{"id":2015,"date":"2011-04-12T18:10:23","date_gmt":"2011-04-12T16:10:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/?p=2015"},"modified":"2011-04-12T18:10:23","modified_gmt":"2011-04-12T16:10:23","slug":"in-morte-di-maurizio-colaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/in-morte-di-maurizio-colaci\/","title":{"rendered":"In morte di Maurizio Colaci"},"content":{"rendered":"Number of View: 894<br\/><div>\n<p><em>Come fermare questo orrore che spietatamente colpisce tanti padri come Maurizio, e tanti bambini? Noi crediamo che occorra arrivare alla radice del problema, che chiamiamo femminazismo. \u00a0Maurizio era un contadino, e sapeva che per liberarsi dalle erbacce occorre estirparne le radici, altrimenti ricrescono. \u00a0L&#8217;odio di genere contro l&#8217;amore dei padri per i propri figli: qualunque cosa accada la conclusione \u00e8 gi\u00e0 scritta. \u00a0Occorre arrivarci in modo pacifico ma anche rapido. Ogni sette minuti un bambino italiano viene allontanato da suo padre. \u00a0\u00c8 toccato al piccolo Danilo, pu\u00f2 toccare a tutti.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/images.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2016\" title=\"images\" src=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/images.jpeg\" alt=\"\" width=\"104\" height=\"104\" \/><\/a>\u00ab\u201cLo hanno ucciso le istituzioni e cos\u00ec facendo hanno anche reso orfano suo figlio, il piccolo Danilo che oggi ha soli 8 anni\u201d. A parlare \u00e8\u00a0<strong>Stefano Maresca di Serracapriola<\/strong>, delegato per la regione Puglia dell\u2019associazione ADIANTUM &#8211;\u00a0 associazione di associazioni nazionali per la tutela dei minori \u2013 che con queste parole punteggia il triste epilogo del percorso fatto al fianco di Maurizio Colaci. Lui, Maurizio Colaci, era un genitore separato che ci ha provato fino all\u2019ultimo a restare accanto a suo figlio. Era tornato a Galatina, nel leccese, da Milano per le vacanze di Pasqua con il desiderio espresso che gli lasciassero tenere il figlio con s\u00e9 almeno in uno dei due giorni di festa, ma la mattina del 7 aprile \u00e8 morto stroncato da un infarto in casa della madre, forse sopraffatto dalle fatiche inflittegli in quegli ultimi due anni di confino\u00a0 dalla vita di suo figlio.<\/p>\n<p>Due anni prima la moglie di Maurizio gli disse: &#8220;non ti amo pi\u00f9, te ne devi andare&#8221;, e cos\u00ec Maurizio su consiglio del suo avvocato, il dott. Donato Mellone, lasci\u00f2 la casa di sua esclusiva propriet\u00e0 perch\u00e9 potessero serenamente proseguire a viverci sua moglie e il loro unico figlio di sei anni; nel frattempo a lui non rest\u00f2 che trasferirsi dall\u2019anziana madre rimasta vedova. Da quel momento gli import\u00f2 soltanto di continuare a vedere regolarmente suo figlio, \u201cil mio angelo\u201d, come lo chiamava lui, e di poter trascorrere del tempo insieme.<\/p>\n<p>La trafila che attende Maurizio Colaci per realizzare ci\u00f2 che non solo alle anime semplici potrebbe apparire come un diritto naturale, \u00e8 in realt\u00e0 un girone infernale lastricato di diabolici impedimenti, nonostante che una legge nazionale, la 54 del 2006, garantisca ai figli di genitori separati, attraverso l\u2019istituto dell\u2019affido condiviso, di veder salvaguardato il proprio inalienabile diritto alla bigenitorialit\u00e0. Il 17 luglio del 2008 il Tribunale per i Minorenni di Lecce pur non obiettando nulla alla condotta di padre di Maurizio Colaci, tuttavia osservava che egli ha un rapporto \u201cteso e conflittuale\u201d con la moglie da cui si sta separando; a questo punto la posizione di Maurizio crolla sotto la scure delle accuse di prevaricazione mossegli dalla moglie a suo insindacabile giudizio, quelle sole parole corroborate da null\u2019altro accade che bastino ad un Tribunale, in questo caso al Tribunale per i Minorenni di Lecce, per stabilire che Maurizio Colaci e suo figlio Danilo potranno vedersi una sola volta alla settimana durante un incontro \u201cprotetto\u201d, vale a dire presso la sede del Consultorio familiare di Galatina alla presenza degli assistenti sociali, e che potranno parlarsi al telefono non pi\u00f9 di due volte al giorno in fasce orarie stabilite.<\/p>\n<p>Il 20 marzo del 2009 l\u2019ordinanza presidenziale del tribunale di Lecce assegnava \u00a0alla moglie di Maurizio la casa coniugale (che pure era di esclusiva propriet\u00e0 di lui) e un mantenimento di trecento euro mensili, disponeva a favore di lei l\u2019affido esclusivo del piccolo Danilo \u201ccon diritto del padre di poterlo vedere con le modalit\u00e0 stabilite (un\u2019ora alla settimana, quando andava bene,\u00a0<em>ndr<\/em>) dal Tribunale dei Minori di Lecce\u201d.<\/p>\n<p>Trecento euro di mantenimento e nessun reddito mal si conciliano, per\u00f2. All\u2019epoca dei fatti Maurizio era disoccupato, viveva in casa della madre: era lei a farsi carico del necessario. La situazione di dipendenza economica in cui versava Maurizio \u00e8 stata comprovata da un\u2019indagine approfondita sulla sua effettiva condizione reddituale, a conclusione della quale il 20 luglio del 2009 la Commissione per il patrocinio a spese dello Stato, istituita presso il T.A.R. di Lecce, lo ammetteva ad avvalersi del gratuito patrocinio di un avvocato. Il Tribunale civile di Lecce lo obbligava comunque a corrispondere un mantenimento alla moglie che lavorava in un call-center e percepiva regolare stipendio.