Una femminista morta non calunnia

18Mar
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Ribaltare gli slogan femministi è un artifizio retorico che consente di evidenziarne l’odio di genere, oramai degenerato in calunnia di genere, ormai usata per allontanare milioni di bambini dai loro padri usando false accuse per cercare di distruggerli.  Demonizzare il nemico per poterlo colpire senza pietà è tipico delle ideologie dell’odio.  Ma quello che sconcerta nel femminismo, ormai degenerato in femminazismo, è la spietatezza nel far soffrire bambini innocenti rovinando la loro infanzia e poi cercare di negare che l’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia.

Auspichiamo che lo sdegno pacifico riesca a fermare questo orrore.

 

 

 

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