{"id":2153,"date":"2011-08-28T13:03:19","date_gmt":"2011-08-28T11:03:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/?p=2153"},"modified":"2011-08-28T13:09:40","modified_gmt":"2011-08-28T11:09:40","slug":"bandiere-rosse-e-una-valanga-di-privilegi-ecco-la-nuova-la-casta-dei-sindacalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/bandiere-rosse-e-una-valanga-di-privilegi-ecco-la-nuova-la-casta-dei-sindacalisti\/","title":{"rendered":"Bandiere rosse e una valanga di privilegi. Ecco la nuova &#8220;casta&#8221; dei sindacalisti."},"content":{"rendered":"Number of View: 683<br\/><p><strong>Con leggi e leggine si sono rita\u00adgliati privilegi su privilegi. Una norma qui, un articolo l\u00e0 e tutto s\u2019incastra al punto giusto. <\/strong><\/p>\n<p><strong>I sinda\u00adcati dovrebbero tutelare i lavora\u00adtori, ma in realt\u00e0 sono, come ha in\u00ad\u00adtitolato un suo libro il giornalista dell\u2019 Espresso Stefano Livadiotti, l\u2019altra casta.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/uno_sciopero_cgil.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2154\" title=\"uno_sciopero_cgil\" src=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/uno_sciopero_cgil.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/uno_sciopero_cgil.jpg 800w, https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/uno_sciopero_cgil-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una nomenklatura che spesso si sovrappone e si con\u00adfonde con quell\u00ada ospitata sui ban\u00adchi di Palazzo Madama e Monteci\u00adtorio.<\/p>\n<p>Nella scorsa legislatura 53 deputati e 27 senatori, per un tota\u00adle di 80 parlamentari, provenivano dalla Triplice. Secondo Livadiotti costituiscono il terzo gruppo par\u00adlamentare, insomma formano una lobby agguerrita quanto se non pi\u00f9 di quella degli avvocati.<\/p>\n<p>E nel tempo hanno strutturato un si\u00adstema di potere studiato fin nei dettagli.<\/p>\n<p>Non che non abbiano me\u00adriti storici impo\u00adrtantissimi nell\u2019af\u00adfrancamento di milioni di italiani, ma col tempo i sindacati hanno cambiato pelle. E anima.<\/p>\n<p>Basti dire che i rappresentanti dei lavoratori hanno un patrimo\u00adnio immobiliare immenso, ma non pagano un euro di Ici.<\/p>\n<p>Si fa un gran parlare di questi tempi delle sanzioni di cui gode la Chiesa cat\u00adtolica ma i sindacati non versano un centesimo. Altro che santa eva\u00adsione.<\/p>\n<p>Il lucchetto \u00e8 stato fabbrica\u00adto col decreto legislativo numero 504 del 30 dicembre 1992, in pie\u00adno governo Amato.<\/p>\n<p>Con quella tro\u00advata, i beni sono stati messi in sicu\u00adrezza: lo Stato non pu\u00f2 chiedere un centesimo. Peccato, perch\u00e9 non si tratterebbe di spiccioli.<\/p>\n<p>Per capirci la Cgil dice di avere 3mila sedi in giro per l\u2019Italia. \u00c8 una sorta di autocertificazione perch\u00e9, al\u00adtra prerogativa ad personam , i sin\u00addacati non sono tenuti a presenta\u00adre i loro bilanci consolidati.<\/p>\n<p>Sfug\u00adgono ad un\u2019accurata radiografia e non offrono trasparenza, una mer\u00adce che invece richiedono punti\u00adgliosamente agli imprenditori. Dunque, la Cgil dispone di un al\u00adbero con 3mila foglie ma la Cisl fa anche meglio: 5mila sedi. Uno sproposito.<\/p>\n<p>E la Uil, per quel che se ne sa, ha concentrato le sue pro\u00adpriet\u00e0 nella pancia di una spa, la Labour Uil, che possiede immobi\u00adli per 35 milioni di euro. Lo Stato che passa al pettine le ricchezze dei contribuenti non osa avvici\u00adnarsi a questi beni.<\/p>\n<p>Il motivo? La legge equipara i sindacati, e in ve\u00adrit\u00e0 pure i partiti, alle Onlus, le or\u00adganizzazioni non lucrative di utili\u00adt\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Dunque la Triplice sta sullo stesso piano degli enti che raccolgono fondi contro questa o quella malattia e s\u2019impegnano per qualche nobile causa sociale. Insomma, niente tasse e map\u00adpe s\u00adfuocate perch\u00e9 in questa mate\u00adria gli obblighi non esistono.