<\/p>\n<p>Nei mesi che intercorrono tra le due decisioni giudiziarie, Maurizio invocava di poter vedere suo figlio, non faceva altro che promuovere questa istanza. Scriveva, Maurizio, lui che si era fermato alla terza media, lui figlio di contadini, con grafia incerta e tra alcuni inciampi di grammatica, scriveva a tutti coloro che potevano essere interessati a conoscere la sua storia e che avrebbero potuto aiutarlo: scriveva agli operatori sociali e giudiziari, sui forum delle associazioni di padri separati, su facebook, al ministro della Giustizia, scriveva per chiedere sempre la stessa cosa: che a suo figlio \u201cnon fosse negato il diritto di avere un padre\u201d.<\/p>\n<p>Racconta Sergio Nardelli, che \u00e8 stato amico di Maurizio Colaci fin da quando si erano parlati la prima volta sul forum dell\u2019associazione di Napoli \u201cPap\u00e0 separati\u201d, una delle 24 associazioni che fa capo ad ADIANTUM, \u201cUn giorno Maurizio si \u00e8 recato davanti alla scuola del suo piccolo, ha atteso che ne uscisse, lo ha preso in braccio e ha cominciato a baciarlo, ad accarezzarlo, a stringerlo a s\u00e9, la moglie urlava, ha fatto intervenire la polizia, Maurizio \u00e8 stato arrestato per oltraggio a pubblico ufficiale.\u201d<\/p>\n<p>Maurizio, senza un lavoro, decise di iscriversi ad un corso di formazione professionale per assistenza agli anziani sovvenzionato dalla regione Lombardia, dormiva a Monza in una stanzetta di sei metri per tre e viaggiava tra Milano e Monza sempre con l\u2019ansia che potessero togliergli la sua auto su cui pendeva un provvedimento di sequestro giudiziario.<\/p>\n<p>Il 7 aprile Maurizio era a casa di sua madre e a pochi passi da suo figlio. \u201cIl 7 aprile 2010 Maurizio non ce l&#8217;ha fatta pi\u00f9, si \u00e8 svegliato al mattino, ha avuto un infarto ed \u00e8 morto. Quattro giorni prima &#8211; ricorda Sergio Nardelli &#8211; Maurizio parlando al telefono con il suo piccolo Danilo disse: \u201cAngelo mio, vedrai che pap\u00e0 ti verr\u00e0 a prendere\u201d. Terminata la telefonata, con le lacrime agli occhi, Maurizio mi guard\u00f2 e mi disse: \u201cMi faranno morire di dolore, lo so\u201d.<\/p>\n<p>L\u20198 aprile Maurizio era sul suo letto di morte quando a casa della madre giunse il messo comunale che gli doveva sequestrare l\u2019auto; mentre lui notificava il provvedimento alla signora Bianca, ottantenne che vegliava il corpo del figlio, il carro-attrezzi del comune di Galatina girava attorno alla casa alla ricerca dell\u2019auto da sequestrare.<\/p>\n<p>Maurizio \u00e8 stato genitore e padre, prima di tutto e fino all\u2019ultimo, eppure a Danilo, come a tanti altri figli di genitori separati del nostro Paese, \u00e8 stato negato il diritto ad un\u2019identit\u00e0 piena. \u201cIn Italia nell\u2019ambito della famiglia, &#8211; dice Stefano Maresca di Serracapriola parafrasando Vittorio Vezzetti, autore di \u201cNel nome dei figli\u201d- soprattutto in caso di separazione coniugale, esistono impari opportunit\u00e0 genitoriali per gli uomini e specularmente nella societ\u00e0, al di fuori della maternit\u00e0, esistono altre impari opportunit\u00e0 per la donna, ad esempio livelli di disoccupazione pi\u00f9 alti e retribuzioni pi\u00f9 basse. E il sistema, Tribunali e Servizi sociali\u00a0<em>in primis<\/em>, sembra fatto apposta per non favorire la mediazione tra i coniugi, basti pensare che un bambino che viene chiuso in una casa-famiglia (in Italia se ne contano 32 mila tra comunit\u00e0 e affido,\u00a0<em>ndr<\/em> ) costa allo Stato 200 euro al giorno.\u201d Un vero affare.<\/p>\n<p>Valeria Carella<\/p>\n<\/div>\n<p>Fonte:\u00a0http:\/\/www.adiantum.it\/public\/2396-un-anno-dalla-prematura-scomparsa-di-maurizio-colaci.-\u00b4padre-da-morire\u00b4&#8212;di-valeria-carella.asp \u00a0\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Number of View: 894 Come fermare questo orrore che spietatamente colpisce tanti padri come Maurizio, e tanti bambini? Noi crediamo che occorra arrivare alla radice del problema, che chiamiamo femminazismo. \u00a0Maurizio era un contadino, e sapeva che per liberarsi dalle erbacce occorre estirparne le radici, altrimenti ricrescono. \u00a0L&#8217;odio di genere contro l&#8217;amore dei padri per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-2015","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riflessioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2015","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2015"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2015\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2040,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2015\/revisions\/2040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2015"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2015"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2015"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}