Madre brucia le mani del figlio e le ricopre di sale

Karina Torrescano Hernandez, giovane mamma 27enne, è stata arrestata con l’accusa di maltrattamenti su minore dopo che il figlio di soli 6 anni si è presentato a scuola con le mani ustionate. I medici che hanno visitato il piccolo hanno scoperto anche numerose cicatrici sulla testa, sul collo e sulle gambe del ragazzo. Inizialmente il bambino ha detto di essersele procurate da solo cadendo in strada ma poco dopo ha raccontato tutto: la mamma lo aveva punito perchè aveva toccato il suo iPad; così ha preso le mani del piccolo e le ha messe sui fornelli di una stufa elettrica. Dopo aver visto le ustioni la donna ha gettato sulle ferite del sale per aumentare il dolore e “dare una vera lezione” al piccolo. Raggiunto dalle autorità, anche il fratellino di 3 anni ha dichiarato di essere spesso picchiato dalla mamma con cucchiarelle, bastoni di scopa o scarpe. Raggiunta dalla polizia Karina ha detto che il figlio si era procurato da solo quelle ferite cercando di tostare del pane e che non lo aveva portato al pronto soccorso per paura che i servizi sociali glielo portassero via. La donna è stata immediatamente arrestata ed è stata fissata una cauzione di 25.000 dollari. I due fratellini sono stati affidati dai servizi sociali ad un loro parente

 

http://newsalfemminile.it/cronaca/giovane-mamma-brucia-le-mani-del-figlio-e-poi-le-ricopre-di-sale-per-aver-toccato-il-suo-ipad-26401.html

http://www.kirotv.com/news/news/lynnwood-woman-accused-burning-her-sons-hands-afte/nSbQ4/

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Nazifemminismo: accoltella il marito e si fotografa

 

 

Ha ucciso suo marito con il coltello che le avevano regalato per Natale. Aveva scritto: “Grazie mille, funziona” e si riferiva al fatto che lo aveva utilizzato per scagliare ben 30 coltellate verso suo marito, e non contenta, aveva fotografato tutto con il suo smartphone.
Subito dopo aver immortalato la scena, la donna ha preso l’automobile andando a casa di amici. Non appena l’hanno accolta avrebbe esclamato: “L’ho ucciso“. Jeanette Javell, 42 anni, ora è in carcere e dovrà scontare 15 anni di reclusione.

 

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FA SESSO CON DUE CANI, POI LO DICE AL FIDANZATO: LUI LA FA ARRESTARE

PHOENIX – Raccapricciante storia proveniente dagli Stati Uniti: Brittany Angelique Sonnier, 20 anni, è accusata di aver fatto sesso con due cani di sua proprietà.
Tutto è iniziato quando la ragazza ha raccontato la vicenda al suo fidanzato, che ha subito avvertito la polizia.
In particolare la ragazza è stata accusata e condannata per aver avuto rapporti sessuali ‘vaginali e orali’ con due cani di casa: è stata arrestata lo scorso 20 novembre.
“Abbiamo ricevuto una segnalazione riguardante Brittany Angelique Sonnier, relativo alle bestialità compiute da parte sua sugli animali, ed è stata presentata una denuncia penale, da parte del suo fidanzato, all’ufficio del procuratore della contea – ha affermato il sergente Joe Harrold al ‘The Huffington Post‘, che ha continuato – La ragazza un giorno mostro al suo fidanzato le immagini che la ritraevano mentre faceva sesso con i poveri animali. Poi ha confessato di fare sesso con i cani di famiglia, da quando aveva 13 anni, perchè non riusciva a trovare un partner che la soddisfacesse sessualmente.”

Fonte: http://www.leggo.it/zoom/fa_sesso_con_due_cani_poi_lo_dice_al_fidanzato_lui_la_fa_arrestare_foto/notizie/205495.shtml

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Bambino vandalizza la scuola. Madre separata affidataria picchia la preside

Manifesto di propaganda nazi-femminista, che criminalizza gli uomini ed addirittura i bambini come violenti

La giustizia che priva i bambini dei loro papà, spesso falsamente accusati di violenza, interverrà ora allontanando il bambino dalla madre isterica e violenta, in maniera da educarlo a diventare una persona civile?

