Non possiamo fermare le catastrofi naturali ma possiamo evitare di farci del male da soli

21Mar
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Tetsu Hasegawa ha perso la famiglia, i figli, la casa, e si è lasciato morire per il dolore.  Sembra una delle tante storie di padri colpiti dal feminazismo. Invece la vita di Hasegawa-san è stata devastata da una catastrofe naturale, ma l’effetto è lo stesso.

Aveva 57 anni e da trentasette faceva il postino a Kamaishi. Lo ha salvato il mestiere. Quando è suonato l’allarme stava consegnando lettere sul porto. Ha visto l’onda arrivare ed è saltato sulla bicicletta. L’acqua saliva e gli mangiava la strada. Ha pedalato senza girarsi e il fango gli è arrivato a metà ruota. Pensava di essere riuscito ad arrivare a casa, ma al posto dell’edificio costruito dal padre c’era un lago che non aveva mai visto. Solo martedì si è convinto che la sua famiglia era sparita là sotto: genitori, moglie e due figli che stavano studiando. Agli amici ha detto di non pensare a lui, ma di aiutare i feriti. Miracolato dall’oceano, Testsu Hasegawa è morto improvvisamente ieri mattina nel centro di raccolta. I medici hanno accertato che l’hanno ucciso la fame e la sete. Sotto la sua coperta hanno trovato le razioni di cibo e di acqua che per sette giorni non ha consumato. Ha lasciato una busta chiusa indirizzata alla moglie annegata.

Non possiamo fermare le catastrofi naturali ma possiamo evitare di farci del male da soli.

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