Gallinicidio: anega le galline della suocera e poi accoltella il marito e la figlia


Prima ha annegato sei galline della suocera, poi ha puntato il coltello verso il marito ferendo anche la figlia, infine – in una escalation di aggressività – è arrivata a barricarsi in casa minacciando chiunque osasse avvicinarsi. La protagonista di questa vicenda è stata denunciata per stalking e ricoverata in una comunità per alcolisti, in attesa del processo.

Gli eccessi della donna, che deve anche rispettare l’obbligo di non avvicinarsi a più di 500 metri dalla sua (ex) abitazione, sono ben noti a Vedelago. Il ricovero coatto della 45enne, è scattato in base all’ennesima denuncia presentata dalla suocera. La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale ad alcune settimane fa quando, in preda all’ennesimo raptus, una notte la donna ha annegato tutte le galline della suocera con la scusa che davano fastidio. A metà marzo l’ennesima lite in casa degenera al punto che A. P. rivolge un coltello da cucina verso il marito, ferendo a una mano anche la figlia. I due vengono salvati dai carabinieri di Vedelago che in qualche modo convincono la donna a farsi ricoverare in ospedale.

Dopo un trattamento di 15 giorni, il 30 marzo A. P. esce e torna a casa dove, approfittandodell’assenza del marito e della figlia, si barrica, sempre armata di coltello. Anche in questo caso devono intervenire i carabinieri che però, per entrare, sono costretti a sfondare la porta d’ingresso e perfino quella della camera da letto, ultimo baluardo eretto dalla 45enne per non farsi prendere. Nuovo ricovero in ospedale e poi trasferimento in una comunità di recupero.

Ora il pronunciamento del giudice le vieta di avvicinarsi alla famiglia e predispone l’accoglianza nella comunità per cercare di guarire dalla dipendenza. Se anche questo tentativo dovesse fallire, per A. P. si spalancherebbero le porte del carcere.

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=191981&fb_source=message

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