Preside aggredita dalla madre di un alunno delle medie. La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Noale (Venezia), Francesca Bonazza, è finita al Pronto soccorso per aver convocato in presidenza uno dei ragazzini che era stato sorpreso a imbrattare, con scritte blasfeme, le aule della vicina scuola elementare. Cosa che non è andata giù alla donna: invece di rimproverare il figlio, si è scagliata contro la responsabile dell’istituto comprensivo afferrandola per il collo.
Sono da poco passate le 13. Al termine delle lezioni il convivente della mamma va all’interno della “Pascoli” per riportare a casa il ragazzino. Al suo rientro quest’ultimo racconta alla madre di essere stato convocato dalla dirigente scolastica in merito agli atti vandalici accaduti alle elementari. Ad agire alcuni giorni fa erano stati in 5 o 6, tutti delle medie di Noale, ma a quanto pare lui era stato l’unico a essere stato riconosciuto. Di qui la convocazione in presidenza. Apriti cielo.

In un battibaleno la donna e il suo compagno tornano nella scuola media, e lei inizia ad urlare nell’atrio denunciando a squarciagola “sequestro di persona” cui sarebbe stato sottoposto il figlio. Ma non basta, entra nell’ufficio della dottoressa Bonazza e le si scaglia contro, prendendola per il collo e scaraventandola contro la parete della stanza. Alla scena assiste impotente un’insegnante che svolge funzione vicarie sempre nella media. Dopo la sfuriata, la donna si calma e se ne va con il compagno che l’attende all’esterno. La dirigente scolastica invece viene accompagnata al Pronto soccorso di Mirano dove viene medicata dai sanitari per le contusioni al collo: una volta dimessa va alla stazione dei carabinieri di Noale.

Alla dirigente scolastica sono giunte espressioni di solidarietà da parte di tutti i genitori, dai colleghi insegnanti e dal personale scolastico.

http://www.gazzettino.it/nordest/venezia/vandali_a_scuola_mamma_difende_il_figlio_e_si_scaglia_contro_la_preside/notizie/232449.shtml

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Stalking: la storia di Mario perseguitato dalla sua «fidanzata»

MILANO – Diciassette anni e un amore malato. La vita di Marco (nome di fantasia) finisce qui, e già da qualche anno. Colpa di una relazione ossessiva, un tempo con la fidanzatina dei sogni, oggi terribile persecutrice. Telefonate, sms, pedinamenti, minacce, un assedio quotidiano. Classico copione da stalking, ma con un finale ancora da scrivere. Perché è minorenne, ha una famiglia contro, e di fronte una ragazza-mastino decisa a non mollare la preda.

OGNI GIORNO UN INFERNO – Per Marco, che da poco ha chiesto aiuto, ogni giorno è un inferno. Ecco il suo racconto affidato agli psicologi del centro: «Quando lei mi telefona non mi chiede come stai, ma dove sei, cosa fai. Le sere che non ho voglia di litigare e sono sempre di più mi fa almeno 30 chiamate per sapere se sono a casa. Non sono più padrone della mia vita». Un’esistenza senza sogni né spensieratezza, niente uscite con gli amici, risate davanti alla tv, o serate in discoteca. Roba da adolescenti. Ma non per Marco. «Non posso fare nulla senza di lei, mi dice che sono malato, sporco e che agisco di nascosto. Quando faccio qualcosa che lei non sa, se la lega al dito e me la fa pagare. Mi dice che questi miei comportamenti sono per lei una pugnalata alla schiena».