<\/p>\n<p>E pe\u00adr\u00f2 lo Stato ha alzato un altro ponte levatoio collegando il passato al presente con un balzo vertigino\u00adso. Risultato: le principali sigle hanno ereditato le sedi dei sinda\u00adcati di epoca fascista.<\/p>\n<p>Gli immobi\u00adli del Ventennio sono stati asse\u00adgnati a Cgil, Cisl Uil, Cisnal (l\u2019at\u00adtuale Ugl) e Cida (Confederazio\u00adne dei dirigenti d\u2019azienda).<\/p>\n<p>Senza tasse, va da s\u00e9, come indica un\u2019al\u00adtra norma: la 902 del 1977.<\/p>\n<p>Leggi e leggine.<\/p>\n<p>Cos\u00ec un testo ad hoc , questa volta del 1991, permet\u00adte alle associazioni riconosciute dal Cnel di poter creare i centri di assistenza fiscale.<\/p>\n<p>I mitici Caf. Qui i lavoratori ricevono assistenza prima di compilare la dichiarazio\u00adne dei redditi. Attenzione: la con\u00adsulenza \u00e8 gratuita perch\u00e9, ancora una volta, \u00e8 lo Stato a metterci la faccia e ad allungare la mano. Per ogni pratica compilata lo Stato versa un compenso.<\/p>\n<p>\u00c8 un busi\u00adness che vale (secondo dati del 2007) 330 milioni di euro. Soldi e un trattamento di lusso.<\/p>\n<p>Altro capitolo, altro scivolo, altro privilegio: quello dei patronati.<\/p>\n<p>Ogni sindacato ha il suo. Il moti\u00advo? Tutelare i cittadini nel rappor\u00adto con gli enti previdenziali. Co\u00adme i Caf, ma sul versante pensio\u00adnati. Questa volta la legge \u00e8 la 152 del 2001.<\/p>\n<p>Lo Stato assegna ai patro\u00adnati lo 0,226 dei contributi obbli\u00adgatori incassati dall\u2019Inps, dal\u00adl\u2019Inpdap e dall\u2019Inail. Altri trecen\u00adto e passa milioni che servono per far cassa. E per tenere in piedi la baracca.<\/p>\n<p>Le stime, in assenza di bi\u00adlanci, sono approssimative ma i sindacati mantengono un appara\u00adto di prima grandezza e hanno cir\u00adca 20mila dipendenti.<\/p>\n<p>Sono i nu\u00admeri di una multinazionale che per\u00f2 si comporta come un\u2019azien\u00addina con meno di 15 dipendenti. Altrove, vedi lo Statuto dei lavo\u00ad\u00adratori, le tute blu sono tutelate tan\u00adt\u2019\u00e8 che Berlusconi a suo tempo aveva provato, invano, ad aprire una breccia proponendo la can\u00adcellazione dell\u2019articolo 18.<\/p>\n<p>Ma dal\u00adle parti della Triplice valgono al\u00adtre regole, diciamo cos\u00ec, pi\u00f9 libe\u00adral o, se si vuole, meno restrittive.<\/p>\n<p>Un\u2019altra leggina, questa volta del 1990, offre a Cgil, Cisl, Uil la possi\u00adbilit\u00e0 di mandare a casa i dipen\u00addenti senza tante questioni. In\u00adsomma, \u00e8 la libert\u00e0 di licenzia\u00admento.<\/p>\n<p>Una bestemmia per gene\u00adrazioni di \u00abdifensori\u00bb degli ope\u00adrai, dei contadini e degli impiega\u00adti. Ma non nel sancta sanctorum dei diritti. Due pesi e due misure.<\/p>\n<p>Come sempre. O almeno spesso.<\/p>\n<p>Per non smarrire le ragioni degli ultimi si sono trasformati nei pri\u00admi.<\/p>\n<p>Creando appunto un\u2019altra ca\u00adsta.<\/p>\n<p>Ora, la Cgil di Susanna Camus\u00adso proclama lo sciopero generale per il 6 settembre e chiama a rac\u00adcolta milioni di uomini e donne. Un appello, legittimo, ci manche\u00adrebbe. Ma per una volta i sindaca\u00adti farebbero bene a guardarsi allo specchio.<\/p>\n<p>Forse, qualcuno non si riconoscerebbe pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>http:\/\/www.ilgiornale.it\/interni\/bandiere_rosse_e_privilegi_doro_ecco_casta_sindacalisti\/27-08-2011\/articolo-id=542235-page=0-comments=1<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Number of View: 683Con leggi e leggine si sono rita\u00adgliati privilegi su privilegi. Una norma qui, un articolo l\u00e0 e tutto s\u2019incastra al punto giusto. 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