L’ultima spiaggia di chi nega la PAS: la teoria del complotto

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Abbiamo già parlato della carenza di argomentazioni valide per negare l’alienazione genitoriale, ma una ulteriore prova della gravità dello stato dei “negazionisti” è data da alcune recenti pubblicazioni.

La prima fonte che qui interessa è un ebook dal titolo Sindrome di alienazione genitoriale (P.A.S.): il grande imbroglio. Il libro può essere acquistato sul sito www.lulu.com. Nella prefazione del libro si trovano affermazioni del seguente tenore:

La lobby dei padri separati, pur comprendendo solo un centinaio di persone, è molto potente sia ai diversi livelli istituzionali (alcuni padri separati sono consulenti parlamentari a tempo pieno) sia nel controllo dell’informazione.[…] È della metà di marzo 2012, poi, la venuta in Europa del presidente della più potente associazione di padri separati dell’Argentina, Los padres de l’Obelisco, col progetto di incontrare in Spagna un noto Giudice favorevole alla PAS e in Italia, a L’Aquila, altri personaggi analoghi; siamo ormai alle alleanze intercontinentali e questo non promette nulla di buono. Verso la fine di marzo 2012 è previsto a Milano un convegno, che vedrà riuniti i maggiori fautori della PAS in Italia, al quale parteciperà anche uno psichiatra americano che è parte della lobby internazionale che sta esercitando pressioni per l’inserimento della PAS nel DSM.

L’ebook ha avuto un certo numero di lettori interessati alle tematiche trattate, ed è nata così recentemente una pagina Facebook con lo stesso titolo. In una nota pubblicata su questa pagina si possono leggere altre affermazioni che lasciano pochi dubbi sul “genere letterario” di riferimento:

Per costoro [i professionisti che parlano dell’alieazione genitoriale, NdR] la PAS è, in un certo senso, cristallizzata nei concetti di Gardner e sostenuta fanaticamente, alla stregua di una nuova religione; una religione, appunto, non una scienza. Una “religione” che si vuole imporre mediante le più classiche tecniche di manipolazione della mente quali la PNL e sofisticate tecniche di marketing, alla stregua di un qualsiasi detersivo o prodotto commerciale. E non sono pochi i convegni, le tesi di laurea, o addirittura i master universitari dedicati a questa porcheria! (spendendo soldi pubbici, cioè di tutti noi) .
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Tutte queste affermazioni fanno pensare immediatamente alla “teoria del complotto”. Secondo Wikipedia per “teoria del complotto” si intende:

una teoria che attribuisce la causa ultima di un evento o di una catena di eventi a un complotto o cospirazione. Il termine include un’ampia classe di teorie, che abbracciano una grande varietà di ambiti, […] accomunate dall’attribuire un evento all’azione di cospiratori che perseguono fini propri, rimanendo nell’ombra e offrendone spesso una ricostruzione artefatta (Fonte: Wikipedia).

Che la nota citata sia un esempio di teoria del complotto è confermato dalle sue conclusioni. Dopo aver parlato del grande numero di professionisti e di fonti in rete a sostegno dell’alienazione genitoriale la nota conclude:

Queste “truppe” sono foraggiate da qualcuno; nessuno può perdere giornate intere su internet a gestire tutta questa roba se non riceve del denaro da qualcuno. È questo che preoccupa ed insospettisce. La loro capacità manipolativa mostra che hanno ricevuto una formazione specifica in PNL (programmazione neurolin-guistica), tecnica valida se utilizzata in contesti psicoterapeutici ma pericolosa se utilizzata per manipolare il consenso. Quali sono i veri interessi e perché non vengono allo scoperto? Sono così inconfessabili?

Per altre affermazioni altrettando sorprendenti si rimanda alla lettura dell’originale, che va preso molto sul serio come documento emblematico del clima in cui si svolge il dibattito sull’alienazione genitoriale.

Si possono trarre delle conclusioni da queste letture. E’ evidente che chi nega la realtà dell’alienazione genitoriale, potendo contare solo su una bibliografia fatta da pochi pamphlet privi di valore scientifico è ormai ridotto a fare ricorso ad argomentazioni a sfondo paranoico e prive di credibilità.

Ma va ricordato che la teoria del complotto è anche un rispettabile genere letterario. Umberto Eco vi ha dedicato il suo secondo romanzo “Il pendolo di Foucalt” del 1996 e anche il meno riuscito “Il cimitero di Praga” uscito nel 2010. La lettura dei romanzi di Eco è assai istruttiva da questo punto di vista perché mostra come l’implacabile logica del complottismo fagociti irrimediabilimente e irretisca in un mondo di argomenti patologici.

Il fatto che si tratti anche di un genere letterario deve mettere in guardia il lettore. L’ultimo romanzo di Eco è una teoria del complotto, scritta però facendo finta di fare sul serio, cioè dando al lettore la falsa impressione che chi scrive sia convinto della verità di ciò che scrive. L’effetto letterario è assicurato dall’esagerazione delle vicende narrate che risultano ingigantite in una misura tale da far capire al lettore che l’intento è quello parodistico.

Possiamo pensare alle fonti citate come ad una parodia, o esperimento letterario? Impossibile dirlo, perché una delle caratteristiche delle teorie del complotto è proprio quella di non essere né falsificabili né verificabili. Ma anche se veramente questa nota fosse solo un divertimento letterario, la sua qualità artistica è assai scadente. Manca quel tono beffardo e cinico che distingue la vera opera d’arte, evidente soprattutto nei libri di Umberto Eco.

Ma evidentemente anche per le argomentazioni contro l’alienazione genitoriale, come  per il genere letterario della teoria del complotto, è cominciato un periodo di irreversibile decadenza.