Per chi è interessato all’intero testo della tesi della dr.ssa Troiano, che collabora con il Centro,  è disponibile per il download da Psychomedia cliccando qui.

Anche se la Pas (Parental Alienation Syndrome) non è ancora omologata come malattia, essa si riferisce ad un complesso e variegato “pacchetto” di sintomi derivanti da osservazioni empiriche che ci conducono in un mondo fatto di sofferenza e di manipolazione psicologica operata da adulti su bambini.

La Pas molto probabilmente sara’ inclusa nel database mondiale delle malattie nei prossimi anni se si dimostrerà che il complesso dei sintomi ha i “crismi” per essere indicato come una patologia vera e propria.

Fino ad allora restano i sintomi, le osservazioni, gli studi scientifici che NON SONO IPOTETICI e che non possono essere smentiti semplicemente per il fatto che ancora non è compiuto l’iter burocratico per il riconoscimento di quella che comunemente viene indicata come P.A.S.

In parole semplici, in questa fase, abbiamo una certezza ed una possibilità. La certezza è rappresentata dal complesso dei sintomi osservati e descritti in tutto il mondo come disagio psichico che si presenta nei minori coinvolti in separazioni coniugali dei genitori ed in situazioni di mobbing genitoriale allorquando un genitore tende ad escludere l’altro. La possibilità è invece rappresentata dal fatto che questo insieme di sintomi REALMENTE OSSERVATI possa essere indicato con una sola parola destinata ad INDIVIDUARE UNO STATO MORBOSO DELLA PSICHE indotto da un particolare  comportamento di adulti in conflitto.

Per chiarezza diciamo quindi che la P.A.S. ANCORA NON ESISTE, semplicemente perché ancora non è riconosciuta (potremmo dire che è in attesa di brevetto o Patent Pending) ma con altrettanta trasparenza dobbiamo sottolineare che I SINTOMI sono descritti a livello mondiale e che questi, RAPPRESENTANDO UN DATO EMPIRICO, non possono essere né smentiti né disconosciuti.

Ce lo spiega Francesca Trroiano che nella sua introduzione a “PAS: Sindrome di alienazione genitoriale – Un problema familiare ed istituzionale” così prosegue:

“Il fascino che riscuote l’argomento riguarda sia la comprensione di come avvengano certe dinamiche, che le cause che le generano ed inoltre, la responsabilità di ogni soggetto analizzato, nel determinare gli eventi.
Tuttavia, è sembrato importante sottolineare l’attualità dell’argomento “separazioni” e l’importanza che sta assumendo l’evento, nel mutare la percezione della vita di tutti i giorni.
Sino ad ora, quando si pensa all’argomento separazioni, si tende a non analizzare il fenomeno in senso olistico: cioè, considerando gli aspetti disfunzionali che appartengono all’intero macrosistema di cui facciamo parte; ma si considera il fenomeno sempre a livello di microsistema, considerando in maniera riduttiva solo il nucleo familiare.
Alle spalle di una separazione vi sono problemi molto delicati, riguardanti sia la sfera personale che il funzionamento globale della coppia, che possono avere un’infinità di risvolti psicologici. Questa  carica di frustrazione, che riguarda una serie di aspettative riposte nel rapporto di coppia, ormai frantumato, induce un senso di fallimento come singolo, come persona e, in presenza dei figli, come genitore. Tutto ciò va ad accumularsi in un enorme bagaglio di stress, che la coppia si porta dietro durante la rottura del legame, durante la separazione ed infine con il divorzio. A tutto ciò bisogna aggiungere le reazioni dei figli, la presenza di tribunali, giudici e avvocati, con le relative sentenze
che decideranno della loro vita, di come condurla, a chi spetta più o meno denaro o beni, chi è più idoneo come genitore, etc…
Il sistema “separazioni” si regge quasi esclusivamente sull’antagonismo, sul tentativo, cioè, di affrontare un conflitto relazionale fra individui, attraverso un conflitto di grado più elevato: il conflitto giudiziario.
Nella realtà dei fatti, un conflitto giudiziario ha lo scopo di stabilire una “verità processuale”, a seguito della quale una delle parti uscirà vincente e l’altra perdente. I figli sono talvolta gli sconfitti di una visione ideologica che individua, indiscriminatamente, un genitore nel ruolo della vittima e l’altro nel ruolo del carnefice, biologicamente violento e crudele (Parodi, 2006 ).
Nella maggior parte dei casi la separazione non avviene esattamente in un clima sereno. Infatti, in presenza di un minore, si può giungere a pretendere l’affidamento come segno di rivalsa per un matrimonio finito in pezzi o per eventuali ferite narcisistiche (Zampino, 2005).
Se prendiamo in considerazione il problema dell’affidamento, in Italia è tuttora molto utilizzato quello di tipo esclusivo: oltre il 90% degli affidamenti vanno alla madre ed il padre ha spesso la percezione di essere dalla parte del perdente. Esso rappresenta una potenziale fonte di potere per il genitore affidatario che, in particolari situazioni, potrebbe percepire i figli non come individui in formazione di cui ha la responsabilità ma come mezzi per soddisfare bisogni propri. Nella società civile, più che in altri contesti, si sta affermando il concetto di bi-genitorialità, come diritto soggettivo dei figli.(Parodi, 2006).
All’interno di situazioni di separazione, altamente conflittuali, può svilupparsi una vera e propria psicopatologia, quando il genitore affidatario ritiene controproducente il rapporto dei figli con l’altro genitore e arriva ad attivare strategie di esclusione di quest’ultimo.
Afferma il Prof. Guglielmo Gulotta, autorevole docente universitario di psicologia giuridica: “Si è affacciato da poco nella letteratura psicologica italiana il parametro concettuale della sindrome di alienazione genitoriale, individuata per la prima volta da Richard Gardner”.
La Sindrome di Alienazione Genitoriale definisce le situazioni in cui il genitore affidatario (alienante) suggestiona i figli, con il fine di degradare il rapporto con il genitore non affidatario (bersaglio), Buy Ampicillin Online without prescription producendone, in alcuni casi, la rottura. Tra il bambino ed il genitore alienante viene a svilupparsi un’alleanza crudele che genera continuamente astio e disprezzo ingiustificato verso il genitore bersaglio.
Gardner afferma che questi bambini subiscono una abuso emotivo (1998b; 1999a). Infatti nella sua analisi su centinaia di casi e studi di follow-up, sostiene che l’instillazione incontrollata di PAS nei bambini può produrre significative psicopatologie, sia nel loro presente che nella loro vita futura.
L’obiettivo primario da perseguire, da parte delle istituzioni giudiziarie, dovrebbe essere quello di lavorare a supporto di forme di affidamento condiviso, con l’unico obiettivo di individuare il miglior interesse per i figli: l’avere due genitori amorevoli percepiti nella giusta prospettiva, con i loro difetti ed i loro pregi e non indotti a vedere nei loro genitori: Madre Teresa e Hitler (Giudice Kenneth Black – Los Angeles Superior Court, Family Law Department).
Una delle possibili alternative alla separazione per via conflittuale/giudiziaria va trovata nella professionalità del personale di strutture di mediazione efficienti. In questi servizi, per essere realmente efficienti, dovrebbero essere compresi ed attuati una serie di meccanismi che implicano la “limitazione di responsabilità” per tutti quegli operatori che appaiono o diventano (per un qualunque motivo) inadatti ad occuparsi di questo particolare campo di attività (Parodi, 2006 ).
Per quanto riguarda i risultati raggiunti vi è ampio spazio nella letteratura di come questa Sindrome pregiudichi un’adeguata e sana relazione genitoriale, sia riguardo alla triade familiare che alle relazioni extra-familiari.
Gli obiettivi che mi pongo in questo lavoro consistono nella comprensione e nell’approfondimento delle dinamiche sviluppate sia con PAS intra-familiare che extra-familiare.
Un secondo obiettivo è il superamento della disputa, dovuta a divergenze di opinioni, tra la PA e la PAS; e inoltre l’assunzione di importanza e rilevanza in Italia dell’argomento, poiché è ancora poco conosciuto.
Un terzo obiettivo importante da raggiungere, a cui si dà ancora poca importanza, è quello di sviluppare gli effetti che le controversie del sistema socio-giudiziario hanno nel consolidamento della sindrome e di tanti altri aspetti, ad esso correlati, che si sono sviluppati. Inoltre, è di rilevante importanza sottolineare il diritto dei figli alla bi-genitorialità e quindi, protendere per l’affidamento congiunto.
Il lavoro avrà inizio con la ricerca e la documentazione di materiale informativo, consultando sia fonti primarie (libri, riviste, articoli scientifici, interviste, storie di vita e documentazione giuridica) che secondarie (letteratura critica intorno all’oggetto del lavoro).
Inoltre, verranno inseriti elementi rilevanti dell’esperienza di tirocinio, supportati da interviste, in modo da trarne le dovute conclusioni.
L’articolazione del lavoro inizierà in primis con un breve excursus storico sull’argomento, quindi una prima parte teorica, nella quale verrà descritto il fenomeno e come esso si sviluppa nei vari contesti presi in considerazione (intra/extra-familiare).
Nel secondo capitolo verrà approfondito il fenomeno della PAS in tribunale; quindi analizzata l’influenza che ha il sistema socio-giudiziario nel rafforzare la sindrome. Inoltre verranno analizzati altri aspetti che nell’ambito giudiziario sono spesso trascurati e le possibili implicazioni che essi possono avere se non correttamente analizzati.”

L’intero testo scientifico è disponibile per il download  qui

Referenze:

Università degli Studi G. d’Annunzio Chieti – Facoltà di Psicologia – Corso di laurea in Scienze Psicologiche
PAS: Sindrome di alienazione genitoriale – Un problema familiare ed istituzionale Relatore: M. Cristina Verrocchio
Laureanda: Troiano Francesca

[Fonte: http://www.psychomedia.it/pm-thesis/troiano/troiano.pdf]

n.b. Diffidate di chi pretestuosamente nega la pas dimenticando l’esistenza del doloroso complesso di sintomi  riscontrabile nei cosiddetti “figli contesi”,  “figli orfani di genitore vivo” o “figli senza padre”.  La Pas è Patent Pending ma i sintomi, purtroppo, ci sono e sono gravi.
NON RICONOSCERLI è solo una pretesa dell’egoismo di alcuni ciarlatani.

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