6Apr
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OTTIMA LA RISPOSTA DI ADIANTUM:

L´OUA si scaglia contro il DDL 957 (affido condiviso bis). Interesse del minore, o interesse di categoria?

Le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia – a dire il vero piuttosto scontata – secondo cui l’OUA (Organismo Unitario dell’Avvocatura) ha criticato ferocemente il DDL 957 (modifiche al condiviso) che è all’esame della Commissione Giustizia del Senato.

Secondo il documento, firmato dalla Commissione OUA sulla famiglia coordinata da Nicoletta Variati, il disegno di legge all’esame del Parlamento, che modificherebbe l’art. 155 codice civile, “avra’ gravi ricadute sui minori”.

Il provvedimento in discussione, sostiene Maurizio De Tilla, presidente OUA, ha un’impostazione rigida ed e’ quindi controproducente rispetto agli scopi prefissati. ”Un ddl sbagliato – spiega – che necessita di immediate e forti modifiche, questa e’ l’opinione di quanti sul campo seguono questa delicata materia.

La Commissione Famiglia dell’OUA ha sottolineato che sono in gioco i diritti dei minori in situazioni spesso traumatiche come una rottura familiare. Per citare alcuni nodi: non si possono stabilire criteri rigidi come la ripartizione dell’affido tra i due genitori in due domicili con tempi paritetici”.

Nessuna sorpresa, pertanto, da una categoria professionale che, oltre a pesare economicamente sulle risorse finanziarie dei genitori separati (forti sono le critiche dei cittadini riguardo le parcelle e i costi, davvero esorbitanti, di una separazione), ha finora guadagnato proprio grazie al mantenimento della conflittualità che l’attuale intepretazione del Condiviso garantisce a tutti gli operatori del diritto.

Prova ne sia che gran parte dell’avvocatura si è presto schierata a favore del c.d. domicilio prevalente, istituto non previsto dalla L. 54/2006 e, nei fatti, realizzativo di un sostanziale aggiramento della norma.

E se le “gravi ricadute sui minori”, paventate con studiato allarmismo dalla Variati, producono in queste ore grande ironia – c’è chi si è affrettato a ribattezzare la sua uscita con un riferimento più realistico alle “gravi ricadute sulle parcelle degli avvocati” – da più parti ci si chiede se l’OUA rappresenti davvero la coscienza dell’intera categoria forense, nella quale non è raro individuarne una bella fetta che non condivide affatto la linea dell’Organismo, e non accetta l’imposizione, da parte della Magistratura, del domicilio prevalente.


L’avv. Carlo Ioppoli, Presidente di ANFI (avvocati e consulenti familiaristi, afferma che “il DDL 957 è sicuramente migliorabile, ma il documento dell’OUA sembrerebbe volerlo affondare, più che perfezionarlo, e riportare indietro le lancette della Giustizia Familiare a 5 anni fa, quando gran parte del mondo giuridico si affrettò, prima, a liquidare la mediazione familiare e, poi, si dichiarò apertamente ed immotivatamente ostile all’introduzione del condiviso. Peraltro, questo documento apparirebbe come una strenua difesa della classe forense, ma a nostro avviso, non tiene assolutamente conto della profonda maturazione, nel solco tracciato dalla cultura della Bigenitorialità, che ha contraddistinto in questi anni gran parte dell’avvocatura”.

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Di seguito il COMUNICATO dell’OUA contro il DDL 957 e contro la parita’ genitoriale. In nome, ovviamente, del solito INTERESSE SUPERIORE DEL MINORE (probabilmente corrispondente ad INTERESSE DI CATEGORIA!)