GELOSIA E VIOLENZE – Possesso, ansia di controllo, situazioni alle quali Marco non riesce a sottrarsi. E a volte arrivano anche i ceffoni, conseguenza di scenate di gelosia. Che lui incassa, ogni volta sperando che non succeda di peggio. Ma Anna (nome di fantasia, è poco più grande di lui) non è stata sempre così, stalker alla luce del sole. «La prima volta che l’ho vista mi infatuai di lei, la tipica leader, per niente bella, anzi. Sono rimasto attratto da come parlava, da tutte le cose che sapeva, dopo ho capito che millantava. Appariva ironica, brillante e passionale. Io tutto il contrario. In più era molto premurosa, si offriva di accompagnarmi ovunque, in maniera apparentemente carina, voleva esserci in tutte le uscite. Era una forma di attenzione di cui avevo bisogno e paura nello stesso tempo. Lei c’era sempre. E io non avevo il coraggio di dirle di no».

CONFLITTO INTERIORE – Ben presto la premura degenera in dominio, fuori ogni misura. E per Marco comincia il tormento, una sorta di conflitto interiore, perché se da un lato sa che la storia è malata, dall’altro non ne può fare più a meno. «L’anno scorso decisi di interrompere, i primi giorni la odiai, poi mi iniziò a mancare. Dopo due o tre mesi, mi contattò una ragazza che non conoscevo, sembrava una conoscenza causale. Io mi sentivo particolarmente solo e feci amicizia con lei. Dopo alcune settimane mi confessò che era amica della mia ragazza e che le aveva parlato di me, che era ancora innamorata di me. Questo fu deleterio. Accantonai i lati negativi e rimasero solo i bei ricordi. Sono tornata con lei perché quando ci rincontrammo mi disse che mi amava e che mai mi avrebbe fatto del male. Era quello che volevo sentire! Inoltre mi scrisse che stava molto male e che stava prendendo dei farmaci».

PERSECUZIONE PSICOLOGICA – Un ritorno di fiamma, del quale non tarda a pentirsi. Perché l’ossessione riprende, più forte che mai: Marco vive da recluso, e se esce, lei è sempre al suo fianco. Isolato, lontano dai divertimenti della sua età, vittima anche di se stesso. Una persecuzione sottile, anche di tipo psicologico, finalizzata a tenerlo legato, incutendogli il terrore di restare da solo: «Ero sul punto di lasciarla, ma come al solito mi disse qualcosa che mi segnò particolarmente, “io mica ti metto le mani addosso!”, “ tu troverei, dopo di me, una che ti picchierà!… Aveva colto ancora nel segno, perché avevo paura di legarmi a persone forti e di non riuscire a staccarmi, ma nello stesso tempo provavo angoscia al pensiero di restare da solo». Eppure il paradosso continua: Anna non si ferma, commette stalking senza essere un ex.

NESSUNA DENUNCIA – Ma per Marco il limite sembra superato. Basta un seminario a scuola per far esplodere il caso. Il ragazzo scoppia in lacrime durante la proiezione di un video-spot su violenza psicologica e stalking organizzata nel suo liceo. È un insegnante ad accompagnarlo da un esperto. Perché Marco non riesce a liberarsi di Anna? Dai colloqui con gli esperti si scopre così che la famiglia non lo supporta: anche se il ragazzo si è confidato, padre e madre sono convinti che stia esagerando, che Anna sia una brava ragazza, e che lui, non sapendo gestire la relazione, provochi le reazioni della fidanzata. Una denuncia per stalking? «Assolutamente no». Secondo i genitori «metterebbe a repentaglio la reputazione della famiglia». Così per Marco la strada è in salita. Potrebbe sporgere querela anche senza il supporto dei genitori, ma da solo non se la sente. Chiuso nel terrore, con il sostegno degli psicologi, ora non gli resta che aspettare. E, a denti stretti, conta i giorni che mancano al suo 18° compleanno, quando, con una piccola valigia, si lascerà tutto alle spalle, i genitori, il paese dove è nato e cresciuto, i pochi ricordi belli.

Per entrare in una comunità protetta e denunciare finalmente la sua aguzzina. Forse allora potrà ricominciare a vivere.

“Mario Mottolo”.

