{"id":1980,"date":"2011-04-06T21:04:36","date_gmt":"2011-04-06T19:04:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/?p=1980"},"modified":"2011-04-06T21:04:36","modified_gmt":"2011-04-06T19:04:36","slug":"tirare-fuori-dal-carcere-le-madri-dimenticandosi-dei-padri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/tirare-fuori-dal-carcere-le-madri-dimenticandosi-dei-padri\/","title":{"rendered":"Tirare fuori dal carcere le madri, dimenticandosi dei padri"},"content":{"rendered":"Number of View: 493<br\/><div>\n<p><strong>E\u2019 stato approvato da pochi giorni il disegno di legge\u00a0 2568 intitolato  \u201cModifiche al codice di procedura penale e alla legge 26 luglio 1975,  n. 354, e altre disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e  figli minori\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1981\" title=\"carcere_bn_400\" src=\"https:\/\/www.centriantiviolenza.eu\/bollettinodiguerra\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/carcere_bn_400-300x219.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"219\" \/>Il ddl, con relatrice la sen.Gallone, rafforza le tutele per le madri  detenute rispetto al precedente quadro normativo. Le principali novit\u00e0  prevedono l\u2019innalzamento da tre a sei anni di et\u00e0 del periodo nel quale  il figlio pu\u00f2 restare con la madre detenuta e la possibilit\u00e0 per la  madre di scontare la detenzione in un istituto a custodia attenuata  (ICAM) o agli arresti domiciliari. In pi\u00f9 la donna potr\u00e0 visitare il  figlio, anche oltre i sei anni, in caso di malattia o di ricovero  ospedaliero, secondo tempi e modalit\u00e0 permessi dal giudice.<\/p>\n<p>Il sostegno ad una riforma che andasse a favorire la condizione delle  madri dietro le sbarre \u00e8 stato bipartisan, anche se i Radicali ed il  centro-sinistra hanno espresso critiche alla formulazione finale della  legge, astenendosi nel voto finale al Senato. Le valutazioni negative  riguardano il fatto che gli ICAM permangano sotto l\u2019amministrazione  penitenziaria ed il fatto che resti nebuloso il percorso di effettiva  realizzazione e messa a regime di tali istituti e delle case protette  per la detenzione domiciliare.<\/p>\n<p>In definitiva le forze politiche si sono divise tra chi considera  sufficiente la legge approvata e chi avrebbe voluto una legge che si  spingesse anche oltre a difesa dei diritti delle detenute madri.<\/p>\n<p>Nessuno invece ha invece portato l\u2019attenzione su uno degli aspetti  apparentemente pi\u00f9 evidenti della normativa, cio\u00e8 il fatto che <em>ceteris paribus<\/em> i padri siano esclusi dai benefici conferiti alle madri. Il padre, in  base alla legge, risulta una sorta di \u201cgenitore residuale\u201d, che pu\u00f2  accedere a benefici solamente nel caso \u201cla madre sia deceduta o  assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole\u201d.<\/p>\n<p>Del resto, malgrado ragioni di opportunit\u00e0 abbiano spesso suggerito di  inquadrare il tema delle detenute madri come una questione di diritti  dei bambini, \u00e8 in realt\u00e0 abbastanza evidente che le leggi sull\u2019argomento  sono percepite e vissute dalla politica in primo luogo come leggi \u201cper  le donne\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che la legge Finocchiaro del 2001 sia stata varata l\u20198  marzo e che anche quest\u2019anno la nuova riforma facesse parte del  \u201cpacchetto 8 marzo, al pari delle quote rosa nei CdA, anche se poi  ragioni tecniche hanno fatto slittare l\u2019approvazione di qualche giorno.  E\u2019 chiaro che, in questa logica, per i pap\u00e0 non ci pu\u00f2 essere molto  posto.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, peraltro, una certa ipocrisia in politiche per le \u201cpari  opportunit\u00e0\u201d che da un lato stigmatizzino il persistere nel nostro paese  di una suddivisione tradizionale dei ruoli di genere e dall\u2019altro  riaffermino l\u2019identit\u00e0 della donna quale genitore prioritario e  prevalente per la cura dei figli, ogni volta che da tale condizione  possano scaturire dei vantaggi.<\/p>\n<p>La legge approvata continua ad essere apertamente discriminatoria nei  confronti degli uomini carcerati che si trovano privati della  possibilit\u00e0 di un contatto con i propri figli, alle medesime condizioni  che invece sono consentite alle donne. E\u2019 una una violazione palese  dell\u2019art. 3 della Costituzione ed al tempo stesso compromette le  prerogative del ruolo genitoriale cos\u00ec come riconosciute dall\u2019art. 30  della Carta.