Affido condiviso, l’ Oua boccia il Ddl all’esame del Parlamento
Affido condiviso, l’ Oua boccia il Ddl all’esame del Parlamento L’Organismo unitario dell’avvocatura ha approvato un documento (di seguito), redatto dalla Commissione Oua sulla famiglia coordinata da Nicoletta Variati, in cui si critica duramente il Ddl 957 all’esame del Parlamento (ora al Senato), che modifica l’art. 155 cod. civ., che riguarda e detta le norme a tutela dei figli nelle situazioni di crisi familiare. Per l’Oua le ricadute sui minori saranno gravi. Per Maurizio de Tilla, presidente Oua, il provvedimento in discussione ha un’impostazione rigida ed è quindi controproducente rispetto agli scopi prefissati: «Un ddl sbagliato – spiega – che necessita di immediate e forti modifiche, questa è l’opinione di quanti sul campo seguono questa delicata materia. La Commissione Famiglia dell’OUA ha sottolineato che sono in gioco i diritti dei minori in situazioni spesso traumatiche come una rottura familiare. Per citare alcuni nodi: non si possono stabilire criteri rigidi come la ripartizione dell’affido tra i due genitori in due domicili con tempi paritetici. Oltretutto non si fa alcune distinzione tra fasce d’età diverse, come se fosse una ricetta buona per ogni situazione, con possibili gravi conseguenze in termini psicologici. Invece di stimolare così la collaborazione tra i genitori si rischia di costruire spazi separati e i minori si troveranno scaraventati come pacchi tra realtà in conflitto tra loro. E non è realistica la proposta che il minore abbia la doppia residenza anche per ragioni pratiche (ad esempio: quale è la Azienda USL di competenza, il Tribunale, il medico, la scuola etc.), e per le conseguenze alla anagrafe e su tutta la normativa sulla residenza, minando così anche il principio di certezza del diritto, con la necessità di rimodulare il sistema informativo di tutti i Comuni italiani. Non solo, andiamo incontro all’aumento esponenziale del conflitto familiare estendendolo anche alla famiglia di origine, con l’inserimento dell’intervento dei nonni nei giudizi di separazione» Nel documento della Commissione OUA si denuncia inoltre la mancanza di un “approfondimento per quanto riguarda le situazioni legate alla sindrome di alienazione genitoriale e a comportamenti analoghi. Inoltre, si compromette l’esercizio del potere ufficioso del giudice con la previsione dell’eliminazione del riferimento all’interesse morale e materiale dei figli. Non basta: viene tagliata la possibilità di disporre indagini per individuare la capacità reddituale dei genitori, il che rappresenta “un regalo” per coloro che occultano redditi e patrimoni per sottrarsi agli obblighi nei confronti dei figli e si elimina anche ogni riferimento al tenore di vita goduto prima della separazione il che comporta la perdita del diritto del minore a continuare a vivere come prima. Salta anche il godimento della casa familiare in caso di convivenza more uxorio ulteriore aspetto che ricade inevitabilmente sui minori stessi”. Negative quindi le conclusioni della Commissione Famiglia Oua: “L’approvazione delle norme di cui al DDL 957 – si scrive – implicherà un aumento esponenziale, ingiustificato della conflittualità, circostanza dannosissima per i minori ed in netto contrasto con le finalità della legge sull’affidamento condiviso, ed è per tutte queste ragioni che l’OUA chiede che si ascoltino gli avvocati e che si apra un confronto nel merito”. IL DOCUMENTO ANALITICO La Commissione Famiglia O.U.A. – considerato che la normativa proposta con il DDL 957 interviene a modificare l’art. 155 cod. civ., che riguarda e detta le norme a tutela dei figli nelle situazioni di crisi familiare; – considerato che la formulazione del DDL 957 è indirizzata in senso nettamente contrario all’obiettivo prefissato invece dalla Legge sull’affidamento condiviso; – considerato che il DDL prevede modifiche (quali, a mero titolo esemplificativo, “abolizione del collocamento del figlio presso un genitore e domicilio dello stesso presso entrambi i genitori con