Storia liberamente tratta da http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_20/campagna-antistalking-ons-giovani_f84a057a-13bf-11e1-8f9c-85bd5d41d537.shtml

(I ruoli di uomo e donna sono stati invertiti: vi farebbe più effetto la stessa storia se la vittima fosse una donna?)

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Barbara D’Urso: «sventrata la mia casetta »

Natale amaro per la conduttrice:«Mi hanno svaligiato casa»

MILANO – Natale amaro per Barbara D’Urso che consegna a Twitter il suo grido di dolore per la «visita» dei ladri in casa. «Sono andati i ladri a casa mia. Hanno portato via tutto», ha scritto stanotte, circa alle ore 3 la conduttrice sul suo profilo Twitter carmelitadurso dando la notizia dell’accaduto.

«IL MIO NIDO» – «Tutta casa devastata che cosa brutta. Tutto tutto.. La mia piccola casetta sventrata… Il mio nido… Appena traslocato non ho più nulla si lo so poi esce il sole… ma ora no», conclude. (Fonte: Ansa)

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Tata accoltella e uccide due bambini

NEW YORK – Una vera e propria tragedia si è consumata in uno dei quartieri più lussuosi di New York, Manhattan. Due bambini di due e sei anni sono stati ritrovati morti, accoltellati dalla loro tata. La donna, dopo aver compiuto il folle gesto, ha tentato di togliersi la vita e ora versa in condizioni critiche.

 

A fare la scoperta agghiacciante della morte dei due piccoli è stata la loro madre che, rientrata dal lavoro alle 17:30 circa, ha rinvenuto i corpi delle giovani vittime all’interno della vasca da bagno, cosparsa di sangue.

Ad allertare la polizia è stato un vicino di casa della donna che ha ascoltato le grida strazianti della stessa: «Gli hai tagliato la gola! La gola, gli hai tagliato la gola!», come riferito dall’uomo al New York Times.

Anche la badante killer Yoselyn Ortega è stata ritrovata nell’appartamento con ferite al collo auto inflitte.  Allertati subito i soccorsi, i due bimbi,  Lucia e Leo, sono stati immediatamente trasportati al St. Luke Hospital di New York ma per loro ormai non c’era più nulla da fare.

Resta ignoto il motivo del gesto.

http://www.ilquotidianoitaliano.it/notizie/2012/10/news/new-york-tata-accoltella-e-uccide-due-bambini-e-poi-tenta-di-togliersi-la-vita-151304.html/

 

Immagine tratta da filmato di propaganda femminista

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Australia, anziana aggredita da canguro

Stava stendendo la biancheria in giardino. Quando, all’improvviso, è stata aggredita da un canguro rosso gigante. L’anziana di 94 anni ha pensato di morire. A salvarla l’intervento della polizia che ha usato uno spray al peperoncino e ha catturato l’animale.

L’ANIMALE- È successo a Charleville, nello stato australiano di Queensland. L’animale, alto oltre due metri e capace di coprirne nove con un solo salto, ha fatto irruzione nel giardino della signora, l’ha scaraventata a terra e l’ha ripetutamente presa a calci. «Ho pensato che mi uccidesse», ha poi spiegato Phyllis Johnson al giornale Courier-Mail, dal suo letto di ospedale. «Era più grande di me e mi sono nascosta tra la biancheria», ha raccontato ancora, spiegando di aver tentato di difendersi con una spazzola mentre il suo cane, spaventato, si è tirato indietro. Ferita, l’anziana signora è comunque riuscita a rientrare in casa e a chiamare il figlio, che ha dato l’allarme avvertendo la polizia.

LE FORZE DELL’ORDINE- Due agenti sono arrivati nel giro di pochi minuti. E hanno dovuto difendersi a loro volta. E catturato marsupiale. Non è la prima volta che accadono questi episodi. I canguri, a quanto pare, sono animali aggressivi.