<\/p>\n<p>Va detto che l\u2019attuale asimmetria di genere non \u00e8 sostenibile neppure in nome dell\u2019interesse del bambino.<\/p>\n<p>Dal punto di vista del minore, infatti, se il \u201cfocus\u201d \u00e8 il suo diritto a  non trascorrere la propria infanzia dietro le sbarre, \u00e8 evidente che  tale esigenza potrebbe essere assicurata anche attraverso strumenti  alternativi rispetto alla scarcerazione della madre \u2013 come ad esempio  l\u2019affidamento ad altri membri della famiglia o se, questo non si rivela  possibile, a coppie che si rendano disponibili.<\/p>\n<p>Se invece il \u201cfocus\u201d \u00e8 sul diritto del bambino a mantenere un rapporto  di contatto diretto con il genitore, come si pu\u00f2 pensare che questo  rapporto debba riguardare solamente la mamma ?<\/p>\n<p>Si tratterebbe, evidentemente, di una violazione dei principi che negli  ultimi anni si \u00e8 sempre pi\u00f9 cercato di affermare nel dibattito  politico-culturale a proposito del superamento della cristallizzazione  dei ruoli nell\u2019ambito della famiglia ed a proposito della riabilitazione  dell\u2019importanza della funzione paterna anche a livello di accudimento  diretto.<\/p>\n<p>In questo senso, ad esempio, la legge 54\/2006 sull\u2019affido condiviso ha  affermato il principio del diritto del minore ad un rapporto  \u201cequilibrato e continuativo\u201d con entrambi i genitori, un diritto  soggettivo ed indisponibile che \u2013 come si legge nella proposta Tarditi  che ha dato origine alla 54\/2006 \u2013 \u00e8 \u201cda collocare nell\u2019ambito dei  diritti della personalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante notare come il fenomeno dei detenuti padri sia  numericamente molto pi\u00f9 importante di quello delle detenute madri e come  quindi la rilevanza sociale di una strategia di riavvicinamento tra gli  uomini dietro le sbarre ed i loro figli sarebbe notevole. Alcune  analisi evidenziano, tra l\u2019altro, come il mantenimento del rapporto tra  padri carcerati e figli diminuisca per i primi la probabilit\u00e0 di  recidivit\u00e0, per i secondi il rischio di disadattamento.<\/p>\n<p>In definitiva, al di l\u00e0 della breve fase dell\u2019allattamento, \u00e8 difficile  individuare ragioni sostenibili per discriminare la posizione dei padri  e delle madri, salvo contraddire in modo evidente il percorso sociale e  normativo verso nuovi paradigmi genitoriali e di rapporto tra i generi.<\/p>\n<p>O i \u201cbenefici\u201d per i genitori rappresentano un <em>vulnus<\/em> all\u2019impianto del sistema penale compromettendo tanto la valenza punitiva  tanto quella di deterrenza della sanzione o rappresentano, al  contrario, un elemento di umanizzazione della pena e di valorizzazione  del suo elemento rieducativo.<\/p>\n<p>Nel primo caso il problema della legittimit\u00e0 e della \u201csostenibilit\u00e0\u201d  dei benefici verrebbe a porsi con i medesimi contorni anche per le  detenute madri. Nel secondo caso, invece, la possibilit\u00e0 di accedere ad  una detenzione attenuta od alla scarcerazione dovrebbe essere estesa ai  padri, anche nell\u2019ottica di un percorso per il loro reinserimento  sociale.<\/p>\n<p>Purtroppo la politica \u00e8 lo specchio di un paese che risponde a riflessi  umorali \u2013 che da un lato sente forte il fascino di visioni  giustizialiste e securitarie, dall\u2019altro si commuove di fronte  all\u2019immagine della mamma con il bimbo in braccio.<\/p>\n<p>Eppure bisogna andare oltre ed affrontare problematiche come questa non  su basi emotive, bens\u00ec avendo come bussola i diritti individuali ed il  principio dell\u2019uguaglianza davanti alla legge.<\/p>\n<\/div>\n<p>Marco Faraci<br \/>\n<strong>Fonte:<\/strong> libertiamo.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Number of View: 493 E\u2019 stato approvato da pochi giorni il disegno di legge\u00a0 2568 intitolato \u201cModifiche al codice di procedura penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e altre disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori\u201d. 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