tempi e presenza presso ciascun genitore “paritetici”; legittimazione attiva dei nonni a proporre nel giudizio di separazione la domanda relativa al loro autonomo diritto di visita; mantenimento dei figli in forma diretta e per capitoli di spesa, perdita di efficacia ope legis dell’assegnazione della casa coniugale in caso di convivenza more uxorio etc”.; – ritenuto che la previsione dei tempi di permanenza del figlio presso entrambi i genitori comporterebbe una suddivisione della vita del figlio mettendo in secondo piano l’obiettivo della collaborazione dei genitori nella cura, crescita ed educazione dei figli previsto dalla L 54/2006 ; – ritenuto che la previsione di tale norma, che impone una rigida divisione del tempo dei figli minori in misura eguale presso ogni genitore, senza alcuna distinzione dell’età del figlio, da 0 a 18 anni, non tiene in alcuna considerazione le esigenze di vita dei figli, sotto il profilo materiale e psicologico, e la specificità di ogni singolo caso. I tempi di vita dei minori e le loro esigenze sono diverse a seconda che si tratti di un bambino di pochi mesi, o di un minore in età preadolescenziale, o un adolescente o una persona pressocchè adulta. Per tale motivo occorre evitare che una rigida imposizione di tempi paritetici presso ciascun genitore possa comportare per i figli imposizione di tempi e modi di vita diversi, che possano nuocere anziché giovare alla loro crescita e al loro sviluppo psico-fisico; – ritenuto che il DDL 957 , così come formulato, laddove prevede l’eliminazione del riferimento all’interesse morale e materiale dei figli, compromette fortemente l’esercizio del potere ufficioso del giudice; – ritenuto che per quel che attiene alle situazioni riferibili alla sindrome di alienazione genitoriale e a comportamenti analoghi non individuati nel testo e non facilmente accertabili, meriterebbero un esame ben più approfondito, esame che nel testo manca totalmente; – ritenuto che parimenti non può essere condivisa la proposta che il minore abbia la doppia residenza perché crea instabilità nella vita dei minori ed, altresì, anche per ragioni pratiche (ad esempio: quale è la Azienda USL di competenza, il Tribunale, il medico, la scuola etc.), senza voler parlare delle modifiche che questa norma comporterebbe alla anagrafe ed alla normativa sulla residenza, minando così anche il principio di certezza del diritto, con la necessità di rimodulare il sistema informativo di tutti i Comuni italiani; – rilevato che la previsione di un intervento dei nonni nei giudizi di separazione aumenterebbe in maniera esponenziale il conflitto familiare, estendendolo anche alla famiglia di origine; – rilevato cha la previsione della eliminazione del riferimento al tenore di vita goduto prima della separazione comporta la perdita del diritto del minore a continuare a vivere come prima; – rilevato che l’eliminazione della possibilità di disporre indagini per individuare la capacità reddituale dei genitori rappresenta ” un regalo ” per coloro che occultano redditi e patrimoni per sottrarsi agli obblighi nei confronti dei figli; – rilevato che la previsione della perdita del godimento della casa familiare in caso di convivenza more uxorio andrebbe a nuocere inevitabilmente i minori stessi; – ritenuto infine che l’approvazione delle norme di cui al DDL 957 implicherebbe un aumento esponenziale , ingiustificato della conflittualità, circostanza dannosissima per i minori ed in netto contrasto con le finalità della Legge sull’affidamento condiviso; Tutto quanto sopra precisato, l’O.U.A. manifesta forte dissenso al DDL 957 in ogni sua previsione, nessuna esclusa e/o eccettuata, e rifiuta categoricamente una norma che ha come conseguenza l’aumento dei conflitti a danno dei minori e delle
Data: 04/04/2011
http://www.oua.it/NotizieOUA/scheda_notizia.asp?ID=5428

INCREDIBILE!!! Ma vero….. a voi ogni ulteriore considerazione.
Ma perché certi avvocati fanno confusione tra interesse del minore e interessi economici di categoria?

 

La disuguaglianza crea conflitto