Fonte: http://www.corriere.it/animali/11_luglio_26/anziana-canguro_16e58afa-b771-11e0-bc88-662787a705c0.shtml

 

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Torera violentata da toro

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Azzannata al volto da suo pittbull

Azzannata dal suo pitbull mentre sta mangiando. Il cane le si avventa addosso e le stacca mezzo naso. Una tragedia andata in scena ieri sera alle 19 in un appartamento in via Verdi. Vittima una giovane livornese di 27 anni. Gravi le sue condizioni: ha perso la metà destra del naso e ha avuto una piccola lesione anche alla guancia. Portata d’urgenza dalla Misericordia in pronto soccorso, la ragazza in serata è stata trasferita a Cisanello, nel reparto di Maxillofacciale. Tutto accade nel giro di pochi minuti. La famiglia, genitori e due figli, la ragazza e il fratellino, è a casa e si prepara alla cena. La serata scorre serena, come accade tutti i giorni. Nessuno può immagine cosa sta per succedere. La madre è in cucina e chiede alla ragazza cosa vuole mangiare per cena. Lei, per ingannare l’attesa mentre la mamma è ai fornelli, prende un pezzo di pizza, si siede sul divano e comincia a sgranocchiare. In casa, oltre ai familiari, ci sono anche i due cani di famiglia: il pitbull, che ha circa cinque anni, e un altro canino più anziano e tranquillo. A un tratto, mentre sta mangiando la pizza, i due animali le si avvicinano e il pitbull l’aggredisce.

Forse per prendere un boccone di cibo o chissà per quale altro motivo, si avventa con foga, dandole un morso nel viso. A quel punto, la situazione diventa drammatica. La ragazza, in preda a un dolore atroce, inizia a gridare disperata e corre in bagno, seguita dalla madre. Nel frattempo i cani, molto agitati, iniziano a correre per la casa. Da fuori si sentono fortissimi rumori e i vicini preoccupati non sanno che pensare: da una parte la ragazza grida dal dolore, dall’altro si sente il fracasso di oggetti che cadono. A fatica, uno dei genitori riesce a fermare il cane e a portarlo in un’altra stanza. Sistemate le bestiole, tutte le attenzioni si concentrano sulla ventisettenne, che continua a perdere sangue e per poco non sviene. Intanto scatta l’allarme al 118, che manda sul posto un’ambulanza della Misericordia dalla vicinissima sede nella stessa via Verdi. Quando arrivano i soccorritori, insieme al medico del 118, la situazione è critica: la ragazza è in lacrime, singhiozza senza sosta. È seduta in bagno, con le mani sul viso e cerca di tamponare la ferita.

I genitori e il fratellino le sono vicini, ma sono completamente sotto choc. I soccorritori disinfettano la ferita e cercano in qualche modo di alleviare la sofferenza, ma c’è poco da fare. Bisogna solo portarla al pronto soccorso, che è già stato allertato, vista la gravità della situazione. In pochi minuti, la ragazza è in ospedale dove la stanno aspettando i medici. Gli esperti si rendono subito conto che le condizioni sono molto serie e così si decide l’immediato trasferimento della paziente a Pisa. Lì, nel reparto della Maxillofacciale specializzato per questi casi, i chirurghi proveranno a riattaccare al volto della ragazza la porzione di naso recisa, che è stata recuperata dai soccorritori nell’appartamento di via Verdi. L’incidente ha creato grande apprensione nella famiglia della giovane. La speranza è che possa riprendersi prima possibile e che non subentrino infezioni. Queste sono ore di profonda preoccupazione: tutta la famiglia ha seguito la ragazza nei suoi spostamenti.

Già dal primo intervento dell’ambulanza della Misericordia, la madre è voluta salire a bordo con la figlia per farle coraggio e starle accanto in un momento così delicato. Il padre, invece, non potendo montare anche lui sull’ambulanza, si è precipitato in automobile in ospedale. Nessuno però si sarebbe mai aspettata l’a ggressione da parte del pitbull che, apparentemente, pare inspiegabile. Il cane da anni vive in casa con la famiglia e in base a quanto appreso, a parte qualche piccolo episodio, non è mai stato al centro di situazioni analoghe a quella di ieri sera.

Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2009/02/06/news/azzannata-al-volto-dal-suo-pitbull-1586533

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